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 Ilheus (Brasile)... di Carla
 

"Tu ami essere un astronauta, fa parte della tua essenza."
Deserto rosso - Ritorno a casa




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\\ Blog Home : Storico : Scrittura &amp; Lettura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Per vent’anni aveva atteso invano che venisse fatta giustizia.
 
 
Londra, 1994. Una bambina di sette anni è testimone del massacro della sua famiglia. Unica sopravvissuta, viene tratta in salvo dalla scena del crimine da un giovane criminologo, Eric Shaw.
 
Vent’anni dopo, nel giugno 2014, Eric, ora detective e a capo di una squadra della polizia scientifica di Scotland Yard, si trova a indagare su alcuni insoliti omicidi che gli riportano alla mente quel vecchio caso, indirizzando i suoi sospetti su una persona a lui molto cara.
 
 
 
Cosa era rimasto di quella bambina nella donna che portava ancora oggi quegli stessi occhi?
 
 
 
In un gioco d’inganni in cui le informazioni in possesso del lettore e del protagonista non corrispondono, verrai catapultato nella Londra dei nostri giorni e ti chiederai quale sia veramente il confine tra il bene e il male.
O l’ha già oltrepassato?
 
 
“Tu hai creato la nuova me.”
 
 
Da oggi “Il mentore” è disponibile anche in edizione cartacea a soli 7,91 euro (268 pagine) su Amazon.
È in oltre scaricabile in ebook da Amazon, Kobo, inMondadori, laFeltrinelli, Google Play e iTunes a partire da 2,69 euro.
 
Conosci il detective Eric Shaw... e la sua allieva.
 
 
Avete letto bene il nome dell’autrice di questo post. Sono proprio io, Anna Persson. Sono riuscita a sgattaiolare da Twitter e insinuarmi nel blog della mia creatrice. E adesso sono qui che parlo con voi!
Spero che Carla non se la prenda (perché altrimenti chissà che mi fa capitare!), ma volevo festeggiare di persona (si fa per dire) questa ricorrenza. Sì, perché oggi è il secondo anniversario di “Deserto rosso.

Sono passati già due anni da quando la mia creatrice ha pubblicato il primo libro della serie “Deserto rosso - Punto di non ritorno”, abbandonandomi nel bel mezzo del deserto marziano col rischio di morire da un momento all’altro. E da quel giorno, il 7 giugno 2012, tanti di voi hanno letto la mia storia e hanno iniziato a viaggiare con me. Hanno vissuto con me e i miei amici (e nemici) quest’avventura tra il pianeta rosso e la nostra Terra. Insieme abbiamo combattuto contro una minaccia invisibile e siamo diventati parte di essa. Insieme ci siamo innamorati e abbiamo fatto innamorare. Insieme abbiamo fatto fuori un po’ di persone (pardon, personaggi). Alcuni se l’erano meritato, altri un po’ meno. Insieme abbiamo attraversato molti anni della mia vita da quel fatidico incontro a Bruxelles fino a quello a Londra, 18 anni dopo. Insieme abbiamo sognato, lottato, vinto e perso.
E siamo ancora qui, tanti. Voi siete tanti, perché “Deserto rosso” sta per raggiungere le 4000 copie vendute!
 
Grazie a questa serie di fantascienza la mia creatrice, Rita Carla Francesca Monticelli (dico tutti i nomi, perché ci tiene!), si è fatta conoscere un po’ nel panorama editoriale italiano. È stata indicata come una dei dieci migliori self-publisher italiani da Wired.it, è stata ospite del Salone Internazionale del Libro di Torino, ma soprattutto ha conosciuto voi, che avete condiviso il suo sogni, lettori, amici.
 
Ma il nostro viaggio non finisce qui.
In occasione del secondo anniversario, che è un po’ come se fosse il mio compleanno, Carla mi ha fatto due regali.
Il primo è il sito interamente dedicato a “Deserto rosso e il ciclo dell’Aurora”: www.desertorosso.net
Qui trovate raccolte tutte le informazioni sui libri della serie e su quelli del ciclo dell’Aurora che verranno pubblicati nei prossimi anni.
 
Dateci un’occhiata e subito noterete qualcosa di nuovo, nell’header. Oltre a me e i miei compagni d’avventura, c’è un nuovo personaggio. È questa tipa che vedete qui accanto.
Chi sarà mai?
Non posso svelarvi il suo nome, altrimenti la mia creatrice me la fa pagare (e sapete che ne è capace!), ma posso dirvi che si tratta della voce narrante de “L’isola di Gaia”, il prossimo libro del ciclo dell’Aurora che uscirà il 30 novembre 2014.
La sua identità fa parte del mistero di questo romanzo, che si inserisce nella stessa linea temporale di “Deserto rosso”, ma 35 anni dopo la sua fine. È una sorta di spin-off con nuovi personaggi, la cui storia però pian pianino mostrerà degli elementi che vi saranno familiari, per poi rivelarsi nel finale.
Ritroverete anche qualche vecchia conoscenza, anche se in brevi camei, ma la storia con un balzo in avanti nel tempo aprirà nuovi interessanti scenari, che poi si dipaneranno riunendo tutti i fili nei due libri successivi, “Ophir” (previsto per il 2016) e “Sirius” (previsto per il 2018), che cronologicamente però si inseriscono tra “Deserto rosso” e “L’isola di Gaia”.
Tutto questo in attesa del gran finale (quello vero), intitolato appunto “Aurora”, previsto per il 2020.
A quel punto dovrò dirvi addio, ma nel frattempo abbiamo ancora un bel po’ di strada da fare insieme.
 
Il secondo regalo che la mia creatrice mi sta facendo (manca poco) è la pubblicazione di “Deserto rosso” in inglese, col titolo “Red Desert”. Il primo libro “Point of No Return” uscirà il 30 giugno 2014. Gli altri seguiranno nei mesi successivi. Tutta la serie verrà pubblicata in meno di un anno.
In questo modo la mia storia potrà lasciare l’Italia ed essere conosciuta nel resto del mondo.
 
Prima che Carla si accorga di quello che sto facendo, concludo invitandomi a seguirmi su Twitter, dove spesso posto dei tweet sull’esplorazione di Marte, quella vera intendo, con informazioni sulle missioni della NASA, dell’ESA, dell’agenzia spaziale indiana che presto avrà una sonda in orbita intorno al pianeta rosso, su Mars One e altri progetti presenti e futuri di esplorazione e colonizzazione, e sulle attività di associazioni che promuovono questi progetti, come Mars Initiative, di cui la mia creatrice è rappresentante italiana, e la Mars Society (inclusa l’Italian Mars Society).
 
 
E ricordate: io so cosa devo fare.
E voi?

Be’, potreste farmi conoscere ai vostri amici e permettermi di vivere anche nei loro sogni.

 
Di Carla (del 04/06/2014 @ 23:16:37, in Scrittura & Lettura, linkato 3147 volte)
Più riguardo a Next


 Fantasia che potrebbe già essere realtà

È sempre più difficile recensire un libro di Michael Crichton, un po’ perché si rischia di ripetere sempre le stesse cose, un po’ perché ogni libro letto è uno in meno da leggere di questo compianto autore, nonostante continuino a uscire da chissà dove dei romanzi postumi.
“Next” è l’ultimo dei suoi romanzi pubblicato quando era ancora in vita e in esso si ritrova il tono di denuncia della sua opera precedente, “Stato di paura”. Al centro di tutto c’è la tematica scientifica dell’ingegneria genetica e di ciò che questa potrebbe portare in futuro, o anche solo già domani. Intorno a questo tema si muove un coro di personaggi, ognuno con la sua storia, un sottile filo conduttore li unisce, quello di una scienza in grado di modificare la natura a proprio uso e consumo. Accanto a tecnologie realmente esistenti Crichton pone altre che potrebbero esistere presto, o magari vengono già usate a nostra insaputa. Il confine tra le due è talmente difficile da discernere che nel leggere di oranghi parlanti o di tartarughe con loghi pubblicitari ci viene il dubbio che stia davvero accadendo, ci chiediamo cosa di tutto ciò sia veramente realizzabile con le attuali biotecnologie.
Se state cercando una lettura di puro intrattenimento, questo non è il libro per voi. Non lo è neppure se siete in cerca di grandi personaggi in cui immedesimarvi.
“Next” si legge per speculare sul futuro della scienza, e della legislazione a essa correlata, per imparare nuove nozioni e immaginare scenari affatto impossibili. Lo si chiude, alla fine, con la soddisfazione di esserne stati arricchiti e nel contempo con un senso di inquietudine, che nasce dal timore che ciò che abbiamo letto possa diventare reale e noi non potremmo far nulla per impedirlo.
 
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
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Di Carla (del 28/05/2014 @ 06:26:51, in Scrittura & Lettura, linkato 2572 volte)

 Stava per osare, ma poi non ce l’ha fatta neanche stavolta
 
Ho letto quasi tutti i libri di Nick Hornby. Lo trovo per certi versi geniale. È capace di prendere dei personaggi (quasi) normali in ambientazioni comuni e tirarne fuori delle storie che non avresti ma in alcun modo pensato. La sua è una fantasia che si muove fuori dagli schemi. Le situazioni che racconta sono inusuali ma plausibili. I suoi personaggi sono vivi nella nostra mente. E tutti ci fanno ridere, talvolta fino alle lacrime, per le cose fanno o che dicono.
Anche in questo “Juliet, Naked” (Tutta un'altra musica) Hornby tira fuori il meglio di sé. Racconta la storia di una rockstar dimenticata e della compagna di uno dei suoi pochi inossidabili fan (che rasenta l’ossessione). Due personaggi lontanissimi, non solo geograficamente, che grazie a internet entrano in contatto.
Il personaggio dell’ex rocker Tucker è così ben costruito, con tanto di pagina di Wikipedia, che ti viene quasi il dubbio che sia esistito davvero un musicista famoso con quel nome negli anni ’80. Nonostante l’assurdità oggettiva della storia, dovuta a un eccesso di eventi e personaggi inusuali, la sospensione dell’incredulità è totale.
Eppure anche questo romanzo di Hornby, come quasi tutti, sembra perdersi nel finale. Dopo aver ecceduto senza farsi tanti scrupoli per tutto il libro, non riesce a osare nel chiuderlo. Diversamente da altri romanzi in cui è caduto in una conclusione buonista, dove i personaggi tornano alla normalità, dopo la follia della storia, qui l’autore si lascia andare a un finale aperto. Questo di per sé non sarebbe affatto male. Io adoro i finali aperti, il problema di questo è che però Hornby non prova neppure a dare una vera indicazione della direzione verso cui, verosimilmente, la situazione si evolverà. Eccetto forse ancora una volta la conclusione scontata, da nulla di fatto. E mi sorge di nuovo il dubbio che si ripresenta ogni volta: non sarà forse che l’autore non sapeva proprio come finirla questa storia?
 

Tutta un'altra musica su Amazon.it.
Juliet, Naked su Amazon.it.
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Di Carla (del 21/05/2014 @ 20:34:57, in Scrittura & Lettura, linkato 3559 volte)

Vent’anni fa Eric l’aveva salvata.
Adesso chi avrebbe salvato lui?

È con questo slogan che vi presento il mio nuovo romanzo, "Il mentore". Ambientato nella Londra odierna, questo crime thriller da una parte strizza l'occhio ai vari CSI e simili, di cui da amante delle serie TV praticamente mi nutro, e dall'altra invece si concentra più sui personaggi, detective e criminologi che di solito si occupano dei casi rimanendo sullo sfondo, che sul caso vero è proprio.
In realtà è tutto un gioco di inganni.
Il confine tra crimine e investigazione si confonde
, in una storia il cui scopo non è tanto scoprire il colpevole bensì osservare come il protagonista, il detective Eric Shaw, caposquadra della polizia scientifica di Scotland Yard, decide di reagire alla sua scoperta.

In una Londra in cui il bene e il male si confondono, il lettore non può immaginare dove la storia lo condurrà. Le informazioni a disposizione del lettore e del protagonista non corrispondono. Il lettore sa da subito chi è il colpevole, ma non la sua identità nella storia. Al contrario il protagonista ne conosce l'identità (e non la rivela), ma non è certo della sua colpevolezza. O è meglio dire che non vuole esserne certo.

Con un matrimonio fallito alle spalle per via della sua eccessiva dedizione al lavoro, Eric si trova di fronte a un dilemma.
Cosa viene prima: la giustizia o l'amore per i suoi cari?
E se la ricerca della giustizia a tutti i costi non fosse altro che un'ossessione nata per occupare quel vuoto che adesso qualcuno potrebbe colmare?

Le risposte, forse, le troverete ne "Il mentore", disponibile su Amazon a soli 2,99 euro.
L'ebook è senza DRM, quindi può essere convertito in tutti gli altri formati.

È inoltre disponibile anche su GiuntiSmashwords , Kobo, inMondadori, laFeltrinelliGoogle Play, iTunes, Nook (tramite l'app per Windows 8.1) e Tolino (tramite l'ereader).

In cartaceo il libro è disponibile a 7,99 euro su: Amazon e Giunti.

Ecco la descrizione del libro.

Il quasi cinquantenne detective a capo di una squadra scientifica di Scotland Yard, Eric Shaw, si trova a investigare insieme alla detective Miriam Leroux sulla morte di un pregiudicato, ucciso con due colpi di pistola: uno al collo, in uno stile simile a quello di una inusuale esecuzione, ma preceduto da uno all’inguine, che sembra avere una connotazione più personale.
La sua attenzione sul lavoro è, però, spesso distratta dalla presenza di una criminologa della sua squadra, Adele Pennington, oltre vent’anni più giovane di lui, per la quale si rende conto di avere un interesse extra-professionale, peraltro non ricambiato.
Nel frattempo i dettagli di un delitto molto simile vengono descritti in uno dei tanti blog anonimi sulla rete, della cui esistenza la polizia londinese è completamente all’oscuro. L’autrice del blog si firma col nome Mina, come una delle vittime di un caso di Shaw di molti anni prima.

Non vi resta che immergevi in una Londra di inizio estate, dove cadavere dopo cadavere si consumerà una vendetta vecchia di vent'anni.
Chi è il vero cattivo: il carnefice o la vittima?

 
Di Carla (del 14/05/2014 @ 15:00:00, in Scrittura & Lettura, linkato 2585 volte)

 Affascinante, coinvolgente, amaro
 
Ammetto di essere affascinata dai libri che narrano di storie lontane da me, non solo dal punto di vista geografico, ma soprattutto da quello culturale. Questo romanzo di Tahmina Anam che racconta il Bangladesh degli anni ’80 (con qualche piccolo scorcio dei ’70) è uno di quei libri che finisce per attrarmi già dalla copertina e dalla promessa di una storia “esotica” che questa suggerisce. Solo durante la lettura ho scoperto che si trattava del secondo libro di una trilogia, ma si può apprezzare tranquillamente senza aver letto il precedente.
Come sempre, quando affronto tali storie, provo dei sentimenti contrastanti. C’è la tendenza a voler trovare al loro interno dei riferimenti che in qualche modo richiamino ciò che conosco. In questo senso mi sono subito immedesimata nel personaggio della protagonista, Maya, una donna moderna, vicina alla nostra idea occidentale di donna, nonostante venga raccontata in un Paese e in un tempo relativamente lontano (trent’anni sono tanti). Accanto a lei ci sono piccoli dettagli, come sua madre che guarda “Dallas” alla TV, esattamente come facevo io a quei tempi da bambina.
Il resto è per gran parte diverso, quasi alieno, a tratti inquietante. Il fratello diventato da ateo a fanatico religioso, dopo la guerra, chiusosi ostinatamente nel suo mondo arretrato, trascinandoci dentro suo figlio Zaid, fa arrabbiare. Il suo modo di essere sordo di fronte ai suoi cari sconvolge e incuriosisce, poiché porta a chiedersi perché sia diventato così e a voler trovare insieme alla protagonista ancora in lui un barlume dell’uomo che era stato prima. Il desiderio mai soddisfatto di comprendere cosa passi nella sua testa ci accompagna per gran parte del libro.
E poi ci sono le vicende personali e sentimentali di Maya che rappresentano alla fine l’unico aspetto confortante della storia una volta giunti alla sua conclusione.
Il tutto ci viene mostrato con una prosa evocativa e intensa, unita a un gioco di flashback che come le tessere di un puzzle ricostruiscono la storia di Maya e Soheil, sullo sfondo di un Paese lontano, difficile da comprendere e immaginare, in una realtà impietosa dove non c’è posto per un lieto fine, ma solo per la speranza.
Nonostante abbia letto questo libro con grande piacere, nonostante mi sia lasciata trasportare con estrema facilità dalle sue parole, e nonostante abbia deciso di dargli il massimo dei voti, di certo non leggerò quello precedente né il seguito. L’autrice è talmente brava nel farci vivere le sue storie che preferisco non andare avanti, poiché non riesco proprio a sopportare quel serpeggiante senso di amarezza che è rimasto in me nel leggerle.
 
The Good Muslim su Amazon.it.
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Questo libro è in lingua inglese!

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Di Carla (del 01/05/2014 @ 15:00:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1978 volte)

 Deliziosa novella paranormale
 
Cody è un mutaforma che vive in una dimensione parallela chiamata “The Realms” dove accanto agli esseri umani si trovano creature paranormali di ogni tipo. È finito laggiù dopo essere morto nel mondo reale ed è per sempre condannato ad avere l’aspetto di un adolescente, tranne quando muta in lupo. La sua non-vita subisce un drastico cambiamento quando conosce l’umana Simone e se ne innamora, ma lei non conosce il suo segreto.
Graziosa storia d’amore platonico rivolta a pubblico giovane ma godibile per i lettori di tutte le età che non hanno smesso di sognare. Theresa Snyder ha un’incredibile capacità di parlare al cuore del lettore e coinvolgerlo in qualsiasi storia scriva, indipendentemente dal genere.
Non mi capita spesso di leggere storie paranormali, ma da sempre sono attratta dal genere gotico e vederlo presentato in questa veste soft mi ha particolarmente divertito.

Shifting in The Realms su Amazon.it.
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Questo libro è in lingua inglese!

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Di Carla (del 29/04/2014 @ 15:00:00, in Scrittura & Lettura, linkato 2085 volte)

 Nazismo ed esoterismo
 
Novella molto particolare che miscela avventura con Nazismo esoterico. Quest’ultimo non è certo un tema nuovo, ma è sicuramente originale il modo in cui l’autore mescola storia e mitologia creando una storia ricca di avventura negli scenari mozzafiato della foresta amazzonica, dove personaggi tutt’altro che positivi (ex-SS e fascisti), alcuni dei quali affatto simpatici, sono impegnati in una ricerca misteriosa dai risvolti cruenti e horror.
Girola è bravo a costruire una trama complessa e ben documentata in un testo relativamente breve che si presta a una sessione unica di lettura. La lunghezza ridotta è uno degli aspetti vincenti di questo libro, che ne permettono la fruizione in breve tempo e con notevole soddisfazione anche a chi, come me, non ama le tematiche trattate e difficilmente avrebbe letto un lungo romanzo che vertesse su di esse. Nonostante ciò è stata una lettura molto piacevole che mi sento di consigliare caldamente, anche solo per provare qualcosa di diverso.
 
Aquila di Sangue su Amazon.it.
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Di Carla (del 17/04/2014 @ 19:07:22, in Scrittura & Lettura, linkato 1909 volte)


 Oltre l'apparenza

Deliziosa novella tra il giallo italiano e la commedia, impreziosita da un titolo accattivante. L'aspetto investigativo lascia molto spazio a quello più leggero delle caratterizzazione dei personaggi e della loro ironia. Situazioni di tutti i giorni raccontate con uno stile gradevole, le stesse situazioni in cui si può celare un delitto tanto tremendo quanto ordinario.
Forse non è difficile scoprire l'identità dell'assassino. I sospettati non sono tanti e, più per esclusione che per via delle prove che saltano fuori solo all'ultimo momento, si arriva a capire chi è il colpevole, ma il bello del libro è come questa semplice storia è stata confezionata, lasciandoti alla fine della lettura con il sorriso sulle labbra.

L'ebook purtroppo non è più disponibile per l'acquisto, ma potete trovare altri libri di Teresa Angelico su Amazon.it (e Amazon.com).

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Di Carla (del 14/04/2014 @ 19:35:57, in Scrittura & Lettura, linkato 4129 volte)


Finalmente qualcuno è riuscito a intervistare Anna Persson. Lok di Kuiper Belt (il sito purtroppo non esiste più) è stato il primo a strappare alla protagonista di "Deserto rosso" qualche confidenza che getta un po' di luce sul finale aperto della storia e a farsi rivelare alcuni retroscena interessanti. La povera Renee Anders sarà livida dalla rabbia nel sapere che un alieno come Lok è riuscito laddove lei ha fallito in passato.

E così Anna esce dal suo confinamento su Twitter e si accomoda davanti al suo intervistatore per raccontarci qualcosa di lei, di Hassan, della sua famiglia, del suo presente, lasciandoci presagire qualcosa del suo futuro.

Siccome il sito di Kuiper Belt non è più online, con il permesso di Lok ho riportato qui l'intera intervista.
Grazie ancora a Lok e buona lettura!

 


 

Buongiorno Anna, ben trovata. Una prima domanda per iniziare, come stai? Intendo dopo quella brutta storia di Melissa...
 
Ciao Lok! Be’, insomma, non lo so neppure io come sto. Fisicamente sto alla grande! Non ti pare? (Ride e sbatte le palpebre, civettuola. Poi il suo volto sembra rattristarsi.)
Ultimamente sto vivendo un periodo complicato. Sono passati nove anni, ma a volte mi sembra solo ieri che lei s’è andata.
Anche se per molto tempo ho rifiutato di ammetterlo, lei ha lasciato un vuoto che ho ancora difficoltà a colmare. È come se si fosse portata via una parte di me e io continuo a tenere una parte di lei. È l’unico modo in cui riesco a spiegarlo, ma è ancora molto lontano da ciò che provo. La cosa strana è che per certi versi mi sento più forte di prima, meno indecisa, più razionale, però mi rendo conto di aver perso una parte della mia incoscienza e non sono certa che sia un bene.
 
Partiamo dall'inizio del tuo viaggio. Una volta arrivata su Marte, il primo risveglio in quel pianeta rosso com'è stato?
 
(Sgrana gli occhi.) Oddio, il primo risveglio è stato in un letto che non era il mio. Il fatto di essere su Marte è stato l’ultimo dei miei pensieri. Ho odiato me stessa per aver varcato quella porta la notte prima e più tardi me la sono presa con la persona sbagliata. Ho riversato su di lui tutta la paura che sentivo. (Si contorce le mani, sembra sul punto di commuoversi.) A ripensarci adesso mi sento così stupida. (Sorride.) Ma ero davvero io? Mi sembrano i ricordi di un'altra persona.
 
La prima cosa che hai fatto appena arrivata su Marte?
 
Dopo essere entrati nella stazione, ci siamo aiutati a vicenda a toglierci le tute. Non stavo nella pelle al pensiero che finalmente ero lì, dentro la Stazione Alfa. Ero talmente agitata che non riuscivo a sganciare il casco. (Ride.) Robert mi ha dato una mano, altrimenti sarei ancora lì. (Ride più forte.) Appena l’ho tolto, ho inspirato profondamente l’aria della stazione. Aveva un bell’odore. Ricordo che ho pensato che ricordasse l’aria di montagna, pura e sottile. Ho indugiato un po’ più del dovuto e infatti gli altri si erano già liberati della tuta e stavano lasciando lo spogliatoio. Eh, no! Non volevo essere l’ultima. Ho finito di toglierla e mi sono messa a correre. Ah, che spasso correre su Marte! Avevo già sperimentato quella gravità nell’area fitness dell’Isis, ma farlo sul pianeta, lungo un corridoio, è stato fantastico. Un po’ meno quando ho sbagliato la “manovra” per entrare in sala riunioni e sono finita per terra. (Si porta le mani al volto.) Ho sollevato lo sguardo e indovina un po’? Hassan mi stava osservando. E se la rideva, il bastardo! (Adesso ha uno sguardo trasognato e sorride tra sé.) Ma ero talmente felice che mi sono messa a ridere anch’io. Insomma, era una situazione davvero buffa. Lui mi ha offerto una mano e io mi sono fatta aiutare ad alzarmi. Poi ho sentito il pop del tappo dello champagne e, quando mi sono voltata verso di lui, Hassan si era già spostato e stava armeggiando con l’impianto audio.
 
Se non foste riusciti a tornare sulla Terra, come sarebbe finita per voi? Sareste sopravvissuti a Melissa? O sareste diventati parte integrante di quell'entità?
 
Mi sono fatta tante volte delle domande del genere: “E se…?” Ma sai, il punto è che doveva andare così. Melissa voleva che tornassimo sulla Terra, era il suo piano sin dall’inizio. Noi eravamo delle pedine. Piuttosto le cose sarebbero potute andare diversamente, se quel giorno io non avessi proposto a Robert di andare a fare il campionamento in quel sito lontano. Non era affatto necessario. Non avremmo trovato il minerale blu. Tutte le volte che ci penso, mi sento responsabile per quello che gli è successo. (Scuote la testa, rattristata.) Il mio maledetto spirito di competizione, no, la mia gelosia. Oh, ero gelosa, ecco cos’era. Se non ci fossimo spinti tanto lontano, Robert non sarebbe entrato in contatto col virus. (Esita, sospira.) Be’, sarebbe successo comunque tramite i campioni d’acqua di Dennis e Michelle, ma le cose sarebbero andate in maniera diversa. Loro sarebbero ancora vivi adesso.
(Ha gli occhi lucidi. Si schiarisce la voce.) Tornando alla tua domanda, be’, in tal caso alcuni di noi sarebbero entrati di certo a far parte della collettività di Melissa, ma almeno due sarebbero tornati comunque con qualche scusa sulla Terra. Lei voleva andare lì.
 
Se potessi tornare su Marte?
 
(Accenna un sorriso nervoso.) In un certo senso è come se non fossi mai andata via. Ti mentirei se ti dicessi che non vorrei tornarci, ma allo stesso tempo sono atterrita dall’idea. Non tanto dall’idea di andare lì. È proprio il pensiero di essere sparata nello spazio che mi terrorizza. Lo so, non ha senso. Ho vissuto per molti mesi in un’astronave. Quando ho lasciato la Terra, il momento del lancio è stato fantastico. Nella mia totale incoscienza non avevo la minima paura. Adesso, ogni volta che c’è un lancio, non ho il coraggio di seguirlo in TV. Ci crederesti? Soprattutto se so che Hassan è là sopra…
 
Com'è la vita di Anna oggi?
 
(Di colpo sembra rallegrarsi.) Oh, una gran vita! (Il suo tono però è sarcastico.) No, sul serio, non posso lamentarmi. Lavoro ancora all’UCLA, gli studenti mi guardano con ammirazione. E, diciamolo, un po’ di curiosità. Lo so che si chiedono come faccio ad avere 44 anni. Se lo sapessero, altro che ammirazione! (Ride.) Comunque è una vita tranquilla, tutto sommato. (Storce gli occhi.) A volte un po’ troppo tranquilla.
Davvero, non è poi tanto interessante, te lo assicuro.
 
Se non vuoi parlare di Jan va bene, ma raccontaci di Hassan. Ormai siete ben più che amici ma tutto sommato vi vedete poco...
 
Amici? (Sorride e arrossisce un po’.) Io e Hassan non siamo mai stati amici, non veramente. Tanto meno lo siamo adesso. (Si rifà seria.) Per un po’ ci siamo visti poco, soprattutto nell’ultimo anno. Sai… (gesticola)… io e Jan stavamo cercando di avere un bambino.
Comunque… (scuote la testa, si morde il labbro inferiore). Dopo Londra, be’, abbiamo ripreso a vederci un po’ più spesso (fa l’occhiolino a Lok).

Abbiamo visto che il rapporto con Amina e la sua famiglia si è fatto sempre più forte, ma sembra quasi che tu non riesca ad essere parte di quella famiglia. Come vivi questo legame?

Ti dirò, all’inizio è stato strano, ma adesso non è affatto male. Questa cosa di avere una famiglia così numerosa è quasi piacevole. Purtroppo siamo abbastanza lontani. Amina la vedo spessissimo, visto che vive anche lei a Los Angeles, ma mio padre con Leila e i miei fratelli stanno ancora in Italia. Però parlo spesso con loro in videoconferenza, soprattutto con Ahmed. È stato quello che ha avuto più difficoltà di tutti ad accettarmi. Ci guardavamo a vicenda con sospetto (mima il concetto con lo sguardo e una smorfia), poi stranamente proprio la distanza ci ha avvicinato. Mentre di persona riuscivamo a stento a rimanere nella stessa stanza, sembrava più facile parlare stando ai due lati opposti dell’oceano. Eravamo entrambi molto curiosi e siamo diventati, diciamo, amici. Tuttora per me è strano pensare che ho anche due fratelli, a parte Amina. Ogni volta che ci penso, questa cosa mi stupisce. In senso positivo, intendo.
 

Rifaresti tutto?
C’è stato un momento che mi sono pentita di essere scappata col rover quella mattina, ma adesso, ripensandoci, vedendo come è andata e, soprattutto, pensando a ciò che potrebbe succedere in futuro (sorride), credo proprio che rifarei tutto.
Sono certa che il meglio deve ancora venire.

 
Scopri Deserto rosso e il ciclo dell'Aurora su: www.desertorosso.net.
 

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