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 Lago di Ledro... di Carla
 

“Non avevo mai ucciso qualcuno prima d’oggi.”
Affinità d’intenti




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Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 17/08/2011 @ 03:51:29, in Scrittura & Lettura, linkato 1561 volte)


 Che trip!

Recensione originariamente scritta e pubblicata su aNobii il 16 luglio 2010. 

Che dire: Hamilton è un pazzo. Nel senso buono del termine. La sola capacità, che lui ha, di concepire e scrivere bene (!) un'opera così lunga e complessa e farlo in maniera credibile, lo rende un grande scrittore.
 Ho letto in giro recensioni di persone che l'hanno trovato prolisso o noioso o complicato. Certo l'impatto con tutti quei personaggi e quelle realtà così distanti dalla nostra non è facile, ma da qui ad annoiarsi o non capire ne passa parecchio. O come sempre è segno di scarsa immaginazione. Nonostante le 570 pagine (tra l'altro scorrevolissime) i personaggi principali sono pochi, i fili temporali sono due bene distinti, e alla fine tutto o quasi torna. Ho detto "quasi" perché il resto tornerà nei sequel, dei quali sto già leggendo (e ho quasi finito) il secondo.
 Forse è proprio il fatto che la storia sia suddivisa in tre libri a creare il problema, perché c'è il rischio che, passando troppo tempo dall'uno all'altro, non ci si ricordi bene cosa è successo. Ma purtroppo si tratta di qualcosa che è praticamente inevitabile.
 Fortunatamente ho già il secondo in inglese, che tra l'altro ho iniziato a leggere per primo non avendo ancora il primo volume e, nonostante questo, non mi sono assolutamente confusa.
 E fortunatamente il terzo dovrebbe uscire a settembre (in inglese ovviamente).

 La vera nota negativa di questo libro è questa edizione. Al di là della traduzione, che comunque non era facile, visto che moltissimi termini tradotti in italiano per forza di cose diventano eccessivamente lunghi e abbastanza ridicoli (forse per questo mi sta piacendo di più il seguito), il problema principale è l'eccessiva abbondanza di refusi. Sono così tanti che spesso mi sono trovata due refusi nello stesso paragrafo, la maggior parte dei quali tra l'altro evitabilissimi tramite l'uso di un semplice correttore ortografico.
 Tutto ciò è davvero assurdo e soprattutto inaccettabile, considerando che stiamo parlando di un'edizione della Mondadori. Davvero un peccato.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books

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Di Carla (del 16/08/2011 @ 03:22:58, in Viaggi, linkato 5378 volte)

Le crociere Costa provocano dipendenza. Avete presente la pubblicità della Costa con la tipa che piange ricordando la crociera? Be' vi assicuro che non si discosta molto dalla realtà!
Dopo la prima fatta alla fine del 2009, non abbiamo resistito e ci siamo imbarcati (letteralmente) in una nuova "avventura" lo scorso maggio. Questa volta abbiamo visitato il Mar Baltico a bordo della Costa Luminosa, facendo tappa a Copenaghen (porto di partenza e arrivo), Tallinn, S. Pietroburgo, Helsinki e Stoccolma.
Anche in questo caso vi riporto il racconto di viaggio, suddiviso per giorni, che è stato pubblicato insieme alle foto su Facebook. Sicuramente si apprezza meglio guardando le foto.

Foto su Facebook (visibili ai miei amici e agli amici dei miei amici):
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150198371261827.323733.831286826&l=73b1c3788e&type=1 (parte 1: Tallinn, S. Pietroburgo, Helsinki)
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150212808371827.328842.831286826&l=80192dcd01&type=1 (parte 2: Helsinki, Stoccolma)
http://www.facebook.com/media/set/?set=a.10150238633666827.333774.831286826&l=3d35dd5384&type=1 (parte 3: Copenaghen)

Foto su MySpace (visibili a tutti):
http://www.myspace.com/anakina/photos/albums/album/3220167 (sono pubblicate dall'ultima alla prima scattata)

 

 

Giorno 1: Copenaghen (Danimarca), 14 maggio 2011.

Appena arrivati in cabina!
Dopo un lungo viaggio da Cagliari (siamo usciti di casa alle 5 del mattino ed era ancora buio), comprendente un volo da Cagliari a Roma, un'attesa di circa 4 ore a Fiumicino e poi un volo da Roma a Copenaghen, arriviamo finalmente in cabina dove troviamo già le nostre valige, che non vedevamo da Fiumicino. Meno male che sono arrivate!
Appena entri in nave, dopo aver sbrigato tutte le pratiche, sei contento, ma il momento in cui prendi possesso della cabina ti senti veramente arrivato (nonostante non abbia dormito la notte prima). Il senso di soddisfazione di quegli istanti è veramente indescrivibile. La vera vacanza comincia adesso perché da questo momento in poi non dovrai più preoccuparti assolutamente di nulla.
Ma non c'è tempo da perdere.
Sono le 16 e non facciamo un pasto decente dal giorno prima, quindi andiamo subito al ponte 9 a cercare il buffet. Poi avremo tempo per perlustrare la nave, dopo aver fatto un riposino.
La serata si conclude con spettacolo di ballo a teatro, cena e rapido giretto prima di stramazzare nel letto e finalmente dormire, ma non prima di aver portato avanti di un'ora l'orologio: domani saremo in un fuso orario diverso.


Giorno 2: in navigazione, 15 maggio 2011

Il secondo giorno di crociera, come al solito, inizia con l'esercitazione.
Poi si va a fare colazione, ma alle 12 meno 10 c'è già la festa spagnola! E la gente si abbuffa. Noi decidiamo di andare nell'idromassaggio sul lido esterno a poppa (con l'acqua caldissima) e poi prendere un po' di sole (il primo dell'anno). È una giornata bellissima, ma essendo in mezzo al Baltico non è certo caldissima. però dopo l'idromassaggio bollente fa piacere. Una volta passato il caldo ci si può avvolgere nel plaid.
Mi sono persino un po' abbronzata.
Dopo pranzo poltriamo nel lido Dorado (al chiuso...ok, c'è scappato anche un pisolino, finché gli animatori non hanno iniziato a disturbare), guardando le partite su Diretta Gol e poi andiamo in palestra
Alla sera c'è la serata di gala!
Video (solo per i miei amici su Facebook): http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150198267326827


Giorno 3: Tallinn (Estonia), 16 maggio 2011

Il terzo giorno ci accoglie con una giornata un po' grigia. Mentre ci avviciniamo a Tallinn ci godiamo la vita a bordo.
Ho appena finito di fare colazione (mi sono alzata con calma) che è già iniziata al festa tedesca.
Cambia il cibo, ma le scene sono quelle del giorno prima!
Finalmente alle 14 arriviamo a Tallinn e un'oretta dopo andiamo nel centro della città con la navetta, per farci una bella passeggiata.
Ad un certo punto esce persino il sole.
Tallinn è piccolina ma molto carina. Il centro storico, suddiviso in una parte bassa e una alta, sembra una bomboniera, piena di negozi di souvenir (che in estone si dice "suveniirid").
I turisti sono ovunque (pieno di italiani!) e gli abitanti del posto si riconoscono solo perché sono "mascherati".
Dopo aver fatto un bel giretto e comprato qualche piccolo ricordo, ci fermiamo a bere qualcosa in un pub tipico, dotato di riscaldamento all'aperto e coperte a disposizione degli avventori: cosa non si fa per stare fuori!
Terminata la visita, torniamo in nave, dove ci aspetta un'altra bella serata.
Video (solo per i miei amici su Facebook): http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150200549081827


Giorno 4: San Pietroburgo (Russia), 17 maggio 2011

Ed eccoci in Russia!
Per poter scendere a terra abbiamo dovuto comprare un'escursione in modo da ottenere gratuitamente il visto di gruppo.
La nostra guida, Ludmilla, è veramente molto simpatica e preparata e in circa 9 ore ci ha fatto vedere e raccontato praticamente tutto della città. Alla fine siamo così saturi che non vediamo l'ora di tornare in nave!
Abbiamo attraversato in lungo e in largo il centro, visitato l'Hermitage, la Fortezza con la Chiesa di Pietro e Paolo, la Chiesa della Resurrezione, fatto le foto vicino alle colonne rostrate e alla Nieva, mangiato in un ristorante tipico galleggiante.
È stata una visita molto interessante, benché l'impressione generale che ne ho avuto è stata quella di una città triste, in cui si accostano bellissimi palazzi e orrendi casermoni, belle macchine e altre che sembrano uscite dagli anni '60.
Una cosa curiosa è che ovunque, dalla dogana ai negozi di souvenir, dalle biglietterie alle guardie di controllo nei musei, lavoravano solo donne!
Gli unici uomini che abbiamo visto lavorare, oltre all'autista del nostro bus, erano venditori ambulanti di souvenir e un ragazzo giovane nel ristorante.
Prima di tornare in nave abbiamo fatto una sosta in un enorme negozio di souvenir con tantissime cose decorate a mano. Abbiamo comprato matriosche, icone e uova decorate in quantità. In più mi sono presa un bel fermaglio per i capelli (praticamente unico souvenir per me di questo viaggio oltre una maglietta in nave).
Al ritorno in nave siamo sfiniti e per una volta decidiamo di saltare il teatro in modo da tornare in forma per il resto della serata.
È stata senza dubbio la giornata più impegnativa.
Video (solo per i miei amici su Facebook): http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150195363506827


Giorno 5: Helsinki (Finlandia), 18 maggio 2011

Alle 12 attracchiamo a Helsinki. Prima di arrivare navighiamo tra le isolette vicino al porto, mentre a bordo pranziamo (un po' in anticipo), in modo da essere pronti per la nostra passeggiata.
La giornata inizialmente si presenta bene, per poi inscurirsi un po', ma poi il vento si porta via le nuvole e fa piacere stare sotto il sole.
Una volta scesi a terra abbiamo preso la navetta per il centro e poi ci siamo incamminati a piedi. Abbiamo visto il municipio, il mercatino del porto, la cattedrale ortodossa, la cattedrale luterana, la stazione. Abbiamo anche visitato una stazione della metro e un centro commerciale, poi ci siamo seduti ad un pub a bere qualcosa. Infine abbiamo terminato la nostra passeggiata in un parco.
Helsinki ci è piaciuta molto. È la classica cittadina europea moderna. Si fa fatica ad immaginare il freddo e il buio che c'è d'inverno!
Al ritorno in nave nel ristorante Taurus c'è stata la serata italiana.
Qui trovate il video: http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150201350401827 (solo per i miei amici su Facebook).

Giorno 6: Stoccolma (Svezia), 19 maggio 2011

Arriviamo a Stoccolma di mattina. Questa sosta sarà bella lunga.
Dopo aver fatto colazione, scendiamo a terra e con la navetta raggiungiamo il centro della città.
Il cielo è scuro e non promette nulla di buono e, infatti, come arriviamo in città inizia a piovigginare.
La navetta ci fa scendere un po' prima della fermata vera e propria poiché ha un piccolo incidente con una macchina ad un semaforo, che abbiamo visto in diretta!
Senza perdere tempo, con la cartina in mano, ci dirigiamo subito a piedi al Museo Vasa, al cui interno è tenuto un galeone, appunto chiamato Vasa, che è stato recuperato dalle acque delle mare poco fuori dal porto, dove era affondato durante il suo viaggio inaugurale nel 1628. La nave rimase sul fondo del mare fino al 1961, quando venne recuperata e si iniziò il restauro. Il Museo Vasa è stato aperto nel 1990.
Subito dopo la visita, facciamo un po' di shopping (devo dire che il negozio di souvenir del Vasa è il migliore che abbiamo trovato in tutto il viaggio!).
Quando finalmente usciamo dal museo c'è il sole.
Ci sono ancora nuvoloni all'orizzonte, ma alla fine il tempo si ristabilisce e la giornata diventa abbastanza calda.
Ci incamminiamo di nuovo verso il centro: la Gamla Stan (la città vecchia), dove facciamo una bella passeggiata. Vediamo il palazzo reale (da fuori, c'era una fila lunghissima). Visitiamo il museo Nobel (interessantissimo!). E mangiamo qualcosa nella piazza di fronte, sotto il sole.
Poi facciamo un giro nella città vecchia dove ci sono un sacco di negozi di souvenir e scorci suggestivi (vedrete le foto più avanti).
Verso le 17 si torna in nave.
Dopo aver lasciato il porto, inizia la lunga navigazione nel fiordo, che dura diverse ore fin oltre il tramonto, durante la quale abbiamo potuto ammirare le bellezze naturali e abbiamo fatto "amicizia" con dei gabbiani!
Video (solo per i miei amici su Facebook): http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150212566681827
http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150212594266827


Giorno 7: navigazione, 20 maggio 2011

L'ultimo giorno a bordo della nave scorre piacevolmente. Il mare è calmo come l'olio. Dopo esserci dedicati alle solite attività rilassanti (prendere il sole, andare in palestra, mangiare, vedere gli altri che perdono al casinò), all'arrivo della sera, dopo lo spettacolo a teatro e prima di andare al ristorante riusciamo finalmente a scattare delle belle foto del tramonto.


Giorno 8: Copenaghen (Danimarca), 21 maggio 2011

Alle 8 del mattino la Costa Luminosa attracca nel porto di Copenaghen: è il nostro arrivederci a questa bellissima nave.
Ma la nostra vacanza non è ancora finita!
Prima di andare in aeroporto, abbiamo fatto una splendida escursione, che ci ha portato a visitare la bellissima città di Copenaghen in una giornata soleggiata.
Un ultimo sguardo al Baltico e poi via: si torna a casa!
Video (solo per i miei amici su Facebook): http://www.facebook.com/video/video.php?v=10150212627976827

 


© Rita Carla Francesca Monticelli © Rita Carla Francesca Monticelli © Rita Carla Francesca Monticelli © Rita Carla Francesca Monticelli © Rita Carla Francesca Monticelli
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Di Carla (del 15/08/2011 @ 07:05:34, in Scrittura & Lettura, linkato 2734 volte)

Nella fantascienza e nella fantasy ci sono spesso degli elementi, che vengono introdotti nella storia senza particolari spiegazioni, che si tratti di qualcosa di soprannaturale o di ipertecnologico poco importa. Agli occhi di chi legge o di chi guarda un film è in ogni caso "magia". Le persone tendono spesso ad accettarla così com'è, senza farsi domande, grazie alla sospensione dell'incredulità, su cui si basa la finzione in generale.
È quindi opportuno spiegare questa magia o è meglio lasciare che venga acquisita così com'è?
Leggevo qualche giorno fa un articolo sull'argomento nel blog dell'editor Jason Black sui tipici errori degli scrittori, che mettono in evidenza la loro mancanza di esperienza nel raccontare delle storie. Se siete curiosi, l'articolo a cui faccio riferimento in particolare è questo.
Secondo Black non si dovrebbe mai spiegare la magia. L'esempio classico che fa è quello di "Star Wars: La Minaccia Fantasma", dove la Forza viene spiegata scientificamente (si fa per dire) con la teoria dei midichlorian.
Pressoché tutti i fan della saga sono d'accordo nel dire che questa spiegazione rovina la visione "mistica" che finora avevano avuto della Forza, grazie alla semplice spiegazione di Obi-Wan Kenobi in "Guerre Stellari", dove il personaggio dice che cos'è e insegna a Luke ad usarla, ma non dice come funziona. Questo perché era semplicemente superfluo. Noi tutti l'accettavamo così com'era, una sorta di potere sovrannaturale perfettamente credibile in una galassia lontana lontana.
Ovviamente anch'io non posso che essere d'accordo con Black su questo punto.
Ma c'è un "ma".
Star Wars è sì fantascienza, nel dettaglio space opera, ma nella vecchia trilogia presenta una notevole componente fantasy, dovuta sia alla Forza, che appare come un superpotere, che alla scelta di personaggi e armi che ricordano un contesto quasi medievale (cavalieri Jedi, spade laser, lord, imperatori, principesse ecc..). Si tratta, cioè, dello stesso tipo di elementi fortemente utilizzati nel cinema e nella letteratura fantasy classica. Questo suo essere un po' "crossover" tra i generi è forse uno motivi per cui questa saga ha avuto tanta presa nel pubblico sin dall'inizio. Pur essendo ambientata in una galassia lontana lontana, era piena di elementi facilmente riconoscibili.
Nel momento in cui ne "La Minaccia Fantasma" viene data una spiegazione scientifica della Forza, ecco che la magia viene meno e ci troviamo a storcere il naso. Questo perché si passa inaspettatamente da una fantascienza/fantasy ad una fantascienza pura e semplice.
Ed è proprio questo il punto a causa del quale non sono completamente d'accordo con le argomentazioni di Jason Black, che afferma che nella fantascienza la "magia" non deve essere mai spiegata. Nel caso specifico di Star Wars ha sicuramente ragione, ma non per tutta la fantascienza.
Personalmente non amo quei romanzi o film di fantascienza, cioè finzione basata sulla scienza (!), che non danno spiegazioni. Li trovo superficiali. È ovvio che non si possono dare spiegazioni scientifiche su argomenti inventati, ma si può anzi si deve provare a darne una pseudo-scientifica, che faccia riferimento anche soltanto in maniera marginale ad aspetti reali. Tant'è vero che molta fantascienza nasce da una vera e propria speculazione su reali tecnologie esistenti o sulle quali si stanno facendo degli studi. Talvolta addirittura si verifica l'effetto contrario: la fantascienza ha tali legami con la realtà che fa da spunto alla ricerca, indirizzandola verso determinate direzioni.
Inoltre c'è da dire che chi legge o guarda film di fantascienza è spessissimo interessato anche alla scienza in sé. O almeno questo succede a me. Per cui sicuramente si diverte ancora di più se accanto alla finzione ci sono delle spiegazioni basate sono conoscenze reali, soprattutto in storie ambientate nel presente o in un futuro prossimo o in generale in un'ambientazione legata alla nostra realtà (che non sia, insomma, una galassia lontana lontana o qualche altra dimensione del tempo e dello spazio). In questo modo la letteratura aiuta ad ampliare le proprie conoscenze, unendo l'utile al dilettevole.
Da persona affamata di conoscenza, quale sono io, non posso che affermare che, perché un libro o un film di fantascienza mi piaccia veramente, un po' della magia deve essere spiegata. Alla fine della lettura mi deve rimanere qualcosa. Voglio imparare qualcosa, per poco che sia.
È chiaro che però non bisognerebbe abusare delle spiegazioni, dovrebbero bensì essere inserite nella storia in maniera intelligente, senza dilungarsi troppo sugli aspetti che non hanno una qualche utilità nell'ambito della trama, altrimenti c'è il rischio che diventino noiose.
Tutto questo ovviamente lo dico da lettrice e mi limito ad esprimere i miei gusti rispetto a quello che mi piacerebbe trovare in un romanzo. Non posso affermare con assoluta certezza che si tratti di una regola generale da seguire per piacere a qualunque lettore.
D'altra parte il blog di Black non parla di gusti, ma di ciò che può permettere (o impedire) ad una storia di essere pubblicata. Noi tutti, però, sappiamo che esiste una fondamentale differenza tra ciò che vende bene e ciò che può piacere singolarmente ad ognuno di noi.
Sicuramente esistono delle regole generali da seguire, come quelle proposte da questo editor, per ottenere la prima cosa, ma purtroppo non può esisterne alcuna per la seconda.

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Di Carla (del 14/08/2011 @ 05:44:12, in Scrittura & Lettura, linkato 1395 volte)


 Come rendere la banalità interessante

L'argomento di questo romanzo di Hornby non è certo originale, soprattutto ultimamente (essendo ipersfruttato al cinema e in TV), tanto meno lo è il finale, ma ciò che lo rende un buon libro è la capacità di questo autore di raccontarci delle storie semplici in un modo che non ti aspetti.
E allora ti ritrovi a ridere a voce alta già a partire dalla prima pagina.
Quando aggiunge questa sua capacità a delle storie un po' meno prevedibili, allora raggiunge il suo massimo.
In questo caso però non c'è riuscito.
È comunque una lettura divertente che consiglio sicuramente a tutti.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books

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Di Carla (del 12/08/2011 @ 23:29:00, in Varie, linkato 1923 volte)
Non si tratta probabilmente di un argomento di cui io abbia vaste conoscenze, ma dicono (?) che sia dotata un certo gusto nel vestirmi e mi piace seguirlo senza farmi troppo influenzare delle tendenze del momento. Di sicuro però mi compiaccio quando mi imbatto in qualcosa di tendenza che rientri nelle mie corde.
Come tutte le donne, poi, vado matta per scarpe e borsette, benché alla fin fine abbia davvero poco tempo per fare sfoggio, visto che lavoro in casa ed esco praticamente solo nel weekend. Esiste però questa attrazione inspiegabile soprattutto per quelle cosine che andrebbero messe ai piedi.
Navigando su Facebook, non so come, un giorno sono finita nel profilo pubblico di un marchio tailandese (se non ricordo male) di scarpe da donna, che definirei un po' "borderline" tra il genere di Lady Gaga e i miei gusti, cosa che presuppone che ci sia un qualche punto di contatto (!) fra le due cose.
Si chiama Syu Shu (ho copiato e incollato, perché col cavolo che mi ricordavo come si scriveva) e lo trovate a questo url: http://www.facebook.com/lovely.syushu
Come potrete subito notare le scarpe Syu Shu sono abbastanza appariscenti. Salvo il caso di qualche ballerina, parliamo di scarpe molto alte sempre dotate di uno spesso plateau. Mi chiedo spesso se siano, come mi dico di solito, "camminabili". In mezzo a tanti modelli, alcuni di dubbio gusto, però qua e là si trovano veramente delle chicche.
Peccato che non ci si possa fidare delle misure tailandesi e che per pagare usino solo bonifico e Western Union, metodi troppo cari per spese sotto i 100 euro, come nella maggior parte degli articoli.
E allora, se non posso comprarle, non mi resta che ammirarle, tanto poi non avrei il tempo di metterle!

Ma, come dicevo, io non sono certo un'esperta di moda. A questo proposito c'è chi ne sa sicuramente più di me. E allora, se mai la cosa vi interessasse, colgo l'occasione per invitarvi a visitare il blog di MV Fashion and Beauty (http://mvfashionandbeautymilan.blogspot.com), nuova realtà nella consulenza di moda e bellezza a Milano, gestita da due care amiche: Marianna Laglia e Veronica De Lorenzo.
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Di Carla (del 12/08/2011 @ 06:08:40, in Scrittura & Lettura, linkato 1834 volte)
Immagine proveniente da Google

Si è parlato tanto ultimamente della legge Levi, che dal prossimo 1° settembre inserirà dei tetti massimi di sconto nella vendita dei libri. Nel dettaglio si tratta del 15% per le librerie, incluse quelle online, e del 25% da parte degli editori (ma solo in promozioni particolari) che devono essere uguali per tutti coloro che vendono libri (cioè librerie, grande distribuzioni ecc...).
È la fine, insomma, degli sconti selvaggi del 30, 40 o addirittura 50%, che si vedevano costantemente in giro, tanto che i libri non venivano venduti mai al loro prezzo di copertina.
Notevole è lo sgomento da parte dei lettori nei confronti di questa legge, i quali si vedono defraudati della possibilità di risparmiare nell'acquisto dei loro prodotti preferiti.
Ma c'è davvero così tanto da preoccuparsi?
Le posizioni sono diverse e anche io vorrei dire la mia.
Prima di tutto ciò che noto è che si parla di percentuali di sconto, non di prezzi in senso assoluto. Queste sono senza dubbio diventate uno strumento di marketing, con cui le librerie "reali" e online si fanno letteralmente la guerra, soprattutto dopo l'arrivo in Italia di Amazon.it.
Ma siamo sicuri che più alto è lo sconto, maggiore è la convenienza?
Bisogna vedere se questo sconto interessa un articolo, che avremmo comprato in ogni caso, o se diventa la scusa per comprare qualcosa, solo perché "è conveniente". Il fatto che una cosa sia conveniente, perché scontata, spessissimo ci porta ad acquistare il superfluo, che parlando di libri può significare pessime letture. Certo che gli sconti possono interessare anche i nostri autori preferiti e comunque i libri che compreremmo in ogni caso, ma bisogna capire in quale misura.
Un'altra riflessione che va fatta è quella sul prezzo dei libri. Non so se ci avete fatto caso, ma questo sta salendo vertiginosamente anno dopo anno. Adesso quasi non ci stupiamo del fatto che ci sono libri in prima edizione rilegati che costano più di 20 euro e in brossura (in un formato non molto diverso dalla versione economica) che non scendono sotto i 12 euro. Oppure se hanno prezzi più bassi, sono talmente sottili, che potreste utilizzarli come segnalibro. Un esempio su tutti è "È nata una star" di Nick Hornby, che ha come prezzo di copertina 10 euro per poco più di 70 pagine di libro stampate anche abbastanza larghe (in pratica un racconto) e che seppur con uno sconto selvaggio del 40% costa sempre 6 euro: una cifra esagerata per qualcosa di così breve.
Vi rendete conto?
Il problema qui è un altro: i libri costano troppo.
Per quanto ci propinino favolosi sconti, continuano a costare troppo. Inoltre se riescono a venderceli a prezzi scontati tanto più bassi, continuando ovviamente a guadagnarci, non vi viene il dubbio che forse il prodotto in sé non vale poi quanto scritto sulla copertina?
È un po' come la storia dei saldi, durante i quali si aumenta il prezzo di partenza per poi apporvi lo sconto esagerato, ma alla fine poi il prezzo scontato non è mica tanto basso.
Adesso che non si potrà scontare a più non posso, che cosa succederà?
Tanto per iniziare Amazon.it ha sfruttato questa novità, di cui tanto si parla, per fare uno sprint finale di sconti, vendendo libri a minimo -40%. E tutti lì ad affannarsi ed afferrare l'occasione, spesso magari acquistando libri che mai si sarebbero sognati di prendere, solo perché possono portarseli via a pochi euro.
Ammetto che anche io sono tentata, ma cercherò comunque di acquistare dei libri che avevo già intenzione di prendere e che so che difficilmente usciranno fra qualche mese o anno in edizione economica. In caso contrario attenderò quest'ultima (ricordiamo che i libri non scadono!), che sicuramente avrà un prezzo molto inferiore anche di quello scontato.
Come me moltissimi si stanno facendo tentare e scommetto che in questo mese Amazon.it starà registrando un picco di vendite senza precedenti sul settore libri, tanto da fregarsene su eventuali minori guadagni futuri, tanto più che vende moltissimi altri prodotti (CD, elettronici, abbigliamento ecc...).
Ma prima o poi il primo settembre arriverà.
A differenza di quanto leggo più o meno ovunque nel web, io decisamente non mi lamento di questa legge, poiché essa imporrà per forza di cose un cambiamento radicale. E i cambiamenti, soprattutto laddove la situazione è stagnante (come il mercato dei libri con i suoi prezzi assurdi), non possono che fare bene. Io, personalmente, li adoro. Alla fine in qualche modo portano dei vantaggi a noi consumatori.
Non so di fronte a quale scenario ci troveremo da qui a un mese, ma nel frattempo non mi strappo i capelli. Ho la mia bella scorta di libri da leggere (più di 30), che sicuramente allungherò ancora un po' con un ultimo ordine superscontato da Amazon. Per il prossimo futuro, inoltre, ho da parte un paio di buoni regalo di Amazon comprati a metà prezzo da BuyVip (società di Amazon!), che sono certa riproporrà la cosa in futuro. Perché chiaramente la legge parla di sconti sui libri, non sconti sui buoni regalo, che possono essere usati per qualsiasi prodotto, compresi i libri! Insomma: fatta la legge e (già) trovato l'inganno.
Per il resto mi affiderò con piacere a venditori di libri usati, remainder (non so se saranno toccati dalla legge, ma dubito), mercatini, edicole e ovviamente ci sono sempre i libri prestati. Di certo non rischierò di rimanere senza leggere, se smetterò per un po' di acquistare in libreria (online o non).
Alla peggio poi posso comprare libri in inglese, sempre su Amazon, visto che all'estero i libri costano meno.
Di sicuro sopravviverò e sono altrettanto certa che nel frattempo qualcosa sarà cambiato, qualcosa che ci spingerà a comprare i libri anche senza i megasconti. Anche perché, se diminuiranno le vendite, dovranno pur fare qualcosa.
Magari, che so, abbassare i prezzi all'origine.


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Di Carla (del 11/08/2011 @ 03:58:38, in Scrittura & Lettura, linkato 2435 volte)
More about L'ultimo giurato

  Il pretesto della legge

 In questo libro, come in molti altri di Grisham, l'approfondimento su argomenti di natura legale e la suspense del thriller sono un mero pretesto per raccontarci tutto un mondo a noi sconosciuto.
 Ciò che sorprende di questo autore, che è tra i più prolifici del momento, è la capacità di presentare sempre nuove storie, tutte con estrema dovizia di particolari, quasi come se lui stesso le avesse vissute in prima persona, tutte quante.
 Ciò accade anche per "L'ultimo giurato" in cui Grisham ci racconta nove anni (dal 1970 al 1979) della storia di una cittadina nella Ford County, utilizzando come filo conduttore gli eventi di cronaca riportati dal giovane proprietario del settimanale locale, con particolare riferimento ad un omicidio e alle conseguenze dello stesso, che si sono protratte per tutto il tempo della narrazione. E nel frattempo ci troviamo a vivere con i cittadini di Clanton, le loro molteplici congregazioni religiose, l'integrazione razziale, la corruzione, i rapporti familiari, gli interessi sportivi e la loro vita di tutti i giorni.
 Grisham è un grande scrittore.

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Di Carla (del 10/08/2011 @ 06:07:12, in Musica, linkato 1287 volte)
Proprio oggi Dennis Hirdt dei Don Gator mi ha inviato un nuovo brano della band "Arms Dealers & Art Collectors", suggerendomi di postarlo e allora ho deciso di prenderlo in parola
Buon ascolto!

Ascolta altri artisti su Anakina.WEB Musica Int'l e Myspace Music

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Di Carla (del 09/08/2011 @ 01:29:43, in Varie, linkato 2321 volte)

Cari amici smanettori del web (e non), vorrei tanto rendere il mio blog un po' più "social" e mi chiedevo se qualcuno di voi potesse darmi una mano.
Soprassediamo per ora sulla parte grafica, che ho intenzione di rinnovare (insieme a tutto il mio sito) nel prossimo futuro. Al momento vorrei concentrarmi sulla parte tecnica dove non sono proprio ferratissima, ma sono una che impara in fretta. 

Per intenderci, il blog in questione è questo dove leggete.
È stato creato usando un blog in .asp open source che si trova a questo url http://www.dblog.it/sito/ e che è adatto allo spazio web su Aruba su server Windows (senza MySQl, che si paga a parte). La piattaforma non viene più aggiornata da qualche anno, ma per le mie esigenze va sempre bene.
Premettendo che non ho intenzione di cambiare il mio provider né acquistare nuovi servizi né cambiare completamente la piattaforma blog (a meno che non ne conosciate una migliore con tutte le funzioni di Dblog, che vada bene sul mio spazio su Aruba e che sia gratuita), voglio però rendere questo spazio più social.

In altre parole, vorrei fare le seguenti cose in modo che appaiano in ogni singolo articolo:
1 - inserire il tasto di condivisione per FB, Twitter (ecc...), magari anche quello "Mi piace" e quello "Invia" di FB, sebbene non sono essenziali;
2 - migliorare il sistema dei commenti già esistente, aggiungendo la possibilità per l'utente di evitare di dover reinserire ogni volta i propri dati (tramite cookie);
3 - migliorare il sistema dei commenti già esistente, aggiungendo la possibilità per l'utente di ricevere un messaggio se qualcuno scrive altri commenti dopo il suo;
4 - oppure in alternativa sostituire il mio sistema per i commenti (o affiancarlo)  con uno esterno (gratuito) che mi semplifichi la vita (tipo Disqus e/o il box commenti di FB).

Come fare tutto ciò?
Non sto chiedendo dove trovo gli script per i punti 1 e 4, fin lì ci arrivo. So anche come inserirli in una pagina statica.
Vorrei capire come usarli per fare in modo che appaiano in ogni singolo articolo del mio blog.

Per i punti 2 e 3 mi serve proprio tutto. Ho cercato nel forum di Dblog, ma è abbandonato dal 2007, e non mi pare di aver trovato i plug-in che mi servono (ma potrebbero anche essermi sfuggiti).

Ringrazio in anticipo chiunque sappia darmi delle dritte!

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Di Carla (del 04/08/2011 @ 03:56:22, in Scrittura & Lettura, linkato 3195 volte)
More about Punto Critico


 Chi ha paura di volare?

Ho acquistato questo libro l'anno scorso e ricordo di averne rimandato negli ultimi mesi la lettura, in seguito ad un commento di un passeggero del volo da Cagliari a Londra dello scorso marzo, il quale me la sconsigliava prima di un viaggio aereo.
Lì per lì ho pensato che dovesse essere veramente inquietante, ma adesso, dopo averlo letto, mi rendo conto che mi ha fatto esattamente l'effetto contrario.
Siamo senza dubbio di fronte ad un gran bel thriller, che ci racconta di uno strano incidente aereo e segue tutte le investigazioni sulle sue cause, con tanto di ingerenza da parte dei media, che tendono come sempre a dare maggior risalto all'aspetto sensazionalistico della faccenda, invece che alla verità, in maniera assolutamente spietata, tanto da poter mettere in ginocchio una grande azienda. Tutto sulla base di supposizioni, senza alcuna prova.
Anche in un altro libro Crichton aveva mosso delle critiche non tanto velate sulla pessima tendenza a diffondere teorie con ben poco fondamento pur di creare sensazione e paura. Sto parlando di "Stato di paura", che però è successivo di ben dieci anni.
Il fastidio e la rabbia provocata nel lettore è pressoché la stessa, sebbene in "Punto critico" riguardi un argomento, quello delle persone che lavorano dell'industria aerea, che non ci tocca da vicino. Ma ecco che, grazie alla bravura dell'autore e all'evidente ampia ricerca fatta prima di scrivere il libro, ci troviamo a conoscere un mondo affascinante che si muove continuamente davanti ai nostri occhi (o sarebbe meglio dire sopra le nostre teste) e che quasi diamo per scontato, senza comprenderne l'enorme complessità.
Leggendo questo libro, impariamo come volano gli aerei, come sono fatti, tutta i professionisti che ci sono dietro la loro costruzione, ma soprattutto capiamo quanto siano estremamente sicuri.
E, quando si arriva a capire bene qualcosa, è difficile averne veramente paura.
Per questo motivo mi sento di consigliarne la lettura a chi ancora teme questo affascinante mezzo di trasporto, a patto che (e non è cosa da poco!) s'impegni ad affrontarla con attenzione e magari abbia qualche conoscenza minima di fisica o un particolare interesse o semplicemente curiosità verso un argomento così tecnico.
Detto così si potrebbe pensare che si tratti di una sorta di saggio romanzato, proprio come il succitato "Stato di paura". In realtà non è così. Si tratta di un thriller a tutti gli effetti, che ti cattura e tiene incollato al libro. Non a caso l'ho letto in meno di una settimana (stiamo parlando di un romanzo di più di 400 pagine), nonostante la mia cronica carenza di tempo. Semplicemente non riuscivo a smettere. Ma ciò non toglie che la descrizione della parte tecnica sia senza dubbio essenziale per cogliere tutti gli aspetti della trama e cercare di scovare la causa "colpevole" dell'incidente, quasi si tratti di un giallo.
E proprio come in un giallo ben congegnato, gli elementi per scoprire la verità sono disseminati ovunque nella trama, ragione in più per cui consiglio di leggerlo in ogni sua parte con estrema attenzione.

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