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 Fiordo svedese... di Carla
 

“Omettere di dire la verità è come mentire.”
Sindrome

 
Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 20/10/2011 @ 12:15:48, in Scrittura & Lettura, linkato 2494 volte)
Troppo spesso mi ritrovo a leggere solo prima di andare a dormire o comunque mentre faccio altro (per esempio sulla cyclette), quindi con tempi molto ridotti, mentre è raro che prenda un libro in mano in alternativa a guardare la TV o uscire. Certe volte mi piacerebbe poterlo fare, ma la realtà è che il tempo è sempre talmente poco che, se dovessi mettermi a leggere piuttosto che dedicarmi a qualche forma di svago meno impegnativa (intellettualmente parlando), probabilmente finirei per sentirmi alienata. Passo già praticamente tutta la settimana a casa a lavorare da sola, quando non lavoro o faccio altre cose produttive (tipo scrivere il mio romanzo), ho voglia di non pensare, guardando un film o una serie TV. E durante il weekend ho decisamente voglia di uscire, anche soltanto per cambiare aria.
Raramente però può capitare di trovare del tempo solo per leggere, come la scorsa domenica, quando io (di ritorno dalla partita) e il mio ragazzo abbiamo preso i nostri rispettivi libri e ci siamo seduti l'uno accanto all'altra per immergerci nella lettura.
È qualcosa che mi piacerebbe fare più spesso. A dirla tutta il massimo sarebbe passare giorni interi soltanto a leggere e scrivere, ma, a meno che non vinca al superenalotto, non me lo posso proprio permette. E al di là di questo, mi sentirei un po' in colpa e forse alla fine mi stuferei, perché in fondo i piaceri è bello prenderli a piccole dosi, altrimenti rischiano di annoiare.
In questo periodo, poi, mi è capitato di leggere una serie di romanzi veramente belli, anche se per motivi diversi. Solitamente tendo ad alternare i generi, per evitare di trovarmi di fronte a storie troppo simili. E così leggo quattro tipologie di libri, seguendo un ordine rigoroso: fantascienza, antico Egitto (romanzi o saggi), altro (qualsiasi cosa non rientri nelle altre categorie) e uno dei miei autori preferiti (avendo da poco finito tutti i libri della Cornwell in mio possesso, sono passata a John Grisham). Ogni tanto mi assicuro di inserire un libro in inglese, sempre rispettando le tipologie sopra riportate. Infine, nel scegliere di volta in volta il libro da leggere, seguo l'ordine cronologico di acquisto.
Lo so, sono troppo precisa. Ma se non facessi così, ogni volta perderei ore a decidere cosa leggere, anche perché ho circa 40 libri in coda di lettura. Stabilire delle regole mi facilita decisamente le cose.
Ed ecco che, seguendo il magico ordine, mi sono ritrovata a leggere di fila: "Il pianeta del silenzio" (di Stanislaw Lem, potete trovare qui la recensione), "La battaglia di Tebe" (all'interno di un libro che contiene 3 romanzi di Nagib Mahfuz), "Il costruttore di bombe" (di Patrick Quinlan) e adesso "Ultima sentenza" di John Grisham.
Mi sono piaciuti i primi tre e ora sto divorando l'ultimo. In genere mi capitava di tanto in tanto qualche libraccio, che finisco giusto per dovere, ma questa volta no.
Sono libri estremamente diversi eppure tutti belli.
Quello di Lem mi è stato utile per approfondire le mie conoscenze fantascientifiche, che sono particolarmente utili se si vuole scrivere fantascienza.
Quello di Mahfuz raccontava una storia che già conoscevo, perché l'avevo letta nella trilogia della regina della libertà di Jacq, ma mi ha catturato come se fosse una storia completamente nuova. Forse anche perché era diversa, nonostante il finale fosse ovvio. Ne parlerò quando completerò la lettura della raccolta.
Quello di Quinlan è stato come ritrovarsi dentro un film alla Pulp Fiction. Adrenalina a mille. L'ho fatto fuori in quattro giorni, nonostante non abbia smesso di fare tutto il resto. Ammetto, però, che non potrei leggere due libri di questo genere di seguito.
E adesso Grisham, che devo ammettere che mi mancava un po'. Il modo in cui racconta le storie della gente comune, sebbene su uno sfondo "legale", è piacevole e rilassante.
Mi sto anche rendendo conto che il mio modo di scrivere viene in parte influenzato da queste letture così varie. Non so se sia un bene in senso stretto, in quanto involontariamente questa influenza potrebbe portare a delle differenze anche notevoli nel mio stile all'interno del romanzo che sto scrivendo.
Ma poco importa, fintanto che mi diverto a farlo.
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Di Carla (del 20/10/2011 @ 00:49:32, in Scrittura & Lettura, linkato 2113 volte)
More about Pianeta d'acqua


 Semplice ma con qualche trovata decisamente apprezzabile

 Devo ammettere che nell'acquistare questo romanzo mi aspettavo qualcosa di più corposo e sono rimasta delusa dal fatto che ben un terzo del libro era occupato dal racconto "Il kragen", dall'espansione del quale lo stesso romanzo è stato creato. Chiaramente, dopo aver letto il romanzo, non ho avuto voglia di leggere il racconto, ma mi sono limitata a sbirciare qua e là, soprattutto perché rappresentava un'interessante occasione per vedere il lavoro fatto dall'autore a partire dal racconto. In realtà il racconto con le sue 100 pagine non è altro che una novella, suddivisa in capitoli, già quindi un abbozzo di romanzo. Da quanto ho visto, la storia è rimasta la stessa, a parte la scelta di diversi nomi di alcuni personaggi e diverse denominazioni delle caste e di altri elementi. I cambiamento più evidenti, a parte l'ovvio allungamento di alcuni passaggi, sono stati l'inserimento di un personaggio femminile con relativa storia d'amore e un finale più politicamente corretto. Non a caso sono entrambi elementi che fanno vendere.
 La storia in sé rimane però semplice e sbrigativa come quella di una novella, le cose accadono troppo in fretta, nonostante la lunghezza raddoppiata, ed è questa secondo me la maggiore pecca del romanzo, da cui si sarebbe potuto tirare fuori qualcosa di decisamente più impegnativo. D'altro canto invece ho apprezzato tantissimo certi spunti narrativi e piccoli colpi di scena, che hanno contribuito a rendere divertente questa piccola storia.
 Mi rendo conto che si tratta di un romanzo degli anni '60 e che il pubblico di adesso, soprattutto quello che legge fantascienza, è sicuramente più smaliziato di quanto non fosse quello di allora, per cui il mio giudizio generale sul romanzo risente soprattutto di ciò.
 Per quanto tale aspetto mi abbia impedito di godere appieno del romanzo (da qui le tre stelline, alle quali aggiungerei se fosse possibile un'altra mezza, giusto per distinguerlo da altri nella mia libreria), ritengo che al giorno d'oggi sia un ottima lettura soprattutto per i ragazzi, per avvicinarli alla lettura di genere o persino alla lettura in generale.

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http://www.anobii.com/anakina/books

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Di Carla (del 18/10/2011 @ 22:50:29, in Scrittura & Lettura, linkato 4475 volte)
More about Il Pianeta Del Silenzio


 Quasi un trattato (fanta)scientifico

Ho affrontato la lettura di questo libro con le immagini del film "Solaris" (tratto dall'omonimo romanzo sempre di Lem) negli occhi, in particolare ricordandone l'estrema lentezza. Per questo motivo mi aspettavo un libro dai ritmi lenti e su questo non sono certo stata smentita, ma "Il pianeta del silenzio" è qualcosa di diverso.
 La lentezza dell'azione non è fine a se stessa, ma è dovuta alle lunghe digressioni e spiegazioni in cui i personaggi indugiano. Di fronte ad esse la storia passa quasi del tutto in secondo piano.
 Inizialmente questo ti spiazza, soprattutto quando incontri delle digressioni che niente hanno a che vedere col resto del libro (tipo quando i personaggi raccontano delle storie o leggono un libro), poi entri anche tu nel ritmo e non puoi non apprezzare l'approfondimento fatto dall'autore sulle parti più strettamente scientifiche e antropologiche (anche se riferite ad alieni).
 L'impressione generale è quella di trovarsi di fronte ad un trattato fantascientifico, a cui l'amante del genere, soprattutto colui che lo scrive oltre che leggerlo, può attingere per ampliare i propri orizzonti e le proprie conoscenze nell'ambito di questo campo. Il libro è, infatti, interessante e nel leggerlo si impara sicuramente tanto.
 L'azione, come detto, è poca, i personaggi sono appena accennati e talvolta agiscono, prendendo delle decisioni estreme, senza che ciò che fanno abbia veramente senso, come se fosse asservito allo scopo dello scrittore di creare determinate situazioni, che gli permettano di approfondire altri aspetti del suo "trattato".
 In seguito a tutto ciò alcune parti (soprattutto quelle sulle mille speculazioni riguardo la situazione politica degli alieni) sono a tratti noiose, mentre altre sono estremamente interessati (la parte scientifica).
 Le poche scene in cui i personaggi effettivamente si muovono sembrano talvolta aggiunte per dovere, come se fossero posticce, ma alcune sono notevoli, in particolare quella del finale. Le ultime pagine ti catturano completamente e, sebbene le cose succedano con lentezza, ti costringono ad andare avanti fino alla fine.
 Quest'ultima è, a mio parere, perfetta.

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Di Carla (del 17/10/2011 @ 18:18:24, in Scrittura & Lettura, linkato 2757 volte)
More about Innocente


 Quanti innocenti sono stati giustiziati?

 In questo libro per una volta Grisham abbandona la fiction per raccontarci la storia terribilmente vera di pessimo lavoro della macchina della giustizia statunitense, che ha portato un uomo innocente ad un passo dall'esecuzione sulla base di prove inconsistenti, per il semplice fatto che le autorità volevano trovare un colpevole, uno qualunque.
 Oltre alla storia di Ron Williamson, che già di per sé pare incredibile, ne vengono raccontate tante altre simili, che sono senza dubbio la punta dell'iceberg.
 Alla fine della lettura nella tua testa rimane un'unica terribile domanda: quanti altri innocenti sono stati meno fortunati e sono stati giustiziati?











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Di Carla (del 14/10/2011 @ 20:30:10, in Musica, linkato 1670 volte)

Nell'attesa dell'uscita del loro nuovo album "Fallen Empires", prevista per novembre, gli Snow Patrol non stanno proprio fermi un attimo.
Dopo il primo singolo "Called Out In The Dark" ecco il nuovo "This Isn't Everything You Are", che verrà pubblicato un giorno prima dell'album (13 novembre), ma che ha già debuttato in radio e da oggi anche in video. Quest'ultimo è stato girato a Buenos Aires qualche settimana fa.
Nel frattempo nuove date si aggiungono al loro prossimo tour, oltre che nuove apparizioni. Il 6 novembre saranno infatti ospiti degli MTV EMA 2011, come headliner dell'evento che avrà luogo nel municipio di Belfast e che sarà collegato a quello principale, che si svolgerà all'Odyssey Arena.
Inoltre la band ha dato il via al progetto fan video per il brano "Fallen Empires" (un po' come avevano fatto qualche anno fa i Placebo col video della cover "Running Up The Hill"), coinvolgendo direttamente i propri sostenitori nella registrazioni delle varie parti del video, che poi verranno votate dalla stessa community di fan della band. Quelle che otterranno più voti, per ogni singola parte, finiranno nel video ufficiale.

Ed ecco il video di "This Isn't Everything You Are", brano che sembra avere tutte le carte in regola per diventare una hit. Speriamo che ciò si concretizzi anche in Italia e di vederli quindi presto nel nostro paese.

Foto: © 2009 Rita Carla Francesca Monticelli

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Di Carla (del 13/10/2011 @ 19:01:29, in Musica, linkato 2818 volte)

Ieri mattina Daniele Groff ha concesso un'intervista a Radio Alcamo Centrale, in cui ha parlato della sua carriera, del tour acustico e dell'uscita del prossimo album.
Vi riporto qui la registrazione (grazie a Fabio D'Ambrosio).

Intanto continua il suo tour acustico nei locali di tutta Italia in cui ripropone 13 anni di successi. Dopo il concerto di Campogalliano dello scorso 7 ottobre, Daniele è atteso dai suoi fan a S. Egidio Alla Vibrata il 21 ottobre. Si è inoltre aggiunta una nuova data il 18 novembre al Piccadilly di Chiaravalle (AN).

© 2006 Rita Carla Francesca MonticelliEcco il riepilogo delle date:
21 ottobre - Dejavu - S.Egidio Alla Vibrata (Teramo)
18 novembre - Piccadilly - Chiaravalle (AN)

Si tratta in entrambi i casi di concerti in duo acustico.

Informazioni sui locali:
Dejavu
via V.Veneto, 38/40
Sant'Egidio alla Vibrata
Per info: 3283744012 – 3384231576 e infodejavu@tele2.it

Piccadilly
c.so Matteotti 131
Chiaravalle
Inizio: ore 22.
Per info e prenotazioni: tel 07107451498. mail Piccadilly2005@virgilio.it

Se volete iscrivervi alla newsletter potete farlo dal sito ufficiale di Daniele Groff: www.danielegroff.com

Vuoi Daniele Groff nel tuo locale/festival/evento?
Il contatto per il tour booking è:
booking@danielegroff.com

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Di Carla (del 12/10/2011 @ 21:33:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1580 volte)
More about The Evolutionary Void


 La fine di un grande viaggio

Recensione originariamente scritta e pubblicata su aNobii il 14 lottobre 2010. 

Quest'ultimo capitolo della trilogia del vuoto di Hamilton è, a mio parere, il più bello della saga, non solo perché porta a compimento una grande storia, ma soprattutto perché lo fa sorprendendoti continuamente durante la lettura e cambiando continuamente i punti di riferimento del lettore, che assolutamente non è in grado di anticipare le sue mosse. Qui l'autore dà letteralmente libero sfogo alla propria fantasia senza il minimo timore di apparire eccessivo. E riesce a farlo, rimanendo sempre credibile.
 Leggere questi tre libri è stato un viaggio fantastico, che mi ha permesso di guardare alla fantascienza con occhi diversi. Lo consiglio a chiunque ami le storie complesse e ben costruite, non soltanto agli amanti del genere.

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Di Carla (del 11/10/2011 @ 22:31:14, in Cinema, linkato 1866 volte)

© 2011 20th Century FoxSono andata a vederlo con nessuna aspettativa, anzi mi ero detta che se non avessi trovato l'orario giusto, avrei potuto farne anche a meno e aspettare a vederlo su Sky.
Devo dire che mi sono dovuta ricredere.
La bellezza di questo film prescinde il fatto di voler essere un prequel del famoso "Pianeta delle Scimmie" nelle sue varie incarnazioni. Infatti può essere visto e apprezzato da chiunque, sia che si tratti di un amante della fantascienza e conosca bene questa saga sia che non ne abbia la minima conoscenza.
È un bel film oltre ogni aspettativa perché ti prende e ti fa soffrire con il protagonista, che non è umano, ma è come se lo fosse. Ciò che però è ancora più eccezionale è il fatto che si provi pena per ciò che gli accade, poiché sembra talmente reale che nella nostra mente è un vero scimpanzè esistente e non una creazione di computer grafica.
Più volte durante la visione mi sono ritrovata a mormorare "poverino", come se si trattasse di un cagnolino o altro animale in difficoltà, per poi rendermi conto che stavo provando empatia per un essere che non esisteva né fisicamente (non era una vera scimmia ma il risultato di fantastici effetti speciali) né idealmente (una vera scimmia non potrebbe essere mai tanto intellingente). Insomma mi ha emozionato come se non si fosse trattato di un film di fantiscienza, ma quasi di una storia vera. Se un film riesce a fare questo con una trama completamente fuori dalla realtà è veramente un bel film. Tanto di cappello.
Non solo. Il mio coinvolgimento è stato tale proprio da ripromettermi di non riguardarlo più in seguito, proprio perché in certe parti mi sono immedesimata un po' troppo e in un certo senso mi hanno turbato.
Credo che il personaggio di Cesare meriterebbe una sorta di Oscar per personaggi virtuali. Sarebbe proprio l'occasione perché l'Academy ne creasse uno, in modo da premiare la capacità di coloro che l'hanno disegnato di dare luogo ad un personaggio così realistico da sembrare dotato di vita propria.
A chi non ha ancora visto questo film posso solo consigliare: vedetelo, ma soprattutto andate a vederlo al cinema.

Foto: © 2011 20th Century Fox

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Di Carla (del 10/10/2011 @ 18:41:21, in Scrittura & Lettura, linkato 2854 volte)
More about Il Re dei torti


 Il favoloso mondo delle class action

 In un libro come questo si vede il vero Grisham, che ti affascina semplicemente raccontando il contesto delle sue storie. Alla fine non importa che alcuni eventi salienti non vengano vissuti direttamente dal lettore e magari il romanzo finisca un po' in sordina, poiché ciò che veramente ti cattura è tutto il resto.
 In questo caso si parla di class action e di come tantissimi avvocati le sfruttino per arricchirsi all'inverosimile, trasformandole in una vera droga e usando metodi non sempre ortodossi per arrivare a guadagnare sempre di più, perdendo spesso il contatto con la realtà.
 Tutto ciò basta a tenerti incollato alle pagine fino alla fine.

 Romanzo consigliatissimo. Meriterebbe più di 4 stelline, ma non ancora le 5, che vedo più adeguate ad alcuni suoi veri capolavori, come "La Giuria".








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Di Carla (del 07/10/2011 @ 05:57:53, in Scrittura & Lettura, linkato 2569 volte)


 Una superba prova di scrittura... ma niente più di questo

 È una storia triste, senza speranza, tra il sogno e la follia, fatta di un continuo balzare avanti e indietro nel tempo da parte del protagonista, che ne è la voce narrante.
 Sicuramente si tratta di una superba prova di scrittura creativa da parte di James Braziel, che guarda caso insegna questa materia all'università.
 Ma oltre a questo non c'è molto altro da dire.
 Potrei capire se tutto questo dramma, questa tristezza e follia fosse stata usata per vedere tramite gli occhi di un personaggio una situazione realistica, che potrebbe essere accaduta in un contesto reale. Lo sforzo creativo avrebbe avuto anche un che di meritevole, benché io avrei evitato il libro a priori, perché quando leggo voglio divertirmi non deprimermi.
 Ma qui si parla di un prossimo futuro post-apocalittico assolutamente improbabile, insomma dramma e tristezza fine a se stessa, allo scopo di deprimere chi legge, tutto il contrario di quello che sembra leggendo la quarta di copertina, che pare volutamente fuorviante (per vendere il libro o forse chi l'ha scritta non l'ha neanche letto).
 Nel leggere questo romanzo di Braziel si ha la sensazione più che altro che si tratti di una sorta di lungo triste prologo alla storia vera e propria, che però non c'è.
 Sarà forse nel seguito "Snakeskin Road" pubblicato l'anno dopo e che segue le vicende della moglie del protagonista?
 Non so se vorrò rischiare e leggere anche questo libro.
 Di positivo c'è però che il romanzo è abbastanza corto. Alla fine dei conti l'autore non è affatto prolisso e ci racconta con maestria le vicende passate del protagonista, che l'hanno portato fino all'epilogo, in parte preannunciato già dall'inizio.
 La lettura scorre leggera e il romanzo ti prende, questo non posso negarlo, ma quando compro un romanzo di Urania mi aspetto ben altro.

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