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 Il mare de La Pelosa a Stintino... di Carla
 

"Siete stati manipolati a un livello più profondo di quanto immaginiate." L’isola di Gaia




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\\ Blog Home : Storico : Scrittura &amp; Lettura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Guest blogger (del 12/01/2013 @ 04:47:49, in Scrittura & Lettura, linkato 3998 volte)
Oggi ho il piacere di ospitare un simpatico guest post di Giulia Beyman, che parte da una riflessione ironica per mettere in evidenza un aspetto importante che uno scrittore non dovrebbe mai dimenticare quando sviluppa il protagonista della sua storia.
 
In quei momenti di riflessioni semiserie che ogni tanto capitano, soprattutto nei periodi di maggiore stress, mi sono ritrovata a pormi una domanda niente affatto secondaria sul mio lavoro di scrittrice: “Come mai finisco per uccidere sempre i mariti altrui?
Ho fatto morire il marito della protagonista della mia serie - Nora Cooper, agente immobiliare che ha il piuttosto insolito dono di comunicare con l'aldilà - durante una rapina in banca al suo esordio in “Prima di dire addio” (ma non vi dirò altro in proposito perché fa parte del giallo da svelare) e accanto a Nora, nel secondo libro, “Luce dei miei occhi”, ho messo una nuova co-protagonista, Susan Bley, neanche a dirlo, anche lei vedova, ma da diversi anni e per altri motivi che non hanno niente a che vedere con il giallo.
 
Bastano queste piccole differenze tra i due casi ad assolvermi dal duplice omicidio?
Forse no. Così, con qualche senso di colpa, per il momento mi sono imposta di non uccidere nessun altro marito nel terzo libro che sto già scrivendo, e così la co-protagonista che affiancherà Nora Cooper, la misteriosa Kelly Scott, sarà, all'inizio della storia, una donna sola. Ma per scelta questa volta, senza alcun bisogno di far fuori nessuno, per fortuna.
Ma al di là di ogni ironia, io, che come scrittrice di storie di suspense, per lavoro uccido, non ho potuto non chiedermi come mai abbia fatto fuori con tanta nonchalance ben due mariti in due libri. Un caso quasi da primato.
 
E qui, per fortuna, viene fuori la parte un po' più seria della mia riflessione. Una parte che forse può essere utile a chiunque, per lavoro o non, si debba confrontare con una storia, e quindi - soprattutto - con dei personaggi.
Perché è indubbio che ogni buona storia sia la storia del suo protagonista, e che ogni storia debba cogliere il suo protagonista in uno stato di profondo squilibrio emotivo.
Come scrive Chris Vogler nel suo fondamentale “Il viaggio dell'eroe”: “In ogni buona storia, l'eroe cresce e cambia, compiendo un cammino da un modo di essere all'altro: dalla disperazione alla speranza, dalla debolezza alla forza, dalla follia alla saggezza, dall'amore all'odio e viceversa. Sono questi percorsi emozionali che rendono la storia interessante.”
Ed è questo movimento, da uno stato emotivo all'altro, che costituisce il fulcro dell'arco di trasformazione del personaggio, indispensabile in ogni buona storia.
 
Forse non tutti gli scrittori avranno bisogno di uccidere mariti, come ho fatto io. E prometto comunque di rifarlo, in futuro, solo se strettamente necessario. Ma per chiunque ami scrivere, di qualunque genere vi occupiate, vale lo stesso consiglio. Se amate davvero il vostro protagonista, mettetelo alle strette e creategli quanti più ostacoli possibili, meglio se di grande coinvolgimento emotivo e psicologico, perché per dipanarli possa dare il meglio alla vostra storia.
E se davvero non sapete come, chiudete gli occhi, e immaginate di essere voi il vostro protagonista. Cosa vi spaventa? Di cosa avete paura? In quale situazione davvero non sapreste come reagire?
 

 

GIULIA BEYMAN è autrice di due romanzi mystery “Prima di dire addio” e “Luce dei miei occhi”, tutti e due in fase di traduzione in inglese. Prima di dedicarsi a tempo pieno alla scrittura di libri, ha lavorato per diversi anni come giornalista free-lance e poi come sceneggiatrice televisiva.
Potete trovare i suoi libri su Amazon.
Potete contattare Giulia Beyman online: sul suo Blog, su Facebook e su Twitter.

Grazie mille a Giulia per il suo contributo!

 


 Un libro bello e allo stesso tempo incomprensibile

Il periodo del faraone eretico, Akhenaton, è senza dubbio uno dei più affascinanti della storia egizia. A renderlo tale da una parte è la peculiarità di un faraone che sfida una civiltà già millenaria imponendo una religione monoteista, dall'altra il fatto che per vari motivi di lui non ci è giunto abbastanza per crearne un quadro completo, e forse non ci riusciremo mai. Tutto ciò ha favorito nel tempo tutto un fiorire di libri su questo particolare personaggio storico, che è tra i più famosi dell'antico Egitto, al pari, per ragioni diverse, del grande Ramses II o del giovane faraone dimenticato Tutankhamon (tra l'altro successore di Akhenaton).
Un particolare alone di mistero avvolge non solo questo faraone, ma anche la sua grande sposa reale Nefertiti, una figura evanescente e non meno ambigua del marito, il cui ruolo nel periodo amarniano della storia egizia è tuttora caratterizzato da tanti punti oscuri.
Questa sua ambiguità, il suo essere in un certo modo inafferrabile, tutto il mistero che la caratterizza vengono rispecchiati nel libro della Tesanovic, non tanto nei fatti narrati in sé, ma nel modo stesso in cui vengono narrati. All'interno di questo libro, che ho difficoltà a definire romanzo, non si racconta solo di una donna, la si cerca più che altro di disegnare con le parole, quasi fossero delle pennellate, forse nel tentativo da parte della stessa autrice di avvicinarla a sé e comprenderla. Nel farlo ci si sposta dalla regina del lontano passato a vite più recenti, che in qualche modo sembrano connesse fra di loro e a lei da uno stesso ideale. A un certo punto mi sono ritrovata in sintonia con le parole della Tesanovic, ne ho colto il valore artistico e quasi intuito il messaggio, ma proprio quando ero a un passo da apprezzarlo veramente ecco che il libro, di colpo, in maniera incomprensibile mi è parso "impazzire". Quel barlume di storia ha lasciato spazio a poesie, brevi racconti e altre composizioni solo vagamente attinenti alla donna del titolo. E lì devo ammettere che mi sono persa, alla fine addirittura arresa.
Non so quale fosse l'esatto intento dell'autrice. Ne ho ammirato la capacità evocatrice nel suo peculiare modo di narrare, l'estetica stessa della sua prosa, ma una volta conclusa la lettura mi ha semplicemente lasciato perplessa.

Nefertiti. L'amore di una regina eretica nell'antico Egitto (formato Kindle) su Amazon.it.
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Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina

 
Di Guest blogger (del 08/01/2013 @ 23:46:56, in Scrittura & Lettura, linkato 3075 volte)

In questo guest post si affronta un campo della narrativa molto particolare, quello rivolto ai giovani. Ce ne parla l'autrice Antonella Sgueglia, che recentemente ha scritto un libro per ragazzi intitolato "A scuola con portamento".

Negli ultimi tempi un gran numero di best sellers riguardano proprio la narrativa per ragazzi. Ciò rappresenta un aspetto positivo per la nostra società, affinché i ragazzi si approccino alla lettura inteso come mezzo conoscitivo. I giovani tendono a preferire altri hobby ma le classifiche di vendita svelano che i ragazzi trovano nel libro un momento di pace, relax e motivo di crescita culturale. Non dimentichiamo che leggere significa apprendere parole nuove e capire come usarle nella vita quotidiana. Ecco perché è bene inserire alcuni termini inusuali nel linguaggio giovanile, corredandoli di spiegazioni nelle note a pie’ di pagina. Certo, non potremmo scrivere un dizionario anche perché risulterebbe noioso ai più.
Scrivere per ragazzi non è un’attività semplice, soprattutto per chi è adulto. Ho soltanto 27 anni ma sono sposata da due e da otto lavoro come traduttrice. Sono entrata presto nel mondo dei grandi e quando ho scritto il mio ebook è stata un’occasione per riscoprire un mondo abbandonato, quello fatto di frivolezze, di piccoli grattacapi che in quel momento sembrano montagne insormontabili, ma, purtroppo, anche di problemi grandi, forse più di noi e ci sentiamo soli.
In “A scuola con portamento”, il mio romanzo, l’argomento principale è il disagio di Cristina, la protagonista, nei confronti dei compagni di classe. L’approdo al liceo non le risulta facile e lei teme sia un comportamento razzista, considerato che è una mixed race nata da padre haitiano e madre italiana. Con l’aiuto della sua unica amica Gio e della madre impara ad accettarsi e, per caso, entra in una scuola per modelle dove apprende tutti i segreti per svolgere questo mestiere. Così, i problemi legati alla separazione dei suoi genitori e all’incomprensione di alcune compagne vengono spazzati via da una ricca dose di ottimismo e self-control.
Ecco, io ho inserito la scuola per modelle in modo da alleggerire il racconto. Ritengo che i giovani desiderino soprattutto divertirsi, quando leggono. E come non interessarsi a una lettura che ci migliora con tanti semplici consigli da applicare per diventare anche noi sicure e camminare a testa alta senza doverci preoccupare se ci stanno criticando per la nostra goffaggine?
Scrivere per ragazzi è soprattutto narrare dal loro punto di vista e non è facile. Il linguaggio deve essere chiaro, pratico ma non scontato e così l’ambientazione, la trama, non si può sempre parlare degli stessi argomenti cambiandone i nomi. Bisogna stupirli e dar loro tanto in modo da chiedere sempre di più a loro stessi e alla lettura.
 

ANTONELLA SGUEGLIA è una traduttrice freelance di lingua inglese. Ha vinto il concorso “Verrà il mattino e avrà un tuo verso” con la poesia “Seppur nascessi cento volte” indetto da Aletti Editore, disponibile nelle librerie. “A scuola con portamento” è il primo ebook in uscita. In aprile, in tutte le librerie, sarà presente il suo primo romanzo di narrativa femminile per donne. Adora leggere, scrivere e cucinare.
Dall’ebook è nata anche la pagina Facebook dove incontra le sue piccole fan e risponde alle loro domande: www.facebook.com/ascuolaconportamento
 
Grazie mille ad Antonella per il suo contributo!





 

Oggi nel mio blog ospito un altro scrittore indipendente, Francesco Zampa, autore del romanzo giallo “Doppio omicidio per il Maresciallo Maggio”. Questo è il primo romanzo di Francesco, ma non la prima sua opera pubblicata. In precedenza, nel 2010, è uscita una sua graphic novel intitolata “Calciopoli ovvero l’Elogio dell’Inconsistenza”, mentre nella scorsa estate il suo racconto “Destinatario sconosciuto”, che ha per protagonista ancora il maresciallo Franco Maggio, è stato pubblicato nella raccolta “Carabinieri in giallo 5” della collana Giallo Mondadori.
 
Salve Francesco, benvenuto su Anakina.blog. In primo luogo volevo farti i complimenti per il tuo romanzo. Davvero un bel giallo dalla trama complessa. Mi racconti un po’ come è nato il personaggio del Maresciallo Maggio?
Buongiorno cara, bentrovata. Mi fa piacere che ti sia piaciuto, è difficile trovare recensori… “onesti” tra gli amici ai quali ti rivolgi per la revisione. Avevo appena letto il bando di concorso per dei racconti. Tema: carabinieri investigatori, massimo 16 cartelle eccetera con la possibilità, per i classificati, di essere pubblicati sul “Giallo Mondadori”. Venivo da un periodo in cui avevo letto molto, e molto più degli anni precedenti: Grisham e Forsyth specialmente. Mi piaceva il loro modo di costruire trame e personaggi, mitizzando le sfumature della storia più che i protagonisti, che rimanevano tendenzialmente persone normali coinvolte in questioni apparentemente molto più grandi di loro. Come se ciascuno di noi dovesse affrontare, nella quotidianità, un assassino o un complotto. Ma, oltre al fatto che il protagonista doveva essere un appartenente all’Arma, non mi sembrava il caso che, italiano di estrazione e cultura, mi mettessi a parlare di avvocati di New York o del Mossad. Ho preferito rimanere ancorato alle mie esperienze più che andare a misurarmi in territori sconosciuti. Stabilito questo, avevo ben chiaro anche che non volevo creare storie o personaggi elegiaci né di propaganda, del genere cui ci ha abituati la tv generalista, per esempio. Bello o brutto, doveva essere mio e, anzi, ricoprire uno spazio di autenticità (per quanto possibile nella fiction) che in Italia, a mio modo di vedere, non c’è. Trame ingenue e racconti per nonne e nipotini continuano a riempire la prima serata, mentre dagli USA giungono serie rinnovate nella tradizione ma anche sperimentali, con personaggi di tutti i tipi e senza paura di sfidare il pubblico. Vediamo protagonisti con gravi problemi personali, alcolizzati o drogati, disonesti; talvolta dai caratteri forzati ma riflettenti la società in cui vivono. Da noi non mi sembra possibile. Il pubblico sarebbe anche maturo, altrimenti queste serie non sarebbero così seguite; quindi è la produzione che fa scelte precise. Perché? Bisogna chiederlo a loro. Anche Maurizio Costanzo, direttore del Giallo Mondadori, ha sfiorato questo argomento. Mi sono forse un po’ dilungato ma ecco, con tanta premessa, leggendo quel bando, in pochi secondi avevo in mente il personaggio. Non sapevo ancora il genere, ma sapevo che mi piaceva mettere in risalto il ribaltamento dell’apparenza: ciò che sembra non è, ciò che viene attribuito con giudizi immediati può essere quanto di più fallace esiste. E cos’è questo se non la sintesi del giallo? Volevo una persona normale, intimamente onesta e sensibile alle esigenze dei più deboli senza pregiudizi, ma non banale!
 
Prima di questo romanzo hai scritto diversi racconti con questo personaggio. Cosa mi puoi dire a proposito?
Il racconto d’esordio, “Il telefono galeotto”, nasce proprio così come ti ho detto. D’impulso, senza tecnica, così come veniva. Mi sembrava comunque una bella trama, ma non si qualificò. Meglio i successivi due, “Una brutta faccenda”, in cui si parla di un episodio di -presunta- corruzione, e “Destinatario Sconosciuto”, con protagonisti una bella romagnola fedìgrafa e due ragazzi vittime della droga. Avevo capito la lezione del primo e ho cercato di ripropormi facendo maggiore attenzione, e finalmente mi sono classificato. Voglio aggiungere che vado orgoglioso di questo ottavo posto ex-aequo, perché non vuol dire, per me, quasi-ultimo (che sarebbe comunque stato soddisfacente in una prova del genere), ma che, nonostante il personaggio sia stato fuori dai canoni rispetto a quelli abituali (basta leggere la raccolta), una giuria composita non ha potuto fare a meno di classificarlo. Eh sì che la versione pubblicata contiene più di un indizio che conferma questa mia tesi: il parrucchiere, in origine, era una parrucchiera, a simboleggiare un rapporto di confidenza molto più immediato tipico in Romagna. Come mai abbia cambiato sesso è un’altra cosa da chiedere ai redattori!
 
Quando hai pensato che Maggio fosse pronto per un romanzo? Quale è stata la genesi di “Doppio omicidio per il Maresciallo Maggio”?
Un po’ per la teoria appena citata, un po’ perché avvertivo l’esigenza di esprimermi senza dover compiacere nessuno né sentirmi vincoli intorno, decisi che il quarto episodio (io lo chiamavo “Episodio IV”, se ti fa piacere saperlo!) sarebbe andato oltre, pagine quante necessarie. Vidi una ragazza che fuggiva disperata in campagna in un telefilm, e immaginai la sequenza iniziale del mio primo giallo. La ragazza era bionda, giovane e carina, tanto per cambiare! Chi era? Da chi stava fuggendo? Perché è stata uccisa? Ho iniziato a rispondere a queste domande e ho sviluppato la trama, seguendo un po’ la tecnica che avevo assimilato leggendo per riconoscere gli ingredienti necessari. Un po’ è venuta da sé, un po’ è stata corretta in corsa: ho indagato con tecnica… ucronica, ma credo sia normale.
 
Nel leggere il tuo romanzo ho notato una certa cura nel raccontare le procedure delle indagini. Spesso le spiegazioni sono talmente dettagliate da assimilarlo a un giallo procedurale. Quali di queste procedure corrispondono a quelle reali? Cosa c’è invece di inventato?
Diciamo che c’è un mix di fantasia e realtà. Non mi sono attenuto a tecniche autentiche anche perché possono essere noiose in un romanzo che nasce per mantenere viva la curiosità e l’attenzione. Le impronte e i repertamenti sono cose abituali in qualsiasi giallo. I diversi reparti investigativi sono inventati, ancorché verosimili: ho cercato di contrapporre un approccio scientifico ortodosso a quello intuitivo e istintivo del protagonista. Mi interessava anche mostrare come i media costruiscano verità in base alle richieste del pubblico, invece che informare. È un tema molto attuale e per affrontarlo occorre forse andare oltre il politicamente corretto.
 
Accanto alla parte più propriamente poliziesca c’è la descrizione dell’ambientazione, in cui si svolge la storia (Viserba e dintorni), dei personaggi, compresi quelli secondari, che durante la lettura appaiono molto realistici. C’è qualche fatto realmente accaduto o qualche persona reale che hanno ispirato la tua narrazione?
Diciamo che in continuazione incontro persone che sembrano personaggi o vengo a conoscenza di fatti che sembrano trame. A un certo punto mi sono accorto che era la mia sensibilità a farmeli apparire come tali, e ho cominciato ad appuntarli ogni qualvolta mi impressionavano per qualsiasi motivo... quelli che non erano già scolpiti nella mia memoria, voglio dire. Parimenti, anche situazioni di fantasia prendono corpo a mano a mano che scrivo. Poi ci sono le esigenze narrative: una massaia che ogni giorno fa la spesa non interessa, ma immaginiamo che vada perché si è accorta che il cassiere l’ha notata: vuole convincerlo a uccidere suo marito? O lui vuol uccidere lei? Mi è venuta in mente ora! Questi personaggi sono un mix di spunti reali, suggestivi, immaginari, e, a loro volta, diventano qualcos’altro di autonomo, pronto per il successivo “filtraggio”. Il sottotitolo del mio (poco frequentato) blog è “la realtà è più stupefacente”: perché, nelle mie intenzioni, è dalla normalità che prendono vita le storie.
 
Quanto invece è pura finzione in questi aspetti?
È praticamente tutta finzione, dal momento che aggiusti le versioni.
 
Quanto di te c’è in Franco Maggio o in altri personaggi?
Me l’hanno chiesto in molti. Intanto c’è voluto il quarto episodio per dargli un nome, prima era semplicemente “il maresciallo Maggio”. Ovviamente c’è di me perché l’ho inventato io, anche se volevo farne, come detto, un personaggio diverso da quelli proposti, sorretti dalla bravura degli interpreti più che dalle loro qualità. Lui ha qualche anno meno di me, è single, è più svincolato di me. Forse mi piacerebbe essere come lui. Qualcuno (tutte donne, compresa mia moglie) mi ha anche chiesto chi fosse quella ragazza con la Mini. È quella che ha lasciato ciascuno di noi lasciando tracce indelebili, quella che non tornerà più. Quella delusione attraverso la quale tutti siamo passati per crescere, o rinascere. È citata anche nella graphic novel! Credo di aver imparato che, da autori, bisogna saper estromettere il personalismo. Il lettore non è interessato alle nostre beghe personali ma a una storia che lo prenda il più possibile. Quindi, se la cosa è funzionale alla trama bene, sennò ciccia. Ma, tanto per contraddirmi subito, siccome un autore può fare quel che vuole, vediamo un po’ se Maggio… voglio precisare un’ultima cosa: da tempo sono appassionato di cultura ebraica e questa cosa è riemersa nella trama praticamente in maniera spontanea.
 
Tu sei anche uno sportivo, addirittura un maratoneta. In base alla mia esperienza personale, l’attività sportiva stimola molto la creatività. Capita anche a te? Ti è mai successo di trovarti di fronte a un blocco nell’ideazione di una trama e di risolverlo magicamente facendo attività fisica?
Parlami del rapporto che esiste per te tra sport e scrittura.
Devo dire che niente come la corsa mi ha gratificato di salute ed equilibrio psico-fisico. È un capitale a reddito fisso che si accumula solidamente con la costanza nel corso degli anni. Un altro mondo mi si è schiuso grazie agli incessanti allenamenti, e, più di tutto, devo dire che ho re-imparato il metodo e la pazienza. Non c’è risultato senza impegno e sacrificio, e nessun risultato viene da sé. Ci può essere quel pizzico di fortuna, di coincidenza, quella parte che non dipende da te: ma se ti sei allenato a sessanta chilometri a settimana per sei mesi, quel giorno tu taglierai il traguardo. Pioverà? Sarà sereno? Questione di un minuto, e non sai neanche se in più o in meno. Ciò che conta veramente è la comprensione fondata e feroce che i 42.194 passi che hai appena fatto non conteranno nulla se non farai anche l’ultimo. Non ci sono attenuanti, né scuse, è tutto nelle tue mani. Oltre questo, c’è una chiarezza di idee nella visione delle cose e nei propositi, tangibile dopo ogni allenamento, i cui effetti tendono a consolidarsi nel tempo. Quindi sì, posso dire che, correndo, ho illuminato diversi angoli cechi.
 
Hai creato anche una graphic novel, quindi ti occupi anche di disegno? Raccontami di questa tua passione e di come è nata “Calciopoli ovvero l’Elogio dell’Inconsistenza”.
Questa è stata veramente una cosa di passionalità. Da juventino ho sempre vissuto la questione di Calciopoli come una macroscopica e ipocrita ingiustizia, tanto da desiderare di raccontarla in prima persona con questa mia storia d’esordio, che sto lavorando anche per mettere on-line. Ci vorrebbe Maggio per risolvere questa cosa! I disegni sono miei, certo non sono un disegnatore professionista ma credo che, nel complesso, sia riuscito a dire quasi tutto. Quasi, sottolineo, riallacciandomi al fatto che cose troppo personali possano diventare meno interessanti; forse avrei dovuto lavorarci un po’ più per renderla un po’ più professionale. Non so. Mi piaceva disegnare, ma ho iniziato a farlo in quest’occasione proprio per necessità di esprimermi; vengo da una giovinezza intrisa da Zagor, Ken Parker, Tex e Uomo Ragno, e successivamente da Julia, Maus e Persepolis. “Uomo Ragno”, proprio così, non era ancora “Spiderman”!
 
In qualità di autore indipendente lavori da solo o collabori con qualcuno? Sei soddisfatto di questa tua esperienza di self-publishing? Quali aspetti di questa esperienza vorresti migliorare?
Finora ho lavorato da solo. Sono in contatto con un mio amico pittore per la copertina ma… un appuntamento con il Papa sarebbe stato più semplice! Sono comunque contento, ho potuto fare tutto come volevo io, e vedere il mio libro realizzato. Certo, l’aspetto successivo è ancora più complicato che scriverlo ma… non sembrava forse proibitivo solo il vederlo pubblicato? Sto vendendo delle copie e comincio a non essere più sicuro di conoscere i miei lettori per nome e cognome (e indirizzo), e questo è bellissimo. Devo aggiungere che grazie al Forum ho conosciuto persone come me, nel senso altri autori, ma soprattutto come te: gentili e disponibili ad aiutare gli altri con la propria esperienza. Credo che il futuro sia roseo per noi autori indipendenti: prevedo una crescita del movimento spontaneo al quale le case editrici dovranno dedicare maggiori risorse. Tutto il mercato dell’editoria ne trarrà vantaggio.
 
Stai scrivendo qualcosa in questo periodo? Quali sono i tuoi futuri progetti letterari?
Sto preparando l’Episodio V, non so ancora se ci sarà il VI. Dopo vorrei dedicarmi a una traccia ucronica o qualcosa del genere, per il momento è solo un’intuizione. Mi piacerebbe misurarmi su strade che non ho ancora percorso, una trama completamente diversa.
 
Grazie Carla per avermi dato la possibilità di parlare del mio lavoro e dei miei progetti!
 
Grazie a te, Francesco!
Vi lascio con una sua biografia e qualche link per conoscerlo meglio.
 
 
 

FRANCESCO ZAMPA ha 48 anni, una moglie e quattro figli, è maratoneta, appassionato di cinema e lettura. Ha già pubblicato una graphic novel nel 2010, “Calciopoli ovvero l’Elogio dell’Inconsistenza” e ha scritto alcuni racconti che hanno per protagonista il maresciallo dei carabinieri Franco Maggio, uno dei quali, “Destinatario Sconosciuto” è stato pubblicato in una raccolta nel Giallo Mondadori.
Il maresciallo Franco Maggio è protagonista anche del suo romanzo d’esordio, “Doppio Omicidio per il Maresciallo Maggio”.
Visitate il suo blog “I Racconti del Maresciallo Maggio”: http://ilmaresciallomaggio.blogspot.it
Trovate Francesco anche su Facebook: http://www.facebook.com/MarescialloMaggio
Infine date un’occhiata al suo profilo su GoodReads: http://www.goodreads.com/Zipporo
 
Di Carla (del 30/12/2012 @ 19:59:58, in Scrittura & Lettura, linkato 1769 volte)
Anche quest'anno è arrivato il momento di tirare le somme di quanto fatto nei dodici mesi appena passati e stilare una lista dei progetti per l'anno successivo. Esattamente un anno fa scrivevo questo post, in cui annunciavo di aver finalmente completato la prima stesura de "L'isola di Gaia". È proprio il caso di dire che è passata un bel po' di acqua sotto i ponti. Sembra appena ieri che salutavo il 2011 e mi imbarcavo nell'avventura del 2012, ma se mi guardo indietro devo ammettere di aver sfruttato alla grande quest'ultimo anno. Forse è stato il più produttivo degli ultimi dieci.

Un anno fa vi avevo accennato di un progetto letterario che sarebbe stato pubblicato a breve. Il progetto altro non era che "Deserto rosso", solo che a quel tempo era solo un'idea nella mia mente. Pochi giorni dopo avrei iniziato a scriverlo e da esso sarebbe nata una saga fantascientifica, che mi terrà impegnata ancora per un bel po' di tempo.
Vediamo un po' che cosa ho fatto quest'anno, anzi abbiamo fatto, perché in un certo senso tutti voi che leggete siete stati presenti e mi avete sostenuto. Senza i miei lettori il mio lavoro non avrebbe molto senso.
Prima di tutto ho pubblicato tre libri, i miei primi tre libri. Sono diventata a tutti gli effetti un'autrice indipendente e nel corso dell'anno ho accresciuto le mie conoscenze in questo campo.
A marzo c'è stato il debutto con "La morte è soltanto il principio", una fan-fiction vecchia di dodici anni, riadattata e pubblicata gratuitamente su Smashwords per fare un primo esperimento di self-publishing. Nel suo piccolo è stato un successo visto che circa 3000 persone l'hanno scaricata.
E poi è iniziato "Deserto rosso". A giugno "Deserto rosso - Punto di non ritorno", la prima puntata della saga. Una novella, quindi un ebook breve, ma che è stato accolto direi abbastanza bene. È stato acquistato ben 500 volte, in meno di sette mesi, il che per un mercato come quello degli ebook in Italia, tenendo anche conto che si tratta di un genere di nicchia (la fantascienza) e che sono di fatto una sconosciuta, è senza dubbio stato un risultato al di sopra delle mie aspettative.
A novembre, cioè circa un mese fa, ho pubblicato il seguito "Deserto rosso - Abitanti di Marte", un romanzo breve questa volta, che viaggia intorno le 130 copie vendute in un mese.
In realtà queste cifre sono leggermente sottostimate, perché mi mancano i dati degli ultimi due mesi su Kobo.
Adesso sto scrivendo il terzo episodio della serie, "Deserto rosso - Nemico invisibile", che è previsto per il prossimo aprile. Ho già scritto oltre 10.000 parole in un paio di settimane, vorrei arrivare a 12.000 entro domani, se trovo il tempo.
Nell'arco di quest'anno, inoltre, ho scritto un altro libro, "Il mentore", che mi ha permesso di vincere il NaNoWriMo e che verrà pubblicato in seguito.
In tutto ho scritto circa 133.000 parole, più di quelle scritte nei tre anni precedenti messi insieme!

Ma veniamo ai propositi per il prossimo anno. Ve li riporto qui sotto in modo anche da spronare me stessa a realizzarli. Non posso assicurare che riuscirò a fare tutto, anche perché alcune cose non sono proprio sotto il mio controllo, ma di certo ci proverò.
1) Scrivere e pubblicare gli ultimi due episodi di "Deserto rosso", il terzo ad aprile e l'ultimo a settembre.
2) Ripubblicare l'intera serie in un libro unico, sia in ebook che in cartaceo, per Natale 2013.
3) Finire l'editing de "L'isola di Gaia".
4) Iniziare la traduzione in inglese di "Deserto rosso".
5) Concentrarmi nello studiare il mercato anglofono e crearmi una piattaforma come autore in questo ambito, iniziando con lo sviluppare il mio blog in inglese.
6) Partecipare e vincere il NaNoWriMo 2013 e quindi scrivere un altro romanzo.
7) Scrivere almeno 150.000 parole.
8) Leggere 50 libri; quest'anno mi sono fermata a 40 (comunque più dei 36 dello scorso anno).
9) Infine il proposito che è meno dipendente dal mio controllo: vendere almeno il doppio degli ebook rispetto a quest'anno.
Credete che sia troppo?
Effettivamente nel leggere questa lista un po' di ansia mi viene, ma tutto sommato mi rendo conto che quasi tutto dipende da me. E, comunque, ciò che conta è che proverò a realizzarli tutti, poi so bene che in un anno molte cose possono cambiare e quindi c'è il rischio che qualcuno di questi propositi venga sostituito da qualcos'altro.
Staremo a vedere!
E voi? Siete riusciti a realizzare i propositi espressi lo scorso anno? Quali sono i vostri propositi per il 2013?
 
Di Carla (del 21/12/2012 @ 04:42:30, in Scrittura & Lettura, linkato 3840 volte)

Oggi ospito una tappa del blog tour di Noemi Gastaldi, autrice de “Il tocco degli Spiriti Antichi”, primo volume della saga fantasy “Oltre i confini”.
Noemi è un’autrice indipendente. In passato ha scritto a quattro mani, insieme a Tiziano Aromatico, il libro “22 fiori gialli”, che nonostante sia oggi edito da Eroscultura, era stato in precedenza autopubblicato, dopo un’esperienza non felicissima con un altro editore. “Il tocco degli spiriti antichi” non è quindi il suo primo approccio al self-publishing.

 
Ciao Noemi, benvenuta su Anakina Blog. Raccontami un po’ come sei approdata alla scrittura? Quando è stata la prima volta che ti sei detta “sono una scrittrice”?
Prima di tutto, grazie per avermi ospitata.
Il mio rapporto con la scrittura ha subito uno strano ciclo: ricordo che quand’ero piccina, dopo aver letto alcuni libri fantasy, che mi avevano letteralmente portata fuori dal mondo, mi sono detta : “Da grande, voglio fare la scrittrice”. Ho scritto due o tre pagine, poi la cosa è morta all’improvviso, senza apparente ragione. In compenso, scrivo diari da quando ho imparato a scrivere. Proprio leggendo questi miei diari, il mio ragazzo, scrittore esordiente, ha avuto l’idea per il romanzo “22 fiori gialli”. Probabilmente non mi sarebbe mai tornata la voglia di scrivere, se dopo la pubblicazione di questo libro non avessi scoperto il meraviglioso mondo dell’arte indipendente. Negli ultimi anni ho letto molti libri semi-sconosciuti, ho conosciuto tanti scrittori esordienti… Non facevo che dirmi: “Vorrei tanto provarci anch’io…” Poi, finalmente, l’ho fatto: ho deciso che da grande sarò davvero una scrittrice.
 
Ti definisci un’accanita diarista. Come è nata questa passione?
Mi hanno regalato un diario, avevo sette anni. Mi sono subito accorta che scrivere quello che mi passava per la testa mi rilassava, poi, con il passare degli anni, mi sono anche resa conto che mi faceva piacere poter rileggere, a distanza di tempo, quello che scrivevo. Dopo l’uscita del libro del mio ragazzo, ho addirittura pubblicato tutti i miei diari (su un blog, non sono diari così interessanti di diventare libri), comprese le cose che scrivevo da bambina… Mi sono divertita moltissimo a farlo!
 
Come si arriva dallo scrivere un diario, quindi di se stessa, a scrivere un romanzo fantasy?
È molto diverso… Quando scrivo il mio diario, lo faccio per me, non prendo in considerazione l’idea che un giorno qualcuno possa leggere quello che ho scritto… Se stasera scriverò qualcosa sul mio diario, non starò certo a pensare che forse un giorno le mie parole finiranno su un blog, per quanto è possibile che questo accada.
Il passaggio al genere fantasy è avvenuto nel momento in cui ho desiderato di essere una scrittrice, cioè di scrivere per gli altri, per trasmettere emozioni. Ho dunque scelto uno dei generi che più mi ha emozionata.
 
Cosa mi puoi dire della genesi de “Il tocco degli spiriti antichi”? Da dove è nata l’idea della storia?
Questo è un po’ complicato da spiegare, diciamo che tutto è nato dal voler rendere, in maniera fantasiosa e personale, alcuni “concetti” tratti dalla stregoneria tradizionale anglosassone, da cui sono sempre stata affascinata.
Ci tengo però a sottolineare che nel narrato è presente appunto una visione “fantasiosa e personale”, il mio è un romanzo fantasy, non un trattato d’esoterismo.
 
Quanto c’è di te nel personaggio di Lucilla?
Oh, ci somigliamo molto. Lei è nata con una personalità molto vicina alla mia, nel bene e nel male. Ovviamente, dato che “abitiamo mondi diversi”, è cresciuta diversamente da me.
 
Sei un’autrice che trasferisce nelle sue storie, in maniera metaforica (trattandosi di un fantasy), eventi o emozioni personali? Oppure ti piace scrivere per esplorare delle realtà diverse da quelle in cui vivi?
In parte lo faccio, in parte no. Non voglio andare troppo sul personale (lo so, suona strano da una che pubblica i suoi diari), diciamo soltanto che ho voluto “convertire in fantasy” alcune esperienze, alcune particolarissime emozioni, che ho vissuto praticando il culto degli antichi Numi.
Detto ciò… C’è anche molto di puramente inventato nel mio libro: ad esempio, mi sono divertita molto a creare dal nulla gli “Spiriti Antichi”, personaggi che non somigliano a niente ch’io abbia mai conosciuto.
 
Parlami un po’ della saga “Oltre i confini”. Come sarà strutturata? Quanti libri prevede?
La saga prevede tre libri.
Nel primo, i personaggi esplorano una realtà rimasta inalterata da sempre, senza rendersi conto che questa realtà sta subendo un drastico cambiamento proprio nel loro tempo.
Nel secondo, i personaggi si ritroveranno in un mondo caotico, nel pieno della fase di cambiamento. In questo libro verranno spiegate molte cose relative alla realtà immateriale e ai suoi cicli.
Nell’ultimo… Sapranno ormai che al periodo di caos succede quello del riarrangiamento, della riorganizzazione: dovranno prendere in mano il proprio destino, non sarà facile per loro.
In generale, mi sono divertita a giocare con due entità “al di sopra di tutto”, che ho chiamato Entropia e Moira: finché esse sono in equilibrio, tutto scorre normalmente, ma basta un piccolo moto dell’una o dell’altra perché ogni certezza venga messa in discussione.
 
Hai altri progetti in cantiere oltre questa saga o preferisci dedicarti a un libro alla volta?
Per ora, nient’altro. Ho la testa piena di quello che sto facendo.
 
Perché sei diventata un’autrice indipendente? Cosa mi puoi dire di questa tua esperienza di pubblicazione? I risultati che stai ottenendo sono compatibili con le tue aspettative?
Sono diventata un’autrice indipendente per due ragioni: una brutta esperienza con il mio primo editore, e il fascino che esercitava su di me l’idea dell’autopubblicazione. Mi piace tantissimo non dover rientrare nella “politica editoriale” di qualcuno, mi sento libera, è stato bellissimo dire “bene, il mio libro è finito, mi piace, lo pubblico”, senza la snervante attesa di qualcuno che se ne interessasse. I risultati sono persino superiori alle mie aspettative, certo, non guadagno ancora abbastanza da poter dire “mollo tutto e faccio la scrittrice per mestiere”, però inizio a guadagnare e a vedere tanti piccoli riconoscimenti per il mio lavoro.
 
Grazie ancora a Noemi per aver risposto alle mie domande. Vi lascio con una sua breve biografia e alcuni link per conoscerla meglio e per scoprire i suoi libri.
 
 

NOEMI GASTALDI
è un'accanita "diarista", che pubblica per la prima volta una piccola parte dei suoi scritti nel 2009, collaborando al romanzo "22 fiori gialli" con Tiziano Aromatico (da novembre 2012, edito da eroscultura). Da allora, trascrive le sue esperienze anche sul suo blog. Nel 2012, Noemi autopubblica il suo primo romanzo fantasy, “Il tocco degli Spiriti Antichi”, primo volume della saga fantasy "Oltre i confini".
Visitate il suo sito “I mondi di Noemi”:
http://mondinoemi.altervista.org/
Noemi gestisce anche un blog dedicato ai blog tour, “Blog in tour - alla scoperta di autori indipendenti”:
http://blog-in-tour.blogspot.it
 
 


È da poco partita la seconda edizione dei Booktrailers Online Awards, una sorta di "Oscar" dei booktrailer organizzata dai blog www.booktrailers.ilcannocchiale.it e www.futuroscrittura.altervista.org.
I premi sono ovviamente virtuali, ma rappresenta un'occasione in più per far conoscere il proprio libro. Per questo motivo ho deciso di partecipare col booktrailer di "Deserto rosso - Punto di non ritorno", il primo della serie, realizzato dal Fabio Delfino.
Facendo clic qui o sull'immagine a lato potete vedere la pagina di presentazione del libro nell'ambito degli Awards.

I premi assegnati dalla giuria saranno i seguenti:

Miglior booktrailer
Migliore originalità
Migliore regia
Migliore scenografia
Migliori effetti speciali
Migliore colonna sonora abbinata
Miglior montaggio
Migliore fotografia
Miglior sonoro
Migliore sintesi
Migliori commenti del pubblico (indicato direttamente dai lettori, in base ai commenti positivi lasciati)

Per quest'ultimo in particolare ho bisogno del vostro aiuto. Se avete un minuto, andate nella pagina del mio booktrailer e, in fondo al post, votatelo, indicando il numero delle stelline che ritenete più adeguate (più sono, meglio è!). Inoltre potete lasciare un commento, che sarà determinante nell'assegnazione dell'ultimo premio. Qualunque intervento può contribuire a ottenere almeno una nomination, che sarebbe di grande aiuto per promuovere la saga di "Deserto rosso".

Le nomination saranno rese note il 27 gennaio 2013, mentre la cerimonia di premiazione verrà trasmessa su Booktrailers TV, la webTV ufficiale del concorso, in diretta web domenica 10 febbraio 2013.
Vi ringrazio in anticipo per il vostro aiuto e non dimenticatevi di condividere l'iniziativa con i vostri amici nei vari social network.

La settimana prossima probabilmente inserirò anche il booktrailer di "Deserto rosso - Abitanti di Marte".

Ecco il promo della manifestazione.

 
Di Carla (del 19/12/2012 @ 12:00:00, in Scrittura & Lettura, linkato 2347 volte)

 Ecco cosa succede a dare confidenza agli sconosciuti: una storia insolita e divertente.
 
È davvero una strana sensazione quella che si prova a leggere un libro ambientato nella propria città. Non mi era mai capitato prima. Tra l'altro l'ho letto in lingua originale, cioè in inglese, e ciò ha contribuito a rendere questa esperienza ancora più insolita. Ammetto che all'inizio mi sono trovata in difficoltà, perché conoscere perfettamente tutti i luoghi descritti un po' limita la capacità di crearsi una propria immagine delle ambientazioni. Forse in questo modo si perde una parte del divertimento della lettura e per assurdo si può minare la sospensione dell'incredulità, perché si finisce per notare qualche piccolo dettaglio che stona, cosa che non può succedere se non conosci direttamente i luoghi e la gente che li abita.
Nonostante questo le situazioni narrate sono così particolari, così fuori dal normale, che la fantasia viene rimessa in moto. E il fatto stesso che da cagliaritana, che però ama leggere per andare lontano, io sia riuscita ad apprezzare così tanto questo libro non può che confermare che ci troviamo di fronte a un romanzo davvero ben congegnato e ben scritto.
Le descrizioni particolareggiate dei luoghi e anche dei cibi (la protagonista, Clara, sembra quasi avere un'ossessione per essi), che sicuramente hanno maggiore presa sui lettori del continente (come si dice da queste parti), d'oltremanica o addirittura d'oltreoceano, passa in secondo piano per il lettore sardo, che invece si concentra sulla trama davvero elaborata che caratterizza questa opera.
La Munzittu ha la capacità non da poco di stupire il lettore. Nonostante l'inizio un po' telefonato (d'altronde anticipato dalla descrizione) a un certo punto la storia prende una piega inaspettata e da lì all'improvviso il lettore non sa minimamente cosa aspettarsi. Ogni tentativo di immaginare cosa accadrà nelle pagine successive viene sbugiardato. In questo modo si viene catturati dalla trama e si è costretti ad andare avanti spinti dalla curiosità, nonostante una certa lunghezza del testo, che non è affatto un aspetto negativo.
Non voglio fare anticipazioni, ma ci tengo a precisare che, nonostante sia definito un romanzo rosa, "Un patto con una sconosciuta" è ben più di questo. C'è del romanticismo, sì, ma è marginale: il cuore della storia è ben altro. È ricco di ironia, tale da diventare a tratti surreale. Più di una volta, infatti, mi sono ritrovata a ridere mentre leggevo, cosa che mi capita davvero con pochi autori.
Se dovessi fare un paragone, lo avvicinerei ai romanzi di Nick Hornby, tenendo ovviamente conto che a scriverlo è stata una donna e che è ambientato in Sardegna e non in Inghilterra. Ma il genere è proprio quello. Chissà, forse sono proprio gli anni vissuti finora dalla Munzittu nel Regno Unito che hanno contribuito a creare questa somiglianza, insieme a un certo senso di nostalgia che pervade la narrazione.
Al di là della protagonista, uno dei punti di forza è la presenza di alcuni personaggi secondari davvero ben caratterizzati. Mi è parso quasi di vedere le due galeotte, Annalisa e Monica, la prima logorroica e la seconda taciturna. Non è un caso che proprio questi due personaggi e il luogo in cui si muovono, che di certo non mi è familiare (per fortuna!), sono quelli che mi sono rimasti più impressi, perché proprio con essi la mia immaginazione ha ripreso pieno controllo della storia e me l'ha mostrata in un modo unico.
Il finale è in parte scontato, ma allo stesso tempo l'autrice ha saputo giocare bene le sue carte, collegando sapientemente la parte rosa con quella surreale della trama e chiudendo con una scena non del tutto attesa. L'ultima frase del libro, poi, è una delle più azzeccate che abbia letto di recente.
In generale credo che, pur essendo un libro con un taglio femminile, potrebbe divertire qualsiasi lettore. Lo consiglio a chiunque abbia voglia di leggere qualcosa di diverso dal solito, e di divertirsi nel farlo.
 
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 18/12/2012 @ 01:15:00, in Scrittura & Lettura, linkato 3612 volte)


È arrivato il momento di iniziare a stilare una lista dei vari articoli, recensioni, citazioni e interviste relative a "Deserto rosso - Abitanti di Marte".
L'elenco verrà aggiornato man mano che nuovi articoli appariranno sul web.

 

Annuncio dell'uscita su Scrittevolmente
http://scrittevolmente.com/2012/12/17/novita-deserto-rosso-abitanti-di-marte-di-rita-carla-francesca-monticelli/

"Deserto Rosso, gli abitanti di Marte su ebook" su Daily Pinner
http://dailypinner.eraniapinnera.com/deserto-rosso-gli-abitanti-di-marte-su-ebook/

"Intervista a Rita Carla Francesca Monticelli" su False percezioni (blog tour)
http://luigimilani.com/2012/12/16/intervista-a-rita-carla-francesca-monticelli

Recensione di "Deserto rosso" (primi due episodi) su FarSpace
http://www.farspace.it/deserto-rosso-recensione/

Intervista su Blog in tour (blog tour)
http://blog-in-tour.blogspot.it/2012/12/rita-carla-francesca-monticelli.html 

Recensione su Infiniti Mondi
http://www.scrittorindipendenti.com/2012/12/deserto-rosso-2-di-rita-carla-francesca.html

“Deserto rosso, una serie auto-pubblicata" (primi due episodi) su Storia Continua
http://www.storiacontinua.com/e-book/deserto-rosso-una-serie-auto-pubblicata/

Intervista su I Racconti del Maresciallo Maggio (blog tour)
http://ilmaresciallomaggio.blogspot.it/2013/01/dalla-sardegna-marte-passando-per.html

Intervista su eBookGratis.net (blog tour)
http://www.ebookgratis.net/notizie/notizia.asp?id=2265

Intervista su Bastions Of Illusion (blog tour; primi due episodi)
http://bastionsofillusion.blogspot.it/2013/02/deserto-rosso-di-rita-carla-francesca.html

Intervista su Il Blog di Simona Giorgino (blog tour)
http://simonagiorgino.blogspot.it/2013/02/deserto-rosso-una-storia-di.html

Segnalazione su My Empty Purse (primi due episodi)
http://my-empty-purse.blogspot.it/2013/03/self-publishing-authors1.html

"Life On Mars?" #2, intervento nella puntata 21 di FantaScientificast (podcast)
http://www.fantascientificast.it/2013/03/02/fantascientificast-21-teamup-battlestar-galactica/

Intervista sul podcast Narrativa Digitale (audio)
http://narrativadigitalepodcast.blogspot.it/2013/03/narrativa-digitale-10-fantascientifica.html

Articolo su Jugo.it
http://www.jugo.it/arte-libri/il-self-publishing-nellera-delle-book-31437/

Mini-recensione su Bibliomania
http://bibliomaniarecensioni.blogspot.it/2013/04/mini-recensioni-tre-libri-per-un-post-7.html

Intervista su Fiume Giallo - Esperienze Narrative (blog tour)
http://fiumegiallo.blogspot.it/p/blog-tour.html

Intervista su Autori Sul Web (blog tour)
http://autorisulweb.blogspot.it/2013/04/intervista-rita-carla-francesca.html

Recensione sul blog di Davide Cassia
http://davidecassia.blogspot.it/2013/10/deserto-rosso-abitanti-di-marte-di-rita.html

Recensione sul blog di Luca Rossi
http://www.lucarossi369.com/2013/11/abitanti-di-marte.html

Scheda del libro su Rose & Beps Blog (tutti gli episodi)
http://rosebeps.blogspot.it/2014/01/deserto-rosso-punto-di-non-ritorno-di.html

Recensione su Kuiper Belt
http://www.kuiperbelt.it/recensioni/deserto-rosso-abitanti-di-marte/




"Deserto rosso - Abitanti di Marte" è disponibile a partire da soli 99 centesimi su: Amazon, inMondadori, Kobo, iTunes, laFeltrinelli, Google Play, Smashwords, Barnes & Noble, Diesel eBooks Store e inktera.

 
Di Carla (del 13/12/2012 @ 18:05:48, in Scrittura & Lettura, linkato 2918 volte)

C’è chi afferma di aver sempre amato la scrittura e di aver iniziato già da ragazzino a scrivere racconti o addirittura romanzi, chi invece c’è arrivato più tardi, attraverso un percorso più lungo, talvolta inaspettato.
In qualunque modo accada, c’è un momento in cui ci si rende conto di essere degli scrittori. Certe volte questa consapevolezza è davanti a noi tutto il tempo, ma non riusciamo a vederla, finché un giorno i nostri occhi si aprono.
C’è chi, però, nonostante si dedichi alla scrittura già da molto tempo, nutre dei dubbi sul fatto che si tratti della giusta strada per lui.
 
Come fare a capire se si è fatti per essere scrittori?
La prima cosa che ce lo fa capire è che per noi scrivere è prima di tutto un bisogno. Dentro la nostra testa ci sono tutte queste trame, questi possibili personaggi che vogliono uscire fuori. Premono così tanto che solo fissarli per iscritto è in grado di placarci.
Se per un lungo periodo non scriviamo, ci sentiamo in colpa. Certe volte, se usciamo per divertirci, pensiamo che avremmo potuto usare quel tempo per scrivere. Quando leggiamo un libro, ci ritroviamo a pensare che noi avremmo potuto scriverlo diversamente, magari pure meglio. Desideriamo parlare di ciò che stiamo scrivendo, perciò coccoliamo i nostri lettori uno ad uno, oppure obblighiamo il nostro partner o amico o parente ad ascoltarci, mentre parliamo degli sviluppi della trama del libro che stiamo scrivendo. L’ispirazione salta fuori nei momenti meno opportuni e noi lo sappiamo così bene che non ci spaventiamo di fronte a un dubbio su come continuare la nostra storia. E se ci sembra di essere vittima del blocco dello scrittore, ci sforziamo di superarlo scrivendo.
 
Qualcuna di queste sensazioni vi è familiare?
Se la risposta è sì, è molto probabile che siate fatti per essere scrittori.
 
Un altro elemento importante è l’ambizione, la tendenza a fare progetti a lungo termine che riguardano la scrittura. Magari non li si dichiara in giro, per non apparire megalomani o per scaramanzia, però nella nostra testa ci sono progetti per almeno due o tre anni, se non oltre. E più riusciamo a realizzarli, per quanto piccoli, più ci convinciamo che stiamo facendo bene.
Se poi, per caso, andiamo a rivedere ciò che abbiamo scritto in passato, ci rendiamo conto di un altro aspetto: stiamo migliorando di continuo, stiamo maturando. Questo perché tendiamo a perfezionare la nostra arte, a essere meno indulgenti verso noi stessi e, così facendo, impercettibilmente, finiamo per porci nei suoi confronti in maniera professionale.
 
Si arriva a un tale coinvolgimento in quello che si fa che poco importa se con i diritti del nostro libro ci compriamo al massimo una pizza. Vogliamo comunque il massimo da quello che facciamo. Diventiamo perfezionisti e questo ci rende felici in un modo, che spesso gli altri non capiscono.
Ci sono scrittori che devono essere felici per scrivere e quelli che nella scrittura trovano la stabilità e la forza di affrontare le avversità.
Qualunque sia la categoria cui apparteniamo, per noi la scrittura è un qualcosa di centrale nella nostra vita, senza la quale non sappiamo immaginarci.
 

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