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 Giant's Causeway, Irlanda del Nord... di Carla
 

"Qui si parla di andare su Marte. Vivere su Marte!" Deserto rosso - Punto di non ritorno

 

Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 14/12/2011 @ 02:27:32, in Lettura, linkato 5018 volte)
More about La luna è una severa maestra


 Più resoconto che romanzo

Questo libro mi ha lasciato perplessa. L'ambientazione (la Luna) è senza dubbio affascinante. La stessa storia in sé, sebbene sia una rivisitazione in chiave fantascientifica della guerra d'indipendenza americana, ha una notevole originalità. Purtroppo non mi è piaciuto il modo in cui è stata sviluppata e solo i primi due punti mi hanno permesso di darle due stelline invece che una.
Di carne al fuoco ce n'è tantissima e da subito ci si rende conto che un solo romanzo è troppo poco per svilupparla come si deve. Il risultato è che appare per gran parte un puro e semplice resoconto, ricco di informazioni tecniche superdettagliate in campo politico, scientifico ecc..., con fatti riassunti rapidamente in poche righe e solo qua e là spezzoni di dialoghi, che falliscono nel far trasparire i sentimenti e la stessa umanità dei personaggi.
La conseguenza più ovvia è la noia.
Eppure l'inizio mi aveva intrigato, con il calcolatore Mike che aveva preso coscienza di sé diventando vivo. Poi però la trama finisce per basarsi troppo su questo supercalcolatore intelligentissimo, simpaticissimo, in grado di fare qualsiasi cosa, infallibile, solo grazie al quale (almeno a grandi linee) i personaggi riescono a raggiungere i propri scopi.
Mi è sembrato sin troppo facile.
Speravo in un miglioramento, ma mi sono ritrovata ad arrancare a metà libro augurandomi che finisse il più velocemente possibile. Una storia essenzialmente raccontata, in cui poco viene mostrato come si deve. La stessa scelta di narrarla dal punto di vista di un solo personaggio la limita tantissimo.
Nonostante le lunghe tempistiche della narrazione, il finale è scontato dal momento in cui si capisce di cosa parla realmente la storia. Non ci sono veri colpi di scena o, meglio, il modo in cui vengono raccontati gli eventi li rende poco sorprendenti.
Le motivazioni dei personaggi, compreso il protagonista che parla in prima persona, non sono per niente chiare. I loro sentimenti vengono detti a parole, ma non mostrati in maniera convincente nei gesti.
Dalla lettura ho ricevuto una visione quasi asettica dei fatti, che non è riuscita in alcun modo a divertirmi.

"The Moon Is a Harsh Mistress" (versione inglese del libro) su Amazon.it (la versione italiana è stata pubblicata da Urania e perciò è difficile da trovare).

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books

 
Di Carla (del 07/12/2011 @ 07:28:13, in Lettura, linkato 4434 volte)
More about Il ricatto


 Inizio di carriera di un giovane avvocato nei guai

Da un po' di tempo a questa parte, o almeno negli ultimi suoi libri che ho letto, Grisham si diverte a lasciare un finale aperto, mettendo in evidenza come non sia affatto esso la parte più importante dei suoi romanzi. Non è per il possibile finale, infatti, che mi sono trovata costretta a leggere "Il ricatto" in pochi giorni, continuando a girare pagina anche negli orari più assurdi pur di andare avanti e aspettando con trepidazione il momento in cui avrei potuto prendere il libro fra le mani.
Era ciò che c'è dentro il libro, i dettagli della storia, a tenermi collata.
Questa volta l'autore ci descrive come un giovane laureato in legge si trova catapultato nel mondo del lavoro in un grosso studio newyorkese, dove la parola d'ordine è solo una: fatturare. Non esiste nessuna forma di tutela dei giovani avvocati, che vengono quasi schiavizzati e portati allo stremo delle forze pur di fatturare il più possibile nella speranza di avere un futuro in quello studio.
Entrando in contatto con questo mondo "sotterraneo", ci ritroviamo ad immaginare il perché queste persone difficilmente riescano ad avere una vita sociale decente e non possiamo non rimanerne impressionati, se proviamo anche soltanto a paragonarlo con il nostro analogo italiano. Nel nostro paese, a causa della nostra mentalità estremamente diversa da quella americana, niente del genere potrebbe accadere.
Ed è proprio per questo che come sempre le storie di Grisham mi affascinano: per l'estrema lontananza dalla realtà in cui vivo, perché aprono una finestra su quello che sembra quasi un pianeta diverso. Nel raccontarci l'ennesima storia a sfondo legale l'autore ci regala dei personaggi reali, ai quali è impossibile non affezionarsi.
Diversamente da altri romanzi più corali, qui abbiamo un protagonista ben definito, che si trova in una situazione apparentemente senza uscita (viene, appunto, ricattato), e lo seguiamo mentre si barcamena cercando di immagine come potrebbe venirne fuori. Alla luce di tutto questo, la fine della storia passa totalmente in secondo piano e non possiamo che apprezzare la maestria dell'autore nell'emozionarci pagina dopo pagina, tanto che ci spiace non poco quando finiamo di leggerne l'ultima.
Grisham si conferma con questo libro come uno dei più grandi narratori dei nostri giorni, capace di prescindere il genere, in cui apparentemente si inserisce (quello del legal-thriller), per regalarci delle storie talmente intense da sembrare terribilmente reali e dalle quali c'è sempre qualcosa da imparare.

"Il ricatto" (versione cartacea) e "Il ricatto" (ebook per Kindle) su Amazon.it.
"The Associate" (ebook per Kindle in inglese) su Amazon.com.

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Di Carla (del 26/11/2011 @ 02:17:00, in Lettura, linkato 3919 volte)
More about Persuasion


 Il romanzo della maturità

È così che viene di solito definito "Persuasione", che è uno dei due romanzi postumi di Jane Austen. Le ambientazioni e le situazioni sono sempre lo solite, che si trovano anche negli altri cinque, ma il fattore maturità (chiamiamolo così) lo differenzia dalle altre opere di questa grande scrittrice.
 Prima di tutto devo precisare che ho letto il libro ascoltando in contemporanea l'audiolibro. È stata un'esperienza piacevole e istruttiva, anche grazie alla bravura della lettrice (ho scaricato l'audiolibro da LibriVox.org). Ascoltare un audiolibro in inglese con un testo davanti aiuta ad assaporare meglio le parole e a migliorare la pronuncia.
 Al di là di ciò sono rimasta notevolmente colpita dal romanzo, in cui davvero tutti i personaggi sono talmente ben delineati da avere l'impressione di trovarseli davanti. La storia d'amore della protagonista rimane in sottofondo per gran parte del libro, mentre sfilano davanti ai nostri occhi tutta una serie di vicende, filtrate dall'impatto che queste hanno su Anne. Il suo appare un personaggio arrendevole all'inizio, ma man mano che la storia prende piede ci si rende conto di come lei abbia imparato grazie all'esperienza, data appunto dalla maturità, a barcamenarsi nelle situazioni più disparate senza fare torto a nessuno e senza esporsi più di tanto agli altri.
 La narrazione si divide tra lunghi dialoghi e lunghissimi racconti degli eventi presenti e passati. In alcuni passaggi ammetto che avrei preferito conoscere le parole esatte dei personaggi, piuttosto che il riassunto dell'autrice, che pare però volersi focalizzare solo su certi aspetti della storia.
 In questo senso la fine è quasi precipitosa, ma il colpo di scena che la precede è spettacolare, soprattutto se consideriamo che sappiamo bene già dall'inizio che ci può essere un unico epilogo. Nonostante ciò, sono rimasta a bocca aperta di fronte al modo in cui l'autrice ha deciso di giocare le sue carte e proprio in questo si ravvede la maturità della stessa Austen, non più ragazzina, che guarda al mondo con occhi un po' meno spensierati rispetto al passato.

Persuasion (Penguin Red Classics) e tutti i romanzi di Jane Austen in inglese per Kindle (solo 0,99 euro) su Amazon.it.

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Di Carla (del 08/11/2011 @ 20:10:03, in Lettura, linkato 2380 volte)
No, non è un'esclamazione, ma un fumetto, anzi più di questo. Si tratta di un fumetto online a puntate, una cosa che in Italia, che io sappia, non ha mai fatto nessuno prima d'ora, non in questo modo almeno. È partito ieri su www.davvero.org e racconta la quotidianità di una diciannovenne qualunque, Martina. Ideatrice di questo esperimento è Paola Barbato, sceneggiatrice di Dylan Dog e autrice di romanzi, insieme ad un gruppo di disegnatori, che pubblicheranno sei tavole alla settimana.
Si può accedere al fumetto, che è rilasciato con licenza Creative Commons (Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Italia) gratuitamente sul sito, ma per commentare bisogna registrarsi.
In una sola giornata, quella inaugurale, in cui è stata pubblicata la prima puntata, il sito ha raggiunto quasi 1000 visitatori, che nel suo piccolo rappresenta davvero un record.
Pur non essendo io una lettrice abituale di fumetti (almeno non in età adulta) sono stata comunque incuriosita da questo ennesimo progetto di Paola, che conosco virtualmente e seguo tra una cosa e l'altra dal 2006, pur non essendo una fan di Dylan Dog e non avendo neppure letto i suoi romanzi. Quando però si è parlato di un progetto sul web, ovviamente mi si sono rizzate le orecchie.
Ho letto la prima puntata, che ho trovato molto carina e realistica (d'altronde si chiama "Davvero" per un motivo). Molto belli anche i disegni di Matteo Bussola.
E adesso non mi resta che attendere il prossimo lunedì per il seguito.
Nel frattempo, se siete amanti dei fumetti, dateci un'occhiata. Non ve ne pentirete, davvero.
 
Di Carla (del 07/11/2011 @ 14:22:24, in Lettura, linkato 2805 volte)
More about La sclerata innamorata


 Buona idea, sviluppo meno buono, pessimo "confezionamento"

Mi appresto per la prima volta a dare un mio giudizio su di un'opera autopubblicata e mi rendo conto quanto questo compito sia difficile. In teoria dovrei paragonarla a qualsiasi altro libro, ma credo che non sarebbe corretto. Dietro questo romanzo non c'è stato un editor e neppure un semplice revisore di bozze, ma solo l'autrice. Tutto ciò appare evidente anche solo sfogliandolo. È purtroppo pieno di refusi, parole mancanti o in più, ha spesso una punteggiatura scorretta e formattazione completamente sbagliata.
Questo disturba parecchio la lettura ed è difficile riuscire a metterlo da parte nell'esprimere un giudizio.
A ciò si aggiunge il fatto che sono stata un po' ingannata dalla trama e dai tag del romanzo, in particolare quello che riguardava la sclerosi multipla. Ho pensato si trattasse di una storia a metà strada tra il brillante e il drammatico, invece è di fatto un romanzo rosa come tutti gli altri.
Tutto il rispetto per il genere rosa, che, ahimè, però non mi piace, quando è fine a se stesso. E anche ciò influisce nel mio giudizio.
Eppure qualcosa di positivo c'è. Dietro i grossi problemi di forma (refusi, formattazione, dimenticanze ecc...), che danno l'impressione di trovarsi di fronte ad una primissima bozza, c'è un prosa che non è niente male, un'autrice, insomma, che sa usare la parole. C'è un'idea interessante e un prologo intrigante, poi la storia un po' si perde.
Forse le pecche maggiori sono due. La prima è il fatto che, pur essendo narrata in terza persona, si concentri quasi esclusivamente sulla protagonista, descritta perfettamente in tutte le sue sfaccettatura, mentre gli altri personaggi rimangono troppo in secondo piano e le poche scene in cui lei non è presente sono raccontate sbrigativamente, invece che mostrate, al lettore.
Confesso che proprio non sono riuscita a farmi piacere il personaggio di Ivan, il che è grave visto che è l'oggetto dell'amore della protagonista.
Qualche capitolo o scena qua e là, che ampliasse la narrazione avrebbe sicuramente aiutato a dare luogo ad una storia di maggiore respiro e consistenza.
La seconda è forse l'eccessiva linearità dell'esposizione. Il romanzo viene narrato in stretto ordine cronologico, rendendolo purtroppo abbastanza scontato nel suo sviluppo e nella fine.
Secondo me si tratta di un'occasione mancata, soprattutto considerando la tematica della sclerosi multipla, che viene giusto accennata senza essere realmente approfondita.
In ogni caso, salvo i fastidiosi problemi di "confezionamento" che menzionavo sopra, credo che questo romanzo potrebbe piacere abbastanza agli amanti del genere.

Un'ultima nota: ho letto l'ebook scaricato tempo fa da Lulu.com. Non posso essere certa che il libro cartaceo sia identico, in particolare per quanto riguarda la parte dei refusi, formattazione ecc..., né posso sapere se l'edizione in ebook sia stata sostituita nel tempo con una nuova corretta.

Se qualcuno volesse cimentarsi nella lettura, lo trovate qui (in versione e-book) e qui (in versione cartacea). Oppure su Amazon.it.

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Di Carla (del 05/11/2011 @ 04:13:51, in Lettura, linkato 3408 volte)


 Salvato (forse) dal finale

Libro molto strano questo di van Vogt. Parte bene e ti intriga, nonostante il sapore di romanzo per ragazzi, poi si arena. Mentre la trama scorre troppo velocemente, la narrazione diventa noiosa ed è tremendamente facile distrarsi per poi perdere il filo, vista la rapidità degli eventi. Mentre i personaggi e le loro azioni sembravano all'inizio assolutamente credibili, tendono successivamente a diventare troppo "facili" nella parte centrale del libro, perdendo tutta la loro plausibilità e sfiorando l'assurdo.
Il tocco di un grande autore si vede comunque nel modo in cui narra la storia: lo stile, le parole ti catturano. Ma la storia in sé sembra ingenua, come quelle dei romanzi per ragazzi, ma inadatta a questi ultimi dati i temi complessi trattati.
Forse sono i 60 anni passati dalla sua pubblicazione ad essere causa di tale apparente ingenuità. D'altronde l'accostamento di astronavi con cabine telefoniche un po' fa ridere. Ma già dall'inizio non è poi tanto difficile accettare questa atmosfera retrò in ambito fantascientifico, i problemi sono altri.
Non voglio entrare nei dettagli della trama, per non rovinare la lettura del libro. Mi limito a dire che si nota una certa approssimazione nella concatenazione dei fatti, che a tratti sono semplicemente riassunti adducendo scuse improbabili e forzate, per giustificare il dirigersi dell'azione in una certa direzione.
Ciò che davvero salva il romanzo e mi ha spinto a dargli almeno 3 stelline è il finale. Non parlo tanto del capitolo finale (che è tremendamente tirato per i capelli), ma proprio dell'ultima pagina, addirittura le ultime frasi, in cui si delinea un colpo di scena che permette di chiudere la storia in bellezza.

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Di Carla (del 27/10/2011 @ 17:20:24, in Lettura, linkato 3378 volte)
More about Ultima sentenza

 


 Colpisce anche senza colpo di scena

Pochi come Grisham riescono a coinvolgerti così nella lettura di un romanzo che è sostanzialmente raccontato. Quasi 500 pagine in cui i personaggi vengono presentati con distacco, mentre la legge, gli intrighi e la politica (tre cose che formano un tutt'uno privo di soluzione di continuità) sono i veri protagonisti di questa storia e sono loro ad essere messi a nudo senza pietà.
 È una di quelle storie che tende un po' a deludere, poiché, come in pochi altri romanzi di questo autore (per esempio "L'ultimo appello" o "Il testamento"), si tende ad aspettare un colpo di scena che invece non arriva. Ma proprio perché i veri protagonisti non sono i personaggi, la cosa non deve stupire. Grisham vuole raccontare di fatti che potrebbero veramente accadere nella realtà, dove i colpi di scena e le redenzioni raramente avvengono, ed è coerente con questa linea fino alla fine.
 L'ultimo capitolo, anche se sicuramente infastidisce, è indubbiamente bello, degno di un grande scrittore. Alla fine non possiamo che essere d'accordo con lui che questo era di fatto l'unico epilogo possibile.
 Eppure rimane il senso di fastidio, l'impressione di essere traditi da un amico che promette tanto per poi non mantenere. C'è addirittura del perfido, a mio parere, nel modo in cui ci induce a pensare che sta per avvenire qualcosa, quando poi il vero colpo di scena è proprio il fatto che non avvenga.
 Nonostante questo, è una lettura appassionante. Quasi 500 pagine fatte fuori in 7 giorni. Ad un certo punto ho dovuto continuare a leggere fino alla fine, perché non potevo attendere il giorno dopo.
 Sono rimasta sconvolta di fronte a come vanno le cose negli Stati Uniti, come sempre quando leggo Grisham. E ancora una volta ho ringraziato di non vivere lì!

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Di Carla (del 25/10/2011 @ 20:14:58, in Lettura, linkato 2802 volte)
More about Il costruttore di bombe


 Adrenalina pura

Adrenalina a mille per questo romanzo d'esordio di Patrick Quinlan. Una storia alla Pulp Fiction, ma con personaggi più simpatici (non vado matta per Tarantino). Una trama da film, con tempistiche da film. Tantissima azione, che si tramuta in forti emozioni per il lettore. Impossibile non andare avanti a leggere, pagina per pagina, complice l'impaginazione larga e il carattere grande.
 Un libro che si legge velocemente lasciando una certa soddisfazione nel lettore. Anche se non prenderei in mano altri libri del genere nel prossimo futuro, mi posso dire soddisfatta di questo romanzo, che consiglio a chi vuole staccare dalla vita quotidiana e godersi un po' di sano divertimento letterario.
 I colpi di scena si susseguono e anche se a tratti si percepisce dove l'autore voglia arrivare, ma lo fa seguendo sentieri tortuosi che ti costringono a continuare a girare le pagine. Molto bello il modo in cui cambia repentinamente il punto di vista della narrazione e il modo coinvolgente di narrare le scene d'azione, che, sebbene possano essere un punto focale in un film di questo genere, rischiano sempre di essere difficili all'interno del romanzo. In ogni caso non una volta sono dovuta tornare indietro, perché mi era sfuggito qualche dettaglio di una scena concitata.
 Se questo è un romanzo d'esordio, sicuramente Quinlan potrà fare anche meglio in futuro.

 La vera nota negativa di questo libro è l'edizione. Va bene che l'ho pagato 2,50 euro in un ipermercato, ma è comunque scandaloso il modo in cui viene trattato il testo dalla Newton Compton, che non è certo un editore minore. Il libro è pieno zeppo di errori ortografici (che sono palesemente tali e non refusi), sintattici (!!), virgole messe a caso, parole in più finite per errore dentro delle frasi, parole spezzate. Sono tutti errori tipici di chi traduce un testo dall'inglese, per cui tendo a pensare che non sia stata fatta alcuna revisione post-traduzione da una seconda persona, cosa che è inaccettabile per un libro.
 Sebbene la mancanza di un revisore non sia da imputare alla traduttrice, c'è almeno una frase che mi fa dubitare della sua preparazione nella propria lingua madre, cioè l'italiano. La frase inizia così: "Aveva piovuto..."
 Errore comune nella lingua parlata, ma inammissibile in un romanzo.

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Di Carla (del 21/10/2011 @ 16:59:32, in Lettura, linkato 2646 volte)


 A metà strada

 Struggente romanzo breve di quello che viene definito il più "lombardo" fra i nuovi autori africani.
 La storia d'amore raccontata è solo un pretesto per descrivere la difficoltà degli emigrati che ritornano a casa, sebbene per un breve periodo, e allo stesso tempo è essa stessa la metafora del rapporto con la loro terra.
 Vista in questa chiave si tratta sicuramente di una lettura interessante, soprattutto per chi non conosce realmente la vera Africa, da cui provengono queste persone, e anche per comprendere il conflitto interiore che esse vivono nel loro stato a metà strada tra due condizioni, destinati ad essere sempre e comunque diversi: non più neri e mai veramente bianchi.
 La narrazione in sé è, però, melodrammatica, dilungandosi troppo su certe riflessioni, e deprimente, per come finisce la storia.
 È stata sicuramente una lettura che mi ha arricchito, ma non del tutto piacevole.

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Di Carla (del 20/10/2011 @ 00:49:32, in Lettura, linkato 2665 volte)
More about Pianeta d'acqua


 Semplice ma con qualche trovata decisamente apprezzabile

 Devo ammettere che nell'acquistare questo romanzo mi aspettavo qualcosa di più corposo e sono rimasta delusa dal fatto che ben un terzo del libro era occupato dal racconto "Il kragen", dall'espansione del quale lo stesso romanzo è stato creato. Chiaramente, dopo aver letto il romanzo, non ho avuto voglia di leggere il racconto, ma mi sono limitata a sbirciare qua e là, soprattutto perché rappresentava un'interessante occasione per vedere il lavoro fatto dall'autore a partire dal racconto. In realtà il racconto con le sue 100 pagine non è altro che una novella, suddivisa in capitoli, già quindi un abbozzo di romanzo. Da quanto ho visto, la storia è rimasta la stessa, a parte la scelta di diversi nomi di alcuni personaggi e diverse denominazioni delle caste e di altri elementi. I cambiamento più evidenti, a parte l'ovvio allungamento di alcuni passaggi, sono stati l'inserimento di un personaggio femminile con relativa storia d'amore e un finale più politicamente corretto. Non a caso sono entrambi elementi che fanno vendere.
 La storia in sé rimane però semplice e sbrigativa come quella di una novella, le cose accadono troppo in fretta, nonostante la lunghezza raddoppiata, ed è questa secondo me la maggiore pecca del romanzo, da cui si sarebbe potuto tirare fuori qualcosa di decisamente più impegnativo. D'altro canto invece ho apprezzato tantissimo certi spunti narrativi e piccoli colpi di scena, che hanno contribuito a rendere divertente questa piccola storia.
 Mi rendo conto che si tratta di un romanzo degli anni '60 e che il pubblico di adesso, soprattutto quello che legge fantascienza, è sicuramente più smaliziato di quanto non fosse quello di allora, per cui il mio giudizio generale sul romanzo risente soprattutto di ciò.
 Per quanto tale aspetto mi abbia impedito di godere appieno del romanzo (da qui le tre stelline, alle quali aggiungerei se fosse possibile un'altra mezza, giusto per distinguerlo da altri nella mia libreria), ritengo che al giorno d'oggi sia un ottima lettura soprattutto per i ragazzi, per avvicinarli alla lettura di genere o persino alla lettura in generale.

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