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 Fiordo svedese... di Carla
 

“Il fatto che le nostre specie sono nemiche non significa che anche tu e io dobbiamo esserlo.” Per caso




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\\ Blog Home : Storico : Scrittura &amp; Lettura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 22/06/2012 @ 05:35:26, in Scrittura & Lettura, linkato 1825 volte)


Finalmente posso mostrarvi il booktrailer di "Punto di non ritorno", il primo episodio di "Deserto rosso".
Per la sua realizzazione devo ringraziare Fabio Delfino per aver trasformato in realtà le mie idee. Come gli ho detto, appena me l'ha mostrato: è anche meglio di come l'avevo immaginato!
Se per caso cercate qualcuno che realizzi il vostro booktrailer, lui è la persona che fa per voi.
Le immagini originali relative a Marte non sono ovviamente opera nostra, ma sono copyright di NASA/JPL-Caltech (debitamente accreditato nel video), che permette l'uso gratuito del suo materiale. Fabio le ha poi modificate e adattate.
La copertina invece è stata realizzata in collaborazione con Alberto Casu.

Si tratta di un filmato molto breve (48 secondi, compresi i crediti) che vi offre un semplice assaggio della storia e vi dà un'idea dell'atmosfera in cui si svolge. Fare qualcosa di più lungo non avrebbe avuto senso. Preferisco lasciare al lettore la libertà di immaginare gli avvenimenti in maniera autonoma, di avere la propria unica esperienza di lettura.

Come riportato nel video l'ebook è disponibile su Amazon (al prezzo esagerato di 89 centesimi), Kobo, Apple, Barnes & Noble e Smashwords.

Non mi resta che augurarvi buona visione. Se vi piace ciò che vedete, condividetelo con i vostri amici.

 
Di Carla (del 19/06/2012 @ 03:25:01, in Scrittura & Lettura, linkato 11703 volte)

Questo tutorial è rivolto a tutti gli autori indipendenti che hanno intenzione di pubblicare il proprio ebook su Amazon, ma hanno qualche problemino con la formattazione.
Visto che non ho trovato un tutorial come si deve né in italiano né in inglese che spieghi veramente dall'inizio alla fine l'intero processo e che le varie istruzioni trovate su Amazon e nei vari ebook gratuiti ufficiali sono in alcuni casi insufficienti e in altri troppo complesse, ecco a voi una lista di cose da fare per trasformare correttamente il vostro ebook dal formato Word, in cui l'avete probabilmente scritto, a un formato .mobi che venga convertito senza problemi dal sistema KDP di Amazon.
1) Prima di tutto formattate il vostro file seguendo alla lettera le istruzioni riportate sulla guida alla formattazione di Smashwords che potete scaricare a questo link (è gratuita).

2) A questo punto avete un file .doc perfettamente formattato, che, volendo, potete già pubblicare su Smashwords. Per pubblicare su Amazon dovete fare un solo cambiamento importante: sostituire il nome del segnalibro inserito all'inizio dell'indice da ref_TOC a semplicemente TOC. Così nel file finale verrà creata automaticamente una guida per l'indice, in modo tale che richiamando il "Menu" sul Kindle e andando su "Vai a", sia possibile selezionare la voce "Indice".
Dopo questa modifica, il file viene convertito già abbastanza bene da Amazon, il file finale messo in vendita non avrà però l'indice logico sulla barra di navigazione (quei puntini sulla barra navigazione che permettono di saltare da un capitolo all'altro). Se volete a tutti i costi questo indice, andate avanti con i passaggi successivi.

3) Ulteriori modifiche facoltative al file .doc rispetto a quello creato per Smashwords:
  - Togliere il collegamento ipertestuale che dal nome di ogni capitolo o sezione riporta all'indice. Se avete modificato il nome del segnalibro dell'indice come scritto sul punto 2, questo collegamento non serve più. Togliendolo, si elimina quella brutta sottolineatura sotto il nome del capitolo o sezione in questione. Chiaramente se volete tenerla, ignorate questo passaggio;
  - Se avete creato i segnalibri dei singoli capitoli (o sezioni) proprio sul nome del capitolo (o sezione), vi consiglio di spostarli una riga più in alto. Per fare questo, eliminate il segnalibro in questione, posizionatevi all'inizio del nome del capitolo, premete invio per creare una riga bianca, posizionatevi nella riga bianca e ricreate qui il segnalibro con lo stesso nome. Ripetete l'operazione per ogni capitolo o sezione. Questo fa sì che venga mantenuta la corretta formattazione del testo del capitolo (per es. grassetto, centrato), quando si salta da un capitolo all'altro usando l'indice nella barra di navigazione. Se non vi interessa che il nome del capitolo abbia un aspetto diverso se vi si arriva tramite l'indice logico, potete ignorare questo passaggio.
Il file .doc adesso è pronto per il passaggio successivo. Prima di andare avanti, assicuratevi di averlo salvato.

4) Convertite il file .doc in file .html filtrato. Per fare questo cliccate su "Salva con nome", per comodità scegliete un nome breve di una sola parola, scegliete come formato ".html filtrato" e poi salvate. A questo punto chiudete Word. Non lo dovrete usare più.

5) Adesso vi serve un programmino che si chiama Mobipocket Creator. Cercatelo su Google. È gratuito. Scaricatelo e installatelo.

6) Aprite Mobipocket Creator e cliccate su "HTML document" proprio sotto la scritta "Import from existing file", selezionate il file usando il tasto "Browse" e poi premete "Import". Nella schermata successiva vedrete il nome del file importato. Nel menù a sinistra, cliccate su "Cover Image". I passaggi sono i seguenti: Add a cover image > Browse > selezionate l'immagine di copertina dal vostro computer > Apri, infine fate clic su "Update". Ora sulla barra in alto cliccate sull'icona "Build". Nella schermata successiva, senza fare ulteriori modifiche, cliccate sul pulsante "Build". Una volta terminato il processo, chiudete Mobipocket Creator.

7) Andate su Documenti e troverete la cartella My Publications (a meno che non abbiate impostato un'altra cartella specifica durante l'installazione di Mobipocket Creator). All'interno troverete una cartella con lo stesso nome del file html del vostro ebook. Dentro questa cartella troverete:
  - una copia del file html del vostro ebook;
  - una copia del file della copertina;
  - un file .opf con lo stesso nome del file html;
  - un file .prc con lo stesso nome del file html.

8) Create un nuovo file di testo (programma Blocco note) e salvatelo nella stessa cartella con il nome provvisorio toc.txt (per evitare errori, nel file aperto assicuratevi che la voce "A campo automatico" del menù "Formato" non abbia il segno).
Ora incollate nel file il seguente codice, che poi modificherete.

<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
 <!DOCTYPE ncx PUBLIC "-//NISO//DTD ncx 2005-1//EN"
 "http://www.daisy.org/z3986/2005/ncx-2005-1.dtd">
 <ncx version="2005-1" xml:lang="en" xmlns="http://www.daisy.org/z3986/2005/ncx/">

 <head>

 <meta name="dtb:uid" content="123456789X"/>
 <meta name="dtb:depth" content="1"/>
 <meta name="dtb:totalPageCount" content="0"/>
 <meta name="dtb:maxPageNumber" content="0"/>
 </head>

 <docTitle>
 <text>Titolo del vostro libro</text>
 </docTitle>

 <docAuthor>
 <text>Vostro cognome, vostro nome</text>
 </docAuthor>

 <navMap>

 <navPoint id="nav1" playOrder="1">
 <navLabel><text>Nome capitolo o sezione</text></navLabel>
 <content src="nomevostrofile.html#nomesegnalibro1"/>
 </navPoint>

 <navPoint id="nav2" playOrder="2">
 <navLabel><text>Nome capitolo o sezione</text></navLabel>
 <content src="nomevostrofile.html#nomesegnalibro2"/>
 </navPoint>

 <navPoint id="nav3" playOrder="3">
 <navLabel><text>Nome capitolo o sezione</text></navLabel>
 <content src="nomevostrofile.html#nomesegnalibro3"/>
 </navPoint>

 </navMap>
 </ncx>

Le parti da modificare sono in rosso. Non toccate tutte le altre.
Le parole relative all'id, cioè nav1, nav2 ecc... sono modificabili e potete mettere quello che volete (es. "titolo", "indice", "capitolo1", "note"), l'importante è non ripetere mai lo stesso id.
Dove c'è scritto "nome capitolo o sezione" dovete mettere l'effettivo titolo dato alla sezione in questione, es. Titolo, Indice, Capitolo 1 (seguito o no da un titolo di capitolo) oppure Note sull'autore... e così via. Potete riportare gli stessi titoli usati nell'ebook, per non confondervi.
Al posto di nomevostrofile.html#nomesegnalibro1 mettete l'effettivo nome del file html del vostro ebook seguito senza interruzione dal simbolo # e dal nome corretto del segnalibro corrispondente al capitolo o sezione in questione.
Ovviamente questo indice (che si chiama indice NCX) ha solo tre elementi. Per crearne degli altri dopo , aggiungete altri codici come quelli riportati prima inclusi nel tag (usando copia e incolla), ma avendo cura di incrementare il numero sia in id (o comunque cambiare questa variabile, che può avere un nome qualsiasi, l'importante è che sia univoco) che playOrder (è importantissimo che venga mantenuto l'ordine preciso). E dovete anche cambiare il titolo del capitolo (o sezione) e il nome del segnalibro dopo il simbolo #.
Un consiglio: create un elemento dell'indice (il primo) per la pagina del titolo, cioè quella che contiene il titolo del vostro libro e il vostro nome, insieme a eventuali note di copyright.
Fatto tutto? Ora salvate il file e chiudetelo.
Tornate nella cartella e rinominatelo così: toc.ncx (estensione ncx al posto di txt).
9) Nella cartella c'è anche il file .opf (con lo stesso nome del file .html). Selezionatelo e cliccate sul tasto destro del mouse, poi andate su Apri con > Blocco note.
Nel file aperto individuate il tag <manifest>, subito dopo di esso, inserite il seguente codice (usate copia e incolla):

<item href="toc.ncx" id="ncx" media-type="application/x-dtbncx+xml" />

Poi individuate il tag <spine> e modificatelo come segue:e modificatelo come segue:

<spine toc="ncx">

Ora individuate il tag <guide>, che si trova proprio verso la fine. Dovrebbe essere vuoto, cioè dovrebbe essere seguito immediatamente da </guide>.
Incollate tra il tag di apertura e quello di chiusura quanto segue:

<reference type="toc" title="Indice" href="vostroebook.html#TOC"/>

Al posto di vostroebook.html mettete il nome del vostro file html. Questo tag inserisce una guida per permettere al Kindle di trovare la pagina dell'indice tramite il tasto "Menu", come descritto nel punto 2.
Questo passaggio è essenziale se si è andati avanti con i punti successivi al numero 2 di questo tutorial, affinché l'indice venga correttamente individuato.

Il passaggio successivo serve per inserire nel file .opf il nome dell'autore. In realtà il sistema di Amazon aggiungerà automaticamente questa informazione al file in vendita, ma potrebbe non apparire nel file mobi di anteprima che scaricherete dal sito di KDP.
E allora, per conservare un file mobi uguale a quello in vendita, aggiungiamola.

Individuate il tag (la parte in rosso contiene in genere il nome del file), subito dopo di esso va aggiunto ciò che segue:

<dc:creator opf:file-as="Cognome, Nome" opf:role="aut">Nome Cognome</dc:creator>

Sostituite le parti in rosso con il cognome dell'autore e il nome dell'autore.
Visto che ci siete potete anche sostituire vostroebook nel tag dc:Title con il titolo effettivo dell'ebook. Se non lo fate, lo farà comunque Amazon, ma ripetere non costa nulla.

Assicuratevi ancora una volta che, cliccando sul menù "Formato" del blocco note, la scritta "A campo automatico" non sia selezionata, quindi salvate il file e chiudetelo.

10) Adesso dovete scaricare il programma KindleGen. Lo trovate a questo link.
Si tratta di un file .zip. Salvatelo dove volete e decomprimetelo. Troverete diversi file e cartelle. Tra i file c'è kindlegen.exe. NON cercate di aprirlo facendo doppio clic.
Adesso andate su Start > Tutti i programmi > Accessori > Prompt dei comandi (io sto usando Windows XP, in altre versioni di Windows i vari nomi possono essere diversi, ma sono di certo simili).
Si apre una piccola finestra nera. Nell'ultima riga c'è una scritta che inizia con c:\ e continua con un percorso nel vostro PC. In genere si tratta di Documents & Settings\ seguito dal nome del vostro account su Windows.
Se non siete pratici del prompt dei comandi e non sapete come modificare questo percorso, non fatelo, bensì copiate e incollate nella cartella in questione, che troverete appunto su Risorse del computer > C: > Documents & Settings > (nome del vostro account di windows qualunque sia), i seguenti file:
  - kindlegen.exe
  - il file .html del vostro ebook (preso dalla cartella sotto My Publications);
  - il file della copertina (preso dalla cartella sotto My Publications);
  - il file .opf con lo stesso nome del file html (preso dalla cartella sotto My Publications);
  - il file toc.nxc (che avete creato nella cartella sotto My Publications).
Se per caso il percorso che appare sul prompt dei comandi è diverso da quello che vi ho indicato, copiate i file e incollateli nella cartella indicata dal quello specifico percorso, altrimenti ciò che segue non funzionerà.
Ovviamente se siete pratici del prompt dei comandi e sapete modificare il percorso visualizzato, scegliete la cartella che preferite. In essa dovrete comunque mettere tutti i file indicati sopra.
Avete copiato e incollato tutto?
Bene, ora nel prompt dei comandi scrivete kindlegen e fate invio.
Il programma vi dà delle istruzioni. Se riuscite a capirle, seguitele.
Se non avete dimestichezza con queste cose, ecco cosa dovrete scrivere:

kindlegen vostroebook.opf -c0 -o vostroebook.mobi

Dove:
vostroebook.opf è il nome preciso del file .opf che era stato creato da Mobipocket Creator e che avete copiato nella stessa cartella di kindlegen.exe;
-c0 (il segno meno seguito da una lettera c e uno zero) indica che non volete alcuna compressione del file (si può scrivere un codice diverso tra quelli suggeriti nelle istruzioni, se lo volete comprimere, ma nel caso di un libro senza foto, come un romanzo, non è necessario). Per evitare problemi, non ho mai fatto alcuna compressione, ma ho notato che alla fine il file in vendita era stato comunque compresso da Amazon. Per cui direi di lasciare così questo codice;
-o è un segno meno seguito dalla lettera o minuscola, va scritto così com'è;
vostroebook.mobi è il nome che volete dare al file del vostro ebook, seguito dall'estensione del formato mobi. Per semplicità usate lo stesso nome di file di .opf.
Premete invio e il programma scrive una serie di righe, alla fine dice (in inglese) che la conversione è avvenuta con successo.
Nella stessa cartella, in cui avete messo kindlegen.exe e gli altri file sopra, troverete il file vostronome.mobi (col nome da voi assegnato).

Questo file è pronto per essere caricato su Kindle Direct Publishing di Amazon.
Se non avete sbagliato nulla, il file di anteprima che scaricherete da Amazon dopo la conversione, funzionerà bene nel vostro Kindle e avrà anche un indice navigabile nella barra di navigazione.
Sarà insomma perfetto per la pubblicazione, a cui potete quindi procedere.
Buona pubblicazione a tutti!

 
Di Carla (del 12/06/2012 @ 05:03:47, in Scrittura & Lettura, linkato 4890 volte)

Marte.
Freddo.
Arido.
Inospitale.
Rosso.
Deserto.
Senza vita?


Anna è partita all'alba. Si è addentrata nel deserto marziano.
Da sola.
Dove sta andando?
Quale segreto nasconde?

Immagina di far parte di una missione di colonizzazione su Marte. Tu e altre quattro persone siete state scelte per essere i primi essere umani a trasferirsi in pianta stabile su di un nuovo pianeta. Faresti qualsiasi cosa per far parte di questa missione, saresti pronto a rinunciare a tutto pur di entrare nella storia, viaggiare nello spazio, andare a vivere in un altro pianeta.
Ma le cose non vanno come ti aspetti.
Dopo 1000 giorni trascorsi su Marte, due membri dell'equipaggio sono morti e tu non ti fidi di chi vive ancora insieme a te, mentre là fuori c'è solo un enorme deserto rosso e con esso la morte certa.
Eppure tu, un giorno prima dell'alba, lasci la struttura abitativa e ti allontani con rover verso l'ignoto.
Perché? Dove stai andando?

Adesso puoi vivere tutto questo e scoprire cosa accadrà insieme ad Anna Persson, la protagonista di "Punto di non ritorno", primo episodio del romanzo a puntate "Deserto rosso".
Dopo lunga attesa questa prima puntata approda su Amazon e su Smashwords. Al costo di un caffè o poco meno (rispettivamente 89 centesimi di euro su Amazon e 99 centesimi di dollaro su Smashwords) puoi scaricarla sul tuo lettore ebook, il tuo tablet o il tuo pc e iniziare questa nuova avventura, che si riproporrà ogni tre-quattro mesi, con una nuova puntata.
In tutto ne sono previste quattro, che verranno poi riunite in un romanzo unico, anche tenendo conto del feedback dei lettori della serie.

Ma veniamo alla storia, ambientata in un prossimo futuro (fra almeno 50 anni).
Sono passati trent'anni dalla missione di esplorazione di Marte "Hera", il cui equipaggio è morto in circostanze misteriose.
Questo fallimento e le problematiche politiche da esso generate hanno rallentato la NASA nella sua corsa alla conquista dello spazio, ma adesso i tempi sono maturi per una nuova missione chiamata "Isis". Questa volta i cinque membri dell'equipaggio (Anna, Dennis, Michelle, Hassan e Robert) non viaggeranno per oltre 400 milioni di chilometri solo per una breve visita, ma saranno destinati a diventare i primi colonizzatori del pianeta rosso.
Al comando dell'equipaggio c'è Dennis Francis, astronauta divenuto famoso dieci anni prima per una missione di installazione di una base lunare. Insieme a lui ci sono sua moglie Michelle, geologa, Hassan Qabbani, medico e pilota, Robert Green, ingegnere aerospaziale, e infine Anna Persson, esobiologa di nazionalità svedese, che ci racconta questo primo episodio in prima persona.
Un giorno Anna abbandona di nascosto alle prime luci dell'alba la Stazione Alfa e si addentra con un rover pressurizzato nel deserto marziano. Il suo sembra avere tutte le caratteristiche di un gesto suicida.
Mentre ci racconta passo passo i due giorni (tempo definito dalla sua riserva di ossigeno) del suo viaggio solitario, si sofferma a mostrarci eventi del passato precedenti alla stessa missione, muovendosi avanti e indietro nella sua memoria e svelandosi poco a poco a noi. Capiremo chi è, cosa l'ha portata a entrare nell'equipaggio dell'Isis, cosa (e chi) si è lasciata alle spalle e alcuni fatti accaduti durante la stessa missione che potrebbero averla spinta a questo gesto estremo.
Qualunque essa sia, riuscirà Anna a raggiungere la sua destinazione?
Il solo modo per saperlo è leggere "Deserto rosso - punto di non ritorno".

Lo potete acquistare su:
- Amazon a 89 centesimi di euro (è disponibile in tutti i siti Amazon), in formato per lettore Kindle o applicazione Kindle;
- Smashwords a 99 centesimi di dollaro, in .epub, .mobi, .pdf, .lrf e .pdb, cioè per qualsiasi lettore o computer;
-
Kobo;
- Apple iTunes;
- Barnes & Noble (Nook).

Venite a conoscere Anna, condividete i suoi segreti più oscuri, esplorate con lei i canyon di Valles Marineris, perdetevi insieme a lei su Marte e scoprite cosa sta cercando.

Ascoltate "Catch Me If You Can" dei Polydream, il brano che accompagnerà la promozione di "Deserto rosso".
Catch Me If You Can

Per il booktrailer del libro visitate questo post.

Ascoltate il tema di "Deserto rosso" (Ancient secrets + Resistance) nel player sotto.

 
Di Carla (del 18/05/2012 @ 03:11:14, in Scrittura & Lettura, linkato 5363 volte)
More about Burton racconta Burton

 
 Tim nel paese delle meraviglie

Dire che Tim Burton è un genio visionario del cinema si avvicina sicuramente alla verità, ma se si vuole avere un'idea di tutto ciò che si cela dietro il lavoro di questo regista/autore/disegnatore, il libro "Burton racconta Burton" è senza dubbio una buona base di partenza.
Ho amato questo regista dalla fine degli anni '80, esattamente dall'89, quando uscì "Batman", film che ha permesso anche a noi, che stiamo da questa parte dell'oceano, di conoscerlo. Da allora in poi ho seguito la sua carriera passo passo, tornando anche indietro a vedere il suo precedente "Beetlejuice", che è tuttora il film che ho visto più volte in assoluto (ho perso il conto intorno a quota 40), sia in italiano che in lingua originale e che di tanto in tanto riguardo con piacere.
Mi ha fatto commuovere con "Edward Mani di Forbice", in cui c'è stato il mio (e il suo) primo incontro con Johnny Depp, mio attore preferito da oltre 20 anni. Mi ha divertito con film come "Mars Attacks!", "Ed Wood" e "Il mistero di Sleep Hollow", mi ha entusiasmato con "Batman", "Batman - Il ritorno" (un po' meno del primo) e il recente "Dark Shadows" (a cui dedicherò un post a parte), mi ha fatto meravigliare con "La Sposa Cadavere", "Nightmare before Christmas", "Alice in Wonderland", mi ha intrigato con "Sweeney Todd". In alcuni casi non mi ha convinto del tutto, come in "Il Pianeta delle Scimmie". Altri suoi film non li ho visti affatto sia per scelta, "Big Fish" e "La Fabbrica di Cioccolato", che per mancanza di opportunità, "Pee Wee's Big Adventure", ma prima o poi li vedrò.
In ogni caso è senza dubbio il mio regista preferito. Nei suoi film, se da una parte si può vedere il suo tocco e la presenza ricorrente di certi temi, esiste però una notevole varietà di generi. Abbiamo il fantastico, la commedia paranormale, il supereroe, la fantascienza, l'animazione, il musical, la favola per bambini, il giallo, la biografia. Ce n'è per tutti i gusti.
Leggendo questo bellissimo libro, in cui lo stesso Burton racconta se stesso nelle varie fasi della sua carriera e della sua vita, si riesce a capire veramente a cosa sia dovuta questa varietà e che cosa allo stesso tempo renda i suoi film "burtoniani". Si scopre come spesso sia arrivato a fare un film quasi per caso e come in altre occasioni si trattasse di storie create da lui e da lui stesso fortemente volute, a costo di lunghe attese.
Burton ci racconta la genesi spesso inusuale di certi film, come "Nightmare Before Christmas", la cui storia venne scritta passo passo con la creazione della colonna sonora. Ci parla del suo sodalizio con Johnny Depp, con Danny Elfman e con altri collaboratori che hanno lavorato spesso con lui. Ci mostra il mondo spesso spietato di Hollywood, al quale ha sempre cercato di non piegarsi, sostenendo di voler fare solo ciò che sentiva nelle sue corde, perché tutto il resto non era semplicemente in grado di farlo. Ci rivela l'uomo dietro il regista, da ragazzino "particolare" a talentuoso disegnatore, fino a (quasi casualmente) regista.
Ciò che emerge è senza dubbio la sua enorme fantasia unita a una forte volontà di trasformarla in realtà.
Questo libro è a mio parere una vera ispirazione, per tutti coloro che hanno un talento artistico e vogliono trovare il modo di utilizzarlo al meglio, senza scendere a compromessi. Ma è anche soltanto la vita di un uomo, la semplicità del quale appare evidente da come parla e da quello che dice. Lui non si sente e non vuole essere una celebrità. Vuole solo portare in vita i suoi personaggi e le sue storie. È un artista vero.
Da fan ed esperta di Tim Burton, nel leggere questo libro, ho sperimentato quasi un viaggio nel tempo, ripercorrendo insieme a lui i periodi in cui ha lavorato ai suoi film. Ma credo che "Burton racconta Burton" sia un'ottima lettura anche per l'amante del cinema in generale, poiché offre una prospettiva privilegiata nei confronti di questo mondo, da cui molti sono affascinati.
Ottimo il lavoro del curatore, Mark Salisbury, che ha messo sapientemente insieme i testi tratti dalle varie interviste, intermezzandoli con interessanti spiegazioni. Infine devo fare una nota alle due prefazioni scritte da Johnny Depp, che hanno aggiunto al tutto un po' di colore, raccontandoci Burton da un punto di vista diverso, quello di un amico, che ha condiviso (e tuttora condivide) con lui la parte più importante della sua carriera di attore.

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Burton on Burton, 2nd Revised Edition (in inglese), disponibile anche per Kindle, su Amazon.com.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books

 
Di Carla (del 12/05/2012 @ 07:50:28, in Scrittura & Lettura, linkato 2375 volte)


 Azione e divertimento

Ho iniziato a leggere questo libro senza sapere esattamente di cosa trattasse, ma già dalle prime righe mi ha catturato. L'incipit è quasi traumatico. Tutto avviene in un unico lungo periodo e a quel punto devi andare avanti per sapere cosa accadrà dopo.
La storia è quella di un americano che si trova costretto a lavorare per una banda messicana che traffica droga attraverso il confine con gli Stati Uniti. Si vede l'ascesa del personaggio da uomo comune, che deve fare tesoro delle proprie conoscenze per rendersi indispensabile al suo nuovo "capo", evitando così la propria morte e quella di sua figlia, a trafficante esperto e criminale senza scrupoli.
Il ritmo è quello di una storia d'azione, ma la suspense è tipica di un thriller. Nell'accompagnare il personaggio verso la sua discesa all'inferno ci si chiede sempre più come farà a uscire da quella situazione, venendo di tanto intanto sconfessati nelle nostre teorie dall'ennesimo colpo di scena.
Lo stesso titolo "Borderline Case" ha il doppio significato di caso di confine e caso di un paziente borderline, sottolineando la doppia lettura della storia.
Nonostante sia raccontato in terza persona, di fatto il romanzo segue quasi esclusivamente il personaggio principale, Eric, a eccezione di alcune scene, in questo modo lo si finisce per conoscere alla perfezione e simpatizzare per lui. Gli altri personaggi sono quasi tutti descritti in maniera abbastanza superficiale, forse volutamente per non distrarre troppo il lettore dal problema principale (la sopravvivenza di Eric) e fare in modo che non se la prenda troppo nel caso in cui facciano una pessima fine. Cosa che accade spesso.
Se fosse un film visto al cinema, direi che il biglietto è costato veramente poco, se il prezzo viene diviso per il numero di morti. E questo aspetto, se si parla di traffici di droga e soprattutto azione, è senza dubbio positivo.
Davvero un'eccellente lettura.

Borderline Case (formato Kindle, in inglese) su Amazon.it a soli 89 centesimi.
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Di Carla (del 28/04/2012 @ 04:43:03, in Scrittura & Lettura, linkato 16005 volte)
Writing Sunset Roma Italy Italia - Creative Commons by gnuckx

Nell'uso comune queste due parole, almeno in Italia, sono quasi sinonimi, o in alternativa si definisce con "scrittore" il mestiere e con "autore" si fa riferimento ai specifici lavori di uno scrittore.
Se però prendiamo in considerazione il loro reale significato stretto e quello esteso, la questione è ben diversa.
Avevo già brevemente accennato alla differenza fra queste due parole in un altro post, dove mettevo in evidenza l'espressione errata "aspirante scrittore", che di per sé non ha alcun significato.
Adesso vorrei entrare un po' più nel dettaglio sull'argomento. So che a prima vista può sembrarvi noioso, ma vi chiedo di seguirmi ancora per qualche riga e capirete.
Il significato stretto dei due termini è semplice. Lo scrittore è colui che scrive, qualunque cosa scriva, che siano romanzi, racconti, articoli di giornale, post di un blog, poesie e così via. Non importa che pubblichi i suoi lavori e neppure che li finisca. Se uno scrive (che lo faccia bene o male) è uno scrittore.
L'autore è colui che ha scritto qualcosa, cioè uno scrittore che ha completato almeno uno dei suoi lavori.
Va da sé che l'autore è anche scrittore (a meno che non usi un ghostwriter!), ma lo scrittore non è necessariamente un autore.
La distinzione tra scrittore e autore, però, può avere un significato più esteso che si riferisce all'approccio della persona in questione nei confronti della sua scrittura. Per uno scrittore/autore esistono almeno due fasi: quella della scrittura vera e propria e quella della promozione del suo lavoro (anche se si tratta di qualcosa di gratuito). Nella prima fase questa persona è soprattutto scrittore, nella seconda è soprattutto autore.
Ci sono scrittori/autori che si concentrano quasi esclusivamente sulla prima fase. Passano più tempo possibile a produrre: scrivere, correggere, riscrivere, progettare nuovi lavori e così via. Dedicano invece poco o nulla del loro tempo a fare gli autori, perché c'è qualcun altro che si occupa della loro promozione o semplicemente perché non sanno come farlo loro stessi e magari neppure vogliono imparare a farlo. La promozione non è roba per tutti, d'altronde. Richiede preparazione e si porta via un sacco di tempo.
Dall'altra parte ci sono quegli scrittori/autori che, dopo aver pubblicato qualcosa, dedicano molto più tempo a promuoverla, per raggiungere il massimo numero di persone con quell'unica opera, prima di buttarsi in un nuovo progetto. Fanno presentazioni, inondano i social network di link, scrivono articoli, mandano i loro libri ovunque per farsi recensire, partecipano a convention (quelli famosi!), tanto per fare qualche esempio. Insomma sono attivissimi in campo promozionale, talvolta per loro scelta, perché il feedback che si ottiene nell'esporsi al mondo può essere molto gratificante, e talvolta per obblighi contrattuali.
Esiste in questo senso tutta una gradazione di comportamenti che vanno dallo scrittore puro, che tiene rigorosamente le sue opere nel cassetto, fino all'autore non-scrittore, di solito un personaggio già famoso, che si avvale di ghostwriter e quindi è coinvolto solo nella promozione. In generale possiamo dire che quasi ogni scrittore/autore si trova da qualche parte nel mezzo, ma senza dubbio tende verso una sola delle due estremità, magari istintivamente. C'è insomma chi preferisce essere uno scrittore in senso lato, che ama sopra ogni cosa scrivere e trae da essa la massima soddisfazione, e chi preferisce il ruolo di autore, trovando più piacere nel rapporto con i suoi lettori. Talvolta si oscilla tra i due approcci, a seconda dei periodi. Quando ci si concentra troppo nella scrittura, si ha poi bisogno di metterla da parte e fare un po' l'autore. D'altro canto se ci si allontana troppo dalla scrittura alla fine si sente il suo inesorabile richiamo, magari accompagnato da un certo timore di non essere più in grado di riprendere a scrivere, dopo una lunga interruzione.
Ma, come dicevo, non sempre si ha scelta.
Quando si è un autore pubblicato affermato, si è costretti a fare ciò che dice l'editore. Si ha delle scadenze per quanto riguarda la propria scrittura, non ci si può perdere i mille progetti diversi, anche perché si è impegnati in estenuanti tour di promozione, che portano via tempo e concentrazione, che minano non poco la propria creatività. Eppure ci sono personaggi talmente inseriti in questo meccanismo che riescono comunque a portare avanti i due aspetti in parallelo, scrivendo nei ritagli di tempo (in treno, aereo, su di una panchina).
Se si è uno scrittore pubblicato, ma non si è famoso, fare l'autore spesso non è un obbligo contrattuale, ma una necessità. Soprattutto se la propria casa editrice è molto piccola, bisogna rimboccarsi le mani e darsi da fare con la promozione, ma non tutti sono in grado di farlo. Molti si rifugiano dietro l'affermazione che questo aspetto non rientra nei loro compiti e fanno il minimo o nulla.
L'autore indipendente invece non ha scuse. È editore di sé stesso, ciò significa che nessuno gli impone scadenze o gli offre collaborazione in campo promozionale, ma allo stesso tempo, se non si mette d'impegno per scrivere i suoi lavori e promuoverli il più possibile (cosa che implica anche imparare come farlo), nessuno li leggerà. Senza considerare che avrà sicuramente un altro lavoro, che gli porterà via le canoniche otto ore al giorno per cinque giorni la settimana.
Vista così l'impresa dell'autore indipendente sembra impossibile. Senza nessuno che lo stimoli in fase di scrittura, senza nessuno che gestisca un minimo di promozione, senza nessuno che si occupi di copertina, quarta di copertina, booktrailer, comunicati stampa e così via, come diavolo fa a trovare il tempo per tutto?
Eppure ci riesce
e se è bravo, ha voglia di imparare e magari ha un po' di talento come scrittore, ottiene anche un discreto successo.
Inoltre ha una scelta in più. Può concentrare la sua carriera soprattutto sulla quantità, cioè fare essenzialmente lo scrittore. Per un autore indipendente, infatti, avere molti titoli all'attivo è importante sia per una questione di visibilità che per una questione economica. Se anche non dedica tanto tempo alla promozione quanto alla scrittura, la sua ampia produzione (venduta ovunque nel web) è di per sé una forma di pubblicità. Nel momento in cui riesce a "fidelizzare" un lettore, finisce per tenerselo stretto, offrendogli tanto da leggere (e quindi comprare), evitando che si dimentichi di lui.
D'altra parte un autore indipendente con già un buon catalogo alle spalle è libero di dare più spazio alla promozione, cioè al suo essere autore.
In entrambi i casi la scelta è solo sua e, se la porta avanti nella maniera giusta, può dare comunque ottimi risultati.
La chiave è proprio lì: la scelta.
Personalmente amo entrambe le fasi, ma in maniera diversa. Ho imparato molto di promozione quando mi occupavo di musica. Anche se l'editoria è un campo molto diverso, certe cose mi stanno tornando utili. D'altra parte sono un'autrice indipendente che ha appena mosso i primi passi in questo campo, dopo qualche anno di studio, e per forza di cose devo essere scrittrice e autrice allo stesso tempo e con lo stesso impegno.
Devo scrivere, produrre. Sia perché lo impone la mia condizione di indipendente, sia perché non posso farne a meno. Amo essere scrittrice, amo l'atto creativo, tirare fuori dal nulla storie, personaggi, sentimenti. Ma non mi dispiace il ruolo di autrice. In passato mi sono occupata della promozione di altri artisti (parlo di musica), ma concentrarsi su sé stessa dà ben altra soddisfazione. In futuro, però, spero di potermi organizzare in modo tale da lasciarmi un po' più di tempo per scrivere.
Insomma vorrei essere più scrittrice che autrice.
E voi da che parte state? Siete più scrittori o autori?

 
Di Carla (del 22/04/2012 @ 13:33:29, in Scrittura & Lettura, linkato 5381 volte)


 Alla riconquista dell'Egitto

Leggere un libro di Jacq è come visitare un vecchio amico. Sebbene le storie siano diverse, le atmosfere, il carisma dei personaggi, i sentimenti descritti e la loro fierezza convergono nel raccontarci la personale visione che l'autore ha dell'antico Egitto, un po' mitica, un po' magica e po' storica.
La figura del faraone nubiano, per quanto si discosti in origini e indole da quella tanto celebrata di Ramses o a quella dei faraoni della trilogia de "La regina libertà", finisce inesorabilmente per conformarsi all'immagine maestosa, fiera e allo stesso tempo divina dei suoi predecessori, raggiungendo la loro stessa credibilità, così come avviene per la sua regina. Accanto a lui si sviluppano tutta una serie di personaggi, che a loro volta ricordano quelli già visti in altri libri.
Nonostante il ripetersi di questo schema nella maggior parte dei suoi romanzi, la storia non annoia, in quanto l'autore trova sempre nuovi espedienti per raccontarcela e soprattutto mostrarci gli aspetti più sconosciuti di questa grande civiltà del passato che da sempre affascina l'immaginario dei lettori.
Ci si immerge in un mondo in cui la magia è reale, governato da valori imprescindibili, dove l'onore e l'impegno preso valgono più di qualsiasi altra cosa, che sia nei confronti di una persona o dell'intero Egitto. La prosa di Jacq e le parole dei suoi personaggi sono caratterizzati da una poesia che sa di un passato glorioso e che grazie ad esse ridiventa attuale. Ci ritroviamo così a vivere nella valle del Nilo, a combattere al fianco del suo faraone per riconquistare questa terra sacra e riportare Maat nel cuore e nella vita dei suoi abitanti.
Le pagine scorrono leggere in questo bellissimo sogno e, quando arriviamo all'ultima, non possiamo che chiudere il libro con un ampio sorriso.

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Di Carla (del 13/04/2012 @ 07:47:21, in Scrittura & Lettura, linkato 2426 volte)


 Perché?

Questa semplice domanda mi aleggiava in testa durante tutta la lettura del romanzo. Seguivo le vicende ripetitive e dolorose di questo protagonista senza nome, tempo o luogo preciso (un transessuale sado-masochista) e mi chiedevo dove l'autore volesse andare a parare.
 Sicuramente riesce a colpire il lettore con il suo linguaggio crudo nel descrivere alcune scene, ma il coinvolgimento si perde più volte durante le pagine e pagine di monologo interiore, in cui il protagonista letteralmente vomita tutto il suo disagio psicologico. E qui fa capolino la noia.
 Eppure ci sono delle belle scene, soprattutto nei flashback, dove succede qualcosa, dove le emozioni dei personaggi giungono nitide al lettore, senza che vengano inutilmente spiegate, in altre però le continue interruzioni del pensiero del protagonista diventano irritanti. I ricordi inoltre non riescono a chiarire del tutto cosa porti esattamente il personaggio alla condizione in cui si trova al tempo della narrazione. Si ha la sensazione che continui a mancare qualche tassello.
 A ciò vanno aggiunti degli eventi che neppure la sospensione dell'incredulità può spiegare, tipo omicidi impuniti, equipaggiamenti da CIA nelle mani di una cassiera che va matta per il gossip e nel contempo fa lunghi monologhi usando un linguaggio che non sembra calzarle per nulla (forse perché non lo farebbe con nessuno). Per non parlare della totale assenza di persone almeno vagamente normali in tutta la storia, giusto per dare un minimo appiglio realistico, a cui il lettore posse ancorarsi.
 Arrivati verso la fine si spera se non altro in un cambiamento. In fondo se si racconta una storia sotto forma di romanzo, qualcosa deve pur succedere.
 E invece no.
 Ci sono i pressupposti per il cambiamento, ma il protagonista ci rinuncia e decide (non si capisce bene perché) di continuare a "vivere" in quel modo.
 È normale che poi alla fine uno si chiede il perché di tutto ciò. L'unica spiegazione che mi viene in mente è che l'autore abbia scritto questo romanzo divertendosi a mischiare le carte e a presentare vicende del tutto improbabili, proprio per spiazzare il lettore.
 Di certo è riuscito in questo intento, ma siamo sicuri che questo sia piaciuto al lettore?
 A me non particolarmente. Mi ha lasciato per lo più perplessa.
 Spero non me ne voglia l'autore.
 Mentre leggo le ultime righe, però, ecco che arriva l'illuminazione. Immagino di sfrondare pagine e pagine di concetti ripetuti e monologhi interiori, di ridurre all'osso i dialoghi, e ottenerne una bella novella di un'ottantina di pagine o magari un racconto ancora più piccolo.
 Così avrebbe avuto un senso.

 Una breve nota sull'edizione. A parte i numerosi refusi, non capisco alcune scelte di punteggiatura sul discorso diretto. Non so se dovute all'autore o all'editor.
 Lo stile del primo, se non altro, è interessante.

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Di Carla (del 06/04/2012 @ 06:35:29, in Scrittura & Lettura, linkato 3951 volte)
More about The Case for Mars


 Ma perché non siamo ancora andati su Marte?

È la domanda che mi è sorta spontanea più volte, leggendo questo saggio originariamente datato 1996. Sono passati 16 anni e ancora nessun uomo è arrivato su Marte, né se ne parla come una cosa che avverrà in tempi brevi. Eppure, leggendo questo libro del fondatore della Mars Society, la tecnologia per arrivarci, esplorarlo e tornare indietro c'è già. Anzi, c'era già 16 anni fa.
Ma allora perché siamo ancora tutti qui?
Bella domanda, ma ad essere bello è ancora di più questo libro, che è assolutamente un must per qualsiasi amante dell'astronomia e anche della fantascienza.
Tempo fa avevo letto "First Landing" dello stesso autore. Quella volta si trattava di un romanzo, ma che immaginava una missione sul pianeta rosso utilizzando la tecnologia effettivamente esistente al tempo (per la cronaca il romanzo è stato pubblicato nel 2001).
In questo saggio invece Zubrin affronta l'argomento da un punto di vista più tecnico, ma non per questo meno godibile. La mole di informazioni fornite è davvero enorme. Va da quanta energia serve per lasciare l'orbita terrestre, a come produrre carburante, acqua e ossigeno su Marte, passando per la costruzione di serre sul pianeta (per coltivare le piante), per i costi dei terreni durante la colonizzazione, fino addirittura alla terraformazione.
Nel leggerlo si realizza veramente che siamo di fronte a un pianeta molto simile alla Terra, sebbene più piccolo, relativamente molto vicino, ricco di risorse e di conseguenza con tutte le caratteristiche necessarie non solo per essere colonizzato, ma anche per essere trasformato in tempi umani in un luogo ben più confortevole, più simile al nostro pianeta. Inoltre ci si rende anche conto di come una conquista del genere avrebbe delle ripercussioni enormi sullo sviluppo della civiltà umana, sia sulla Terra, che in prospettiva di una nostra ulteriore conquista dello spazio.
Vengono anche affrontati tutta una serie di argomenti di natura socio-politica, poiché questo libro oltre a informare ha lo scopo di fare propaganda per spingere chi ha il potere per farlo a trasformare questi progetti in realtà.
Può sembrare a prima vista come una battaglia contro i mulini a vento, vista l'enormità della faccenda, ma Zubrin ci spiega in maniera dettagliata (talvolta molto tecnica, ma sempre comprensibile), quanto la conquista di Marte sia del tutto alla nostra portata. Se siamo arrivati sulla Luna oltre 40 anni fa, in un ambiente a gravità zero, senza atmosfera, né risorse, caratterizzato da temperature estreme, e siamo tornati indietro con successo, perché Marte adesso continua a sembrarci così irraggiungibile? Il fatto che sia lontano non è un motivo sufficiente, visto che ci vogliono da sei a dieci mesi di viaggio per arrivarci. Sono più dei tre giorni per arrivare sulla Luna, ma in proporzione sono davvero pochi considerando che si parla di viaggiare attraverso 400 milioni di chilometri. Tutti gli altri timori, che Zubrin spiega uno dopo l'altro, non sono meno inconsistenti.
E allora perché non siamo ancora andati su Marte?
Questo libro non ha la risposta, ma è in grado di spiegarci in dettaglio come, prima o poi, ci andremo.

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Di Carla (del 31/03/2012 @ 04:25:58, in Scrittura & Lettura, linkato 3594 volte)


 Il tic. La pausa.

Molto legal e poco thriller, questo romanzo di Grisham torna dopo "L'ultimo appello" e "Innocente" a parlare di pena di morte e a denunciare il sistema giudiziario americano, degli stati in cui è ancora applicata, per il modo in cui viene di fatto usata a scopo politico e con eccessiva leggerezza.
Lo slogan riportato sulla copertina ("Un innocente sta per essere giustiziato. Solo un criminale può salvarlo") fa pensare erroneamente a un thriller, sebbene così venga definito. In realtà questa storia inventata, ma del tutto plausibile (ed è questo che fa paura), ancora una volta parla della gente, nel bene e soprattutto nel male. I suoi personaggi sono dannatamente reali, a iniziare da Travis Boyette, quello che confessa, che con i suoi tic e le sue pause, la sua personalità controversa di criminale con i sensi di colpa, perché qualcuno sta pagando per un suo reato, provoca nel lettore fastidio, disgusto, ma anche pena. Non è il classico cattivo, ma un personaggio che vive nella zona d'ombra tra la luce e il buio, qualcuno nel quale nonostante tutto ci si può immedesimare.
Qui si vede la bravura di questo scrittore, che con il raggiungimento di una fama stabile può prendersi la libertà di raccontare le sue storie, che come nella realtà non hanno un colpo di scena finale né un lieto fine. Ma sono vere, quasi più della realtà.
Per quanto la trama si sviluppi intenzionalmente in maniera lenta, saltando da un luogo all'altro, non si perde affatto la concentrazione, ma si rimane catturati da essa fino alla fine. E per quanto lasci l'amaro in bocca, allo stesso tempo c'è qualcosa di consolatorio, che ci fa chiudere il libro con un senso di soddisfazione. Quella che si prova solo dopo aver letto un buon libro.

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