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 Giant's Causeway, Irlanda del Nord... di Carla
 

“Mi chiedo cosa si provi a possedere un corpo.”
Ophir. Codice vivente




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Nuovo anno, nuovi propositi: 2017
Di Carla (del 31/12/2016 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 821 volte)
        


È passato un altro anno, di nuovo! Penso che capiti un po’ a tutti, e sempre più con l’andare avanti con l’età, di avere l’impressione, alla fine di un anno, che sia passato un po’ troppo in fretta. Ci eravamo appena abituati a questo 2016 e adesso ci tocca reimpostare la nostra mente con una nuova cifra: 2017.
 
Devo dire la verità: una volta tanto l’anno che adesso volge al termine non mi è sembrato affatto corto. Se penso a tutto quello che ho fatto, a quanto ho lavorato, questi dodici mesi parevano non finire mai. Forse è perché per una volta attendevo questa fine, poiché corrisponde al quasi totale completamento di tutti i miei progetti in corso d’opera, ma anche alla chiusura del mio primo quinquennio da self-publisher.
Il 3 gennaio sarà infatti il quinto anniversario del giorno in cui iniziai la prima stesura di “Deserto rosso - Punto di non ritorno” con la chiara intenzione di pubblicarlo in maniera indipendente.
A rigor di logica, però, questo anniversario andrebbe festeggiato il 7 giugno, data di uscita ufficiale di questo mio primo libro a pagamento, ma proprio per tale motivo ho deciso di impiegare i cinque mesi che separano queste due date per fare un bilancio più completo della mia esperienza da autoeditore (o autoeditrice, se preferite) e definire in che direzione indirizzare i miei sforzi futuri. Ed è stata forse l’impazienza di iniziare questo particolare periodo a farmi sembrare il 2016 un anno davvero lungo.
Tanto per non smentire la mia tendenza a non riuscire mai a fermarmi del tutto, la mia attesa dovrà durare ancora altre due settimane, che è il tempo di cui avrò bisogno per terminare la prima stesura di “Oltre il limite”. Qui però non ho colpe: è il libro che sta venendo fuori un po’ più lungo di quanto pensassi (è tutta colpa dei personaggi!), il che non mi dispiace affatto.
 
Comunque, tornando al 2016, vediamo un po’ insieme cosa ho combinato:
- ho completato la revisione della prima parte della traduzione in italiano di “Saranythia”, il prossimo romanzo di Richard J. Galloway;
- ho tradotto e pubblicato “Kindred Intentions (l’edizione inglese di “Affinità d’intenti”);
- ho scritto la seconda e la terza parte di “Ophir. Codice vivente” (per un totale di circa 90 mila parole che si aggiungevano alle 45 mila della prima parte scritta nel 2015);
- ho preparato da zero un corso universitario integrativo, intitolato “Laboratorio di self-publishing nei sistemi multimediali”, che poi ho tenuto lo scorso maggio presso l’Università degli Studi dell’Insubria (a Varese) nell’ambito del corso di laurea in Scienze della Comunicazione;
- ho fatto l’editing di “Sindrome, il secondo libro della trilogia del detective Eric Shaw, e l’ho pubblicato il 21 maggio;
- ho fatto l’editing di “Ophir. Codice vivente, la terza parte del ciclo dell’Aurora, e l’ho pubblicato il 30 novembre;
- ho scritto circa 90 mila parole (di cui 50 mila durante il NaNoWriMo di novembre, che ho quindi vinto anche quest’anno) di “Oltre il limite”, il libro finale della trilogia del detective Eric Shaw, che pubblicherò il prossimo 21 maggio;
- ho partecipato come ospite/relatrice ad altri quattro eventi offline, oltre il corso a Varese: una conferenza sul self-publishing e la comunicazione in campo scientifico al Festival della Professione Giornalista il 19 marzo a Bologna, una conferenza sul futuro dell’editoria il 3 maggio, sempre a Varese, una presentazione dei miei libri (la trilogia del detective Shaw e “Ophir. Codice vivente”) il 2 dicembre a Iglesias e un convegno a Roma sul self-publishing il 10 dicembre nell’ambito della fiera della piccola e media editoria Più Libri Più Liberi. In queste situazioni ho avuto l’opportunità di rivedere alcuni vecchi amici, di incontrare colleghi e lettori conosciuti sul web, ma anche di entrare in contatto con nuove interessanti persone;
- ho letto 52 libri.
 
Quanto riportato sopra include quasi tutti i propositi che avevo elencato un anno fa, più uno di quelli che non dipendevano dalla mia volontà (il corso all’Università degli Studi dell’Insubria) e gli eventi offline, che invece non avevo previsto.
 
Cosa non sono riuscita a fare?
Be’, non ho completato la scrittura di un altro romanzo (“Oltre il limite”), ma questo non lo ritengo un fallimento, poiché si sta semplicemente rivelando più lungo del previsto (supponevo che avrebbe avuto una lunghezza di 80 mila parole, ma ne ho scritto circa 90 mila finora e non è ancora finito). Anzi, nel 2016 ho complessivamente scritto più parole che nel 2015, sebbene neanche un romanzo completo nell’arco dei dodici mesi, perché ne ho finito uno e iniziato un altro, entrambi belli lunghi.
Sono riuscita, come sempre, a mettere da parte un sacco di appunti per nuovi futuri romanzi, la cui lista continua a crescere, ma non ho preparato alcuna outline precisa. Questo è dovuto al fatto che lo scorso giugno, oberata e stressata dal troppo lavoro, ho preso la decisione di non iniziare alcun nuovo progetto, finché non avessi concluso tutti quelli in corso, proprio in vista dei primi cinque mesi del 2017, che tra le varie cose saranno dedicati a un bilancio di questi cinque anni e all’individuazione di nuovi progetti. Per questo motivo non ritengo neanche il venir meno a tale proposito un fallimento, bensì un cambiamento di programma ragionato in corso d’opera.
 
Infine mi ero riproposta di lavorare duro per mantenere un trend in salita nelle vendite.
Di certo ho lavorato duro e tra le varie cose sono molto contenta degli esperimenti fatti durante l’estate con nuove serie di articoli sul mio blog, che hanno avuto un riscontro interessante in fatto di vendite, e le varie brevi promozioni scontate portate avanti in parallelo su Google Play e Amazon. Ho anche provato numerose tecniche di promozione a pagamento, che sono state meno soddisfacenti come ritorno di investimento, ma mi hanno permesso di capire cosa vale la pena fare e cosa lasciar perdere del tutto.
Inoltre mi sono impegnata a ottimizzare il lavoro relativo alla mia presenza sui social network, per mantenerla costante o persino più assidua, riducendo però il tempo impiegato nel renderla tale (no, non ci sono riuscita alterando lo spazio-tempo, o forse sì?).
In quanto ai risultati generali per quanto riguarda i guadagni relativi al self-publishing, purtroppo non sono stati in crescita rispetto al 2015, ma comunque molto migliori dell’anno precedente, per cui non mi lamento, considerando che nel 2016 non ho potuto quasi per niente sfruttare la scia di eventi promozionali esterni (non gestiti né in alcun modo decisi da me) e anche che sono stata dietro a davvero troppe cose tutte insieme, perché poi mi rimanesse il tempo materiale per farmi venire qualche altra buona idea e metterla in pratica.
Nonostante tutto questo, ho mantenuto sempre una base minima di vendite complessive costante, indipendente da tutto il resto, anche nei periodi in cui non facevo proprio nulla, cosa che mi spinge ancora di più a voler riflettere su quale sia il modo migliore di gestire i miei sforzi.
 
Come dicevo un anno fa, infatti, la cosa più importante per uno scrittore è che la creatività rimanga attiva e che si riesca sempre a scrivere qualcosa di cui poi essere fieri.
Il 2016 è stato segnato da periodi in cui la voglia di scrivere rasentava lo zero, nonostante non abbia mai smesso di farlo per stare dietro alle scadenze (un amico incontrato all’evento di Bologna a marzo mi ha definito militare, in riferimento alla mia ferrea disciplina!). Ma sono molto soddisfatta dei risultati, nello specifico di “Ophir. Codice vivente”, che ha superato ogni mia più rosea aspettativa (mi riferisco al mio gradimento personale del libro finito). Non solo: la fatica che ho fatto mi ha dimostrato che, se decido di scrivere, lo faccio e basta. Per uno scrittore, che vive tenendosi a stento a galla in un mare di dubbi, avere una tale sicurezza nei propri mezzi è di grandissimo conforto.
Inoltre negli ultimi due mesi, durante la stesura di “Oltre il limite”, grazie anche al NaNoWriMo, che mi ha spinto a scrivere un nuovo libro anche se non pensavo di essere ancora pronta a farlo (né ne avevo alcuna voglia), ho riscoperto il piacere di vivere dentro i personaggi e lasciare che loro mi mostrino la storia. Sono ancora con loro in questo momento e un po’ mi spiace al pensiero di abbandonarli per sempre alla fine di questo viaggio, visto che si tratta del libro finale di una serie.
Per cui, senza dubbio, concludo l’anno con grande ottimismo.
 
Vi chiederete: ma dal punto di vista economico?
Nel 2015 l’attività di autoeditore era stata la mia principale fonte di reddito.
Nel 2016, sebbene per ovvi motivi non abbia guadagnato le stesse cifre dell’anno precedente, in cui “The Mentor” veleggiava ai primi posti della classifica del Kindle Store su Amazon.com, a conti fatti le royalty complessive ricevute sono state tali da permettermi ancora di dire che vivo di scrittura.
La vera sfida sarà riuscirci anche nel 2017.
 
Quelli che non sono proprio stata in grado di realizzare per questo anno sono due propositi che però dipendevano da fattori e da persone esterne.
Il primo era quello di vedere uno dei miei libri pubblicato in un’altra lingua (diversa dall’inglese, oppure un libro in più rispetto a quello preventivato) o comunque a venderne i diritti di traduzione per una pubblicazione nel prossimo anno, ma sto ancora lavorando alacremente per raggiungere questo risultato e sono in attesa di sviluppi che richiederanno ancora un po’ di tempo. Rimane comunque tra i miei obiettivi a lungo termine.
Il secondo riguardava il riuscire a sfruttare “The Mentor” per mantenere una certa tranquillità economica per il prossimo futuro. Me l’ha data per questo anno, ma non abbastanza per adagiarmi sugli allori per quelli che seguiranno, proprio perché non si è ancora concretizzato il proposito precedente e il libro è ormai troppo vecchio per pretendere di guadagnare ancora direttamente da esso in futuro.
 
Ma veniamo un po’ ai propositi per il 2017. Sono pochi (si fa per dire) per il momento.
Eccoli:
1) completare (entro le prime due settimane di gennaio) la prima stesura di “Oltre il limite”, farne l’editing e pubblicarlo il 21 maggio prossimo. Voglio dare il massimo per questo libro e per farlo ho deciso di non scrivere nessun altro romanzo fino alla sua pubblicazione (salvo ispirazioni improvvise, di quelle che non lasciano scampo, accompagnate da tempo libero del tutto inatteso e quindi altrettanto improbabile);
2) riservarmi quattro settimane di pausa totale dell’attività editoriale (a partire dalla metà di gennaio) per ricaricare le batterie, dopo anni che non mi fermo, tranne che per qualche breve vacanza;
3) tenere di nuovo il corso di self-publishing, in una versione aggiornata agli ultimi cambiamenti del mercato, presso l’Università degli Studi dell’Insubria, probabilmente a ottobre (salvo problemi burocratici non dipendenti dalla mia volontà). Mi piacerebbe tenere una versione di questo corso anche in altri ambiti, per dare ancora di più il mio contributo per far conoscere e far crescere il self-publishing in Italia e per formare degli autoeditori preparati, e forse ne potrei avere l’opportunità, ma per il momento non mi sbilancio in previsioni;
4) impegnarmi a partecipare a più eventi offline per promuovere la trilogia del detective Eric Shaw. Amo questi tre libri e voglio che raggiungano un numero maggiore di lettori, ma soprattutto mi rendo conto che non hanno ricevuto da me tutta l’attenzione che meritavano per conseguire certi risultati, neppure “Il mentore” che anche in italiano ha venduto molto bene. Questo deve cambiare. Finora ho scritto tanto (sto finendo il mio dodicesimo libro). Adesso è arrivato il momento di dare più spazio a ciò che ho già pubblicato. Lo devo ai miei personaggi. E ciò è particolarmente vero per i miei thriller non fantascientifici, che tendo un po’ a trascurare rispetto ai libri del genere in cui ho più seguito qui in Italia (la fantascienza, appunto);
5) dedicare più tempo a FantascientifiCast (quest’anno ho davvero latitato e me ne dispiace… scusa, Omar!), cui devo la mia popolarità nell’ambito della fantascienza e che deve essere il mezzo per continuare a far sentire la mia voce (letteralmente) in questo contesto e giungere a nuovi potenziali lettori;
6) leggere almeno 52 libri;
7) programmare nei primi mesi dell’anno abbastanza post sui miei blog (italiano e inglese) da non ritrovarmi a doverne scrivere all’ultimo momento, quando ho poco tempo;
8) organizzare meglio il mio tempo in modo da rendere di più in ambito lavorativo, grazie al fatto che ne dedico una quantità maggiore, più giusta, al riposo, all’attività fisica e allo svago (soprattutto culturale, in tutte le sue forme, inclusa la conoscenza ottenuta tramite i viaggi);
9) scrivere tanto, possibilmente più di quanto ho fatto quest’anno (diciamo circa 200 mila parole), ma soltanto quello che desidero, come in queste settimane;
10) fare un bilancio del lavoro di questi cinque anni e concentrarmi sul mio modo unico di essere self-publisher, senza forzarmi in alcun modo di ricercare e copiare presunti metodi vincenti di altri (come dico sempre: non esistono formule magiche), poiché ognuno di noi ha il proprio modo di arrivare ai lettori e di raggiungere la propria definizione di successo. È una cosa che so e che cerco di insegnare agli altri, ma talvolta tendo a dimenticarmene, quando si tratta di me stessa.
 
Be’, credo proprio che sia tutto. Cosa ne pensate?
Su alcuni aspetti sono stata volutamente vaga, perché avrò le idee più chiare entro le prossime sei settimane, quindi non sono ancora in grado di inserire altri elementi in questo elenco.
In generale, come già presagivo un anno fa, è arrivato il momento di tirare le somme della mia attività di autrice e di autoeditore, ma sono felice di farlo, perché so che da esse si genererà l’embrione di nuovi interessanti obiettivi e nuove avventure da vivere per perseguirli.
 
Anche alla fine di questo anno ci tengo a chiudere ringraziando la mia famiglia, i miei amici, i miei collaboratori e i miei lettori, che continuano a starmi accanto come irrinunciabili compagni di questo mio viaggio lavorativo e personale.
Grazie a tutti voi.
 
E ancora a tutti voi che leggete, come sempre, chiedo di rivelare i vostri propositi per il nuovo anno, qui nei commenti o sui social network.
Il 2016 è andato come volevate? Che cosa desirate per il 2017?
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