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 Les Calanques (Marsiglia)... di Carla
 

“Non avevo mai ucciso qualcuno prima d’oggi.”
Affinità d’intenti

 

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 07/05/2015 @ 11:03:43, in Scrittura & pubblicazione, linkato 6972 volte)

Chiunque sia lettore o scrittore ha dimestichezza con il sistema di recensione dei libri basato sulle cinque stelline. Questo sistema viene usato da tutti gli store online di libri e dai social network dedicati alla lettura, ed è associato alle recensioni vere e proprie in cui il lettore entra nel dettaglio nel giudicare il libro.
In genere negli store, come Amazon, dove il sistema delle recensioni a stelline è popolarissimo ed è un mezzo immediato per farsi un’idea del prodotto (quindi non solo libri), per poter assegnare questo giudizio numerico è necessario associarlo a una recensione scritta, mentre nei social network come Goodreads (sempre del gruppo Amazon) o Anobii (che invece appartiene al gruppo Mondadori) questo obbligo non esiste.
 
Si discute tanto sull’importanza delle recensioni, in particolare del fatto che queste siano o meno oneste, poiché la media stelline di un libro (e di qualsiasi prodotto o servizio) può avere un impatto importante sulle vendite dello stesso. Ciò è particolarmente vero per i self-publisher che fanno leva sul passaparola per promuovere i propri libri e le recensioni sono una delle espressioni più immediate delle opinioni dei lettori che innescano questo passaparola.
 
Altro aspetto importante delle recensioni, oltre al fatto di essere veritiere (cosa purtroppo non sempre vera sia in senso positivo che soprattutto negativo, che ha un peso maggiore proprio sulla media stelline), è la loro utilità. Questo perché al di là della media e del numero delle recensioni, chi le legge lo fa in genere per capire se il libro in questione rientra nei suoi gusti e, in questo senso, trovare qualcuno che dice che è bellissimo oppure che non gli è piaciuto per nulla non serve allo scopo. Ciò che serve è una breve analisi di quello che il libro ha lasciato al lettore. Il fatto che poi tali aspetti rendano il libro brutto o bello agli occhi del recensore alla fine ha poca importanza. Certi aspetti che per un lettore sono difetti possono essere pregi per un altro, ma se non vengono descritti nella recensione questa perde di utilità.
 
Il problema però è che spesso chi approda alla pagina di un prodotto potrebbe non andare oltre alla media stelline, messa in primo piano sotto il titolo, insieme al numero di recensioni (più è alto, più la media è significativa) e ovviamente al prezzo. Se il modo in cui i recensori utilizzano le stelline fosse uguale per tutti, questo sistema di valutazione sommaria sarebbe decisamente molto utile. Ma purtroppo non è così.
 
Spesso mi è capitato di leggere recensioni bellissime di un libro cui però il recensore aveva assegnato appena tre stelle (che, di fatto, non fanno alzare la media del libro e sono considerate un voto non positivo) e in altri casi recensioni a quattro o addirittura cinque stelle in cui il recensore elencava una lunga lista di difetti.
Ma allora che vogliono dire le stelline?
 
Non esiste una risposta univoca. Ognuno di noi che scrive recensioni ai libri ha un sistema tutto suo, più o meno coerente, di utilizzarle.
Volete conoscere il mio?
 
Be’, le mie valutazioni numeriche si basano principalmente sul gradimento del libro stesso. Anche se nelle recensioni qua e là posso anche dare dei giudizi tecnici (con parsimonia, perché nella scrittura la tecnica non conta nulla se manca tutto il resto), la scelta del numero delle stelline è basata unicamente su quanto il libro è piaciuto a me nel particolare periodo in cui l’ho letto, che abbia o no piccoli o grandi difetti.
 
Un elemento fortemente discriminante è il desiderio di rimettersi a leggere il libro.
Avete presente quando state leggendo un libro che vi piace così tanto da attendere con trepidazione tutto il giorno il momento in cui potrete continuare la lettura? Per quanto mi riguarda questo è un fatto determinante e il più delle volte significa che ho in mano un libro da cinque stelline.
 
Ma può non bastare. A questo aggiungo un secondo elemento, ancora più importante: la soddisfazione provata a fine lettura, in altre parole il mio gradimento del finale. E con questo non intendo che il libro finisca bene o male, ma piuttosto che il finale funzioni, che bello o brutto abbia senso, che non stoni, insomma che mi piaccia.
Va da sé che se un libro non mi è piaciuto ciò riguarda tutto il libro, compreso il finale.
In altre parole il gradimento del finale è ciò che mi fa optare per una recensione positiva (quattro o cinque stelle) piuttosto che una negativa (da tre stelle in giù), mentre la contemporanea presenza di questi due elementi (desiderio di leggere il libro e l’aver gradito il finale) determina per me un libro a cinque stelle.
 
Ci sono poi altri difetti o pregi che riporto nel testo della recensione e, salvo rari casi (se ce ne sono molti), non influenzano il mio giudizio numerico finale.
Ma, per farvi capire meglio cosa intendo, vi riporto di seguito la mia scala di giudizio.
 
 
5 stelle
: mi è piaciuto così tanto che durante il giorno non vedevo l’ora di rimettermi a leggerlo e mi è piaciuta la fine.

4 stelle: mi è piaciuto, ma non tanto da non vedere l’ora di rimettermi a leggerlo, e mi è piaciuta la fine.
 
3 stelle: è un libro abbastanza buono di per sé (ben scritto o con una trama interessante) ma non mi è piaciuto per qualche motivo oppure mi è piaciuto (magari pure da non vedere l’ora di rimettermi a leggerlo) ma non mi è piaciuta la fine.
 
2 stelle: non mi è piaciuto e non lo considero abbastanza buono di per sé, ma non è del tutto da buttare via.
 
1 stella: non c’è proprio nulla da salvare in questo libro.
 
Come vedete, per me tre stelle sono una recensione negativa, poiché significa che non mi è piaciuto il libro oppure che non mi è piaciuto il finale. E, se il finale di un libro non funziona, allora è il libro che non funziona, anche se fino a un certo punto mi è piaciuto, quindi il mio giudizio non può essere positivo.
Da un punto di vista numerico, inoltre, assegnare tre stelline a un libro significa non aiutarlo a migliorare la sua media, a meno che non sia già disastrosa. Per questo motivo, se un libro mi è piaciuto e quindi voglio contribuire positivamente alla sua media stelline, devo darne almeno quattro. È una questione puramente matematica.
 
Chiaramente questa è la mia scala di giudizio, ognuno si crea la sua, ma è a questa che cerco di attenermi nelle recensioni che vedete pubblicare in questo blog.
E voi come affibbiate le famigerate stelline ai libri che leggete?
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Di Carla (del 03/05/2015 @ 02:46:05, in Podcast, linkato 2868 volte)

Ci sono grandi novità nell’universo di FantaScientificast, il podcast di fantascienza ideato da Paolo Bianchi e Omar Serafini, che da pochi giorni ha subito un’importante evoluzione. Da semplice podcast, il progetto di FantaScientificast si amplia diventando anche un blog.
Nasce così Destinazione: Terra!, il nuovo contenitore di notizie di fantascienza e cronache della galassia, che oltre al podcast, il cui nome resterà sempre FantaScientificast, include articoli di approfondimento, notizie varie e recensioni di fantascienza.
 
Si amplia anche la redazione che si ritrova a dare spazio a nuovi collaboratori col ruolo di blogger. Tra questi ci sono anch’io, che, dopo aver partecipato diverse volte al podcast, mi riproporrò con articoli e recensioni. Ogni volta che uscirà un mio articolo su Destinazione: Terra! ovviamente vi informerò anche qui.
 
Nel frattempo vi invito a dare un’occhiata al nuovo sito (www.destinazioneterra.it), leggere gli articoli presenti (come vedrete, sono inclusi tutti i vecchi podcast) e iscrivervi al feed RSS per non perdere nessun nuovo articolo.
Ci leggiamo presto sull’astronave di Destinazione: Terra!
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Di Carla (del 30/04/2015 @ 06:06:52, in Scrittura & pubblicazione, linkato 2057 volte)

Un mese fa annunciavo che avrei partecipato alla sezione di aprile del Camp NaNoWriMo di quest’anno per scrivere il mio prossimo romanzo di fantascienza, “Per caso”. Be’, circa un’ora fa ho superato la soglia delle 50 mila parole (anzi, ho raggiunto 50500 parole) e quindi ho ufficialmente vinto il Camp NaNoWriMo April 2015!
 
Sono davvero felicissima, perché non scrivevo qualcosa di completamente nuovo dal novembre 2013 e pian piano mi sono innamorata di questa storia. La prima stesura del libro non è ancora finita. Credo che arriverò a 53 o 54 mila parole, però ormai il più è fatto. Mi mancano una o due sessioni di scrittura con le ultimissime scene: una con ancora un pochino di azione e l’ultima col colpo di scena finale.
 
Per caso” è senza dubbio il libro più strano che abbia scritto finora (è il nono!). È un insieme di tante cose, dalla space opera, che è solo un contesto, ad argomenti impegnati come l’impossibilità di comprendere il diverso. I temi di base sono la casualità come unico motore degli eventi e la conoscenza del proprio nemico, che potrebbe diventare persino amico in particolari circostanze.
A questo proposito mi sono ricordata (e anche un po’ ispirata, per quanto riuscissi a ricordare) a un vecchio film visto da ragazzina in tivù: “Il Mio Nemico (Enemy Mine)” di Wolfgang Petersen con Dennis Quaid.
 
Vi parlerò più diffusamente di questo libro quando terminerò la prima stesura, quindi al più tardi la settimana prossima. Per adesso voglio celebrare il traguardo del superamento delle 50 mila parole e il fatto che so cosa scrivere con quelle mancanti.
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Di Carla (del 25/04/2015 @ 00:24:21, in Rassegna stampa, linkato 3159 volte)


Ecco una lista di articoli, recensioni, citazioni e interviste relative a "L'isola di Gaia".
L'elenco verrà aggiornato man mano che nuovi articoli verranno pubblicati.

L'isola di Gaia: il futuro come non lo avete mai immaginato su Tom's Hardware
https://www.tomshw.it/altro/lisola-di-gaia-il-futuro-come-non-lo-avete-mai-immaginato/

L'isola di Gaia (di Rita Carla Francesca Monticelli) su Universo di Parole
http://universodiparole.blogspot.it/2015/04/lisola-di-gaia-di-rita-carla-francesca.html

Speciale L'isola di Gaia su HUGMENTED (podcast)
http://hugmented.podbean.com/e/hugmented-speciale-lisola-di-gaia

“L’isola di Gaia” di Rita Carla Francesca Monticelli su Giochi di parole... con le parole
http://giovanniventuri.com/2015/05/30/lisola-di-gaia-di-rita-carla-francesca-monticelli/

Nel futuro non potrete fidarvi dei vostri sensi. “L’isola di Gaia” nuovo lavoro di Monticelli, Gazzetta del Sulcis-Iglesiente, n° 723, 4 giugno 2015
http://www.anakina.net/public/Gazzetta_Sulcis-Iglesiente_04_06_2015.jpg

 

 

"L'isola di Gaia" è disponibile in formato cartaceo a partire da 11,99 euro su Amazon, Giunti e inMondadori.
Disponibile in ebook a partire da 3,49 euro su Amazon, Giunti, Kobo, inMondadori, laFeltrinelli, Google Play, iTunes, Nook (app) e Tolino. Senza DRM.

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Di Carla (del 23/04/2015 @ 00:05:33, in Lettura, linkato 2325 volte)

 Storia appassionante. Traduzione da rivedere.
 
Nel giudicare questo libro voglio fare una netta distinzione fra il romanzo in sé e questa sua edizione italiana (quella che ho io è la versione resa disponibile nell’agosto 2014). Nonostante la traduzione non sia perfetta, ho comunque deciso di far prevalere il mio gradimento per questa storia nel giudicarla, senza lasciarmi influenzare dall’evidente assenza della figura di un correttore di bozze esperto di traduzioni, che avrebbe potuto facilmente individuare i tanti piccoli problemi che affliggono questo testo. La traduzione di per sé è ottima, ciò che manca è proprio un lavoro di rifinitura che tolga di mezzo le ripetizioni, renda alcune frasi scorrevoli, elimini traduzioni un po’ troppo letterali o errate (rispetto al contesto), sistemi qualche virgola e i soliti refusi (quelli ci sono in tutti i libri, è vero, ma qui ce ne sono diversi, segno dell’assenza di un ulteriore sguardo esterno).
 
Mettendo da parte questo discorso, voglio concentrarmi sul romanzo.
Sono tanti, infatti, gli aspetti che lo rendono interessante. A iniziare dall’argomento a dir poco originale.
La protagonista, una detective di Scotland Yard (e già questo basterebbe a interessarmi), si imbatte in un caso complesso, collegato a un giro di profanazione di tombe, plastinazione di cadaveri, fino ad arrivare alla dissezione di corpi ancora vivi. L’argomento è senza dubbio macabro e non adatto agli stomaci più deboli. Devo dire che a tratti la lettura mi ha inquietato e, come capita per i buoni libri, nonostante ciò non riuscivo a smettere di leggere.
Il lavoro di ricerca della Penn è fantastico. La minuzia di particolari con cui ci mostra questo mondo sotterraneo e le ambientazioni dove vengono svolte queste pratiche è tale che si ha la terribile sensazione che tutto ciò stia davvero accadendo in questo momento.
Tutto appare autentico, non solo questi dettagli. La bella prosa dell’autrice ci porta dentro la testa della protagonista, ci coinvolge nel suo inferno personale e ci fa sentire lei, quando tutto il mondo pare crollarle addosso e si trova a un passo dal fare una morte orrenda.
Infine, l’aggiunta dell’elemento sovrannaturale, che in genere non apprezzo, è però fatta con tale maestria che non stona con l’autenticità di tutto il resto. Diciamo che dà un ulteriore tocco di colore, anche se non del tutto necessario, e offre l’opportunità di presentare un altro personaggio, con cui, a quanto pare, la detective si troverà a dividere la scena di nuovo nei prossimi libri della storia.
In conclusione, non posso che consigliare la lettura di questo libro, in particolare a chi fosse in cerca di storie fuori dal comune, ma confezionate con i tempi e i modi giusti di un buon thriller.

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Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina

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Di Carla (del 18/04/2015 @ 10:30:00, in Interviste, linkato 3711 volte)

Questa è proprio la stagione delle interviste. Stavolta devo ringraziare Michele Amitrani, anche lui autore di fantascienza, che ha voluto ospitarmi nel suo blog per parlare di me, dei miei libri e di self-publishing.
 
Come potrete vedere il testo dell’intervista è davvero lungo. Michele mi ha rivolto molte domande e io non mi sono tirata indietro nel fornirgli delle lunghe risposte.
È stato interessante parlare delle motivazioni che spingono una persona a intraprendere la strada della scrittura e soprattutto quelle che la portano a perseverare. Ho avuto modo di esprimere la mia opinione sul futuro del self-publishing e sull’editoria digitale in generale, ma anche sul rapporto con l’editoria tradizionale. Infine mi sono soffermata su qualche consiglio agli aspiranti self-publisher e sul vero ruolo dei social network nella promozione del proprio lavoro in campo editoriale.
Infine ho parlato dei miei progetti per il prossimo futuro, quelli che molto presto potrebbero finire nel vostro dispositivo di lettura.
 
Curiosi?
Allora fate clic qui per leggere l’articolo completo sul blog di Michele Amitrani, e magari approfittatene per dare un’occhiata anche agli altri suoi articoli.
 
Grazie a Michele per la sua ospitalità!
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Di Carla (del 17/04/2015 @ 12:22:52, in Podcast, linkato 4235 volte)

Pare che io non riesca proprio a stare lontana dai podcast. Di recente ho infatti avuto il piacere di essere intervistata su HugMented, un bel podcast italiano di fantascienza, che ha presentato una puntata speciale dedicata al mio ultimo romanzo di questo genere, “L’isola di Gaia”.
 
Durante la lunga chiacchierata con Cooper, ho avuto modo di parlare di questo libro, che è la seconda parte del ciclo dell’Aurora. Ovviamente l’ho fatto senza dare reali anticipazioni sulla trama. Mi sono quindi concentrata sulle tematiche trattate al suo interno, come la percezione distorta della realtà, sull’ambientazione in Antartide e sul processo creativo che mi ha portato a scrivere questo romanzo che, pur essendo inserito nello stesso universo immaginario di “Deserto rosso”, si differenza notevolmente dalla serie marziana. Non è infatti una storia con un solo protagonista principale, bensì è un romanzo corale, cosa che ha richiesto tempistiche più lunghe per la sua stesura, ma allo stesso tempo mi ha dato maggiore libertà creativa nel raccontare il futuro del prossimo secolo, anche grazie al fatto che rientra in un sottogenere diverso della fantascienza: il cyberpunk.
Ci siamo inoltre intrattenuti a parlare di self-publishing, di editoria digitale in Italia, e del mio cammino personale in campo editoriale.
 
È stata davvero una bella intervista, impreziosita dall’ottimo lavoro fatto da tutta la redazione di HugMented.
Vi riporto qui incorporata nel post la puntata, ma vi invito anche a visitare il sito di HugMented, a iscrivervi al podcast su iTunes e dare un ascolto anche alle puntate precedente. HugMented è inoltre disponibile su YouTube, come videocast, mentre potete seguire la sua pagina su Facebook e il suo profilo su Twitter.
 
Buon ascolto e, mi raccomando, condividete la puntata del podcast con i vostri amici.

Grazie a Cooper e DJ Mars!
 
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Di Carla (del 11/04/2015 @ 04:30:14, in Lettura, linkato 2995 volte)

 Tutto in un giorno
 
Quando inizio la lettura di un libro di Patricia Cornwell della serie di Scarpetta so già di andare sul sicuro.
In primo luogo, perché ritrovo delle vecchie conoscenze, che, col passare degli anni (più di venti), nella mia mente sono diventate persone reali. Infatti uno dei motivi per cui amo questa serie è proprio il ruolo prominente che le sottotrame hanno all’interno dei singoli libri. In pratica li leggo per sapere cosa succederà a Scarpetta, Marino, Lucy e Benton, e altri personaggi che appaiono e scompaiono nello loro vicende, mentre i singoli casi, per quanto mi riguarda, sono giusto un pretesto che permette l’esistenza dei singoli libri.
Il secondo motivo per cui so che mi divertirò è che la Cornwell, nonostante si ritrovi a raccontare delle storie sempre nello stesso mondo immaginario, cosa che potrebbe portare a una certa ripetitività, riesce comunque a essere originale, usando gli strumenti che il suo ruolo le fornisce: le tecniche letterarie.
Questo romanzo è raccontato tutto in prima persona dal punto di vista di Kay Scarpetta e al presente, e copre un arco di tempo di circa un giorno. In oltre 350 pagine di libro viene raccontato ciò che la protagonista vede, sente e pensa in tempo reale, sin dal momento in cui viene prelevata dalla base dell’Air Force di Dover, ignara di cosa sia accaduto, fino alla scoperta e la cattura del colpevole, che avviene circa 24 ore dopo. Insieme a lei scopriamo passo dopo passo gli eventi dei giorni precedenti. Abbiamo le stesse informazioni che ha lei, vediamo gli stessi filmati che vengono mostrati a lei, partecipiamo alle sue stesse conversazioni con gli altri personaggi, insieme a lei scopriamo cosa suo marito e sua nipote le nascondono, e ci troviamo a mettere insieme i pezzi di un caso intricatissimo che la tocca molto da vicino.
Nel contempo l’autrice non dimentica i nuovi lettori che potrebbero affacciarsi alla serie partendo proprio da questo libro (o i suoi vecchi lettori che non ricordano bene le vicende passate), quindi, quando un personaggio fa la sua comparsa, subito con poche frasi lo presenta e lo inquadra. Nonostante questo, credo che sia meglio aver letto anche i precedenti, possibilmente in ordine cronologico.
Il risultato è un’opera tra le migliori della Cornwell, che qui mostra tutta la sua bravura e maturità. Non solo riesce a gestire una trama complessa, a ottenere il meglio persino dalla prospettiva limitata offerta dalla prima persona, ma lo fa con una prosa di altissimo livello (almeno nella versione in lingua originale; ho ormai rinunciato a leggere i suoi libri in versione italiana, vista la qualità scadente delle ultime traduzioni in cui mi ero in precedenza imbattuta).
Do un solo consiglio a chi ha intenzione di leggere questo libro: assicuratevi di potergli dedicare un po’ di tempo, poiché, per meglio apprezzare questo romanzo, va letto tutto d’un fiato in pochi giorni.
 

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Di Carla (del 09/04/2015 @ 23:33:53, in Lettura, linkato 1953 volte)

 L’evoluzione di Chase
 
Dopo aver letto due raccolte di racconti, una novella e un romanzo, Chase Williams è diventato molto più di un personaggio di fantasia. L’apparente normalità in cui le sue storie hanno luogo favoriscono l’immedesimazione a tal punto che a momenti mi viene da pensare che in una cittadina di nome Tursenia ci sia veramente un ex-detective di Scotland Yard impegnato a risolvere i crimini più vari.
Questa raccolta, però, conferma l’evoluzione già in parte vista in “Pull the Trigger” e, se possibile, si fa un ulteriore passo avanti verso una più spinta tridimensionalità del personaggio. Dal classico investigatore britannico che, tramite gli indizi e un’acuta capacità di osservare i dettagli, trova il colpevole attraverso il classico processo di deduzione, si passa sempre più al Chase uomo d’azione, capace di reagire a situazioni estreme con dei comportamenti decisi. Un uomo che non teme di sporcarsi le mani né di mettere a repentaglio la sua stessa incolumità.
Così facendo, Chase si sta prendendo pian piano la scena, persino attraverso piccoli racconti di mille parole. Verrebbe quasi da pensare che la sua permanenza in Italia e il contatto con personaggi e situazioni tipicamente italiane lo stiano influenzando e ne stiano tirando fuori un’indole inattesa, che non può che fare breccia nel cuore dei lettori.
Dovendo fare un paragone tra questa raccolta e le due precedenti, noto subito la notevole differenza nello stato d’animo che sottende le varie trame. Vengono meno le immagini eccessive, eppure tutti i racconti, persino quelli che non trattano crimini gravi come l’omicidio o che comunque raccontano delle vicende più leggere, sono carichi di suspense e di una venatura cupa, drammatica. La scrittura della Mattana diventa più matura, mentre il suo mondo immaginario si espande, diventando sempre più reale.
Non mi resta che attendere il suo prossimo lavoro per godermene un altro scorcio.
 
Questo libro è scritto in lingua inglese!
 
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Di Carla (del 01/04/2015 @ 22:02:44, in Scrittura & pubblicazione, linkato 2124 volte)

Quest’anno ho intenzione di scrivere tanto. Me lo sono ripromessa visto che nel 2014 ho vissuto di rendita. Mi sono dedicata a revisionare e riscrivere romanzi già scritti, per poi pubblicarli, e a tradurre la serie di “Deserto rosso” in inglese.
 
Ma adesso è arrivato il momento di tornare a scrivere e il modo migliore per farlo è proprio partecipare a un’edizione del Camp NaNoWriMo, quella che inizia oggi e finisce il 30 aprile.
Il romanzo che scriverò s’intitola “Per caso”. È un thriller fantascientifico che rientra nel sottogenere della space opera.
 
“Per caso” racconta del ritrovamento casuale di un’astronave, chiamata Chance, data per dispersa da lunghissimo tempo. La Chance viaggiava dalla Terra alla colonia umana sul pianeta Thalas, ma, poco tempo dopo essere uscita dal tunnel subspaziale ai margini del sistema stellare, ha smesso di comunicare e nessuno ha più saputo che fine avesse fatto. Al suo interno trasportava trecento persone in criostasi, ma ora solo tre capsule sono ancora funzionanti.
Che cosa è accaduto a bordo della nave?
Solo gli unici tre passeggeri sopravvissuti potrebbero rispondere a questa domanda, ma sono rimasti in sonno criogenico per troppo tempo e l’equipe medica di Doc (il protagonista) non riesce a svegliarli.
 
E adesso tocca a me. Stanotte inizierò a scrivere e cercherò di portare a termine almeno 50 mila parole in 30 giorni. Non so se saranno sufficienti a completare il romanzo. Questo lo scoprirò durante il mio viaggio.
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