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 Il mare de La Pelosa a Stintino... di Carla
 

"Sei proprio un mistero impenetrabile, piccola Anna."
Deserto rosso - Abitanti di Marte




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\\ Blog Home : Storico : Scrittura &amp; Lettura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Guest blogger (del 31/05/2013 @ 01:24:15, in Scrittura & Lettura, linkato 3243 volte)


Eccovi un nuovo guest post. Questa volta a essere ospitata sul mio blog è l'autrice di fantascienza Theresa Snyder, che in questo articolo analizza ciò che permette di creare un buon personaggio e come fare ad averne uno anche nelle storie di fantascienza.

Lo scorso fine settimana ho visto ancora una volta un altro di quei film sensazionali di fantascienza con personaggi non molto brillanti. La fantascienza sembra essere la casa dei personaggi poco sviluppati con ambientazioni esagerate sia nei libri che nei film. La tecnologia non può prendere il posto dell'abile sviluppo del personaggio.
I personaggi sono l'anima di ogni storia. Hanno bisogno di essere vivi, facilmente riconoscibili.
Vediamo qualche buon esempio:
Ne Il gioco di Ender di Orson Scott Card il lettore sente l'isolamento di Ender. Sperimenta la sua solitudine come ogni persona successiva che egli impara ad amare viene strappata dalla sua vita.
In Born of Night di Sherrilyn Kenyon il lettore è costretto a rivivere il difficile passato di Nykyrian insieme a lui affinché lui possa compiere la sua missione. Il lettore vuole che lui ci riesca. Il lettore desidera la sua redenzione.
Han Solo nella saga di Star Wars si distingue come personaggio cinematografico ben sviluppato. Sembra fatto di carne e ossa - il furfante che si riscatta a dispetto del suo passato.
Prendete un romanzo, un qualsiasi romanzo, o un film. Se l'avete amato, quell'amore è basato sulla capacità dell'autore di avvolgervi nella vita dei suoi personaggi. Dei personaggi che sembrano vivi sono l'anima di una grande storia. Ma cosa permette a un personaggio di prendere vita? Cosa fa sentire il pubblico coinvolto e lo costringe a continuare a leggere o guardare un altro sequel?
Se cercate su internet, si trovano liste di regole per lo sviluppo del personaggio. Queste sono quelle che mi fanno continuare a leggere o sborsare cifre esorbitanti per i blockbuster. Come scrittrice queste sono quelle cui cerco di attenermi con i miei personaggi:
  1. Descrizione fisica. Non deve essere condensata in un paio di frasi in cui il personaggio viene introdotto. Può essere distribuita in vari pezzi per collegare insieme e riempire gli spazi vuoti con la vostra immaginazione. Il trono di spade dell' autore George R.R. Martin è caratterizzato da bellissime descrizioni fisiche.
  2. Maniere. Un personaggio prende vita se fa scorrere le mani tra i capelli per la frustrazione o si morde il labbro inferiore quando pensa, o ancora mastica una matita, o sgranocchia cioccolatini. Ciò rende il personaggio vivo. Quanto era raccapricciante il Joker di Heath Ledger in Il Cavaliere Oscuro con l'incessante movimento della sua lingua?
  3. Interazione. Vedere il personaggio attraverso gli occhi di qualcuno, o qualcosa. Che cosa ci dice l'amore per un cane del personaggio di Will Smith in Io Sono Leggenda? Sebbene Chris Hemsworth avesse una piccola parte nel ruolo di George Kirk in Star Trek,abbiamo sentito il suo sacrificio e la sua nostalgia per la moglie incinta.
Dei dialoghi ben scritti ed efficaci sono un must. Non sarà possibile mettere giù il libro o perdere interesse in un film in cui i personaggi hanno delle battute cariche di energia. Pensate agli Avengers o a qualsiasi script di Joss Whedon. Il lavoro di un ensemble, sia sul palco, in un film o in un libro è una meraviglia per gli occhi, se ben scritto. Le persone che circondano i personaggi principali non possono essere solo oggetti di scena, hanno bisogno di funzionare al di fuori degli altri personaggi e mostrare al lettore uno scopo della loro presenza.
  1. Voce interiore. Sentire i pensieri del personaggio illumina il pubblico. Come vedono la situazione in cui si trovano. Come sentono di poterla risolvere. A volte queste sono le più forti indicazioni dell'anima di un personaggio. Rector nel romanzo steampunk di Cherie Priest The Inexplicables fornisce al lettore la comprensione nei suoi sentimenti conflittuali di tossicodipendente costretto a confrontarsi con le sue azioni a causa dell'influenza dei suoi nuovi compagni in una Seattle apocalittica.
  2. Conflitto. Questo è centrale sia per la trama che per il personaggio. Quando il personaggio ha bisogno di superare qualche ostacolo personale al fine di gettare alle spalle sia i propri demoni che portare a compimento la trama, ci troviamo di fronte a un esempio di grande scrittura. Mi viene in mente il personaggio di Katniss Everdeen nella trilogia di  Hunger Games di Suzanne Collins. Lei è costretta nel suo ruolo, ma poi deve ottenere il meglio dalla sua influenza in continua evoluzione sul suo mondo torturato.
  3. Reazione. Spesso le trame ci danno un'idea di dove ci stanno portando e noi ci andiamo volentieri. Ci sono così tante storie là fuori. Potremmo non esserne delusi se il personaggio reagisse in maniera adeguata. Se la storia ci ha dato due personaggi che sono coinvolti emotivamente e uno sta male - muore - viene portato lontano, vogliamo che il personaggio rimasto indietro senta la perdita. Lasciate che il personaggio pianga. Lasciatelo essere arrabbiato e fategli fare qualcosa di avventato. Non descrivetelo come un'insensibile figura stilizzata. E sempre a proposito di questo punto, non lasciate che un personaggio trascuri una soluzione che è davvero molto evidente per il pubblico dell'autore. I personaggi non dovrebbero essere stupidi.
Dopo tutto ciò che detto, devo confessare che è stato Oblivion a spingermi a parlare di come migliorare i personaggi. Il film è stato sensazionale dal punto di vista visivo. I personaggi, invece, erano piatti, ritagli di carta. Dov'è la Reazione (punto 6 sopra) di perdita quando Jack vede la suo compagna uccisa nella splendida casa nel cielo? Dove è la meraviglia di trovare sua moglie ancora in vita? È troppo chiedere un po' di rabbia al pensiero che è stato ingannato, manipolato, clonato?
Aspetto con ansia l'uscita dei blockbuster estivi di fantascienza. Seppellisco me stessa nei romanzi che sono meglio scritti e spero in un miglioramento da parte degli studios. Ma non rinuncio mai a cercare i personaggi che possano coinvolgermi - personaggi con un cuore.

 


 


THERESA SNYDER è un’autrice americana di romanzi di fantascienza e fantasy e talvolta di saggi. Recentemente ha pubblicato il Vol. 1 della sua serie “Star Traveler” su Kindle, The Helavite War. Gli altri cinque volumi della serie saranno pubblicati nei prossimi sei mesi. Ha scritto inoltre un saggio basato sugli anni passati a prendersi cura dei suoi genitori. Anche questo è disponibile nel Kindle Store di Amazon.
Attualmente passa il suo tempo libero contemplando altri mondi e personaggi unici.


Visitate il suo blog: http://theresasnyder.blogspot.com/
Potete trovare Theresa anche su Twitter: http://www.twitter.com/TheresaSnyder19

 
Di Carla (del 28/05/2013 @ 15:12:40, in Scrittura & Lettura, linkato 5319 volte)


Ce l'ha fatta! A forza di scrivere di lei, si è convinta di essere una persona reale e, per provarlo al mondo intero (e oltre), ha deciso di creare un profilo su Twitter.

Di chi sto parlando? Di Anna Persson, l'esobiologa e astronauta svedese protagonista di "Deserto rosso", che da poco più di una settimana è approdata nel noto social network cinguettante per entrare in contatto con i suoi lettori.
La potete trovare qui: www.twitter.com/AnnaPerssonDR

Ha già iniziato a raccogliere i primi follower, che a sua volta segue con attenzione. E i risultati si vedono. Non solo i lettori chiacchierano amabilmente con lei, ma è riuscita addirittura ad attirare l'attenzione di colleghi illustri, come l'astronauta italiano dell'ESA Luca Parmitano (@astro_luca), che stasera volerà sull'ISS e vi rimarrà per quasi sei mesi. Le chiacchiere con Parmitano sulle condizioni meteo marziane e sulle telefonate provenienti dal passato hanno scatenato l'invidia della sua creatrice (che sarei io).
Ma che ci volete fare... è impossibile resistere alla sfacciataggine e al fascino maledetto di un'antieroina che twitta da Marte!

E allora unitevi anche voi ai suoi follower. Non solo avrete modo di parlare con lei (proprio lei!), ma avrete uno sguardo privilegiato all'interno del romanzo e in particolare riguardo alla stesura della puntata finale, che sto scrivendo proprio in questo periodo.
Anna, dispettosa come sempre, ogni tanto si fa sfuggire qualche informazione, sebbene limitata (per fortuna) dai famigerati 140 caratteri.
Inoltre sarà ben felice di rispondere alle vostre domande, d'altronde non ha molto altro da fare, tranne quando scrivo o quando leggete la sua storia.
Ma badate bene: non aspettatevi che sia del tutto sincera né tanto meno gentile. Insomma, la conoscete, no?

Se poi volete porre qualche domanda che richiede una risposta più lunga, contattate la sua creatrice (sempre io), che provvederà a intervistarla per voi.

 

 
Di Carla (del 21/05/2013 @ 23:10:30, in Scrittura & Lettura, linkato 3483 volte)

 Una lettura veramente da nerd
 
Ogni tanto nel panorama indie italiano salta fuori una vera e propria chicca: questo è il caso di “8.23 volte l’anno” di Stefano Castelvetri. Scritto da un nerd per i nerd (come me), questo romanzo breve è davvero un piccolo gioiello. La storia è quella di una sorta di realtà alternativa (ma ne siamo davvero sicuri?) in cui da centinaia di anni ormai il mondo rischia di essere invaso in continuazione dagli alieni, anzi in media circa 8,23 volte l’anno. Per far fronte a questa situazione esistono delle squadre speciali che tengono d’occhio le apparizioni degli alieni sul nostro pianeta e respingono i loro attacchi, spesso maldestri. E il caso vuole, una volta tanto, che il centro di questa difesa contro gli extraterresti si trovi in Italia. Una sorta di Torchwood all’italiana, che affonda le proprie radici nella storia, raccontata in interessanti flashback, che ci viene mostrata come nella sceneggiatura di un film. L’autore invece di muoversi dal punto di vista di uno o più personaggi, utilizza una macchina da presa come narratore, descrivendone anche i movimenti nella scena. Come un film la storia si dipana davanti ai nostri occhi.
Il ritmo è molto rapido, proprio come in un film. Lo stile dell’autore è diretto, ma nella sua apparente semplicità ci mostra invece un’evidente competenza, sia tecnica che storica, e il linguaggio gradevole di chi sa maneggiare molto bene la nostra lingua, cosa spesso rara nell’editoria italiana, inclusa quella tradizionale.
La storia è avvincente e ironica, ma diverte proprio perché è colma di riferimenti ben noti ai nerd. Tutta la storia infatti gira intorno al cosiddetto meme fantasma e ammetto che, da quando l’ho letto, ho iniziato a guardare con sospetto le notifiche fantasma sui vari social network.
Insomma un prodotto indie italiano con una bella trama originale, ben scritto e divertente. Una lettura assolutamente consigliata a tutti i nerd.

Purtroppo il libro non è più disponbile.
Maggiori informazioni qui.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina

 
Di Carla (del 16/05/2013 @ 22:52:34, in Scrittura & Lettura, linkato 3332 volte)

 Classico senza tempo
 
Si fa veramente fatica a credere che questo libro di fantascienza sia stato scritto negli anni ’50. Spesso nei romanzi un po’ datati di questo genere si nota il cosiddetto effetto scadenza, che colpisce sia la trama ricca di elementi anacronistici, ma anche e soprattutto lo stile dell’autore (o del traduttore, in questo caso), in cui sono evidenti espressioni che non appartengono alla nostra lingua di tutti i giorni. In maniera del tutto sorprendente non ho notato nulla del genere ne “Gli invasati”. È una storia ambientata nel tempo in cui è stata scritta e racchiude tutte le caratteristiche dell’epoca, ma potrebbe essere stata scritta anche ieri.
Finney ci coinvolge in una trama ricca di mistero, raccontata dal punto di vista di un medico di una piccola cittadina della California dove la gente sta cambiando in maniera indefinibile. A metà strada tra l’horror e la fantascienza il romanzo trascina il lettore attraverso le sue pagine, trasmettendogli una costante sensazione di angoscia crescente, fino a fargli credere che i protagonisti non abbiano davvero alcuno scampo.
Unico aspetto riconoscibile di questo tipo di fantascienza classica è proprio il finale in cui la minaccia viene meno in maniera quasi casuale, fortuita. I protagonisti non sono veri artefici della loro vittoria, ma la subiscono con stupore. Un aspetto questo che è forse uno dei miei preferiti, perché lo ritengo estremamente realistico. Spesso nei romanzi contemporanei i protagonisti sono eroi, persone che, prima normali, riescono a prendere in mano la situazione e salvare il mondo contro nemici potentissimi. Una storia in cui la vittoria contro i cattivi sia dovuta a una rinuncia di questi ultimi o a un fattore esterno fortunoso restituisce ai protagonisti la loro normalità e permette a noi, normali lettori, di immedesimarci meglio nelle loro gioie e nelle loro paure.

L'invasione degli ultracorpi (brossura) su Amazon.it.
The Body Snatchers (Formato Kindle, inglese) su Amazon.it.
Body Snatchers (vari formati, inglese) su Amazon.com.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
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http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina

 
Di Carla (del 10/05/2013 @ 03:55:51, in Scrittura & Lettura, linkato 1677 volte)


Ho il piacere di mostrarvi il booktrailer di "Nemico invisibile", il terzo episodio di "Deserto rosso".
Ancora una volta realizzato da Fabio Delfino, questo piccolo filmato più dei precedenti richiude l'essenza stessa dell'intera serie.
Le immagini di Marte sono di NASA/JPL-Caltech e NASA/Goddard, che permettono l'uso del proprio materiale, se correttamente accreditato.
La copertina come pure la sceneggiatura del trailer sono firmate da me. Anche l'immagine originale di Marte della copertina è della NASA.
La musica invece nasce dalla fusione di due brani di Free Stock Music, da me poi remixati.

Il tema di questo trailer è questa volta lo stesso Marte, vero protagonista della serie, che in "Nemico invisibile" svelerà un inquietante segreto. Esso si trasformerà ben presto in una minaccia per Anna e chi è rimasto al suo fianco.
Riusciranno a scoprirlo in tempo e a salvarsi?

Come riportato anche nel video l'ebook è disponibile, a partire da 89 centesimi, su Amazon, Kobo, inMondadori, iTunes e Smashwords. Presto sarà anche su Google Play.

Vi auguro buona visione e, se vi piace, condividetelo con i vostri amici.

 
Di Carla (del 09/05/2013 @ 05:55:49, in Scrittura & Lettura, linkato 10237 volte)


 Scienza, avventura e ironia: una miscela perfetta

Nota: recensione aggiornata il 30 ottobre 2014.

Premetto che ho letto questo libro nella sua prima edizione in versione originale (nella prima metà del 2013), quando Andy Weir era un self-publisher, prima che venisse ripubblicato da un grosso editore e si parlasse di un film di Ridley Scott. Per questo motivo sto dando un giudizio al contenuto del libro e non all’edizione italiana, né tanto meno alla qualità della traduzione.
Dell’edizione della Newton Compton posso solo dire che non comprendo la necessità di tradurre “The Martian” in “L’uomo di Marte”. Credevano forse che scrivendo “Il marziano” la gente pensasse che ci fossero di mezzo gli omini verdi? Considerando che la fantascienza è un po’ la cenerentola della narrativa in Italia, la cosa non mi stupirebbe.
Comunque veniamo al libro, che è stato è senza dubbio il più bel libro di fantascienza scritto da un autore indipendente che avessi letto fino a quel momento. Me lo sono veramente goduto dall’inizio alla fine.
La storia è quella di un astronauta disperso su Marte, creduto morto e lasciato indietro dal resto dell’equipaggio. Ritrovatosi ferito e con pochi mezzi, Mark Watney deve trovare il modo di sopravvivere in un pianeta deserto e ostile.
Le parole con le quali si apre il romanzo (“I’m pretty much fucked. That’s my considered opinion. Fucked.”) ne delineano immediatamente il tono (da notare che la prima frase in italiano è stata pulita traducendola con un misero “Sono spacciato di brutto”). Ci troviamo di fronte all’ironia di un personaggio che non ha più niente da perdere e trova in sé, anche grazie alle sue conoscenze scientifiche, la forza di combattere per la propria sopravvivenza.
È proprio il tono ironico a fare la differenza rispetto alla similitudine millantata in copertina col film “Gravity”. Non è un libro drammatico, bensì un romanzo che da una parte fa sorridere e dall’altra ci parla di scienza. Come paragone mi viene piuttosto in mente MacGyver.
La storia, però, parte da un assunto non corretto proprio dal punto di vista scientifico, cioè che una tempesta di sabbia abbia costretto l’equipaggio ad abortire la missione. Ciò è impossibile visto che l’atmosfera marziana è così sottile che, anche in caso di venti fortissimi, questi non sono in grado di causare alcun danno, a parte coprire tutto di polvere. Ma questa è finzione, non realtà.
Grazie alla sospensione dell’incredulità la storia ha inizio e da quel momento in poi è un susseguirsi di trovate geniali. Mark si trova di volta in volta a dover affrontare nuove sfide e a trovare soluzioni improbabili, ma non impossibili. Allo stesso tempo si segue l’azione sulla Terra, al controllo missione, dove all’inizio il protagonista è creduto morto. Anche qui l’ironia la fa da padrona. Più volte ho riso forte durante la lettura. Le battute di dialogo sono fulminanti. Lo stesso diario di Mark è a tratti esilarante, quasi come se il protagonista cercasse di affrontare la paura per la sua condizione, scherzandoci sopra, secondo una consuetudine tipica del film e delle serie TV americane.
Il risultato è un libro di hard sci-fi davvero bellissimo.
Leggendo le altre recensioni, ho scoperto che l’autore l’ha pubblicato a puntate e solo alla fine ha realizzato il romanzo intero. Devo dire che per come è strutturata la storia, con una serie di problemi che emergono e vengono risolti, ha effettivamente un taglio episodico, ma ammetto che durante la lettura non ci avevo fatto alcun caso.
A questo punto non mi resta che attendere il film, che sicuramente non mancherò di vedere, anche se proprio per questa sua natura una serie TV sarebbe stata più azzeccata, per non dover ridurre troppo le vicissitudini raccontante nel libro.
 
L'uomo di Marte (formato Kindle e copertina rigida) su Amazon.it.
The Martian (Kindle, brossura e audiolibro, edizione originale) su Amazon.it. 
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 30/04/2013 @ 20:14:23, in Scrittura & Lettura, linkato 2751 volte)

Marte non è stato sempre rosso.
Un tempo era ricoperto da oceani.
Era blu, ospitale, invitante.
Poi tutto è cambiato, ma qualcosa è rimasto... in attesa.

 
Chi ha ucciso Michelle?
Dove sono finiti Robert e Hassan?
Quale pericolo si cela nel pianeta rosso?

Anna ha scoperto la piccola comunità di Ophir, ma la sua gioia viene subito turbata dalla notizia che da un giorno ormai non si rilevano segni di vita nella Stazione Alfa.
Cosa è accaduto a Robert e, soprattutto, Hassan?
L'astio provato per quest'ultimo durante la fuga solitaria della donna si trasforma ben presto in preoccupazione. Una volta tornata alla sua vecchia base, però, si troverà ad affrontare pericoli inattesi.
Scoprire l'identità dell'assassino di Michelle sarà, infatti, solo il primo passo verso il confronto con un pericolo ben più grave e subdolo celato dal pianeta rosso.
Di chi potrà fidarsi Anna adesso?

"Nemico invisibile" è il terzo episodio del romanzo a puntate "Deserto rosso", che approda su Amazon, inMondadoriKobo, iTunes, Google Play e Smashwords.
È stata ancora una volta una lunga attesa, ma ne è valsa la pena. "Nemico invisibile" è infatti più lungo dei primi due episodi messi insieme, quindi è un vero e proprio romanzo (oltre 74.000 parole).
Dopo aver conosciuto meglio i personaggi nella puntata precedente, si entra nel vivo dell'azione. Gli eventi di "Nemico invisibile" si svolgono nel giro di pochissimi giorni, tra suspence e colpi di scena, in parallelo tra Marte e Terra.
Sul pianeta rosso la narrazione si svolgerà dal punto di vista di Anna, che, come nel primo episodio, ci accompagnerà in tempo reale nella sua avventura. Sulla Terra invece ci faremo guidare da Jan, Jamal Nichols e Kirsten, che ci mostreranno ciò che accade dietro le quinte, lontano dagli occhi della protagonista.
Avrete modo di approfondire ancora di più la conoscenza di tutti i personaggi, dei loro punti di forza e soprattutto delle loro debolezze.
E questa volta tutte le risposte verranno date.

Non vi ricordate "Abitanti di Marte"? Nessun problema, all'inizio dell'ebook c'è un riassunto cronologico dettagliato della puntata precedente.

Ecco la storia di "Nemico invisibile".
La gioia per il ritrovamento della piccola comunità, che abita la base di Ophir, viene presto infranta dalla notizia giunta da Houston della perdita dei contatti con la Stazione Alfa. Da ormai un giorno, infatti, al suo interno non è più rilevato alcun segno di vita.
Anna si rimette quindi in viaggio insieme a Jack alla volta del Lunae Planum, assalita dal timore per la sorte di Robert e Hassan, ma anche dai dubbi riguardo alle loro responsabilità nella morte del comandante della missione Isis e soprattutto di sua moglie.
Ritrovarsi ad affrontare l'assassino di Michelle sarà, però, solo il primo dei suoi problemi.
Divisa tra il desiderio di tornare sulla Terra e l'ambizione di vedere riconosciuti i propri meriti scientifici, Anna vedrà vacillare più volte le sue labili certezze, fino alla rivelazione di un pericolo ben più subdolo celato dal pianeta rosso: un nemico invisibile, il cui misterioso intento minaccia la sua stessa esistenza e quella dell'unica persona rimasta al suo fianco.

L'unico modo per scoprirlo è leggere "Deserto rosso - Nemico invisibile".

Lo potete acquistare su:
- Amazon a 89 centesimi di euro (è disponibile in tutti i siti Amazon), in formato per lettore Kindle o applicazione Kindle;
- inMondadori a 91 centesimi di euro, in formato .epub (senza DRM);
- Kobo a 91 centesimi di euro, in formato .epub (senza DRM);
- iTunes a 99 centesimi di euro, in formato .epub (senza DRM);
- Google Play a 97 centesimi di euro, in formato .epub (senza DRM);
- Smashwords a 1,19 dollari (l'equivalente di circa 91 eurocent), in .epub, .mobi, .pdf, .lrf e .pdb, cioè per qualsiasi lettore o computer;
- Barnes & Noble a 1,19 dollari (epub);
- Diesel eBooks Store a 1,19 dollari (epub);
- Sony Reader Store a 1,19 dollari (epub).

Venite sul pianeta rosso con Anna e scoprite chi è il nemico invisibile.
Ma ricordate: anche su Marte le persone mentono...

Fai clic qui per guardare il booktrailer!

Non avete letto le puntate precedenti? Ho una sorpresa per voi: sono disponibili a partire da soli 76 centesimi (promozione solo su Amazon e Kobo/inMondadori)!
Fate clic sui titoli per tutte le opzioni di acquisto e maggiori informazioni sugli ebook:
"Deserto rosso - Punto di non ritorno";
"Deserto rosso - Abitanti di Marte".

 
Di Carla (del 27/04/2013 @ 03:14:51, in Scrittura & Lettura, linkato 2547 volte)

 Un’avventura al confine tra fantascienza e fantasy
 
Sono molteplici e diversi gli elementi che caratterizzano questo romanzo. C’è l’elemento fantascientifico, con una specie così superevoluta da esistere solo a livello di coscienza in una realtà virtuale, dopo aver lasciato indietro i propri corpi mortali. C’è elemento fantasy, rappresentato dai particolari poteri di questa specie aliena, così oltre la comprensione umana da apparire magici. Ma c’è anche un pizzico del cosiddetto romanzo di formazione, nella storia del giovane John, che si ritrova tra le mani un potere impensabile con le responsabilità che ciò ne consegue. In mezzo c’è lo spazio, quello che separa la nostra Terra da Valheel, la città virtuale che ospita le coscienze immortali dei Bruwnan.
Partendo da angoli diversi di questo eccezionale universo, Galloway tesse i fili di una storia di ampio respiro, misteriosa in principio, ma che diventa sempre più intrigante man mano che questi fili si uniscono nel formare l’intreccio. La ricca prosa dell’autore ci restituisce delle immagini vive persino delle ambientazioni innaturali di Valheel e con la stessa disinvoltura ci porta nella preistoria, nella Francia nel diciannovesimo e dell’inizio del ventesimo secolo, fino ad arrivare all’Inghilterra degli anni settanta, in mezzo agli studenti di una scuola superiore, afflitti dai loro quotidiani problemi da adolescenti. Di fronte a ciò il lettore si ritrova catturato tra le pagine, cercando di comprendere come tutti questi elementi possano incastrarsi e meravigliandosi per il modo in cui l’autore riesca infine a conciliarli con maestria verso l’emozionante finale, che lascia però col desiderio di sapere cosa succederà dopo.
“Amantarra” è il primo libro della trilogia de “L’ascensione di Valheel”, una perla indie del panorama britannico, del quale sto avendo il piacere di curare la traduzione in italiano. Sarà disponibile nella nostra lingua entro la fine dell’anno.
 
AGGIORNAMENTO
"Amantarra" è ora disponibile in italiano:
 
Amantarra (formato Kindle) su Amazon.it.
Amantarra (formato Kindle) su Amazon.com.
 
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Di Carla (del 24/04/2013 @ 08:26:47, in Scrittura & Lettura, linkato 2904 volte)

 Se solo avesse osato di più
 
Con questo libro scopro un altro interessante autore di fantascienza britannica, Alastair Reynolds. E che scoperta! Anche lui, come Hamilton, incarna il mio perfetto autore di libri di questo genere, poiché i suoi romanzi rientrano nella space opera ma ricchi di tecnologia quasi plausibile, parlano del futuro dell’umanità, sono belli lunghi e complessi, ma soprattutto veramente fantasiosi. Eh, sì, perché Reynolds ha davvero una fantasia fuori dall’ordinario. Non è da tutti concepire una storia come quella di “Century Rain”.
Provo definire i punti principali della trama senza dare troppe anticipazioni.
“Century Rain” è ambientato in un futuro in cui la Terra è stata distrutta dalla nanotecnologia. Sulla nanotecnologia che fa paura avevo letto da poco “Preda” di Crichton, qui però il tema principale è ben altro. Non amo affatto le storie post-apocalittiche, ma il cosiddetto nanocausto di cui parla questo libro è solo un dettaglio della trama e ne definisce l’ambientazione in cui si muove la storia.
Gli esseri umani sopravvissuti vivono in stazioni spaziali orbitanti intorno al pianeta. Tra questi c’è la protagonista, Verity Auger, un’archeologa esperta di Parigi, che adesso è solo una città fantasma. La Auger viene coinvolta in una missione molto particolare. Su Phobos (uno dei satelliti di Marte) è stato scoperto un tunnel spazio-temporale che collega due parti lontane della galassia. All’altra estremità hanno trovato una sfera enorme, al cui interno c’è una replica “funzionante” della Terra, come era nel 1959. Una specie aliena, non meglio definita, ha creato tante repliche del nostro pianeta, tra cui questa a cui si può accedere. Ma la linea temporale in cui vivono ignari questi uomini è un po’ diversa da quella del vero ventesimo secolo.
Queste sono le premesse. La storia si trova da qualche parte tra space opera, hard sci-fi, thriller, spionaggio e viaggi nel tempo, sebbene non si viaggi veramente nel tempo. Il modo in cui è sviluppata è davvero intrigante, con personaggi ben delineati. Il libro è molto lungo, perché succedono tante cose, difficilmente prevedibili, e ciò lo rende molto divertente.
Eppure anche in questo caso mi sono fermata alle quattro stelline. Il motivo è semplice: nel finale l’autore, secondo me, non ha giocato bene le sue carte. Essendo britannico, mi sarei aspettata qualcosa di fuori dagli schemi e invece Reynolds pare essersi perso sul più bello. A parte il fatto che la storia d’amore tra i protagonisti si sviluppa in maniera troppo repentina e per niente credibile, forse a causa dello sguardo un po’ troppo freddo, ma soprattutto innaturale, dato alla protagonista da parte dell’autore (come spesso capita quando un autore uomo muove una protagonista donna), e che poi questa storia termina altrettanto repentinamente. Se anche la sua fine poteva essere giustificata da un inizio troppo veloce, due incongruenze messe insieme non generano però un evento realistico, anzi peggiorano le cose. Se infatti perdoni la prima, non riesci a fare lo stesso per la seconda.
Ma il peggio viene proprio alla fine. A questo proposito basti dire che i personaggi, dopo tutto quello che hanno passato, si ritrovano esattamente al punto di partenza. Lei pare non aver imparato nulla. Lui invece è cresciuto, ma di fatto si ritrova nella condizione in cui “viveva” all’inizio della storia. Nonostante la bella prosa e l’immagine poetica dell’ultima scena, sono purtroppo rimasta delusa. Un autore del genere, capace di concepire una storia del genere, avrebbe dovuto osare di più.
A discolpa dell’autore devo, però, dire che il finale è lasciato abbastanza aperto, permettendo ai lettori di immaginare come potrebbe continuare, magari con un epilogo migliore.
Nonostante tutto, quindi, ne consiglio vivamente la lettura agli amanti della fantascienza che allo stesso tempo non disdegnino qualche atmosfera vintage.
 
Questo libro è in lingua inglese!
 
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Di Carla (del 19/04/2013 @ 03:32:17, in Scrittura & Lettura, linkato 2618 volte)

 Space opera e ironia
 
Che carino questo “Dula di Marte”! Questa è stata la mia prima sensazione nell’iniziare a leggerlo ed è continuata per tutto il romanzo, che in realtà è il primo di una trilogia. Per qualche strano miracolo è approdato anche in Italia. In realtà la motivazione è semplice: è un romanzo di medie dimensioni. Questo però non è, a parer mio, di certo il suo pregio, anzi tutto il contrario.
Ma andiamo per ordine. In questo romanzo fa la sua apparizione la giovane eroina per caso Carmen Dula, che insieme alla famiglia si trasferisce su Marte. Con una neanche tanto sottile ironia Carmen ci racconta tutte le fasi della sua avventura, dal viaggio, alla scoperta del sesso e dell’amore, alla difficile vita della colonia fino al suo totalmente casuale incontro con i marziani. Accanto a numerosi aspetti molto hard sci-fi, tramite i quali Haldeman ci racconta tutti gli aspetti tecnici del viaggio e della vita sul pianeta rosso (non senza qualche imprecisione e volo pindarico), c’è la parte ironica e a tratti veramente surreale di questa ragazza che ti fa ridere a crepapelle mentre si trova più volte sul punto di morire. Si nota qualcosa di strano nella protagonista, come spesso capita quando un autore sceglie di narrare dal punto di vista di un protagonista di sesso diverso dal proprio, ma questo non fa altro che aumentare l’effetto comico e divertire il lettore.
Come dicevo, però, il libro è corto, cosa abbastanza inusuale per la space opera, soprattutto in un romanzo come questo che si dipana per un arco temporale abbastanza lungo. E così si alternano parti dal ritmo coinvolgente ad altre in cui la storia corre in avanti, quasi con l’avanzamento veloce, catapultando il lettore in una realtà completamente diversa e facendolo sentire orfano di quelle sensazioni provate nella parte precedente. Ciò dà al libro un che di episodico, con lo svantaggio che non tutti gli episodi hanno la stessa efficacia nel far immedesimare il lettore. In molte scene, soprattutto verso la fine, si ha la sensazione che l’autore abbia fretta di concludere col risultato che i sentimenti dei personaggi risultino poco credibili e le stesse azioni eroiche avvengano talmente in fretta da impedire al lettore di goderne.
Nel compenso si tratta comunque di una lettura veramente simpatica, che consiglio a chi ama quel tipo di fantascienza che non si prende troppo sul serio.
 
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