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 I personaggi di "Deserto rosso"... di Carla
 

“Il fatto che le nostre specie sono nemiche non significa che anche tu e io dobbiamo esserlo.” Per caso

 

Di seguito tutti gli interventi pubblicati sul sito, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 24/05/2021 @ 09:30:00, in Interviste, linkato 2914 volte)
Qualche tempo fa io ed Emanuele Properzi di Scrittore Vincente abbiamo fatto una bella chiacchierata sull’autoeditoria.
 
 
 
In particolare abbiamo parlato di come si tratti fondamentalmente di un mestiere di carattere imprenditoriale a livello di mentalità e disciplina (sebbene non sia necessario fondare un’impresa), delle attività di marketing che gli autoeditori dovrebbero attuare, e di come sia fondamentale divertirsi nel metterle in pratica, dell’uso del preordine, della serialità, della fidelizzazione dei lettori, dell’utilizzo delle piattaforme pubblicitarie per promuovere i propri libri, della pubblicazione in altre lingue e, ovviamente, del mio saggio “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”, che vuole essere una guida per questo modello editoriale rivolta in egual modo ad aspiranti autoeditori e a chi sta già pubblicando i propri libri.
 
Adesso potete ascoltare tutto questo nel video pubblicato da Scrittore Vincente e da Emanuele su Facebook e su YouTube, oppure semplicemente qui sotto (scegliendo quello che preferite tra i due).
 
Se avete delle domande o qualunque altro commento sull’argomento, scrivete pure qui nel blog o direttamente nella sezione dei commenti del video.
 
Buona visione/ascolto a voi e un ringraziamento speciale a Emanuele per lo spazio che mi ha offerto sui suoi canali!
 
Video su Youtube.
 
Video su Facebook.
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Di Carla (del 14/05/2021 @ 09:30:00, in Lettura, linkato 2934 volte)

 Siamo soli nell’universo?
 
Questo straordinario saggio del professor Paolo Musso non è ovviamente in grado di offrire una risposta alla domanda che molti si pongono nell’osservare le stelle, ma, dopo averlo letto, in un certo senso ci si sente più vicini a ottenerne una. Il grande merito di questo testo, unico nel suo genere in italiano, è proprio quello di portare il lettore più vicino alla comprensione della reale capacità che abbiamo di individuare i segni dell’esistenza di una civiltà extraterrestre che si trovi in qualche sistema stellare non “troppo” lontano dal nostro.
Ciò è reso possibile anche dal fatto che a parlarci dello stato dell’arte della ricerca scientifica in questo ambito e del suo futuro sviluppo non è uno scienziato, bensì un filosofo. Il suo modo di affrontare l’argomento dell’eventuale diffusione della vita in altre parti della nostra galassia (e dell’universo) non si ferma alla pura speculazione matematica (o statistica), benché anche questo aspetto venga trattato (per esempio, con l’esauriente spiegazione dell’equazione di Drake), tanto meno lo fa riguardo ai dati tecnici nell’esporre al lettore l’effettiva capacità della strumentazione attuale (e futura) di captare e riconoscere una trasmissione aliena. Ma va oltre, riflettendo sulle implicazioni dell’entrare in contatto con tale civiltà, sulla possibilità di comprenderne il messaggio e sul quale potrebbe essere il modo più efficace di rispondere per poter essere a nostra volta compresi. E, nell’analizzare tutti questi aspetti, presenta dei parallelismi basati sulla sua esperienza professionale riguardo alle attuali interazioni tra culture diverse sulla Terra. Non solo. Riflette anche sull’effetto che un’eventuale conferma che non siamo affatto soli nell’universo, ma che là fuori c’è almeno una civiltà evoluta (e quindi probabilmente anche altre), potrebbe avere sull’umanità stessa, a livello culturale, psicologico e persino religioso.
Insomma, questa lettura è stata un bel viaggio, che mi ha permesso di mettere insieme molte delle cose che sapevo sull’argomento, colmando nel contempo le mie lacune e offrendomi nuove prospettive di riflessione che non avevo mai considerato prima.
E Paolo Musso riesce a fare tutto questo con uno stile fresco e un modo a tratti confidenziale di esporre dei contenuti tutt’altro che semplici, dando così l’impressione di ascoltare quel racconto appassionato direttamente dalla sua voce. Certo, il testo è decisamente qualche gradino più in alto della pura divulgazione. Affrontarlo senza avere una minima conoscenza di base sull’argomento e alcuni riferimenti scientifici ben chiari nella mente, soprattutto in alcuni passaggi, potrebbe non essere semplicissimo, ma la voce dell’autore riesce a metterne in evidenza in maniera efficace i punti fondamentali.
In altre parole, se anche nel leggerlo aveste l’impressione di non comprendere proprio tutto, non scoraggiatevi. Andate avanti. E vedrete che alla fine ciò che vi rimarrà, dopo l’ultima pagina, avrà messo radici nella vostra mente, insieme al desiderio di saperne di più.
 
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Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
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Di Carla (del 22/04/2021 @ 09:30:00, in Lettura, linkato 3027 volte)

 Il circolo degli ex-malati di TBC
 
Questo libro di Linda Grant, che avevo già abbastanza apprezzato in “Upstairs at the Party”, trasporta il lettore in un sanatorio britannico degli anni cinquanta dello scorso secolo in cui venivano tenuti, o forse la parola più giusta è segregati, i malati di tubercolosi. La storia si svolge nel periodo in cui era stata già scoperta la streptomicina, ma ancora non era arrivata nel Regno Unito, per cui i personaggi vivono nella speranza di poter essere curati prima o poi e non fare la fine di tutti i loro predecessori.
La storia segue in particolare due gemelli adolescenti londinesi, Lenny e Miriam, che vengono inviati in un sanatorio nel Kent dal Sistema Sanitario Nazionale britannico. Qui convivono con persone di ben altra estrazione sociale, ma la malattia che accomuna tutti appiana le differenze e permette la creazione di rapporti molto stretti.
L’autrice usa toni a tratti leggeri nel raccontare le vicende dei protagonisti, ma accanto a ciò descrive i trattamenti dolorosi, crudeli e inutili, oltre che l’abuso psicologico, cui tutti i pazienti vengono sottoposti. Il contrasto tra le due cose lascia il segno durante la lettura, perché passi dalla risata all’orrore, alla rabbia e alla tristezza, e ti porta a rimuginare quando chiudi il libro.
I personaggi escono dalle pagine e le loro banali vicissitudini quotidiane, nel modo in cui ci vengono mostrate dall’autrice, diventano quasi avvincenti, come pure si rimane scioccati nell’entrare nella mente malata di alcuni di essi, come in quella del medico che dovrebbe curarli.
Per me è stata anche un’occasione per conoscere meglio il periodo storico in relazione ai tentativi maldestri di trattamento della tubercolosi, prima che fossero disponibili delle cure efficaci e definitive.
Non ho messo la quinta stellina per via del finale dolceamaro. Forse era difficile inventarne uno migliore, vista la storia, ma, come era capitato con l’altro libro dell’autrice che ho letto, ho avuto la netta impressione che ci sia stato un calo di tensione e un eccessivo trascinarsi nella parte finale del libro.
 
The Dark Circle (Kindle e cartaceo) su Amazon.it.
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Questo libro è disponibile solo in lingua inglese!
 
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Di Carla (del 06/04/2021 @ 09:30:00, in Podcast, linkato 3069 volte)
La settimana scorsa ho avuto il piacere di chiacchierare per più di un’ora con Eugene Pitch, che, direttamente dal Giappone, mi ha intervistato all’interno del suo podcast RadioScrivo.
 
 
Abbiamo parlato in lungo e in largo della mia attività di autoeditrice, un po’ anche dei miei libri, del diverso approccio che un autoeditore ha se decide di essere “wide” (cioè non pubblicare solo in esclusiva su Amazon), di come usare le inserzioni su Facebook per pubblicizzare i propri libri e di tanti altri argomenti relativi all’autoeditoria in Italia.
 
Se avete voglia di sentire la nostra chiacchierata, potete farlo direttamente qui sotto oppure potete ascoltare il podcast sul vostro dispositivo da Spreaker, Apple Podcast, Google Podcast o YouTube.
 
 
Inoltre, vi consiglio di iscrivervi a RadioScrivo per poterlo seguire sul servizio di podcast che preferite: https://scrivofacile.com/radioscrivo/
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Di Carla (del 06/03/2021 @ 18:00:00, in Eventi, linkato 3256 volte)

Se vi siete persi l’evento in diretta, eccovi la registrazione su Facebook e su Instagram dell’intervista fattami da Laura Bonazzoli, bibliotecaria della Biblioteca di Vernate, in occasione dell’imminente Festa Internazionale della Donna.

Parliamo di me e dei miei libri, ma anche di passioni e di come trasformarle in un lavoro.
Non vi anticipo nulla, per evitare inutili ripetizioni.
 
Qui sotto trovate i video rispettivamente di Instagram e Facebook.
Quello di Instagram ha una qualità audio-video migliore, ma purtroppo le immagini sono a specchio. Scegliete voi quale preferite vedere.
 
 
 
Se avete qualche commento, scrivetelo qui oppure direttamente nei rispettivi social network.
 
Visto che ci siete, vi invito a seguire la Biblioteca di Vernate su Facebook (https://www.facebook.com/bibliotecadivernate/) e su Instagram (https://www.instagram.com/bibliotecadivernate/).
 
E magari, se non lo state già facendo, seguite anche me su Instagram: https://www.instagram.com/ladyanakina/
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Di Carla (del 05/03/2021 @ 09:30:00, in Eventi, linkato 2735 volte)
Non sapete cosa fare domani pomeriggio?
Ho un suggerimento!
 
A partire dalle ore 15 visitate la pagina Facebook o il profilo Instagram della Biblioteca di Vernate per assistere all’evento online “Due chiacchiere con l’autore” e passare un’ora insieme a me e alla gentilissima bibliotecaria Laura.
Parleremo dei miei libri, ovviamente, concentrandoci in particolare sul tema della donna nella società, in occasione dell’imminente Festa Internazionale della Donna (8 marzo).
 
 
Ecco dove potrete assistere all’evento.
 
Pagina Facebook della Biblioteca di Vernate: https://www.facebook.com/bibliotecadivernate
 
Profilo Instagram della Biblioteca di Vernate: https://www.instagram.com/bibliotecadivernate
 
Il mio profilo Instagram: https://www.instagram.com/ladyanakina
 
 
Facendo clic sull’immagine potete anche visitare la pagina dell’evento su Facebook oppure a questo link potete accedere al post della biblioteca dove è possibile attivare un promemoria.
 
 
Se non potete assistere dal vivo, nessun problema.
L’evento verrà registrato e reso disponibile su entrambi i social network. Inoltre, pubblicherò qui sul blog un ulteriore articolo con il video della registrazione.
 
Per ora è tutto.
Ci vediamo domani!
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Di Carla (del 15/02/2021 @ 09:30:00, in Lettura, linkato 2915 volte)

 Uno sguardo sul futuro, ma senza trama

Completare la lettura di questo libro è stato davvero difficile. Probabilmente, se non avessi acquistato l’edizione cartacea, non sarei andata oltre le prime 30-50 pagine. Eppure avevo letto i precedenti, “Red Mars” e “Green Mars”, e pensavo di essere preparata.
Be’, mi sbagliavo.
“Red Mars” effettivamente aveva una bella trama intrigante, che iniziava con un omicidio e poi ci riportava indietro per ricostruire ciò che era accaduto. Era ricco di parti di pura speculazione scientifica nell’ambito dell’astronautica e della colonizzazione di Marte. Certo, erano lunghe, ma erano ben equilibrate con gli eventi narrati e, visto che le trovavo interessanti, la loro lettura era andata avanti senza intoppi. Meno interessanti erano quelle relative ad argomenti psicologici, che infatti non mi vergogno affatto di dire di aver saltato. Ma nonostante tutto aveva una trama che, bene o male, si sviluppava nell’arco di tutto il romanzo. C’era un po’ di intrigo, persino di suspense, che mi faceva venire voglia di continuare a leggere per scoprire cosa sarebbe accaduto dopo (o cosa era accaduto prima). Nonostante non avessi apprezzato il finale, non avevo dubbi di trovarmi di fronte a un romanzo con tutti gli elementi necessari per essere definito tale.
Con “Green Mars” le cose si sono fatte più difficili. L’autore si è soffermato più nelle singole storie, una per parte, che finivano nel momento in cui iniziavo ad affezionarmi ai personaggi. Il minore apprezzamento che ho avuto nel leggere questo libro mi ha indotto a ritardare di diversi anni la lettura dell’ultimo della trilogia. Ho iniziato a leggerlo solo perché ce l’avevo già e mi sembrava doveroso giungere alla fine della storia.
Ciò che non mi sarei aspettata era l’assenza di una vera e propria storia.
“Blue Mars” è un tentativo di Robinson di immaginare il futuro della conquista della spazio da parte dell’umanità, partendo da Marte per poi andare oltre. Il worldbuilding è, infatti, eccezionale e rappresenta il motivo per cui ho deciso di dare al libro tre stelline, invece delle due che riflettono meglio le mie sensazioni.
Robinson ha sicuramente fatto delle ricerche pazzesche per scriverlo. E mostra una fantasia immensa. Non posso che inchinarmi di fronte a questi due aspetti.
Inoltre, con la sua bellissima prosa, descrive un Marte terraformato sicuramente affascinante.
Si è però dimenticato che stava scrivendo un romanzo, che, come tale, necessita di una trama, in cui i personaggi devono avere uno scopo da raggiungere, dei conflitti da affrontare e una crescita di qualche tipo, e soprattutto che chi legge si aspetta un arco narrativo.
E invece no.
Ogni parte è raccontata dal punto di vista di un personaggio, ma di fatto non accade nulla o almeno nulla di rilevante. Ci si continua a spostare avanti nei decenni e a passare da un racconto all’altro degli sviluppi politici e della descrizione dei luoghi. Attraverso numerose lunghe pagine, fitte di resoconti, tutto viene raccontato e quasi nulla mostrato. Le poche vere scene, cioè quelle in cui i personaggi interagiscono o addirittura dialogano, non aggiungono nulla narrazione, poiché non ce n’è veramente una. I personaggi sono di fatto solo un elemento di contorno.
Il motivo per cui ci ho messo più di quattro mesi per leggere questo libro è perché mi ha annoiato terribilmente.
E, quando non mi annoiavo, provavo un senso di tristezza per gli scorci di esistenza (spesso deprimenti) dei personaggi che l’autore buttava lì, di tanto in tanto, per evitare di trasformare il libro in un saggio speculativo sul futuro.
 
Blue Mars (Kindle e cartaceo) su Amazon.it.
Il blu di Marte (Kindle e cartaceo) su Amazon.it.
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Di Carla (del 28/01/2021 @ 09:30:00, in Rassegna stampa, linkato 2941 volte)

Ecco una lista di articoli, citazioni e interviste relativi a “Nave stellare Aurora”.
 
L’elenco verrà aggiornato man mano che nuovi articoli verranno pubblicati.
 
 
 
“Nave Stellare Aurora” il nuovo romanzo di Rita Carla Francesca Monticelli su Sardegna Reporter.it, 29 novembre 2020
 
Due chiacchiere su “Nave stellare Aurora” con l’autrice su Giochi di parole… con le parole, 30 novembre 2020
 
Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli – “Nave Stellare Aurora” durante una live sul profilo Instagram di Abel Montero, 5 dicembre 2020
 
“Nave Stellare Aurora” di Rita Carla Francesca Monticelli, recensione su Giochi di parole… con le parole, 12 gennaio 2021
 
“Nave Stellare Aurora” di Rita Carla Francesca Monticelli, recensione su Bluebabbler, 5 marzo 2021
 
Nave Stellare Aurora di Rita Carla Francesca Monticelli su Corrierenerd, 5 giugno 2022
 
 
 
 
Nave Stellare Aurora” è disponibile in formato ebook a 3,99 euro su: Amazon, Giunti, Google Play Libri, Kobo, Mondadori Store, laFeltrinelli, Apple Books e Smashwords.
Disponibile gratis per gli abbonati di Scribd.
Disponibile anche in formato cartaceo a 15,99 euro su Amazon e Giunti.
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Tra le tante offerte sul Kindle Store di Amazon in Italia, per tutto il mese c’è anche il mio saggio “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”, la cui edizione ebook è acquistabile con uno sconto del 50% fino al 31 gennaio al prezzo di 2,50 euro, invece che 4,99 euro.
 
Si tratta del prezzo più basso in assoluto cui questo libro, uscito lo scorso maggio, è stato finora offerto e che non si ripeterà per chissà quanto tempo.
 
 
Questo libro, a metà strada tra saggio e manuale, è tratto da un laboratorio universitario che tengo dal 2016 all’Università degli Studi dell’Insubria e illustra tutti gli aspetti essenziali del percorso che porta a diventare autoeditori, concentrandosi sui tre ruoli svolti in questo mestiere: autore, editore e imprenditore.
 
Una lista dei principali contenuti del libro è riportata nel minisito a esso dedicato: www.anakina.net/selfpublishinglab
 
Il testo è stato aggiornato lo scorso dicembre con le ultime novità relative all’autoeditoria e periodicamente viene sottoposto a ulteriori aggiornamenti, in modo che le informazioni al suo interno siano sempre attuali. A questo scopo, i lettori vengono invitati a iscriversi a un gruppo dedicato su Facebook per essere informati di ogni modifica e per ottenere l’ultima versione del libro. Oppure possono iscriversi alla newsletter Self-publishing news e ricevere tutte le novità direttamente nella propria email.
 
Inoltre, al libro è abbinato il blog omonimo, Self-publishing lab, dove vengono approfondite alcune tematiche relative all’autoeditoria e forniti ulteriori suggerimenti e consigli per aiutarvi a scrivere, pubblicare e promuovere al meglio i vostri libri.
 
Che aspettate?
Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” è in offerta su Amazon a soli 2,50 euro a questo link: https://amzn.to/2WZsHkc
 
L’offerta termina il 31 gennaio 2021 alle 23.59 ed è valida solo per l’Italia.
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Di Carla (del 30/12/2020 @ 09:30:00, in Propositi, linkato 2697 volte)
Certo che il 2020 è stato un anno fuori dell’ordinario, eh? Immagino che molti tra di voi abbiano visto fare macerie dei propri propositi e devo dire che la cosa ha colpito in parte anche me. Avevo, infatti, deciso di dedicare l’anno che sta finendo a promuovere di più i miei libri in eventi al di fuori della rete e, invece, ogni minima prospettiva che avessi avuto è, ahimè, malamente sfumata.
In realtà, poi, sono stata talmente occupata a scrivere e pubblicare due libri, che forse non avrei potuto dedicare più di tanto tempo a eventi dal vivo quali presentazioni e fiere, ma di certo avrei preferito essere io a fare questa scelta e non essere costretta da un evento di portata globale.

Eh, vabbè, tutto sommato, almeno dal punto di vista editoriale, il mio anno non è stato tanto male. Ciò che mi è veramente pesato, a livello personale e in alcuni casi anche professionale, è il non aver potuto uscire dalla Sardegna (erano almeno 20 anni che non mi capitava), il non aver assistito neppure a un concerto, l’essere andata al cinema appena cinque volte (anche questo senza dubbio un record negativo assoluto), il non aver fatto in tempo a mettere piede in un teatro, il non aver potuto tifare la mia squadra di calcio allo stadio per tanti mesi (e chissà per quanto ancora) e in generale l’aver dovuto fare a meno di quelle esperienze di interazione e condivisione collettiva che per una persona come me, che lavora normalmente a casa propria e trascorre abitualmente più giorni di fila senza vedere né parlare a voce con nessuno (anche senza il lockdown), sono essenziali per sentirsi parte del resto dell’umanità. Il che non è poco, se considerate che spesso, per chi scrive, tali interazioni sono il carburante della fantasia. E lo sono ancora di più per chi come me ama scrivere del futuro con uno sguardo ottimista. È stata dura non lasciarsi influenzare da tutta questa oggettiva negatività e soprattutto dal modo sensazionalistico con cui ci è stata e tuttora ci è di continuo presentata.
Per fortuna, abbiamo ancora la libertà di spegnere la TV e di controllare all’interno della rete in che modo le informazioni giungono a noi, e soprattutto di non lasciare che le informazioni, vere o false che siano, controllino noi.

Comunque, in un modo o nell’altro, quest’anno è ormai finito e ne sono uscita con un bilancio di tutto rispetto. Ho, infatti, centrato tre obiettivi dei quattro che mi ero posta un anno fa. E, in tutta onestà, non credo che avrei potuto fare di meglio in ogni caso.

Ecco quali sono:
- ho finito di revisionare e pubblicato il mio primo libro di non-fiction: “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”. A metà strada tra il saggio e il manuale, con le sue oltre 139 mila parole, questo libro uscito lo scorso 30 maggio è tratto dal laboratorio di self-publishing che tengo all’Università degli Studi dell’Insubria, ma rispetto a questo è decisamente ampliato e vuole essere un modo per illustrare l’autoeditoria e come diventare un autoeditore o migliorare la propria attività editoriale già esistente. Insieme a questo libro ho inaugurato un blog omonimo su Medium, dove affronto ulteriori argomenti che riguardano le tre fasi dell’attività di un autoeditore: scrittura, pubblicazione e promozione. O, meglio, i tre ruoli: autore, editore e imprenditore;
- ho finito di scrivere, revisionato e pubblicato l’ultimo libro del ciclo dell’Aurora: “Nave stellare Aurora”. E questa è la cosa che mi rende più felice, poiché rappresenta la fine di una storia iniziata quasi nove anni fa, quando mi sono cimentata nella prima stesura del primo libro di “Deserto rosso”. Questo romanzo con le sue 190 mila parole è il più lungo che abbia mai scritto e non per niente ci ho lavorato quasi due anni (senza contare la progettazione durante la scrittura dei precedenti). Sono molto soddisfatta sia della storia che del modo in cui l’ho raccontata, anche se il processo di creazione è stato faticosissimo. Anzi, il motivo principale della mia soddisfazione è proprio il fatto che finalmente è finita (la storia, ma anche la serie) e l’ho potuta dare a voi. Il libro è uscito lo scorso 30 novembre e sto solo ora ricevendo le prime sensazioni da parte di chi l’ha letto (eh, sì, ci vuole un po’ per leggerlo!);
- ho letto un bel po’ di libri anche quest’anno, la maggior parte dei quali parecchio lunghi, proprio come piacciono a me. Sono stata invece un bel po’ carente sul fronte delle recensioni, ma purtroppo non ho potuto starci dietro, non tanto per il numero assoluto di libri letti (che neanche conosco né mi importa conoscere), ma proprio perché, avendo pubblicato, e in parte scritto, due libri molto lunghi e cercato di portare avanti un nuovo blog, mi sono rimasti poco tempo e voglia di scrivere altro, e soprattutto la concentrazione necessaria per farlo, vista la particolare situazione che stiamo vivendo.

E il proposito che non sono riuscita a soddisfare?
Be’, lo stesso dell’anno scorso! Non ho finito di tradurre “Sindrome” in inglese. Ho avuto appena il tempo di rivedere la parte già tradotta e di fare tre brevi sessioni di traduzione. E niente, non è stato proprio possibile. Pazienza.

Cos’altro ho fatto quest’anno?
Nonostante l’impossibilità di viaggiare al di fuori della mia terra, ho comunque tenuto per la quarta volta il “Laboratorio di self-publishing nei sistemi multimediali” per gli studenti di Scienze della Comunicazione e Scienze e Tecniche della Comunicazione dell’Università degli Studi dell’Insubria. Infatti, non sono andata a Varese, ma ho comunque tenuto il laboratorio a distanza e con lo stesso metodo ho potuto partecipare come relatrice alla conferenza sui virus tra la scienza e la fantascienza. Di tutto questo vi ho già parlato in un articolo di qualche settimana fa, dove potete anche vedere l’intera registrazione della conferenza.

Ho inoltre seguito ben 7 MOOCs (corsi online aperti su larga scala). I più interessanti sono stati quelli spaziali (letteralmente): “Space Mission Design and Operations” dell’EPFL, disponibile su edX, e “Atmospheric Chemistry: Planets and Life Beyond Earth” della University of Leeds, disponibile su FutureLearn. Il primo si concentra soprattutto sulla fisica del volo spaziale e poi fa una bella carrellata delle missioni del passato e del presente. Il secondo invece si occupa del rapporto tra la chimica dell’atmosfera e la possibilità della vita anche oltre la Terra, quindi si spazia nell’ambito dell’astrobiologia.

Poi ho comunque cercato di fare un minimo di vacanza, anche se non mi sono allontanata troppo da casa. L’ho trascorsa nella bellissima costa oristanese, che ho così colto l’occasione di conoscere un po’ meglio.

Ho partecipato a un episodio di FantascientifiCast in cui io e Omar Serafini abbiamo avuto il piacere di intervistare Giorgia Sinicorni, l’attrice italiana della serie tv francese di fantascienza “Missions”. Ho anche registrato una seconda puntata del podcast, dedicata a “La guerra dei mondi” di Wells nelle sue varie incarnazioni, che però deve essere ancora pubblicata (Omar?).

Infine, ho continuato a fare esperimenti con le inserzioni di Facebook per promuovere i miei libri, incoraggiata dai risultati. Le ho estese anche al mio saggio e sto iniziando a fare qualche timido passo per promuovere i libri in inglese (la serie di Red Desert). Ho intenzione di continuare a usarle in maniera sostenibile economicamente, investendo solo una porzione in percentuale di ciò che incasso. In questo modo, se avrò ancora dei buoni risultati, potrò incrementare lo sforzo pubblicitario per portarlo anche ai libri (o ai retailer) che al momento ne sono esclusi, pur mantenendolo costante per i libri già pubblicizzati (o i retailer verso cui punto già le inserzioni).

In generale, sono molto contenta di come sono andati i miei libri quest’anno, per i quali si è vista una evidente crescita rispetto al 2019 (complici le due pubblicazioni), che era a sua volta stato migliore del 2018. Mi fa in particolare piacere che questa crescita sia graduale e in gran parte legata alle mie azioni. Ciò significa che sto riuscendo a creare un rapporto di causa-effetto tra i miei sforzi promozionali e la possibilità di raggiungere nuovi lettori e mi fa ben sperare di poter continuare su questa strada.

E ora è il momento dei propositi per il 2021:
1) non permettere alla programmazione del mio lavoro di causarmi stress. Questo è senza dubbio il più importante. Credo che non abbia senso persistere in questa attività editoriale, se non ne traggo un ritorno sia economico che di benessere personale. Per questo motivo d’ora in poi, e fino a nuovo ordine, le scadenze sono bandite. Lavorerò d’anticipo e riprenderò a stabilire delle date quando avrò almeno un progetto in più già pronto rispetto a quello relativo alla scadenza;
2) continuare a portare avanti il blog sul self-publishing su Medium, che, con la cadenza di pubblicazione attuale, consiste nello scrivere non più di 26 articoli per tutto l’anno (anche meno, se considero i periodi di vacanza). Contemporaneamente a ciò, voglio aumentare la mia preparazione sugli aspetti del marketing editoriale e quelli relativi alla pubblicazione e alla promozione sul mercato anglofono (e qui mi collego al punto successivo);
3) completare la traduzione di “Sindrome” e fare in modo che venga opportunamente revisionata, in modo da rendere anche questo libro pronto per la pubblicazione;
4) iniziare e possibilmente anche finire la traduzione di “Oltre il limite”. Da qui potete capire che il mio prossimo obiettivo editoriale (rigorosamente senza scadenza) è pubblicare l’intera trilogia del detective Eric Shaw in inglese (per “The Mentor” sarà la pubblicazione della nuova traduzione) e promuoverla in maniera adeguata sul mercato globale anglofono;
5) esplorare nuove possibilità per sfruttare i diritti dei miei libri. Credo che, con 15 libri già pubblicati, sia arrivato il momento di valorizzarli e di concentrarmi per far arrivare le loro storie a un numero maggiore di persone;
6) migliorare la mia immagine sul web con un uso oculato delle nuove opportunità fornite dai social network e riportando i miei canali di comunicazione (sito, blog, social network, newsletter, Telegram) al centro della mia attività promozionale, a coadiuvare gli sforzi delle inserzioni pubblicitarie.

Tutto qui. Anche se, in realtà, può comprendere davvero tante cose diverse e il modo in cui me ne occuperò è ancora tutto da vedere. Ho bisogno di fare il punto su tutte le conoscenze che ho su questo campo, su quelle che posso migliorare e su quelle nuove che posso acquisire. Quindi il passo successivo sarà sviluppare più strategie e provare a perseguirle, nella speranza che ciò porti a dei risultati, anche se questi saranno completamente diversi dai propositi iniziali. Come già espresso in “Nave stellare Aurora”, è il viaggio ciò che conta e talvolta è in grado di sorprenderci ben oltre la nostra immaginazione. E mai come adesso, dopo un anno come il 2020, mi rendo conto di quanto questo sia vero.

Non ho messo nella lista la scrittura, se escludiamo quella degli articoli del blog. Non ho intenzione di scrivere alcun nuovo libro nel 2021. Ciò non esclude che poi io decida di scrivere qualcosa, ma al momento non ho alcun progetto. Il fatto di aver concluso tutti i progetti che avevo in corso mi fa sentire appagata. Adesso ho bisogno di riempire di nuovo il mio pozzo creativo. Riprenderò a scrivere quando avrò qualcosa da dire.

Però è molto probabile che traduca.
Infatti, mi sono da poco sentita con Richard J. Galloway per la traduzione del suo quarto libro, quindi forse presto saprete cosa è accaduto ad Amantarra e ai suoi amici finiti in un lontano pianeta.

Non ho messo nella lista neppure la lettura dei libri, perché tanto quelli li leggo comunque! Metterli come proposito è un po’ come se mi ripromettessi di lavarmi i denti o di guardare film e serie TV. Troppo facile. Ovviamente leggerò e ho intenzione di leggere dei bei libri, possibilmente lunghi. E, siccome non devo scrivere, i libri di narrativa che leggerò saranno unicamente scelti in base all’ispirazione del momento e saranno nella lingua che capita (tra quelle che conosco, ovviamente), senza più timori di influenze non volute sulla mia scrittura.

Be’, direi che anche per questo mio post di fine anno è tutto.
Come al solito, voglio ringraziarvi per avermi seguito fino a qui. Nel 2021 (a giugno) inizierò il mio decimo anno come autoeditrice e credo che questo sia il momento migliore per apportare qualche importante cambiamento da aggiungere ai passi consistenti che sono riuscita a compiere durante questo per altri versi funesto 2020.
Grazie di cuore a tutti voi, parenti, amici, collaboratori, colleghi e lettori, che mi avete supportato (e qualcuno anche sopportato) nel 2020!

Non vi resta che raccontarmi (qui o altrove) quali sono i vostri propositi per il prossimo anno.
Vi auguro una buona fine e un fantastico inizio!
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