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<title>Anakina.Blog</title><link>http://www.anakina.net/dblog/</link>
<description>Anakina.Blog</description><language>it</language>
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	<title><![CDATA[Deserto rosso: una storia a puntate]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="Photo: courtesy of &copy; NASA/JPL-Caltech" hspace="5" src="/public/Marte-(NASA--JPL-Caltech).jpg" align="left" vspace="5" />Dopo aver passato pi&ugrave; di tre anni a scrivere &quot;<strong>L'isola di Gaia</strong>&quot;, sentivo il bisogno di cimentarmi in qualcosa di pi&ugrave; immediato, che mi permettesse di <strong>sperimentare gli strumenti a disposizione degli autori indipendenti</strong>, mentre continuavo a lavorare al romanzo (editing e riscritture varie). Avevo bisogno di un <strong>progetto di dimensioni pi&ugrave; ridotte</strong>, gi&agrave; definite in partenza e con <strong>una tempistica il pi&ugrave; possibile gestibile</strong>, qualcosa che mi spingesse soprattutto a produrre senza farmi atterrire dal fatto di non sapere esattamente quando l'avrei terminato.<br />Scrivere delle storie corte (novelle o racconti), per&ograve;, non &egrave; proprio nel mio DNA, questo perch&eacute; la dimensione di uno scritto &egrave; strettamente legata alla complessit&agrave; della trama. <br />E, diciamolo, <strong>io adoro le trame molto complesse</strong>.<br />Allora ho pensato di aggirare il problema ideando a grandi linee <strong>una storia</strong>, come mi era capitato, quando avevo per la prima volta immaginato la trama del mio romanzo, ma <strong>che venisse suddivisa in puntate fatte e compiute delle dimensioni di una novella</strong>, da realizzare una per una nel dettaglio, in modo da avere subito qualcosa che potessi scrivere e terminare nel pi&ugrave; breve tempo possibile.<br />Ed &egrave; cos&igrave; che &egrave; nata l'idea di &quot;<strong>Deserto rosso</strong>&quot;.<br />Se paragoniamo un romanzo a un film, questa mia storia a puntate potrebbe essere definita una sorta di piccola serie, con <strong>episodi proposti ad una certa cadenza</strong> (nel mio caso sar&agrave; di circa <strong>4 mesi</strong>), ognuno dei quali si concentrer&agrave; su un determinato aspetto della trama, esplorando <em>strutture narrative diverse</em>, e terminer&agrave; con un cosiddetto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cliffhanger_(narrativa)" target="_blank">cliffhanger</a>. <br /><strong>Sar&agrave; un vero e proprio esperimento.</strong><br />Gli <strong>episodi </strong>in totale saranno <strong>3 o forse 4</strong>. Inizialmente avevo pensato a tre, ma, come sempre accade, pi&ugrave; si pensa ad una storia pi&ugrave; questa lievita, inoltre la possibilit&agrave; di darle una struttura seriale implica quella di continuarla, utilizzando tutte le idee a disposizione, finch&eacute; si &egrave; certi che tutti i fili della trama siano stati riallacciati nel migliore dei modi.<br />Anche se sto gi&agrave; prendendo appunti per le puntate successive, ho dedicato l'intero <strong>mese di gennaio</strong> (o meglio tre settimane di tale mese) alla realizzazione della <strong>prima stesura della puntata numero uno</strong>. Mi sono data un target di <strong>20.000 parole complessive</strong> e un altro per sessione di scrittura di 2000 parole, che ho quasi sempre rispettato (tempo permettendo). <br /><strong>Alla fine ci sono riuscita.</strong> Nella notte tra il 31 gennaio e il 1&deg; febbraio ho completato la novella raggiungendo e superando (anche se di poco) il mio target, cosa che ovviamente mi ha dato un certa soddisfazione. Chiunque scrive, conosce l'ansia che si prova nel dover completare uno scritto e, ogni volta che se ne termina uno, come questa vada acquietandosi accrescendo nel contempo la propria autostima.<br />Ma parliamo un po' della <strong>trama</strong>.<br />&quot;<strong>Deserto rosso</strong>&quot; segue le vicende di una missione su <strong>Marte</strong>, con permanenza a tempo <strong>indeterminato</strong>. Si tratta di una sorta di primo tentativo di colonizzazione del pianeta rosso, fatto da un equipaggio in realt&agrave; molto piccolo (solo 5 persone). La storia &egrave; ambientata in un <strong>futuro prossimo</strong> (fra almeno 50 anni). La missione <em>Isis</em> &egrave; la prima dopo un lungo periodo di pausa nell'esplorazione dello spazio, dovuto al&nbsp;tragico fallimento della missione precedente (avvenuta 30 anni prima).<br />Questo &egrave;, per&ograve;, <strong>solo il contesto</strong> in cui si muovono i personaggi e da cui parte l'intera storia.<br />La prima puntata, intitolata &quot;<strong>Punto di non ritorno</strong>&quot;, &egrave; narrata in prima persona da un membro dell'equipaggio, <strong>Anna Persson</strong> (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Esobiologia" target="_blank">esobiologa</a> svedese), che per qualche motivo, a noi sconosciuto, abbandona di nascosto alle prima luci dell'alba la Stazione Alfa (la struttura abitativa) e si addentra con un rover nel deserto marziano. Il suo ha tutte le caratteristiche di un <strong>gesto suicida</strong>. <br />Mentre Anna, da una parte ci racconta passo passo i due giorni (tempo definito dalla sua riserva di ossigeno) del suo viaggio solitario, si sofferma a mostrarci <strong>eventi del passato</strong> predecenti alla stessa missione, <strong>muovendosi avanti e indietro nella sua memoria</strong> e svelandosi poco a poco a noi. Capiremo chi &egrave;, cosa l'ha portata a entrare nell'equipaggio dell'Isis, cosa (e chi) si &egrave; lasciata alle spalle e alcune fatti accaduti durante la stessa missione che potrebbero averla spinta a questo gesto estremo. Il tutto costruito in un crescendo che porta ad <strong>un finale del tutto inatteso</strong>. <br />Esso chiude la prima parte della storia, ma allo stesso tempo apre nuovi scenari, dai quali scaturiranno le puntate successive.<br />&quot;<strong>Deserto rosso - Punto di non ritorno</strong>&quot; raggiunger&agrave; la sua forma definitiva probabilmente a <strong>marzo</strong> e poi verr&agrave; pubblicato, in tempi&nbsp;brevi,&nbsp;come <strong>ebook Kindle</strong> sul <a href="http://www.amazon.it/it-digital-text/b/?_encoding=UTF8&amp;node=818937031&amp;tag=anakina-21&amp;linkCode=ur2&amp;camp=3370&amp;creative=24114" target="_blank">Kindle Store di Amazon.it</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="https://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=anakina-21&amp;l=ur2&amp;o=29" width="1" border="0" /> (gratis per i primi giorni e poi a 99 centesimi) e in <strong>altri formati compatibili</strong> con gli altri reader su vari negozi online. <br />Non so se ne far&ograve; anche una <strong>versione cartacea</strong>, in quanto si tratta di un testo veramente corto (70 pagine circa). La far&ograve; solo se potr&ograve; proporre un prezzo davvero ridotto (pochi euro) o magari per avere delle copie promozionali.<br />Per scrivere &quot;<strong>Deserto rosso</strong>&quot; mi sto documentando sui libri di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mars_Society" target="_blank">Robert Zubrin</a>, in modo da rendere la storia almeno in parte scientificamente plausibile, fin dove la narrazione me lo consente. Tra l'altro proprio oggi leggevo di un progetto chiamato <a href="http://www.crs4.it/news/-/blogs/il-progetto-cosmic;jsessionid=5067FA98A17D1780A7F241EAAF9C285B" target="_blank">COSMIC</a> (<em>Combustion Synthesis under microgravity conditions</em>) dell'Universit&agrave; degli Studi di Cagliari, che servir&agrave; per mettere a punto sistemi per estrarre ossigeno, acqua, azoto dall'ambiente lunare o marziano e consentire cos&igrave; la vita degli astronauti che vi giungeranno nei prossimi decenni. Mi voglio informare sull'argomento e magari parlarvene pi&ugrave; diffusamente in uno dei prossimi post.<br />Tornando a &quot;<strong>Deserto rosso</strong>&quot;, si tratta senza dubbio nel complesso di <strong>un'opera di fantascienza</strong>, ma che racchiude aspetti di generi diversi, <strong>dal thriller all'avventura</strong>. C'&egrave; un forte conflitto interiore, una storia d'amore, un mistero da scoprire, una discreta quantit&agrave; di azione, morti pi&ugrave; o meno naturali (s&igrave;, gente morta ammazzata), elementi scientifici reali e altri del tutto inventati e non manca una certa malvagit&agrave;.<br />Insomma, <strong>non &egrave; una semplice storia sull'esplorazione di Marte</strong>.<br /><strong>Vi ho incuriosito?<br /></strong>Allora continuate a seguire questo blog e, se non l'avete ancora fatto, aggiungetevi alla <a href="https://www.facebook.com/pages/Rita-Carla-Francesca-Monticelli/232619326799540" target="_blank">mia pagina su Facebook</a> o <a href="https://twitter.com/ladyanakina" target="_blank">seguitemi su Twitter</a>. </p>
<p><br /><font size="1">Photo: courtesy of &copy; NASA/JPL-Caltech</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=278]]></link>
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	<dc:date>2012-02-02T08:44:40+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
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	<title><![CDATA[Hooked: Write Fiction That Grabs Readers at Page One and Never Lets Them Go - Les Edgerton ]]></title>
	<description><![CDATA[<a title="More about Hooked" href="http://www.anobii.com/books/Hooked/9781582974576/018a0dfb897c343f16/"><img style="PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-TOP: 5px" title="More about Hooked" border="0" alt="More about Hooked" align="left" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;item_id=018a0dfb897c343f16&amp;time=0" /></a>
<p><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>Utile strumento per comprendere l'editoria odierna</strong></p>
<p>Mi sono avvicinata alla lettura di questo libro per pura curiosit&agrave;. Sono sempre abbastanza diffidente nei confronti di questo tipo di manuali su qualcosa di cos&igrave; soggettivo come la scrittura. Personalmente sono abbastanza contraria all'imprigionare la narrativa (di genere o non) in regole molto strette. Dando per scontata la conoscenza perfetta della propria lingua (come grammatica e sintassi), la capacit&agrave; dell'autore di inventare una storia interessante (che dipende essenzialmente dalla fantasia individuale) e quella di avere un modo di mettere le parole l'una dopo l'altra cos&igrave; che il risultato sia almeno gradevole da leggere (che &egrave; anche molto legato al gusto individuale di chi legge), le uniche cose che possono essere in qualche modo &quot;insegnate&quot; riguardano ci&ograve; che il lettore medio odierno si aspetta, statisticamente parlando, e ci&ograve; che di conseguenza un editore cerca nei libri che ha intenzione di pubblicare. <br />In quest'ultimo campo l'aspetto artistico spesso non conta poi tanto, purtroppo.<br />Perci&ograve;, se lo scopo di chi scrive &egrave; primariamente quello di creare un prodotto commerciabile basandosi sull'editoria tradizionale, un libro come questo &egrave; quasi essenziale. Esso infatti, concentrandosi sull'inizio di un romanzo, spiega ci&ograve; che porta chi seleziona le opere all'interno di una casa editrice a continuare a leggere determinati manoscritti, tra le centinaia che ricevono, ed eventualmente selezionarli per la pubblicazione. &Egrave; ovvio infatti che non tutti i manoscritti possono essere letti nella loro interezza. &Egrave; umanamente impossibile. Allora chi li seleziona cerca di farsi un'idea sull'opera che ha davanti dalla lettura delle prime pagine e, se non le ritiene valide, li scarta. Da qui l'importanza del porre particolare attenzione all'inizio di un romanzo.<br />Al contrario, a mio parere, questo fattore ha minore importanza per il lettore medio in s&eacute;, il quale una volta acquistato il libro difficilmente lo metter&agrave; da parte dopo 5 o 10 pagine, per cui tender&agrave; maggiormente a farsi un'opinione sull'opera generale, indipendentemente dalla qualit&agrave; dell'incipit o del primo capitolo. Anzi, alla fine il suo giudizio dipender&agrave; essenzialmente dalla fine della stessa. C'&egrave; anche da dire che il modo di iniziare i romanzi &egrave; molto cambiato nel tempo, soprattutto negli ultimi decenni, mentre i lettori continuano a leggere con piacere i libri di 50 anni fa o i classici, ponendosi pochi problemi sul modo in cui iniziano.<br />Per questo motivo credo che &quot;Hooked&quot; sia utile per chiunque si cimenti nella scrittura, se non altro perch&eacute; aiuta a capire cosa si aspetta da essi l'editoria contemporanea, ma anche le differenze col passato. Particolarmente interessante &egrave; poi il parallelo che viene fatto con il cinema, che in passato ha copiato parecchio dalla letteratura, mentre adesso succede per lo pi&ugrave; l'opposto.<br />Mi &egrave; piaciuto il tentativo di schematizzare gli elementi essenziali dell'inizio del romanzo non tanto per la sua utilit&agrave; in s&eacute; (anzi la trovo in generale un'eccessiva semplificazione), ma soprattutto perch&eacute; grazie agli esempi usati (alcuni molto famosi o comunque di romanzi che avevo letto) mi ha permesso di notare degli aspetti che inconsciamente nello scrivere anche io ho usato e di cercare di valutare se l'avessi fatto in maniera corretta.<br />Penso infatti che &quot;Hooked&quot; vada preferibilmente usato in fase di riscrittura piuttosto che nell'affrontare la prima stesura di un romanzo. Solo dopo aver completato tutta la storia, si pu&ograve;, a mente lucida, tornare indietro e modificare il suo inizio in modo da renderlo accattivante al lettore.<br />Al di l&agrave; di ci&ograve;, credo che questo libro come altri non debba porre dei limiti alla creativit&agrave; personale, ma sia solo una guida di massima, in quanto la narrativa &egrave; in continua evoluzione, i gusti cambiano e bisogna comunque trovare da soli una propria voce nel raccontare le storie. Inoltre anche l'editoria &egrave; attualmente sottoposta a profondi cambiamenti. Essere un buon autore non presuppone pi&ugrave; necessariamente il passare attraverso la selezione di un editore, ma, come nel caso degli autori indipendenti, direttamente attraverso quella del pubblico. In questo scenario un libro scritto al di fuori di certe convenzioni non solo pu&ograve; trovare comunque un certo supporto da parte dei lettori, ma pu&ograve; addirittura generarne di nuove.</p>
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<p><em>Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:<br /></em><a href="http://www.anobii.com/anakina/books"><em>http://www.anobii.com/anakina/books</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=277]]></link>
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	<dc:date>2012-01-28T18:25:36+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA["Oltre i binari": una piccola perla del cinema indipendente americano]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img hspace="5" src="/public/OST-Postcard.jpg" align="left" vspace="5" alt="" />Sono passati cinque anni e mezzo da quando ricevetti una mail da Ed McPadden, direttore esecutivo di &quot;<strong><a href="http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/film/drammatico/oltre-i-binari_231911.shtml" target="_blank">Oltre I Binari</a></strong>&quot;, che mi chiedeva di poter inserire il brano &quot;<strong>House Of Love</strong>&quot; di <strong><a href="http://www.hinkel.tk" target="_blank">Hinkel</a></strong> nella colonna sonora del film. Ovviamente sia io che l'artista fummo ben felici di accettare, nonostante avessimo a disposizioni poche informazioni sul film stesso. <br />Sapevamo che era <strong>un'opera prima indipendente</strong> di un regista del Connecticut, di origine argentina, che si trattava di una storia di mistero <strong>a met&agrave; strada tra la vita e la morte</strong>, e soprattutto che vantava un <strong>cast davvero interessante</strong> per un film con un budget presumibilmente molto piccolo: <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brendan_Fehr " target="_blank">Brendan Fehr</a></strong> (gi&agrave; visto come regular nella serie <em>Roswell</em> e periodicamente ricorrente in <em>CSI:Miami</em>), <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Chad_Lindberg" target="_blank">Chad Lindberg</a></strong> (<em>Fast &amp; Furious</em> e la serie <em>Supernatural</em>) e la giovane <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tania_Raymonde" target="_blank"><strong>Tania Raymonde</strong></a> (divenuta famosa per la parte di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alexandra_Rousseau" target="_blank"><strong>Alex</strong></a>, la figlia di Ben, in una delle serie TV di maggior successo degli ultimi anni: <em>Lost</em>).<br />Bast&ograve; questo e l'entusiasmo di Ed e Alex (A.D. Calvo, il regista) nei confronti della musica di Hinkel a convincerci ad accettare. Era l'estate del 2007. Successivamente il film&nbsp;partecip&ograve; a numerosi festival negli Stati Uniti, vincendo il premio come <strong>miglior film al SENE Film Festival 2009</strong>, quello della scelta del pubblico al <strong>Kent Film Festival 2008</strong>, quello per la <em>migliore colonna sonora e migliore fotografia</em> al <strong>CT Film Festival 2008</strong>. <br /><br />La vera svolta si&nbsp;ha per&ograve; nel 2010 quando i diritti di distribuzione del film vengono acquisiti dalla <strong>Artist View Entertainment</strong>, grazie alla quale riesce ad approdare all'estero. E cos&igrave;, dopo essere trasmesso dal nota rete <strong>Showtime</strong> ed essere distribuito in DVD col titolo di &quot;<strong><a href="http://www.amazon.com/gp/product/B006JJ5KDS/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakblog-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=390957&amp;creativeASIN=B006JJ5KDS" target="_blank">The Haunting of Amelia</a></strong>&quot;, &quot;<strong>Oltre I Binari</strong>&quot; (titolo originale: &quot;<em>The Other Side Of The Tracks</em>&quot;) arriva in Europa nel 2011 e finalmente in Italia, su <strong>Sky Cinema Passion</strong>, lo scorso 15 gennaio (verr&agrave; ritrasmesso il 24 gennaio alle 13.25).<br /><br />Il film racconta la storia di <strong>Josh,</strong> un ventinovenne che, a 10 anni della morte della sua ragazza, <strong>Emily</strong>, in un tragico incidente ferroviario, continua a vivere nel passato incapace di andare avanti con la sua vita, finch&eacute; un giorno nel ristorante in cui lavora arriva <strong>Amelia</strong>, che risulta essere straordinariamente somigliante a Emily.<br />La storia scorre con un ritmo molto lento nell'ambito delle singole scene, ma fin troppo veloce nel spostarsi tra una scene e l'altra. Josh &egrave; contornato da personaggi, tra cui Amelia, il suo amico Rusty e sua madre, che passano il tempo a spronarlo ad <strong>uscire da questa sua condizione</strong>. Nel frattempo lui continua ad avere strani sogni di Emily, il ricordo della quale &egrave; per lui una vera ossessione. Il tutto &egrave; avvolto da un senso di <strong>inquietudine</strong> e <strong>immagini horror</strong> proprie delle classiche <strong>storie di fantasmi</strong>. Nel vedere il film ci si rende conto che la storia ha qualcosa di <strong>stonato, surreale a tratti onirico</strong> e ci si chiede dove esattamente voglia andare a parare, quale sia il senso di tutti quei dialoghi apparentemente vuoti separati da lunghi silenzi. <br />Erroneamente si potrebbe imputare questa sensazione al fatto che si tratta pur sempre di un film a basso costo, con un cast (sia artistico che tecnico) ridotto, location limitate, girato in poco tempo. Alla fine per&ograve; si capisce che non &egrave; questo il motivo, anzi devo complimentarmi con lo stesso Alex Calvo (che &egrave; anche autore del soggetto e della sceneggiatura) per essere riuscito con i suoi pochi mezzi a creare un'opera davvero molto <strong>interessante e coinvolgente</strong>. Mi chiedo che cosa potrebbe fare se avesse a disposizione un grosso budget e, anzi, mi auguro che ben presto possa riuscirci.<br />Da allora A.D. Calvo ha girato un altro film &quot;<em><a href="https://www.facebook.com/melancholyfantastic" target="_blank">The Melancholy Fantastic</a></em>&quot;, uscito lo scorso anno, e sta lavorando a &quot;<em><a href="https://www.facebook.com/houseofdust" target="_blank">House Of Dust</a></em>&quot;.</p>
<p>&quot;<strong>Oltre I Binari</strong>&quot; &egrave; attualmente in programmazione su <strong>Sky Cinema Passion</strong>. Il prossimo passaggio sar&agrave; marted&igrave; <strong>24 gennaio alle 13.25</strong> e successivamente mercoled&igrave; <strong>25 gennaio alle 4.05</strong>.</p>
<p>Potete vedere il trailer <a href="http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=271">in questo post</a> e visitare il sito ufficiale del film <a href="http://www.theothersideofthetracksmovie.com" target="_blank">cliccando qui</a>.</p>
<p><a href="http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/film/drammatico/oltre-i-binari_231911.shtml" target="_blank"><img src="/public/binari.jpg" align="middle" border="0" alt="" /></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=276]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=276</guid>
	<dc:date>2012-01-19T03:34:41+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Le ricerche per scrivere un libro al tempo di internet]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="Emilio Salgari" hspace="5" src="/public/emiliosalgari.jpg" align="left" vspace="5" />Chiunque si sia mai cimentato nella scrittura creativa sa che, almeno in teoria, prima di mettersi di fronte al foglio bianco, &egrave; necessario fare delle <strong>ricerche accurate</strong> sulle ambientazioni, il periodo descritto e gli argomenti trattati, in modo da creare una storia il pi&ugrave; possibile <strong>realistica</strong>, ma anche avere&nbsp;ulteriori elementi&nbsp;<strong>per arricchirla e renderla interessante</strong> agli occhi del lettore. <br />Gli <strong>scrittori di professione</strong> svolgono le ricerche in maniere diverse. Alcuni si <em>trasferiscono</em> per qualche settimana nei luoghi dove si svolger&agrave; la loro storia, altri <em>leggono libri</em> sugli argomenti trattati, altri ancora <em>intervistano esperti</em>. Esistono mille modi diversi di fare una ricerca. Tutti <strong>questi input</strong>, oltre ad assicurare una certa padronanza dell'argomento, <strong>stimolano la fantasia e permettono di sviluppare le storie ben oltre l'idea iniziale.</strong> <br />Certo fare delle ricerche in questo modo pu&ograve; essere a volte <strong>costoso</strong>. Lo scrittore che non navighi nell'oro, che sia professionista o no, spesso non pu&ograve; permettersi di girare il mondo, non ha la possibilit&agrave; di incontrare esperti e cos&igrave; via, anche per il semplice fatto che <strong>non ne ha il tempo</strong> (e persino il tempo &egrave; denaro).<br /><strong>In passato</strong>, per&ograve;, le cose andavano anche peggio. Gli scrittori il pi&ugrave; delle volte erano costretti a raccontare delle storie <strong>attinenti a cose che conoscevano bene</strong> o in cui vivevano o basandosi su quello che riuscivano a reperire dopo ore e ore di <strong>letture in biblioteca</strong>, poich&eacute; la possibilit&agrave; di accedere ad altre informazioni era a dir poco proibitiva. E chi decideva di fregarse di questi limiti era costretto a basarsi sulla <strong>propria immaginazione</strong>, ammesso che ne avesse una veramente fervida. Basti pensare a <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emilio_Salgari" target="_blank">Emilio Salgari</a></strong>, che nei suoi libri descrisse <strong>in maniera vivida e coinvolgente luoghi lontani che non aveva mai visto</strong>. Il suo modo di procedere era simile a quello degli attuali scrittori di un certo tipo di <strong>fantasy e di fantascienza</strong>, che arrivano letteralmente a creare dei <strong>nuovi mondi</strong>, che padroneggiano completamente, cosa che evita loro di fare delle grandissime ricerche.<br />Ma, rispetto ai tempi di Salgari, gli scrittori di adesso, che siano super-dilettanti o autori di bestseller, possono contare su delle <strong>fonti immediatamente accessibili</strong> in qualsiasi istante, grazie alla pi&ugrave; grande invenzione degli ultimi&nbsp;decenni: <strong>internet</strong>.<br />Adesso, se vogliamo ottenere delle informazioni su di un argomento, lo cerchiamo su <strong>Google</strong> o andiamo direttamente su <strong>Wikipedia</strong>, se vogliamo vedere un luogo, in cui non siamo stati, possiamo contare su <strong>Google Maps </strong>e <strong>Google Earth</strong>. In alcuni casi questi ultimi ci permettono addirittura di muoverci per le strade di una citt&agrave; e vederne i dettagli, come se fossimo l&igrave;. Oppure andiamo su <strong>YouTube </strong>dove troviamo tantissimi video di documentari che parlano di vari argomenti o ancora, se ci serve un certo libro, lo possiamo acquistare in formato <strong>ebook in pochi clic</strong>. E se non abbiamo tanti soldi da spendere, basta affidarci al caro <strong>eMule</strong>, per trovare quello che ci serve, <em>infrangendo qualche legge sul copyright</em>. <br /><strong>Insomma non abbiamo scuse.</strong><br />Tutto o quasi &egrave; alla nostra portata. Questo, per&ograve;, cambia completamente l'approccio che possiamo avere nei confronti di una ricerca. Possiamo sempre <strong>fare alla vecchia maniera</strong>: leggendo, visionando video, guardando foto e cos&igrave; via e creando degli appunti, magari usando <em>programmini come OneNote</em> (o altri gratuiti) che ci permetto di copiare testi, immagini, link e organizzarli comodamente, per ritrovarli quando ci servono.<br /><strong>Oppure abbiamo un'altra scelta</strong>. Possiamo iniziare a metterci a scrivere, magari dopo aver fatto qualche piccola ricerca preliminare (come la lettura di un libro, di un articolo o la visione di un documentario, giusto per entrare nel tema e catturare quella particolare emozione da cui nasce ogni storia) e poi, volta per volta, quando nasce la necessit&agrave;, <strong>cercare quello che ci serve direttamente quando ci serve</strong>. Con una connessione permanente a internet ci basta tenere aperto un browser insieme al programma di scrittura e passare dall'uno all'altro con estrema facilit&agrave;, <strong>mantenendo sempre viva quell'emozione</strong> e allo stesso tempo alimentandola con tutti quegli input immediati, il risultato dei quali possiamo metterlo subito nero su bianco <strong>senza temere che quella grande idea venga persa</strong>, perch&eacute; non siamo stati in grado di fissarla nel momento stesso in cui ci &egrave; venuta in mente.<br />Questo approccio non &egrave; certo ordinato e a prima vista <strong>potrebbe sembrare confusionario</strong>, in realt&agrave; si basa in tutto e per tutto sul modo in cui la nostra memoria lavora, cio&egrave; <strong>in modo associativo</strong>, passando da una cosa all'altra, piuttosto che lineare. <br />Senza dubbio l'utilizzo di un metodo del genere richiede una <strong>certa disciplina</strong> e padronanza dei propri mezzi. &Egrave; <strong>estremamente facile distrarsi</strong> e iniziare a navigare dimenticandosi di ci&ograve; che stavamo scrivendo. D'altra parte, per&ograve;, se si riesce ad applicarlo correttamente, d&agrave; la possibilit&agrave; di tuffarsi subito nella narrazione, evitando il rischio che quella particolare emozione (la cosiddetta <strong>ispirazione</strong>), una volta terminata ogni ricerca e organizzata la trama in ogni minimo dettaglio (di quest'ultimo aspetto ne parler&ograve; pi&ugrave; diffusamente in futuro), risulti svanita purtroppo nel nulla, prima di averla potuta sfruttare per quello che era il nostro unico scopo, cio&egrave; <strong>scrivere</strong>.<br /><strong>E se questa ricerca in tempo reale ci porta a fare qualche errore?</strong><br />Be', che problema c'&egrave;? <strong>Le nostre parole non sono state di certo incise sulla pietra, ma neppure sulla carta.</strong> Una volta terminata la stesura, quando siamo certi di aver fissato tutto quello che ci frullava in testa, ci resta tutto il tempo del mondo per controllare, correggere e modificare quello che abbiamo scritto, tutte le volte che vogliamo.]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=275]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=275</guid>
	<dc:date>2012-01-11T06:27:07+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[First Landing - Robert Zubrin]]></title>
	<description><![CDATA[<a title="More about First Landing" href="http://www.anobii.com/books/First_Landing/9780441009633/01615f119a89bde06c/"><img title="More about First Landing" style="PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px" alt="More about First Landing" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;item_id=01615f119a89bde06c&amp;time=1272512284" align="left" border="0" /></a>
<p><br /><img alt="" src="/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>Una possibile avventura marziana</strong></p>
<p>Definire questo romanzo fantascienza non sarebbe del tutto corretto, poich&eacute; la storia raccontata &egrave; realistica in ogni suo aspetto scientifico. Zubrin non si &egrave; inventato alcuna tecnologia che gi&agrave; non esistesse al tempo della scrittura di quest'opera, cio&egrave; pi&ugrave; di 10 anni fa. Ci&ograve; fa di &quot;First Landing&quot; un'opera a met&agrave; strada tra il romanzo e il saggio, dove una storia di pura invenzione viene usata per fornire al grande pubblico dei lettori una notevole quantit&agrave; di informazioni sia su Marte che sullo stato dell'arte della tecnologia aerospaziale che sarebbe in grado di portarci fino a l&igrave;.<br />Ovviamente poi la storia &egrave; ambientata in un futuro, che in parte &egrave; gi&agrave; passato per noi, e resta comunque finzione scientifica, cio&egrave; fantascienza ma nella sua traduzione diretta dall'inglese science fiction, non perch&eacute; si parli di viaggiare nello spazio, ma perch&eacute; ne illustra la fattibilit&agrave; reale tramite una storia inventata.<br />D'altronde stiamo parlando di Robert Zubrin, fondatore della Mars Society e da sempre impegnato nel permettere all'umanit&agrave; di approdare sul pianeta rosso con l'intenzione di colonizzarlo. La sua posizione &egrave; sicuramente ottimista, ma questo romanzo &egrave; soprattutto uno strumento di propaganda per il suo movimento (l'appendice ne &egrave; una prova), affinch&eacute; si sviluppi un certo interesse sul raggiungimento di un traguardo che sembra ancora lontano. Zubrin ci dimostra che di fatto non lo &egrave;. Manca soltanto la volont&agrave; di raggiungerlo per un innumerevole quantit&agrave; di motivi, tra cui molti di natura politica. Anche questo aspetto viene infatti in parte trattato nel romanzo.<br />Personalmente, per quanto sono fra coloro che vorrebbero vedere l'uomo conquistare e magari colonizzare Marte, finch&eacute; sono ancora in vita, mi rendo conto che il nostro mondo ha ben altre urgenze e che un progetto di questa portata, per questo motivo, deve per forza di cose essere portato avanti lentamente. Apprezzo comunque il lavoro di Zubrin, perch&eacute; senza persone come lui, questo sogno sarebbe ancora pi&ugrave; lontano.<br />Parlando della storia narrata in s&eacute;, senza considerare le sue implicazioni, non &egrave; affatto male. Mi ha tenuto col fiato sospeso, tanto che l'ho letta davvero in poco tempo, per sapere come sarebbe andata a finire. Il ritmo &egrave; sostenuto. I personaggi si trovano gi&agrave; da subito e sin fino alla fine ad affrontare situazioni di altissima tensione. Sono ben delineati e coerenti. I dialoghi ti catturano.<br />Se proprio voglio trovare un elemento negativo &egrave; la mancanza di vera drammaticit&agrave;, poich&eacute; alla fine tutto in un modo o nell'altro viene risolto, e questo &egrave; l'unico aspetto di poca realisticit&agrave; della storia. Nella realt&agrave; non tutto pu&ograve; essere risolto, soprattutto quando la narrazione si estende per un cos&igrave; lungo periodo in un luogo cos&igrave; pericoloso. Esiste un analogo reale in cui tutto alla fine &egrave; andato bene, cio&egrave; la storia dell'Apollo 13 (definito il pi&ugrave; grande fallimento di successo della NASA), ma la situazione in quel caso era decisamente pi&ugrave; &quot;semplice&quot;: in fin dei conti stavano andando sulla Luna e non erano su un pianeta a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra.<br />Nonostante questo &egrave; senza dubbio uno dei libri pi&ugrave; belli che abbia letto negli ultimi mesi e si merita il massimo dei voti.<br /></p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/B000OIZULW/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakina-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=B000OIZULW">First Landing (formato Kindle in inglese)</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=anakina-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=B000OIZULW" width="1" border="0" /> su Amazon.it.<br /><a href="http://www.amazon.com/gp/product/B000OIZULW/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakblog-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=390957&amp;creativeASIN=B000OIZULW">First Landing (formato Kindle in inglese)</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=anakblog-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=B000OIZULW" width="1" border="0" /> su Amazon.com (con link a versioni cartacee).</p>
<p><em>Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:<br /></em><a href="http://www.anobii.com/anakina/books"><em>http://www.anobii.com/anakina/books</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=274]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=274</guid>
	<dc:date>2012-01-05T06:05:13+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I propositi per il nuovo anno e "L'isola di Gaia"]]></title>
	<description><![CDATA[<img alt="L'Antartide e l'aurora australe viste dallo spazio" hspace="5" src="http://coolsci.ru/wp-content/uploads/2011/12/polar_siyaniye_from_space.jpg" align="left" vspace="5" />
<p>Da un po' di tempo a questa parte, alla fine di ogni anno scrivo una <strong>lista di propositi</strong> per quello successivo e controllo quella scritta l'anno precedente. La maggior parte di questi propositi sono ancora dei work in progress e quindi non sono stati completati. Altri invece sono caduti direttamente nel dimenticatoio. Pochi (ma buoni) risultano invece essere stati portati a termine e sono proprio questi a darmi soddisfazione e a spingermi a fare sempre nuovi progetti, perch&eacute; alla fine, anche se non si riesce a far tutto, <strong>da un anno all'altro qualcosa cambia sempre, qualche piccolo passo si fa</strong>. Pu&ograve; sembrare poco, ma, se proviamo a scrivere tutto quello che siamo riusciti a fare in un anno, ci renderemmo conto che non lo &egrave; affatto.<br />Pi&ugrave; tardi aprir&ograve; il mio netbook, dove tengo queste liste, e far&ograve; un po' di bilanci. C'&egrave; per&ograve; un proposito che so di aver portato a termine per quest'anno, forse il pi&ugrave; importante di tutti: <strong>ho terminato la prima stesura del mio romanzo</strong>. Ci sono riuscita poche ore fa, dopo aver lottato a lungo per trovare il tempo per farlo.<br />Scrivere questo romanzo &egrave; stata una bella sfida. In passato ho scritto tanto, soprattutto articoli, sceneggiature e fanfiction, ma questo &egrave; il <strong>primo romanzo originale che inizio e porto a termine</strong>. C'&egrave; voluto molto tempo e un'enorme forza di volont&agrave; per riuscirci. <br />L'idea &egrave; nata da un <strong>sogno</strong> fatto nella primavera del lontano <strong>2006</strong>. Il romanzo adesso, a dire il vero, ha ben poco a che vedere con quel sogno, ma l'ispirazione iniziale nacque da l&igrave; e il suo titolo, cio&egrave; &quot;<strong><em>L'isola di Gaia</em></strong>&quot;, &egrave; ancora legato ad esso. C'&egrave; infatti nella storia una qualche componente <strong>ecologica</strong> (a me cara, visto che sono un'ecologa), sebbene parecchio contro tendenza rispetto all'ecologismo di cui si sente parlare al giorno d'oggi. <strong>Gaia</strong> &egrave; sia il personaggio intorno al quale ruota gran parte della storia sia una metafora del nostro pianeta, che alla fine continua a mostrarsi benevolo nei nostri confronti, anche se ogni tanto ci fa penare un po'.<br />Ma l'ecologia &egrave; solo uno dei vari componenti scientifici di questa storia, insieme all'astronomia, la genetica, internet ecc... tutti immaginati in un <strong>futuro non troppo lontano ma neppure ben definito</strong>. Sono elementi di contorno di una storia d'azione, di ricerca di uno scopo pi&ugrave; grande a cui dedicare la propria vita, di azioni politicamente scorrette, di etiche flessibili, di ossessioni e sentimenti talvolta perversi. Non c'&egrave; traccia di buonismo n&eacute; di un qualche tipo di insegnamento. &Egrave; una storia in cui <strong>i personaggi fanno delle cose perch&eacute; possono farle e, per questo motivo, non riescono a vedere in esse nulla di sbagliato</strong>. <br />Tutto ci&ograve; &egrave; mescolato a omicidi, colpi di scena, azione, rivelazioni, sogni, realt&agrave; virtuale e fede.<br />Ma, come ho detto, ho semplicemente terminato la prima stesura. Avevo iniziato a scriverla il <strong>25 agosto del 2007</strong>, ma poi avevo interrotto la scrittura fino al <strong>2009</strong>. Negli ultimi due anni ci ho lavorato con costanza, nei ritagli di tempo, rubando ore al sonno. Il risultato &egrave; una storia forse un po' lunga (oltre <strong>123 mila parole</strong> non sono poche), ma solo perch&eacute; complessa e, spero, divertente.<br />Ho scritto la parola fine, anche se la settimana prossima rivedr&ograve; con calma l'ultima parte, per fare ancora qualche piccola modifica. Poi rimarr&agrave; <strong>da parte per almeno un mese</strong>, affinch&eacute; io possa quasi dimenticarmene, prima di affrontare il lavoro dell'editing.<br />Si tratta decisamente di un <strong>progetto a lungo termine, per il quale non ho fretta</strong>, poich&eacute; voglio portarlo avanti nel migliore dei modi.<br />Intanto per&ograve; non ho intenzione di fermarmi. A <strong>gennaio inizier&ograve; a scrivere qualcosa di nuovo</strong>, di meno lungo, che avrete sicuramente modo di leggere ben prima della pubblicazione de &quot;L'isola di Gaia&quot;. <br />Ma &egrave; presto per parlarne.<br />Per quest'anno mi fermo qui. Nuovi progetti e nuovi propositi mi aspettano per quello che sta per iniziare.<br /><strong>Auguro a tutti voi un nuovo anno ricco di propositi che verranno portati a compimento. Buon 2012!</strong></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=273]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=273</guid>
	<dc:date>2011-12-31T03:21:26+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[I romanzi dell'antico Egitto - Nagib Mahfuz]]></title>
	<description><![CDATA[<a title="More about I romanzi dell'antico Egitto" href="http://www.anobii.com/books/I_romanzi_dellantico_Egitto/9788854118775/01605dfd5b6aadc540/"><img title="More about I romanzi dell'antico Egitto" style="PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px" alt="More about I romanzi dell'antico Egitto" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;item_id=01605dfd5b6aadc540&amp;time=1275636161" align="left" border="0" /></a>
<p><img alt="" src="/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>La battaglia di Tebe</strong></p>
<p>&Egrave; strano leggere la storia della cacciata degli Hyskos da un'altra voce. Stessa storia, ma due autori diversi e 50 anni di distanza. Ovviamente finisce per sembrare una storia totalmente diversa. Ed &egrave; quello che accade in &quot;La battaglia di Tebe&quot;, che narra della vittoria degli Hyskos da parte del Faraone Amosis, dopo 200 anni di dominazione. <br />Avevo gi&agrave; conosciuto in dettaglio l'intera vicenda grazie alla trilogia dedicata alla regina Ahhotep di Christian Jacq. In questo libro di Mahfuz, sebbene l'epilogo sia scontato, non lo &egrave; affatto tutto quello che c'&egrave; in mezzo. I personaggi principali sono gli stessi, ma non il modo in cui sono imparentati, gli eventi hanno qualche somiglianza, ma in altri casi divergono notevolmente, la stessa visione dell'antico Egitto si distacca da quella magica di Jacq. Solo l'orgoglio e il senso di civilt&agrave; degli antichi egizi rimane lo stesso.<br />La causa di tutte queste differenze &egrave; il fatto che i due autori hanno dovuto riempire gli spazi tra i fatti storici con le loro rispettive fantasie, ma mentre ai tempi di Jacq, ben pi&ugrave; recenti, molte altre scoperte sono state fatte, talvolta modificando radicalmente le opinioni storiche di mezzo secolo prima, a quelli di Mahfuz le maglie della conoscenza erano molto pi&ugrave; larghe. Questo gli ha permesso maggiore libert&agrave; di movimento. E cos&igrave; mentre con Jacq si ha la costante sensazione che venga limitato dai &quot;paletti&quot; storici e faccia i salti mortali, talvolta in maniera forzata, per far combaciare i fatti con la finzione, il racconto di Mahfuz appare pi&ugrave; omogeneo e la lettura risulta avvincente anche se si conosce il finale. Inoltre, per assurdo, l'assenza di elementi magici che sforano del fantasy contribuisce a creare una storia nel complesso pi&ugrave; credibile.<br />E forse lo stesso fatto che Mahfuz sia &quot;soltanto&quot; uno scrittore, per giunta premio Nobel, invece di essere primariamente un egittologo, come Jacq, &egrave; sufficiente a giustificare il perch&eacute; ci troviamo di fronte ad un'opera letteraria veramente splendida.</p>
<p><br /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>Akhenaton, il faraone eretico</strong></p>
<p>Davvero curioso questo romanzo, in cui una persona cerca di scoprire la verit&agrave; sulla storia di Akhenaton, faraone divenuto famoso per aver instaurato il culto di un dio unico (Aton) durante il suo regno, attraverso i racconti delle persone che lo avevano conosciuto. Il risultato &egrave; un insieme di versioni diverse e spesso talmente contrastanti da essere opposte, di fronte alle quali questo personaggio storico esce comunque parecchio svilito, almeno su alcuni aspetti. E ovviamente la conseguenza di questo contrasto di informazioni &egrave; l'impossibilit&agrave; del narratore di scoprire quale sia la verit&agrave;.<br />Pi&ugrave; che un romanzo sembra un esperimento di scrittura sicuramente pregievolissimo, ma che risulta un po' noioso per il lettore, soprattutto tenendo conto che da quando &egrave; stato scritto sono passati 25 anni e molto di quanto viene detto su questo faraone &egrave; stato messo in dubbio da studi successivi da parte degli egittologi. Akhenaton &egrave; stato in parte rivalutato e la sua eventuale condizione di &quot;eretico&quot; non sembra pi&ugrave; cos&igrave; certa, almeno non dal punto di vista degli antichi egizi.<br />Infine, il fatto che si utilizzi per lo pi&ugrave; materiale inventato, come &egrave; ovvio che sia, mettendosi nei panni di personaggi cos&igrave; lontani nel tempo, dei quali non si pu&ograve; conoscere opinioni e sentimenti, fa venire meno ogni utilit&agrave; della stessa lettura del romanzo. Il testo risulta abbastanza ripetitivo e, gi&agrave; alla terza volta che vengono citati gli stessi fatti, vorresti metterlo da parte.</p>
<p><br /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>La maledizione di Cheope</strong></p>
<p>Questo romanzo mi &egrave; piaciuto pi&ugrave; del precedente, ma decisamente meno del primo. L'idea di base &egrave; in realt&agrave; molto carina, ma il modo in cui &egrave; stata sviluppata non mi sembra riuscito. La storia &egrave; scontata gi&agrave; dalle prime battute e tutti gli eventi vengono in qualche modo anticipati senza che ci siano dei colpi di scena. Se l'autore ci avesse nascosto in qualche modo l'identit&agrave; di Dedefra (oggi noto in italiano col nome di Djedefra o Kepher), per esempio, la storia sarebbe stata decisamente pi&ugrave; avvincente. <br />Altri eventi invece sono descritti in maniera affrettata e poco credibile. Il personaggio della principessa si comporta in maniera incostante e il suo repentino cambiamento di sentimenti pare del tutto ingiustificato.<br />Dalla semplicit&agrave; nella strutturazione della storia e dalla sua lunghezza ridotta sembra pi&ugrave; che altro un romanzo per ragazzi, in cui l'autore indugia un po' troppo nello stile dei dialoghi (molto poetici e irrealistici) piuttosto che nello sviluppo della trama.<br />A ci&ograve; si aggiunge qualche imprecisione storica, sicuramente da ascrivere al fatto che il romanzo &egrave; stato scritto nel 1939, che vuole, tra le varie cose, la Sfinge gi&agrave; presente prima della costruzione della Grande Piramide. Da studi pi&ugrave; recenti si ritiene che la Sfinge sia opera di Chefren o successiva, in quanto ne raffigura il volto. Inoltre Djedefra pare che sia stato figlio (come pure Chefren) di Cheope, mentre nella storia non risulta imparentato. Questi fatti, per&ograve;, non erano probabilmente noti a quel tempo e, laddove mancavano prove storiche, l'autore ha semplicemente lavorato di fantasia.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/885411877X/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakina-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=885411877X">I romanzi dell'antico Egitto: La battaglia di Tebe - Akhenaton. Il faraone eretico - La maledizione di Cheope</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=anakina-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=885411877X" width="1" border="0" /> su Amazon.it.</p>
<p><em>Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:<br /></em><a href="http://www.anobii.com/anakina/books"><em>http://www.anobii.com/anakina/books</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=272]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=272</guid>
	<dc:date>2011-12-29T17:06:16+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA["Oltre I Binari" arriva in Italia su Sky]]></title>
	<description><![CDATA[<p><img alt="" hspace="5" src="http://www.anakina.net/public/ostposter.jpg" align="left" vspace="5" />Sono passati pi&ugrave; di quattro anni da quando ho avuto l'occasione di entrare in contatto con Ed McPadden e il regista <strong>A.D. Calvo</strong>, che mi chiesero l'inserimento del brano &quot;<strong>House Of Love</strong>&quot; di <a href="http://www.hinkel.tk/" target="_blank">Hinkel</a> nella colonna sonora del film &quot;<strong><a href="http://www.theothersideofthetracksmovie.com/" target="_blank">The Other Side Of The Tracks</a></strong>&quot;. <br />Dopo aver partecipato a numerosi festival negli Stati Uniti e vinto diversi premi, il film ha trovato un distributore circa un anno fa, approdando in DVD negli Stati Uniti e in TV nel resto del mondo.</p>
<p>E adesso <strong>arriva anche in Italia</strong> col titolo &quot;<strong><a href="http://guidatv.sky.it/guidatv/programma/film/drammatico/oltre-i-binari_231911.shtml" target="_blank">Oltre I Binari</a></strong>&quot;.<br />Con gli attori <strong>Brendan Fehr</strong> (Roswell, CSI Miami), <strong>Tania Raymonde</strong> (Lost) e <strong>Chad Lindberg</strong> (Fast &amp; Furious, Supernatural), questo film horror/drammatico racconta la storia di Josh, traumatizzato dal ricordo della fidanzata morta in un incidente ferroviario, che tenta di rifarsi una vita quando incontra una cameriera dall'incredibile somiglianza col suo grande amore.</p>
<p>Il film verr&agrave; trasmesso su Sky, nel canale <strong>Sky Cinema Passion</strong> in doppio audio, in prima TV il <strong>15 gennaio alle 21</strong> e successivamente il 24 gennaio alle 13.25.</p>
<p>Il film &egrave; anche disponibile in&nbsp;streaming su Amazon.com con il titolo &quot;<a href="http://www.amazon.com/gp/product/B006JJ5KDS/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakblog-20&amp;linkCode=as2&amp;camp=1789&amp;creative=390957&amp;creativeASIN=B006JJ5KDS">The Haunting of Amelia</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="http://www.assoc-amazon.com/e/ir?t=anakblog-20&amp;l=as2&amp;o=1&amp;a=B006JJ5KDS" width="1" border="0" />&quot;.</p>
<p>Non ho ancora avuto l'occasione di vedere il film per intero, quindi dopo la visione&nbsp;vi potr&ograve;&nbsp;fare&nbsp;una recensione, ma nel frattempo&nbsp;vi propongo il trailer e il brano &quot;House Of Love&quot;. </p>
<p><embed src="http://www.youtube.com/v/PHSwMyJvOJg?version=3&amp;hl=it_IT" width="560" height="315" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" allowscriptaccess="always"></embed></p>
<p><a class="my_play my_27" title="House Of Love  HINKEL" style="BORDER-TOP-WIDTH: 0px; PADDING-RIGHT: 0px; DISPLAY: inline-block; PADDING-LEFT: 0px; BORDER-LEFT-WIDTH: 0px; BACKGROUND: url(http://x.myspacecdn.com/modules/common/static/img/playbuttonsprite.png) no-repeat 0px -85px; BORDER-BOTTOM-WIDTH: 0px; PADDING-BOTTOM: 0px; MARGIN: 0px; OVERFLOW: hidden; WIDTH: 27px; TEXT-INDENT: -9999px; PADDING-TOP: 0px; HEIGHT: 27px; BORDER-RIGHT-WIDTH: 0px" href="http://www.myspace.com/volkerhinkel/music/songs/house-of-love-hinkel-33553684">House Of Love HINKEL</a>
<script src="http://www.myspace.com/music/buttons/js" defer="defer" type="text/javascript"></script>
</p>
<p><font size="1">Foto: &copy; 2008 Goodnight Film</font></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=271]]></link>
	<guid isPermaLink="true">http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=271</guid>
	<dc:date>2011-12-29T01:51:57+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Tokyo night - Chiara Gallese]]></title>
	<description><![CDATA[<a title="More about Tokyo night" href="http://www.anobii.com/books/Tokyo_night/9781447695790/01264422f706dde246/"><img title="More about Tokyo night" style="PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px" alt="More about Tokyo night" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;item_id=01264422f706dde246&amp;time=1313772735" align="left" border="0" /></a>
<p><img alt="" src="/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>Uno sguardo appassionato sul Giappone</strong></p>
<p>Senza dubbio una bella penna quella di Chiara Gallese, capace di evocare immagini vivide del &quot;suo&quot; amato Giappone anche nella mente di chi non ha ancora avuto la fortuna di visitarlo. A leggere le sue descrizioni pare proprio di stare l&igrave;, vederne forme e colori, sentirne i suoni e gli odori, la voce della gente, assaggiarne i cibi. La suggestione &egrave; immediata e potente. La stessa idea di dedicare ogni capitolo ad una stazione della metropolitana di Tokyo, raccontando degli eventi che in qualche modo sono ricollegati a quel luogo, &egrave; un elemento di notevole originalit&agrave; e sicuramente una scelta vincente nel far sentire il lettore un po' parte di questi luoghi lontani. Questa particolare struttura del romanzo, insieme all'inserimento del passaggio di una canzone all'inizio di ogni capitolo e le numerose note disseminate lungo il testo sono sicuramente il frutto da tanta ricerca e allo stesso tempo prova di un'opera accuratamente progettata, qualcosa che difficilmente si trova in un autore esordiente che allo stesso tempo sia <a href="http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=268" target="_self">indipendente</a>.<br />Posso, quindi, perfettamente comprendere come gli amanti (o almeno curiosi) del Giappone possano reagire con entusiasmo alla sua lettura. D'altra parte chi invece vi si accosta principalmente per leggere una nuova storia potrebbe rimanerne perplesso, nonostante l'autrice si premuri di specificare lo spirito del suo romanzo nella sua descrizione e nella postfazione.<br />La storia in s&eacute;, infatti, passa completamente in secondo piano rispetto all'amore per il Giappone e questa mancanza di equilibrio purtroppo si nota. Non vi &egrave; infatti la stessa cura quasi maniacale per i particolari. Il personaggio di Keiko, per quanto parli in prima persona, risulta abbastanza semplice, privo nel modo in cui si comporta di quei contrasti che essa stessa afferma di possedere. &Egrave; comunque ben caratterizzata nella sua semplicit&agrave;, ma purtroppo risulta non sempre interessante agli occhi del lettore. Sappiamo cosa le &egrave; successo, che lavoro fa, i posti che ha visitato, ma &egrave; difficile riuscire ad individuare in essa quel qualcosa di &quot;speciale&quot;, che ci aspettiamo di trovare nella protagonista di un romanzo.<br />I personaggi maschili, che le girano intorno, sarebbero potenzialmente ben pi&ugrave; interessanti (a parte il suo primo fidanzato giapponese, che &egrave; una figura evanescente appena accennata), ma a tratti risultano stereotipati e semplificati: il giapponese dall'aspetto caucasico tormentato e diviso fra due mondi e l'italiano praticamente perfetto per mettere su famiglia. Basta soltanto questa definizione a far capire come andr&agrave; a finire la storia.<br />Keiko ci parla di loro, ma non riesco a vedere in lei il forte sentimento che prova per loro: non ce lo mostra. Le scene pi&ugrave; drammatiche vengono anticipate, ma poi saltate a pie' pari, quasi non fossero importanti.<br />Tutto questo &egrave; un peccato, perch&eacute; i potenziali per tirare fuori una storia avvincente c'erano tutti: sembra quasi che l'autrice abbia avuto paura di rischiare.<br />La scelta stilistica di mescolare gli avvenimenti seguendo questo ordine &quot;geografico&quot; invece che quello cronologico mi &egrave; piaciuta molto. Peccato che cos&igrave; facendo ogni capitolo tenda ad acquisire una denotazione molto episodica, senza un qualche evento sospeso alla fine di esso, che costringa il lettore ad andare avanti per vedere cosa succede dopo.<br />L'insieme di queste osservazioni mi fa pensare che nel dare estrema importanza alle ambientazioni si sia trascurato gran parte del resto. Ci&ograve; si vede anche da piccoli errori concettuali, come, per fare qualche esempio, le farfalle dei faggi, che in realt&agrave; sono quelle delle betulle (che hanno le cortecce bianche); i polipi invece dei polpi (a meno che non si riferisse a qualche specie di celenterato commestibile come le attinie, invece che ai famosi molluschi con otto braccia dotate di ventose); le cicale che friniscono anche di notte (lo fanno solo di giorno nelle ore pi&ugrave; calde e di notte ci si sentono i grilli). Tutti piccoli dettagli che possono disturbare, in quanto ci voleva davvero poco per evitarli, se fosse stato dato ad essi met&agrave; dell'importanza dei mille dettagli giapponesi con tanto di nota esplicativa.<br />Poi ovviamente ci sono una serie errori legati alla mancanza di un correttore di bozze: refusi (anche se non tantissimi a dire la verit&agrave;), qualche imprecisione minore di carattere ortografico e sintattico, una certa mancanza di coerenza nell'uso di diverse forme ortografiche (corrette) lungo l'intero scritto (es. obiettivo e obbiettivo), infine la tendenza ad un eccessivo uso degli accapi, che spezzano anche visivamente la lettura, sebbene questa venga man mano diminuendo con l'andare avanti del testo.<br />Infine una cosa che non mi &egrave; piaciuta tanto &egrave; la scelta di inserire una critica alla societ&agrave; italiana in confronto a quella giapponese. Mi &egrave; sembrato di per s&eacute; un argomento un po' troppo complesso perch&eacute; potesse essere affrontato in un testo del genere (poich&eacute; non essenziale per la trama) e, infatti, risulta troppo semplicistico. Se Keiko fosse una persona reale o se a scrivere le sue storie fosse stata un'autrice giapponese, l'avrei considerata un po' troppo superficiale nelle sue critiche, perch&eacute; ignorante su come esattamente stanno le cose nel mio paese. Il fatto che invece si tratti di una scrittrice italiana mi lascia a dir poco perplessa, se non altro perch&eacute;, seppure ci trovassimo di fronte alla pura finzione e quindi le sue parole non dovessero rispecchiare il suo pensiero reale, si tratterebbe di una scelta da parte sua parecchio rischiosa, in quanto potrebbe far storcere il naso al lettore italiano amante del suo paese (e parliamo di tanta gente) e spingerlo ad un giudizio negativo sia nei suoi confronti (se l'autore non percepisce la finzione) che in quelli del modo di pensare giapponese, cosa del tutto controproducente in un testo che vuole invece essere una dichiarazione d'amore nei confronti del Giappone.<br />La scelta di dare tre stelle a questo romanzo &egrave; quindi frutto di tutte queste riflessioni. Resta comunque il fatto che ci troviamo di fronte a una buona scrittrice, che forse manca soltanto un po' di esperienza nel confronto diretto con il pubblico della narrativa, cosa pi&ugrave; che normale trattandosi della prima opera pubblicata.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/product/1447695798/ref=as_li_ss_tl?ie=UTF8&amp;tag=anakina-21&amp;linkCode=as2&amp;camp=3370&amp;creative=24114&amp;creativeASIN=1447695798">Tokyo Night</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="http://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=anakina-21&amp;l=as2&amp;o=29&amp;a=1447695798" width="1" border="0" /> su Amazon.it.</p>
<p><em>Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:<br /></em><a href="http://www.anobii.com/anakina/books"><em>http://www.anobii.com/anakina/books</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=270]]></link>
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	<dc:date>2011-12-21T06:51:24+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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	<title><![CDATA[La Luna ่ una severa maestra - Robert A. Heinlein]]></title>
	<description><![CDATA[<a title="More about La luna รจ una severa maestra" href="http://www.anobii.com/books/La_luna_รจ_una_severa_maestra/01125870ae08e470f0/"><img title="More about La luna รจ una severa maestra" style="PADDING-RIGHT: 5px; PADDING-LEFT: 5px; PADDING-BOTTOM: 5px; PADDING-TOP: 5px" alt="More about La luna รจ una severa maestra" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=5&amp;item_id=01125870ae08e470f0&amp;time=0" align="left" border="0" /></a>
<p><br /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" /><img alt="" src="http://www.anakina.net/public/star_self_1.gif" />&nbsp;<strong>Pi&ugrave; resoconto che romanzo</strong></p>
<p>Questo libro mi ha lasciato perplessa. L'ambientazione (la Luna) &egrave; senza dubbio affascinante. La stessa storia in s&eacute;, sebbene sia una rivisitazione in chiave fantascientifica della guerra d'indipendenza americana, ha una notevole originalit&agrave;. Purtroppo non mi &egrave; piaciuto il modo in cui &egrave; stata sviluppata e solo i primi due punti mi hanno permesso di darle due stelline invece che una.<br />Di carne al fuoco ce n'&egrave; tantissima e da subito ci si rende conto che un solo romanzo &egrave; troppo poco per svilupparla come si deve. Il risultato &egrave; che appare per gran parte un puro e semplice resoconto, ricco di informazioni tecniche superdettagliate in campo politico, scientifico ecc..., con fatti riassunti rapidamente in poche righe e solo qua e l&agrave; spezzoni di dialoghi, che falliscono nel far trasparire i sentimenti e la stessa umanit&agrave; dei personaggi.<br />La conseguenza pi&ugrave; ovvia &egrave; la noia.<br />Eppure l'inizio mi aveva intrigato, con il calcolatore Mike che aveva preso coscienza di s&eacute; diventando vivo. Poi per&ograve; la trama finisce per basarsi troppo su questo supercalcolatore intelligentissimo, simpaticissimo, in grado di fare qualsiasi cosa, infallibile, solo grazie al quale (almeno a grandi linee) i personaggi riescono a raggiungere i propri scopi.<br />Mi &egrave; sembrato sin troppo facile.<br />Speravo in un miglioramento, ma mi sono ritrovata ad arrancare a met&agrave; libro augurandomi che finisse il pi&ugrave; velocemente possibile. Una storia essenzialmente raccontata, in cui poco viene mostrato come si deve. La stessa scelta di narrarla dal punto di vista di un solo personaggio la limita tantissimo.<br />Nonostante le lunghe tempistiche della narrazione, il finale &egrave; scontato dal momento in cui si capisce di cosa parla realmente la storia. Non ci sono veri colpi di scena o, meglio, il modo in cui vengono raccontati gli eventi li rende poco sorprendenti.<br />Le motivazioni dei personaggi, compreso il protagonista che parla in prima persona, non sono per niente chiare. I loro sentimenti vengono detti a parole, ma non mostrati in maniera convincente nei gesti. <br />Dalla lettura ho ricevuto una visione quasi asettica dei fatti, che non &egrave; riuscita in alcun modo a divertirmi.</p>
<p><a href="http://www.amazon.it/gp/search?ie=UTF8&amp;keywords=heinlein%20%20The%20Moon%20Is%20a%20Harsh%20Mistress&amp;tag=anakina-21&amp;index=aps&amp;linkCode=ur2&amp;camp=3370&amp;creative=24114" target="_blank">&quot;The Moon Is a Harsh Mistress&quot; (versione inglese del libro)</a><img style="MARGIN: 0px; BORDER-TOP-STYLE: none! important; BORDER-RIGHT-STYLE: none! important; BORDER-LEFT-STYLE: none! important; BORDER-BOTTOM-STYLE: none! important" height="1" alt="" src="https://www.assoc-amazon.it/e/ir?t=anakina-21&amp;l=ur2&amp;o=29" width="1" border="0" />&nbsp;su Amazon.it (la versione italiana &egrave; stata pubblicata da Urania e perci&ograve; &egrave; difficile da trovare).</p>
<p><em>Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:<br /></em><a href="http://www.anobii.com/anakina/books"><em>http://www.anobii.com/anakina/books</em></a></p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.anakina.net/dblog/articolo.asp?articolo=269]]></link>
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	<dc:date>2011-12-14T02:27:32+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Carla</dc:creator>
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