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 Il mare de La Pelosa a Stintino... di Carla
 

"Devi scegliere, Anna: la tua scoperta o la Terra."
Deserto rosso - Nemico invisibile




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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 24/03/2013 @ 17:57:07, in Scrittura & Lettura, linkato 2519 volte)

 Giallo italiano dal respiro internazionale
 
Lo capisci subito, leggendo la prima frase di questo romanzo, di trovarti di fronte all’opera di un autore che sa cosa sta facendo. L’incipit fulminante di “Doppio omicidio per il maresciallo Maggio” è un vero e proprio hook. Dopo averlo letto, devi andare avanti e ti ritrovi subito nel bel mezzo dell’azione, costretto a continuare a voltare pagina.
Con uno stile quasi ricercato, ma allo stesso tempo scorrevole, Zampa ci coinvolge nelle avventure di questo maresciallo di provincia alle prese con un caso fuori dall’ordinario dai risvolti internazionali. Ma di internazionale non ci sono solo alcuni personaggi, bensì l’impeccabile struttura narrativa, che fa l’occhiolino ai grandi autori di bestseller. La storia ci viene mostrata, poco alla volta, partendo da punti di vista diversi che poi convergono, grazie alle indagini di Maggio, fino alla risoluzione del caso. Tutto questo viene ambientato in Italia, mescolando sapientemente aspetti reali all’interno della finzione costruita dall’autore, in un modo tale che non siamo in grado di discernere gli uni dall’altra. Ciò che ne riceviamo è la netta sensazione che la storia narrata non solo potrebbe accadere, ma forse potrebbe essere già accaduta.
Una lettura piacevole ci accompagna fino all’epilogo, lasciandoci col desiderio di conoscere meglio il suo protagonista e di affrontare insieme a lui nuovi misteriosi casi.
 
 
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Di Carla (del 15/03/2013 @ 01:39:48, in Scrittura & Lettura, linkato 2616 volte)


 Scienza, suspense, azione e sentimento: una miscela infallibile

I libri migliori sono sempre quelli basati sui personaggi, in cui le loro motivazioni sono al centro dell'azione e, se ben scritti, diventano anche quelle del lettore, indipendentemente dal genere letterario. "The Venom of Vipers" rientra in questo genere di libri. È un thriller fantascientifico ambientato in un prossimo futuro, in cui l'umanità è minacciata da una malattia incurabile e molto aggressiva, che finirà per portarla all'estinzione. E così gli scienziati hanno pensato di creare una nuova varietà di uomo (sapher), resistente a questo virus, per lasciare a essa l'eredità umana. Il problema è che non tutti sono d'accordo con questa scelta. C'è chi vuole eliminare questi "mostri" e chi invece vorrebbe liberarli e permettere loro di vivere una vita normale.
In questo contesto si muove una scienziata, Kathy, e uno di questi sapher, Ryder. Cresciuti insieme, ma separati dalla loro stessa natura, si ritrovano a fare una scoperta incredibile, che potrebbe salvare l'umanità. Nel frattempo diverse forze si muovono nel tentativo di fermarli.
Il ritmo è quello del thriller, soprattutto verso la fine, ma si nota il tocco femminile nello sviluppo dei personaggi e in particolare del loro aspetto emotivo, che la May esplora nel migliore dei modi, costringendo il lettore a immedesimarsi in essi. Personalmente ho adorato il personaggio di Ryder, col suo carattere impulsivo. È stato intrigante vedere come l'autrice sia riuscita a rendere l'idea di questo personaggio costretto a vivere da sempre come recluso in un centro scientifico, in una situazione lontana da ogni realtà odierna e per questo motivo in grado si suscitare ancora di più la mia curiosità.
Mi è piaciuto inoltre il modo in cui ha inventato un futuro prossimo, che potrebbe essere del tutto plausibile, senza eccedere nella parte fantasiosa.
Un libro veramente ottimo, che può piacere non solo agli amanti dei techno/sci-fi thriller, ma in generale al lettore che adora le storie incentrate sui personaggi, quindi più o meno a tutti.

The Venom of Vipers (Kindle e brossura) su Amazon.it.
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Questo libro è in inglese!
 
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Di Carla (del 13/03/2013 @ 05:13:30, in Scrittura & Lettura, linkato 3634 volte)


 Legge e ironia

In questo libro troviamo un Grisham ironico, che ci racconta le storie di piccoli avvocati alle prese con un grande caso giudiziario. A differenza di alcuni dei suoi romanzi precedenti caratterizzati da un tono amaro nel mostrare il peggio del mondo legale americano, "I contendenti" è una storia molto leggera a tratti surreale, senza mai però perdere la sua credibilità.
Anche qui la legge viene usata per mostrarci diversi tipi di umanità, ma questa volta descrivendoci le sue miserie con lo scopo di farci sorridere oltre che intrigarci. Come sempre è difficile mettere giù il libro una volta iniziato. Si continua a girare pagina, curiosi di sapere se gli avvocati riusciranno a non essere stritolati dalla macchina giudiziaria, senza mai perdere il sorriso anche quando ci si trova a vivere con loro le peggiori situazioni.
Non c'è un happy ending con colpo di scena come nei suoi primi romanzi, ma rispetto ai più recenti, c'è comunque un finale positivo, in cui i protagonisti in un modo o nell'altro se la cavano, anche se non proprio come avevano previsto.
Questo tipo di Grisham, che sembra una sorta di ibrido tra i suoi romanzi di argomento legale e quelli umoristici, è in un certo senso una piacevole sorpresa e spero di continuare a trovarlo anche nelle sue opere future.

I contendenti (formato Kindle) su Amazon.it.
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Di Carla (del 08/03/2013 @ 02:19:50, in Scrittura & Lettura, linkato 3879 volte)

Ho il piacere di presentarvi una mia conterranea, che però da diciassette anni vive in Inghilterra e precisamente a Cambridge: Martina Munzittu.
Martina è una scrittrice. Il suo libro “A Deal With A Stranger”, edito originariamente in inglese nel 2008, è stato poi tradotto e pubblicato in maniera indipendente anche in Italia col titolo “Un patto con una sconosciuta”. 
Oltre alla peculiarità di essere stato scritto in inglese da un’italiana (che però può essere ormai considerata bilingue), ciò che caratterizza questo bel romanzo, di cui ho parlato qualche tempo fa in un post, è il fatto di essere ambientato nella nostra Sardegna e in particolare a Cagliari, sebbene con qualche incursione a Monte Arcosu, a Sassari, nel Sulcis e nella zona di Chia.
Da una parte c’è una storia molto originale e dall’altra un’ambientazione, che permette a chi non conosce questi posti di fare un piccola visita turistica nella nostra isola, accompagnata anche dai sapori che la caratterizzano.
Oggi ho la possibilità di approfondire il discorso con la stessa Martina.
 
Ciao Martina, benvenuta nel mio blog! La prima cosa che voglio chiederti è: perché, pur essendo tu italiana, hai deciso di scrivere “Un patto con una sconosciuta” in inglese?
Sono nata e cresciuta in Sardegna, ma ho vissuto la maggior parte della mia vita da adulta in Inghilterra, parlo l’inglese il 90% del tempo, tra lavoro, vita sociale, e famiglia (mio marito è inglese), quindi mi veniva più naturale scrivere in inglese.
 
Parliamo un po’ del libro. Quanto tempo ci hai messo a scriverlo? L’idea della trama era chiara sin dall’inizio oppure si è sviluppata man mano che andavi avanti con la scrittura?
La storia l’ho buttata giù in sei mesi, ma ho dedicato altri sei mesi alla preparazione, in particolare alla ricerca. Avevo già in mente le linee generali e come si sarebbe sviluppata la trama, ma l’ho cambiata e adattata man mano che scrivevo.
 
C’è qualche personaggio in particolare che racchiude dei lati del tuo carattere? O ti sei divertita a “spargere” un po’ di te in più personaggi?
L’eroina, Clara, ha molto di me. Adora il mare, il sole e la spiaggia di Chia, che è la mia preferita. Clara ha una passione per i dolci, la buona cucina e il gelato. Ha un po’ la tendenza a essere sfigata, nel senso che gliene capitano di tutti i colori, e qui ci rientro benissimo anch’io.
In altri sensi è molto diversa da me, addirittura contrapposta. È stato divertente crearla così.
 
Qualche evento narrato (mi riferisco a quelli non surreali) è ispirato a fatti realmente accaduti (non necessariamente a te)?
Nel libro, tra le varie disavventure di Clara, trapela l’argomento suicidio. È qualcosa che mi ha sempre colpito molto e turbato. Ho conosciuto parecchie persone che si sono tolte la vita, alcune a me care. Questo mi ha ispirato a scrivere la storia.
 
Il romanzo è caratterizzato da elementi misteriosi, quasi soprannaturali, da una parte ed elementi romantici dall’altra. Ritengo però che nel suo complesso, vista la sua eterogeneità, rientri più che altro nella narrativa non di genere, sebbene con un taglio decisamente femminile.
So che per un autore è spesso difficile definire il genere del proprio libro. Tu, però, cosa ne pensi?
Sono d’accordo, spesso è difficile definire un genere preciso per ciò che si scrive. Il libro nasce come una storia romantica, e questo è il filone presente in tutta la trama. Tuttavia tratta anche di altri argomenti, e tende a porre più domande che a dare risposte. Questa è un po’ la mia natura: fare sempre troppe domande. :) In realtà con questo libro volevo lasciare ampia libertà al lettore di decidere, volevo che potesse scegliere secondo il suo umore e inclinazione. Si potrebbe leggere il romanzo come  qualcosa di scorrevole e (spero) divertente, oppure si può scavare un po’ più a fondo e coglierne altre sfumature.
 
Come dicevo nella recensione, mi hai ricordato Hornby, sia nelle tematiche che nel modo imprevedibile in cui hai sviluppato la storia. Ma esiste un autore al quale pensi di somigliare (magari non intenzionalmente) o al quale ti ispiri?
Hornby mi piace tantissimo perchè nel suo modo di scrivere sa rispecchiare perfettamente il sense of humour degli inglesi, in particolare quello maschile. A esser sincera non ho degli autori particolari ai quali mi ispiro, almeno non in mondo intenzionale. La cosa che ha però influito sul mio stile è stato toccare in qualche modo il pubblico britannico. Avevo in mente loro come audience, quando ho scritto la storia, e sapevo che anche se trattavo un argomento delicato, dovevo farlo con una certa ironia. Gli inglesi scherzano su tutto, anche le tragedie, e questo mi piace molto della loro cultura. Non lo fanno per minimizzare il problema, ci mancherebbe, ma per affrontarlo meglio. Gli inglesi tendono anche ad auto-criticarsi, denigrarsi, e di nuovo questo ha ispirato lo stile e la caratterizzazione dei miei personaggi.
 
La Martina Munzittu lettrice cosa legge di solito?
Un buon libro. Sembra una risposta scontata. ma non lo è. In giro c’è parecchia spazzatura, e se comincio a leggere un libro e non mi piace, lascio perdere. Leggo parecchi generi: narrativa generale, fantasy, fantascienza, romanzi rosa, libri comici, e saggi su argomenti come la psicologia, sociologia, spiritualità, scienza, religione, self-development. L’importante è che il libro mi sappia coinvolgere, intrattenere, divertire, oppure mi insegni qualcosa che non sapevo prima.
 
Mi ha colpito il modo particolareggiato in cui hai descritto le procedure e la vita all’interno del carcere di Buon Cammino. Ti sei documentata? Se sì, come? Oppure è tutto frutto della tua fantasia?
Questa è una delle parti sulla quale non volevo fare errori. Avevo chiesto a suo tempo di poter visitare il carcere, ma non mi era stato concesso. Però sono riuscita ad avere un appuntamento con il Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Sardegna. Mi ha dedicato circa due ore e ho sottoposto questa gentilissima persona a una estenuante intervista, dove gli chiedevo per filo e per segno le varie procedure del carcere. Dal momento in cui un detenuto arriva per la prima volta, fino agli orari delle pause, menù dei pasti, orari delle visite, telefonate ai familiari, ecc. Mi ha anche consegnato una brochure con le foto dell’interno del carcere. Ecco da dove sono saltate le mie descrizioni. Per essere sicura ho poi fatto leggere i capitoli ambientati in carcere a un ex guardia carceraria (mi pare che ora vengano chiamate in modo diverso? [nota: credo sia agente di polizia penitenziaria]) che ha confermato che le descrizioni e i vari iter erano accurati.
 
Una piccola divagazione: nell’ultimo decennio in UK e America si sono diffuse le catene di bar stile italiano, dove offrono caffè espresso, cappuccino, caffelatte. Gli inglesi associano queste bevande a qualcosa di esotico, un piacere da concedersi. Quando un’amica inglese ha letto che ai detenuti sardi servivano il caffelatte a colazione, è rimasta stupefatta. What a treat! Mi ha detto. Che lusso!
 
Qualcuno dei luoghi di cui hai narrato ha per te un significato particolare? Raccontami un po’.
La maggior parte parte dei luoghi citati è legata a dei ricordi per me. Cagliari per prima, è la città dove ho studiato e lavorato per parecchi anni, poi Chia è per me una bellissima spiaggia, mi piace andarci d’inverno, quando c’è poca gente, e camminare lungo la riva. Ho scelto Chia per una delle scene importanti del libro, e quello che prova Clara camminando sulla spiaggia riflette quello che provavo io quando ci andavo.
 
Nel leggere il libro mi è parso di scorgere una certa nostalgia. Cosa ti manca di più della Sardegna?
Tante cose. Il clima prima di tutto. Nonostante io viva in Inghilterra da 17 anni, non mi sono abituata agli inverni lunghi e freddi, le estati quasi inesistenti. Il mare e le nostre spiaggie mi mancano moltissimo. Se poi comincio a parlare del nostro cibo... non mi fermate più!
 
Una particolarità del personaggio di Clara è la sua quasi ossessione nei confronti del cibo. La descrizione dei cibi è sempre molto particolareggiata e in qualche modo arricchisce l’ambientazione stessa, rendendo il libro una sorta di pubblicità in forma narrativa (passami questa espressione) delle meraviglie della Sardegna. Come mai ti sei soffermata su questo aspetto?
Come già menzionato, quando ho scritto il libro, avevo in mente il tipico lettore inglese. Ora gli inglesi amano molto l’Italia, le nostre tradizioni, cultura, cucina, ecc, quindi ho voluto soffermarmi su questi aspetti. Per noi italiani è importante mangiare bene, se possiamo, tendiamo a consumare i pasti insieme in famiglia (lavoro e impegni permettendo). I dialoghi a tavola sono preziosi, perchè è il momento in cui si condivide la nostra giornata con le persone care e qui possiamo raccontare quello che è successo durante la giornata, le nostre opinioni, i pettegolezzi, un po’ di tutto. Nella cultura inglese questo manca un po’, e loro apprezzano molto questo modo di stare a tavola assieme, quando lo vedono nelle altre culture.
 
Inoltre, ogni volta che prendo l’aereo da Londra per Cagliari o Alghero, il volo è pieno. E non parlo di sardi, ma di turisti inglesi. La Sardegna piace, sta diventando una destinazione prediletta per i turisti anglossassoni, quindi ho voluto provare a descriverla nella sua naturale bellezza. Alcuni amici inglesi, dopo aver letto il libro, sono poi andati in vacanza in Sardegna. Altri contano di andarci e mi chiedono se segretamente lavoro per l’Assessorato al Turismo della Sardegna.
 
Il libro è stato originariamente pubblicato nel Regno Unito con YouWriteOn. Di cosa si tratta esattamente?
Nel 2008 il British Arts Council ha dato un grant alla YouWriteOn per consentire agli autori emergenti di essere pubblicati (parlo di formato cartaceo), senza spendere niente di tasca loro. Quindi a suo tempo ho fatto la richiesta e hanno accettato il mio romanzo. YouWriteOn è stato un primo esempio di editoria non a pagamento per gli autori indie.
 
Essendo scritto in inglese, il tuo libro si è aperto subito a un mercato più vasto, che oltre il Regno Unito comprende gli Stati Uniti e altri Paesi anglofoni. Che tipo di riscontri hai ottenuto?
Il libro sembra piacere, almeno dalle recensioni positive che ho su Amazon. Ci sono molti libri scritti in inglese la cui storia ha luogo in Italia, anche se in genere le località italiane più diffuse sono Venezia, Roma, la Toscana, poi un po’ la Sicilia e la costiera amalfitana. La Sardegna non appare molto nella narrativa contemporanea in lingua straniera, sopratutto nei romanzi rosa. Quindi ho l’impressione che al pubblico anglofono piaccia scoprire un po’ di più di della nostra isola e della sua gente.
 
Parliamo invece della pubblicazione in Italia. Hai deciso di far tradurre il libro da un traduttore invece di occupartene tu stessa. Come mai?
Il fattore determinante è stato il tempo a disposizione. Dopo che lavori e ti occupi della famiglia, il tempo da dedicare ai tuoi hobby è veramente ridotto. Quindi ho dovuto fare una scelta: potevo usare quelle poche ore dedicandomi alla traduzione del libro oppure scriverne un secondo. Ho preferito la seconda opzione.
 
Il libro è stato finora pubblicato in maniera indipendente in Italia su Amazon sia in formato ebook che cartaceo. Cosa mi sai dire di questa tua esperienza come autrice indipendente? Ti piace essere indipendente o preferiresti lavorare con un editore?
Mi piace molto essere indipendente e libera dai vincoli che può porti una casa editrice. Posso decidere io su molte cose: a partire dalla trama, lo stile, cosa tenere e cosa buttare via della storia, fino al design della copertina, il prezzo del libro, l’ideazione del trailer, dove e come farmi conoscere. È chiaro che il tutto è più impegnativo se sei un autore indipendente, perché non basta scrivere il libro, devi fare anche tutto il resto, che poi porta via tempo allo scrivere. Il vantaggio è che hai il controllo su tutto e non devi rendere conto ad altri di quello che fai.
 
La cosa importante è non pensare che siamo un’isola sperduta in un oceano, ci sono tante figure professionali sulle quali fare affidamento: gli editor, i designer per le copertine, i correttori di bozze, i webmaster, i beta reader, e anche altri scrittori indie che possono supportarti e darti il feedback necessario per migliorare quello che produci. Il libro, nella sua completezza, raramente è frutto del lavoro di un’unica persona, ma di un team di collaboratori fidati.
 
E adesso parliamo del futuro. Cosa bolle in pentola per quanto riguarda la tua attività letteraria?
Sto lavorano a una serie di novelle, saranno circa un terzo della lunghezza di “Un patto con una sconosciuta”. La serie si chiamerà “Il rifugio dei cuori infranti”. Tutto ruota intorno alla figura di una dolce nonna italiana, che vive a Londra da tanto tempo, l’ho chiamata Nonna Pina.
A chi non è capitato nella vita di avere una grande delusione nel campo affettivo? Un amore non corrisposto? Un tradimento? L’essere lasciati dal proprio amato? Spesso queste vicende sono estramemente difficili da sostenere, un cuore infranto non è roba da poco. Ecco, Nonna Pina, offre la sua casa nel cuore di Hampstead, come luogo di incontro per le persone, perlopiù donne, che hanno bisogno di affetto, incoraggiamento e aiuto in queste situazioni. Ho già completato la prima novella, e spero di finire le altre due entro l’autunno. Conto di pubblicare i primi tre episodi insieme, sia in inglese che in italiano.
 
Ringrazio ancora una volta Martina per la sua disponibilità e vi invito a visitare il suo blog bilingue
 


MARTINA MUNZITTU
è nata e cresciuta in Sardegna. Dopo aver completato la maturità linguistica è partita per Londra e ha lavorato come segretaria presso il King’s College. Successivamente le è stato offerto un lavoro simile in Sardegna, e vi è tornata per alcuni anni. All’età di 28 anni si è poi trasferita definitivamente a Cambridge, Inghilterra, dove ha continuato la sua carriera di assistente di direzione per altri 10 anni. Nel 2007 ha poi lanciato la sua Società che offre servizi di segreteria freelance. Martina è sposata con Philip e, oltre a fare la moglie, fa anche la mamma a una bambina di tre anni, che la tiene occupata forse più del lavoro. Mentre raccoglie i giocattoli sparsi qua e là, e scopre nuove imbrattature sui muri e divani, Martina si impegna affinché la sua bambina impari a parlare l’italiano, possibilmente senza l’accento inglese. Essendo dotata di capacità multi-tasking, come tutte le donne, mentre svolge le varie mansioni non strettamente lavorative, Martina pensa a ciò che vuole raccontare nei suoi romanzi e, appena ha un attimo di tempo, lo mette giù nero su bianco.
Visitate il suo blog "A Deal With A Stranger": http://www.adealwithastranger.com/
Potete trovare Martina anche su Facebook: http://www.facebook.com/adealwithastranger
E su GoodReads: http://www.goodreads.com/martinamunzittu
 
Di Guest blogger (del 06/03/2013 @ 00:35:02, in Scrittura & Lettura, linkato 4903 volte)

È arrivato il momento di un nuovo guest post. Questa volta ospito l'autrice indipendente Francesca Verginella, che ci parla (con la collaborazione di Davide Rigonat) di una delle più importanti piattaforme di autopubblicazione digitale al mondo, Smashwords, analizzandone vantaggi e svantaggi.

© Smashwords

Sempre più spesso si sente parlare di self-publishing, talvolta inteso come alternativa all'editoria tradizionale, talaltra come elemento di opposizione o come percorso parallelo ed integrativo alla stessa. Il self-publishing, come peraltro già sottolineato in numerosi altri articoli, è un mondo complesso che raccoglie esperienze, motivazioni e obiettivi molto vari. Esso apre infatti la porta della pubblicazione a una schiera vastissima di scrittori che attraverso i canali tradizionali avrebbero avuto ben poche possibilità di veder distribuite le proprie opere. In questa sede non vogliamo addentrarci nei problemi relativi al controllo della qualità dei libri pubblicati, alla responsabilità dell'autore-editore, alla politica delle case editrici maggiori e così via. Ci siamo invece voluti concentrare brevemente sull'auto-pubblicazione di e-book, con alcune considerazioni sugli aspetti pratici della pubblicazione e della promozione e distribuzione e con particolare riferimento alla piattaforma Smashwords.

 
La pubblicazione può avvenire attraverso molte piattaforme diverse, peraltro sempre più numerose, italiane e straniere. Alcune di esse sono esclusivamente dedicate alla pubblicazione di ebook (ad es. Smashwords, Barnes&Nobles, XinXii, ecc.); altre prevedono invece il self-publishing cartaceo grazie al print-on-demand (ad es. Lulu); altre ancora, direttamente o tramite società convenzionate, consentono entrambe le soluzioni (ad es. Amazon, Narcissus, IlMioLibro, ecc.). Alcune piattaforme distribuiscono indistintamente libri pubblicati anche da case editrici (ad es. Smashwords), altre sono invece dedicate esclusivamente al self-publishing (ad es. Bookolico, ecc.). Nella scelta della piattaforma (o delle piattaforme, essendo di fatto sempre la pubblicazione - o, meglio, la distribuzione - non esclusiva) l'autore dovrà valutare non solo la qualità del prodotto pubblicato (si consideri che in molte di queste piattaforme è possibile caricare direttamente gli ebook in formato .epub o .mobi), ma anche e soprattutto le modalità di distribuzione del libro stesso. Si consideri che, in realtà, tutte queste sono di fatto piattaforme di distribuzione che su questo fondano i loro guadagni e in cui il servizio di pubblicazione è una sorta di servizio "collegato" gratuito. Va da sé che la promozione è affidata quasi completamente all'autore stesso.
 
In questo panorama, Smashwords è stato certamente un sito innovativo che in pochi anni ha davvero cambiato il mercato degli e-book aprendolo anche ai "privati" e che ha fatto scuola: dimostrazione ne è la proliferazione di servizi del tutto analoghi che ultimamente si sono affacciati alla rete e la contemporanea "marginalizzazione" - o quasi - delle esperienze precedenti.  Basti pensare che, dai 140 libri a catalogo del 2008, anno della sua nascita, conta oggi circa 285.000 libri ed oltre 60.000 autori, con una media di opere pubblicate che aumenta al ritmo di 250-300 al giorno.

Brevemente, elenchiamo nel seguito alcuni dei pro e dei contro (molto legati questi agli scopi che l'autore si pone) relativi all'uso di questa piattaforma:

PRO

- completamente gratuito: grande libertà, anche nella determinazione del prezzo di copertina;
- nessuna limitazione di dimensione o di genere per le opere pubblicate (io per esempio ci ho pubblicato tre racconti e quattro romanzi di genere molto diverso tra loro);
- gestione dell'account e delle operazioni di pubblicazione intuitivo e semplice;
- preparazione (formattazione) del testo relativamente semplice:
pubblicazione automatica praticamente in tutti i formati più diffusi (.epub, .modi, .pdf, ecc.);
- ISBN gratuito;
- nessuna restrizione di fatto alla pubblicazione contemporanea su altri siti (anche se teoricamente "sconsigliata" dallo staff);
- diffusione del libro attraverso molti distributori (Smashwords, iTunes, Kobo - e di conseguenza inMondadori che con Kobo ha recentemente raggiunto un accordo commerciale - Barnes&Nobles, Sony, Diesel, oltre a varie librerie). Al momento non vi è più accordo con Amazon che ha lanciato il suo sistema di autopubblicaizone (KDP-Self Publishing);
- ottime percentuali sul venduto (in media 60-70%, con punte dell'80%);
- pagamenti trimestrali;
- possibilità di esenzione dalla tassazione americana dietro presentazione di documentazione IRS;
- servizio di assistenza funzionante (normalmente ti rispondono - in inglese - dopo 4/5 giorni dalla richiesta).

 
CONTRO
- servizio di assistenza solo in inglese (ricordiamo che il sito è americano);
- visibilità del libro sulla home page sempre più scarsa a causa dell'elevatissimo numero di pubblicazioni giornaliere;
- difficoltà di ricerca di testi in una lingua particolare (es. italiano);
- e-book generati automaticamente con alcune limitazioni sulla libertà di impaginazione (recentissimamente è stata però introdotta la possibilità di mettere in rete direttamente degli .epub fatti "in proprio");
- prezzi solo in dollari americani;
-  necessità di un conto Paypal;
- promozione di fatto affidata all'intraprendenza dei singoli;
- attualmente non distribuisce sui canali più diffusi in Italia (Amazon, isb, ecc.).
Molti dei contro sono assolutamente relativi agli obiettivi che uno si prefigge: se un autore spera di pubblicare il suo primo libro su Smashwords, di vendere migliaia di copie e far un mucchio di soldi in poco tempo, allora probabilmente ha sbagliato strada.

Per cercare di ovviare al problema della scarsa visibilità e della difficoltà di trovare i testi in italiano all'interno dello sterminato catalogo di Smashwords mi sono impegnata in un'operazione di paziente ricerca e catalogazione dei testi presenti sul portale: il risultato è un elenco di tutte le opere pubblicate da autori italiani, oriundi o "assimilabili" (ad es. svizzeri, ecc.) in italiano su Smashwords dal 2008 ad oggi (parliamo, ad oggi, di circa 700 libri), siano essi gratuiti o a pagamento. Per scelta personale, le uniche opere che non ho voluto inserire nella lista sono quelle ad argomentazione dichiaratamente pornografica.
 
L'elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo autore. Allo stesso modo, le opere di ogni autore sono ordinate alfabeticamente, e non secondo data di pubblicazione (peraltro indicata). La decisione di adottare un tale sistema di catalogazione è derivata dalla scelta di puntare l'attenzione sugli autori più che sulle singole opere, così che l'utente, scorrendo gli elenchi alla ricerca di qualche libro di proprio interesse, possa scoprire nuovi autori ed essere stimolato da opere che magari, in una lista ordinata per genere, non avrebbe mai incontrato.
 
L'elenco viene aggiornato in genere due/tre volte alla settimana. Per ogni opera vengono riportati vari dati generali (copertina, data di pubblicazione, prezzo, ISBN, ecc.) e una breve presentazione. Tramite dei link dedicati si può accedere direttamente alla pagina Smashwords di ogni autore e di ogni opera, da cui si può prelevare parte della stessa, acquistarne una copia e così via.

All'elenco si accede dalla sezione libri del sito www.lacasadifrancesca.it o direttamente dall'indirizzo www.lacasadifrancesca.it/libri/ebook.htm. È stato creato anche un account di posta dedicato dove raccogliere consigli e segnalazioni da parte di autori e lettori e che si può utilizzare per qualsiasi richiesta o curiosità abbiate in relazione a questa iniziativa. L'indirizzo è: ebook@lacasadifrancesca.it
 
Spero che le informazioni possano esservi di qualche utilità. Per qualsiasi dubbio o curiosità potete contattarmi all'indirizzo mail riportato sopra.
 



FRANCESCA VERGINELLA scrive dall'età di 19 anni e il suo primo romanzo è stato un fantasy, poi sono venuti i racconti e altri romanzi, che si ispirano alla vita contemporanea.
Dopo aver partecipato a qualche concorso letterario e cercato il contatto con varie case editrici, anche passando tramite agenzie letterarie, ha imparato un paio di cose sull'editoria che l'hanno spinta a rinunciare a intraprendere questa strada. Poi ha letto di Smashwords su un giornale e ora si trova lì, anche grazie al marito (perché, come dice, lei e i computer vengono da due universi diversi, paralleli, che mai si incontreranno).

Potete conoscerla meglio nel suo sito.
I suoi libri sono in vendita su Smashwords e su Amazon.

Grazie mille a Francesca per il suo contributo!








 
Di Carla (del 02/03/2013 @ 06:04:45, in Scrittura & Lettura, linkato 2993 volte)

 Meraviglia senza tempo
 
È sorprendente che questo libro sia stato scritto più di quarant’anni fa. Nel leggerlo all’inizio non me n’ero affatto resa conto. Certo, vedevo che la storia era ambientata negli anni ’70, ma lì per lì non ci avevo fatto caso. Tutto ciò è significativo, in quanto se si legge un thriller tecnologico così datato ci si aspetta comunque di percepire una certa ingenuità e un’atmosfera ben diversa dai romanzi recenti, proprio perché nel tempo cambia sia il modo di scrivere che il pubblico. I lettori di adesso sono molto più preparati e smaliziati di quelli del 1972, perciò che un libro di questo tipo riesca a stupirli è segno senza dubbio che si tratta di un gran bel libro.
Il fatto che sia uno dei primi lavori di Crichton comunque si nota. Col tempo è sicuramente migliorato nello stile, ma già allora, come avevo avuto modo di constatare in “Andromeda”, si poteva scorgere il suo genio.
La trama ha a che fare col trattamento di malattie mentali tramite tecniche avanzate di manipolazione del cervello per mezzo del suo collegamento a un computer, rendendo appunto l’uomo nient’altro che un terminale. Come sempre nei libri di questo autore è la scienza a farla da padrona. I personaggi passano in secondo piano, ma poco importa, perché il lettore viene catturato da tutto il resto, sebbene appunto si tratti di una fantascienza (è proprio il caso di dirlo) vecchia di decenni. La meraviglia durante la lettura è però intatta, come pure la sensazione a fine romanzo che questo sia riuscito a insegnarci qualcosa e non sia stato solo un passatempo.
Il finale non è forse imprevedibile, come pure lo sviluppo generale dell’intreccio, ma tiene testa alla grande ad altri romanzi dello stesso genere scritti molto più recentemente.
Come sempre, di fronte a Crichton, non posso che inchinarmi.
 
 
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Di Carla (del 27/02/2013 @ 08:53:54, in Scrittura & Lettura, linkato 1264 volte)
Al termine del secondo episodio, “Abitanti di Marte”, potevate pensare che fossimo arrivati a metà della storia. In realtà il vero giro di boa della serie si raggiungerà all’interno di “Nemico invisibile”, che per lunghezza è superiore ai primi due episodi messi insieme e in cui il cuore stesso della storia prende vita, fornendo al lettore quasi tutte le risposte.
 
Ho lavorato per due mesi alla prima stesura. Il risultato è stato oltre 73 mila parole, più della metà delle quali sono state scritte nelle ultime tre settimane. È stata a tutti gli effetti una maratona, ben più stressante del NaNoWriMo, perché sapevo di dover portare a termine l’episodio entro il 15 febbraio, indipendentemente dal numero di parole finale. È stata un’esperienza più intensa rispetto alle prime stesure di “Punto di non ritorno” e di “Abitanti di Marte”, anche perché all’interno di “Nemico invisibile” succedono davvero tante cose.
La maggior parte del libro è di nuovo raccontato in prima persona e al presente da Anna. Si ha quindi l’impressione di seguire in tempo reale ciò che le accade e ciò che le passa per la testa. Vi assicuro che per me, che l’ho scritto, è stata veramente un’impresa. Anna è un personaggio pesante sotto vari aspetti. È lunatica, egoista, insicura, un po’ (?) pazza. Pensa mille cose e poi d’istinto ne fa un’altra a cui non aveva pensato prima. È una vera antieroina, un essere imperfetto e di conseguenza molto umano, anche se in maniera molto estremizzata (d’altronde si tratta di finzione, non realtà). Stare nella sua testa è stata un’esperienza faticosa. Un’esperienza che non è ancora finita, ma che in questo episodio raggiunge forse gli apici più elevati. Allo stesso tempo è stato qualcosa di esaltante.
 
Nemico invisibile” riprende più o meno dal punto in cui termina “Abitanti di Marte”. In realtà in apertura di episodio c’è un flashback, che inizia a chiarire qualcosa che non è stato mostrato precedentemente, ma poi si riprende da Anna e dalle sue avventure. Ne saranno felici coloro che si sono dispiaciuti del fatto che in “Abitanti di Marte” la parte in tempo reale fosse abbastanza ridotta. Be’, adesso avranno le loro risposte o almeno buona parte di esse.
 
Come dicevo, nel libro succedono tante cose. C’è molta azione. Vi sono alcune scene molto lunghe (una raggiunge ben 6400 parole) in cui gli eventi si susseguono senza soluzione di continuità. Addirittura vedremo Anna compiere qualche azione quasi eroica, anche se non del tutto disinteressata, e sebbene vedrete ciò che accade direttamente dai suoi occhi e le sue parole, credo proprio che non riuscirete a prevedere gran parte delle sue azioni. Ci sono anche alcuni dialoghi dei quali sono fiera, perché rappresentano dei punti importanti nel portare avanti la trama e altri perché a mio parere sono veramente divertenti. E poi avrete l’opportunità di sperimentare Marte non solo sulla sua superficie, ma anche nella sua aria e persino dallo spazio.
 
Non c’è però solo Anna in questo libro, neppure nella parte marziana, dove avranno ampio spazio almeno altri due personaggi fondamentali. Uno ve lo troverete in copertina, anche se apparentemente è presente solo in poche scene. Un altro è una vecchia conoscenza, che ha già avuto un ruolo importante in “Abitanti di Marte” e qui darà davvero il meglio di sé (indovinate?).
 
Ma non c’è neppure soltanto Marte. Una parte della storia si svolge in parallelo sulla Terra, ancora una volta raccontata in terza persona e al passato (a voler simboleggiare la dilazione temporale delle comunicazioni tra i due pianeti). Quest’ultima non è affatto di contorno. Avvengono dei fatti importanti, che si intrecciano agli eventi marziani e gettano i presupposti per gli eventi della puntata finale.
Insomma, tanta roba.
 
Lo so, sto dicendo tanto e non sto dicendo nulla. Non me ne volete, non voglio rovinarvi il divertimento.
Nei prossimi giorni mi dedicherò a una prima rilettura dopo questi dieci giorni in cui mi sono staccata completamente dal libro (anche geograficamente, visto che sono stata in vacanza). Poi ci sarà l’editing e spero davvero di poterlo pubblicare come promesso entro la fine di aprile. Farò del mio meglio. Il testo è lungo e ha bisogno di essere rivisto per bene.
 
Ammetto che durante questa pausa, per quanto mi sia staccata da “Nemico invisibile”, non sono riuscita a fare altrettanto dai suoi personaggi. Continuavano a ronzarmi in testa delle idee contrastanti, relative però all’episodio finale e in particolare al suo epilogo relativo al personaggio di Anna, che alla fine della storia si troverà a compiere una scelta. Noi sappiamo però che Anna non è molto brava nel scegliere e, se può, non sceglie affatto. Con questo spirito ho cercato di elaborare un finale che le si addicesse meglio. Penso di esserci riuscita, tant’è che durante il mio viaggio di ritorno mi sono messa a scrivere pagine di appunti con carta e penna (sì, in aeroporto!), per timore che le idee mi sfuggissero dalla testa.
 
Qualcosa però ve la posso svelare (si fa per dire). La fine di “Deserto rosso” non sarà una fine in senso stretto. Come sapete, esiste già un altro romanzo nella stessa timeline, che pubblicherò successivamente (“L’isola di Gaia”) e proprio nell’ultimo capitolo dell’episodio finale ci saranno dei richiami importanti a qualcosa che dovrà succedere nel futuro. Il capitolo finale comprenderà due parti. La prima, suddivisa in due scene successive, chiuderà, per questo libro, la storia di Anna. La seconda, più breve, sarà dedicata a un altro personaggio, che potrebbe aprire nuovi scenari. Entrambe lasceranno delle porte aperte al futuro, questo perché a mio parere le storie vere non finiscono affatto (a meno che i personaggi non muoiano, ovviamente), quindi perché mettere la parola fine?
 
In ogni caso, rimanete sintonizzati. Il vostro feedback su “Nemico invisibile” sarà senza dubbio fondamentale nel determinare con esattezza il modo in cui si concluderà l’episodio finale e magari potrà essere da spunto allo sviluppo di nuove storie nella stessa timeline.
 
Di Carla (del 14/02/2013 @ 01:13:09, in Scrittura & Lettura, linkato 2734 volte)

 Un giretto in orbita
 
 Se amate aerei, navette spaziali, stazioni orbitanti e vi piacciono le storie che hanno a che fare con la NASA, dovete leggere questo libro.
Lo comprai semplicemente perché mi piacque la copertina e il titolo. Quella specie di aereo, che poi scoprii essere uno spaceplane (un aereo che funziona sia nell’atmosfera che nello spazio), sperduto in orbita, che aveva tutta l’aria di essere nei guai, mi fece subito presagire una storia interessante. E non sono stata delusa.
La trama di questo tecno-thriller è intrigante. È ambientata in un prossimo futuro in cui vengono usati degli spaceplane per viaggiare tra due punti agli antipodi della Terra. Questi velivoli, chiamati clipper, hanno una propulsione tale da portarli quasi in orbita, disegnando una traiettoria parabolica, per poi scendere verso la destinazione finale, che viene raggiunta in un paio d’ore. Durante il viaggio, molto costoso, i passeggeri provano per un breve periodo di tempo, in cui il clipper si trova in caduta libera, la sensazione di assenza di gravità.
L’autore, Patrick Chiles, è un pilota, ha fatto diversi lavori nel campo dell’aviazione ed ha scritto numerosi articoli in riviste che si occupano anche di voli spaziali. Insomma si tratta di un esperto, sia della parte tecnica che di quella umana riguardante il volo e lo spazio. Leggendo il suo libro, tutto questo appare evidente. Il ritmo della storia è avvincente, i dialoghi sono ben orchestrati e ti danno l’impressione di trovarti lì sul clipper o il controllo missione o sulla stazione orbitante. Nuove emozioni sono sempre dietro l’angolo, rendendo la lettura davvero molto divertente oltre che istruttiva. Questa è caratterizzata da un buon equilibro tra la parte tecnica e quella romanzata, che ne assicura la credibilità. È un peccato che libri del genere non arrivino al mercato italiano, perché ce ne sarebbe davvero bisogno. Questo libro è uno dei tanti esempi di prodotti di gran valore scritti da autori indipendenti.
Se dovessi definirlo con una parola, sarebbe entusiasmante, sotto tutti i punti di vista. Leggetelo.
 
Perigee (Kindle e brossura) su Amazon.it.
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Questo libro è in inglese!
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 12/02/2013 @ 23:45:48, in Scrittura & Lettura, linkato 3326 volte)


 La vita “pensata” è meglio di quella reale?

Ho avuto un impatto non felicissimo con il cyberpunk. È successo un paio d'anni fa quando ho letto per la prima volta un libro di William Gibson (“Luce virtuale”). Ciò che allora mi aveva però lasciata perplessa non era tanto l'argomento in sé, ma il modo farraginoso in cui era stato presentato all'interno del libro.
Fortunatamente, pur avendo deciso di mettere da parte la lettura di altri libri di Gibson, non ho fatto altrettanto con questo sottogenere della fantascienza, le cui premesse mi affascinano. La possibilità di esistere, di avere coscienza di sé, di vivere una vita “pensata” come creatura digitale all'interno di una realtà virtuale è qualcosa che non è semplicissima da concepire, ma che contiene in sé delle implicazioni di grande interesse.
Se la nostra coscienza non è altro che il risultato di reazioni chimiche ed elettricità, dal punto di vista concettuale immaginare una coscienza digitale non appare una cosa assurda. E all'interno di questo romanzo Marco Santini prova a delineare uno scenario futuro in cui questa pratica rappresenti la normalità fino a fare di questo popolo virtuale quasi una minaccia per quello reale, limitato dal proprio corpo. Il bello infatti di essere digitali è il non avere limiti. Si possono creare mondi virtuali in cui vivere, ma allo stesso tempo si può scaricare la propria coscienza in androidi che vivano nel mondo reale, inoltre si può esistere per sempre e viaggiare nello spazio senza preoccuparsi delle distanze, visto che il tempo non è un nemico. Questa assenza di limiti permette all'autore, dotato di grande fantasia, di creare una storia intricata e avvincente. A dire la verità all'interno di questo libro c’è materiale per ben più di un semplice romanzo. Santini avrebbe potuto farne una trilogia o addirittura un ciclo di romanzi, permettendo al lettore di divertirsi più a lungo e allo stesso tempo di approfondire un tema non sempre facile da comprendere.
In ogni caso il risultato è più che buono. Si tratta di una lettura piacevole, con aspetti controversi, ma che offrono numerosi spunti di riflessione. E tutto questo a costo zero, visto che nella versione ebook il libro è addirittura gratuito. Sempre in questa versione inoltre l’autore sfrutta al meglio le potenzialità del digitale aggiornando periodicamente il testo. Se volete immaginare un futuro lontano che sia completamente diverso dal presente in cui viviamo, “Il progetto Alfa Centauri” può darvi ciò che cercate.
 
La copertina sopra riportata è quella della versione in brossura.
 
 
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Di Carla (del 06/02/2013 @ 21:23:27, in Scrittura & Lettura, linkato 3841 volte)

 Un esercizio di speculazione scientifica a tratti eccessivo
 
 
La trilogia di Marte di Kim Stanley Robinson è senza dubbio un must per chiunque ami leggere o scrivere di questo pianeta. Di certo è un’opera immensa sotto molteplici punti di vista.
Questo primo libro si concentra sulla prima colonizzazione del pianeta immaginata in un futuro molto prossimo rispetto al presente, mentre il libro è stato scritto nel 1993. Continua poi in un arco di tempo di alcuni decenni descrivendo l’inizio di un progetto di terraformazione.
Da una parte si nota il solito ottimismo di questo tipo di fantascienza nell’immaginare un evento di proporzioni titaniche in tempi relativamente brevi, che verrà di certo sbugiardato dalla realtà dei fatti. Al di là di questo, si può difficilmente definire questo libro un romanzo. Certo, ci sono dei personaggi con le loro storie, legate le une con le altre, ma dal punto di vista strettamente narrativo appare più come una serie di episodi, mostrati da punti di vista diversi, offrendoci così una narrazione corale, in cui non esiste un vero protagonista se non lo stesso Marte.
Le singole storie, però, appaiono essere solo un pretesto per il tentativo dell’autore di immergersi in altri campi, per lo più scientifici, sebbene tenda spesso a sfociare nella sociologia, nella politica e persino nella psicologia. Il risultato è un libro che tende più a sembrare un trattato speculativo che un vero romanzo. Ne soffrono un po’ i personaggi, che finiscono ai margini. La maggior parte di loro non fa molto per farsi amare. Ammetto che ho avuto difficoltà ad affezionarmici. L’unico che mi è veramente piaciuto è Frank, forse perché l’ho trovato il più umano, con i suoi pregi e soprattutto con i suoi difetti. Peccato che sia stato poi colpito dal karma di certe storie americane un po’ troppo politically correct, secondo cui, se fai qualcosa di riprovevole, alla fine in qualche modo devi pagare.
Il libro è comunque per larga parte interessante, soprattutto se quello che cerchi è un approfondimento pseudoscientifico. Alla base della speculazione c’è una scienza molto accurata, frutto di notevoli ricerche. Forse il difetto peggiore di questo libro è proprio l’aver voluto eccedere in questo senso, soffermandosi troppo su aspetti puramente tecnici a scapito della finzione.
In alcune parti mi sono annoiata e ho saltato a pie’ pari delle pagine. Non me ne pento. A un certo punto, nella parte raccontata dallo psicologo della spedizione, l’autore parte per la tangente con una noiosissima e inutile disquisizione psicologica. Quando l’ambito trattato era più puramente scientifico, ho letto con maggiore interesse.
Una cosa che stride è il voler essere ossessivamente accurato dal punto di vista scientifico per poi espandesi senza limiti nella parte speculativa, arrivando a mio parere a eccedere.
Il finale scade nel catastrofismo, argomento che non sopporto e non solo nella narrativa, lasciandoti con l’amaro in bocca, poiché il mood della storia parte da una base ottimistica per poi arrivare in un crescendo di drammaticità a un epilogo eccessivo.
Dovendo dare un giudizio complessivo, è senza dubbio un libro notevole, ma non una lettura facile, vista la sua complessità e soprattutto lunghezza. Di certo, però, ti lascia qualcosa.
 
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