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 Luna... di Carla
 

“Mi chiedo cosa si provi a possedere un corpo.”
Ophir. Codice vivente




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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 30/12/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 593 volte)

Come di consuetudine, alla fine di dicembre mi ritrovo a tirare le somme dell’anno appena trascorso e a pormi degli obiettivi per quello futuro.
Negli anni passati è stato relativamente semplice scrivere questo articolo, poiché molti dei progetti che avrei intrapreso dipendevano da fattori sotto il mio completo controllo. Già dall’anno scorso, però, ho dovuto limitare in parte i miei propositi, in quanto non sapevo se alcune cose che erano in ballo sarebbero andate in porto e quindi non ero in grado di programmare niente di specifico dopo il mese di maggio. Adesso per il 2018 sarà ancora più complicato per via del trascinarsi di alcune faccende in sospeso, una delle quali si è conclusa proprio all’inizio di dicembre, e quindi in questi prossimi mesi forse riuscirò a capire un po’ meglio in che direzione incanalare i miei sforzi. Vi sono però dei punti fermi: alcuni propositi su cui ho le idee chiare.
 
- ho completato la stesura di “Oltre il limite” (il libro finale della trilogia del detective Eric Shaw), ho fatto l’editing del libro e l’ho pubblicato il 21 maggio;
- mi sono fermata per circa un mese dopo il completamento della prima stesura di questo libro, ma non posso proprio dire di aver ricaricato del tutto le batterie, perché sono stata abbastanza presa da questioni familiari e persino di salute (mi è venuta l’allergia agli acari);
- ho cercato di impegnarmi per promuovere la trilogia del detective Eric Shaw tramite eventi offline, iniziando con una presentazione in piena regola a Carbonia a pochi giorni dall’uscita dell’ultimo libro. È stato un evento molto divertente e con un’ottima affluenza di pubblico. Purtroppo non ne sono seguiti degli altri, anche se ho ricevuto diverse proposte, poiché per motivi organizzativi e/o per mancanza di tempo da parte mia non si è riusciti ancora a concretizzarle. Ma confido che si riuscirà in futuro;
- ho dedicato un po’ di tempo a FantascientifiCast, anche se solo nella prima parte dell’anno. Nella seconda non è stato possibile semplicemente perché non ho seguito nessuna nuova serie di fantascienza in TV e ho visto davvero pochi film di questo genere al cinema. Anche nell’ambito della lettura ho avuto a che fare perlopiù con libri di fantascienza vecchi di decenni. Per fortuna nel 2018 uscirà la seconda serie di “Westworld” e del docudrama “Marte”, quindi potreste tornare ad ascoltarmi (Omar Serafini permettendo!);
- ho letto circa 52 libri (dico circa, perché sto scrivendo questo articolo con un certo anticipo, ma confido di raggiungere quella quota entro il 31 dicembre);
- fino a settembre sono riuscita a programmare in anticipo i post per questo blog (e anche per quello in inglese), poi ho effettivamente lasciato perdere (tranne che per questo post), perché al momento non è una delle mie priorità. Ho una serie di articoli in corso (quella su Marte) e diverse recensioni di libri che ho letto da scrivere, ma oltre a questo ho intenzione di scrivere sul blog solo quando sento di avere qualcosa di interessante da dire, senza sforzarmi a farlo per dovere;
- credo di essere riuscita a organizzare un po’ meglio il mio tempo lavorativo. La scorsa estate me la sono goduta abbastanza, grazie anche al clima particolarmente stabile che l’ha caratterizzata. Ho anche fatto un bel viaggio (una crociera in Danimarca e Norvegia). Nei mesi autunnali sono riuscita a dedicarmi ad alcune cose che mi interessavano (ve ne parlo più avanti) e a riprendere un certo ritmo di lavoro, dopo una lunga pausa dalla scrittura di cui avevo veramente bisogno;
- infine ho fatto un bilancio dei miei primi cinque anni da self-publisher. Si tratta ovviamente di un bilancio positivo, ma allo stesso tempo è accompagnato dalla consapevolezza che in questo lasso di tempo tante cose sono cambiate nel mercato editoriale e ciò richiede lo sviluppo di nuovi approcci.
 
Cosa non sono riuscita a fare?
Purtroppo nel 2017 non è stato possibile ripetere l’esperienza del corso a Varese, ma sapevo già che c’era il rischio di saltare almeno un anno. Speriamo di riuscirci nel 2018.
Inoltre non ho scritto tanto, ma questa è stata una mia scelta. Ho ripreso a scrivere, molto lentamente, a novembre, con la consapevolezza che da gennaio dovrò aumentare il ritmo.
 
Cos’altro ho fatto o mi è successo nel 2017?
Tanto per iniziare ho trovato una agente per gestire i diritti di traduzione di alcuni dei miei libri, in particolare della trilogia del detective Eric Shaw. Sono arrivata a questa persona dopo quasi un anno e mezzo di ricerche, in cui ho avuto modo di discutere con altri agenti di una possibile collaborazione senza riuscire a trovare il giusto accordo. Mettermi a lavorare con lei mi ha portato via del tempo, necessario per preparare il materiale di cui aveva bisogno. Tra l’altro questa persona non parla italiano e non ha quindi modo di leggere alcuni dei libri che sta rappresentando, almeno finché non saranno tradotti in inglese. Ciò mi ha costretto a scrivere per lei delle sinossi molto particolareggiate. E considerate che io odio scrivere riassunti in italiano, figuratevi in inglese!
Siamo ancora all’inizio del nostro rapporto e non mi faccio grandi illusioni a proposito, ma esso comunque rappresenta un primo passo verso il mio cercare nuove vie per raggiungere più lettori in mercati linguistici in cui non potrei mai arrivare in altro modo.
 
Il secondo evento importante, che è anche il più recente (avvenuto in maniera definitiva solo all’inizio di dicembre), è stato la restituzione dei diritti di traduzione in inglese de “Il mentore” (primo libro della trilogia del detective Shaw) da parte di Amazon Publishing. Ve ne ho parlato qualche tempo fa.
Ciò mi ha posto improvvisamente di fronte a nuove scelte e potenziali opportunità.
 
Nei mesi scorsi, nell’attesa che ciò avvenisse, ho deciso di riprendere a studiare in maniera specifica alcuni aspetti della lingua inglese. Ho iniziato a studiare questa lingua da bambina e la uso per lavoro e nella vita privata in maniera costante da una ventina d’anni (da quando ho accesso a internet). Inoltre ho già tradotto altri miei libri in inglese (la serie di “Deserto rosso” e “Affinità d’intenti”). Ma adesso con la restituzione dei diritti de “Il mentore” e con la collaborazione con una agente britannica ho necessità di fare un ulteriore salto di qualità.
E poi, diciamo la verità, tutto ciò mi diverte parecchio, poiché implica esercitarmi con un lingua straniera (cosa che amo, tanto che se potessi non farei altro tutto il giorno!), oltre che leggere libri, guardare film e serie TV con la scusa che mi serve per migliorare le mie capacità di scrittura e quelle di ascolto.
Così, dopo qualche mese di solo studio (chiamiamolo così), sono tornata a tradurre in inglese: ho iniziato una nuova traduzione de “Il mentore”.
 
Nel 2017 inoltre ho seguito ben nove MOOCs, vale a dire corsi online aperti su larga scala (Mass Open Online Courses), grazie ai quali ho imparato diverse cose che mi saranno più o meno direttamente utili per il mio lavoro. Alcuni sono stati una forma di ricerca per progetti letterari futuri, altri sono serviti per migliorare il mio inglese, altri per ampliare le mie conoscenze nell’ambito della narrativa e della scrittura in generale, infine altri per aggiungerne di nuove alla mia preparazione scientifica. Tra questi senza dubbio il più interessante (e lungo: otto settimane) è stato “Moons”, un corso sulle lune del Sistema Solare organizzato su FutureLearn da The Open University.
Non paga di tutto ciò, mi sono iscritta già ad altri cinque corsi per il 2018 e tendo a pensare che se ne aggiungeranno degli altri.
 
 
Anche se quest’anno non ho scritto molto, non significa che non abbia creato nuove storie. Ho infatti scritto appunti, abbozzi di outline e talvolta outline complete per nove futuri progetti letterari. Tra questi c’è anche un breve prequel (una novella) della trilogia del detective Shaw, di cui ho già una outline completa, anche se non so ancora se/quando scriverò il libro. È solo una questione di decidersi a scriverlo.
Oltre a questi nove progetti, c’è poi quello di “Sirius. In caduta libera”, di cui però vi parlerò nei propositi per il nuovo anno.
 
Tra le nuove esperienze del 2017 c’è poi Wattpad. In realtà ho un account sul sito già da un paio di anni e in passato ci tenevo soltanto un’anteprima di due libri in inglese. Da ottobre scorso ho iniziato a interessarmi al pubblico italiano e, per curiosità, ho iniziato a pubblicare a puntate la mia vecchia fan fiction “La morte è soltanto il principio” (la pubblicazione è stata completata poco prima di Natale). È stato un modo anche per revisionarla per l’ennesima volta e vedere se potevo sfruttarla per trovare qualche altro lettore.
Non credo che userei mai Wattpad per scrivere un progetto in corso a puntate, ma potrebbe essere uno strumento interessante per fare qualche esperimento promozionale.
 
Infine, ma non meno importante, ho iniziato a scrivere “Self-publishing lab: Il mestiere dell’autoeditore”, un libro basato sul corso di self-publishing che ho tenuto all’Università degli Studi dell’Insubria nel 2016.
 
Insomma, alla fine non si può dire che nel 2017 mi sia girata i pollici, vero?
 
Immagine: © Tomasz RozkoszE adesso eccovi i miei propositi per il 2018:
1) scrivere e pubblicare “Sirius. In caduta libera”, la quarta parte del ciclo dell’Aurora. Inizierò a scriverlo subito dopo il periodo natalizio e ho intenzione di pubblicarlo, come previsto, il 30 novembre. A proposito di questo libro vi parlerò più diffusamente più avanti, quando sarò a buon punto con la stesura. Per adesso vi dico solo che è ambientato circa cinque anni prima de “L’isola di Gaia, che ha come voce narrante principale il personaggio di Hassan Qabbani e che la storia si svolge per gran parte nell’orbita terrestre;
2) finire di tradurre in inglese “Il mentore” entro i primi mesi dell’anno (incluso il processo di editing e proofreading). Questo progetto è prioritario, poiché vorrei al più presto averlo a disposizione della sua versione definitiva per valutare le varie opportunità di ripubblicazione e concomitante promozione della trilogia sul mercato inglese. A tal proposito, vorrei anche riuscire a portarmi avanti con la traduzione dei due successivi (magari completare quella del secondo), ma su di essi non mi pongo al momento delle scadenze;
3) completare la prima stesura di “Self-publishing lab: Il mestiere dell’autoeditore”. Il massimo sarebbe riuscire ad arrivare, se non alla pubblicazione, almeno alla sua stesura definitiva, ma anche qui non metto delle scadenze. Si tratta del primo libro di non-fiction che scrivo e richiede da parte mia un’attenzione diversa nei riguardi sia del contenuto che, soprattutto, della confezionamento. Quando l’avrò completato, programmerò i dettagli della sua pubblicazione e promozione;
4) leggere libri più lunghi. Negli anni passati ho stabilito che avrei letto in media un libro alla settimana. Mi rendo conto che questo proposito non fa per me, poiché mi costringe a leggere numerosi libri brevi o non particolarmente lunghi pur di raggiungere l’obiettivo. Non credo che abbia senso. Come lettrice il mio romanzo ideale ha almeno 400 pagine, ma se ne ha il doppio o anche di più, ed è un bel libro, diventa addirittura perfetto, poiché per forza di cose racconta delle storie più complesse. E io amo le storie complesse. Perciò ho deciso di non pormi un minimo di libri all’anno, bensì un minimo di lunghezza (per esempio, 400 pagine in media) per circa l’80% dei libri che leggerò nel 2018. Inoltre tra questi almeno un terzo sarà costituito da romanzi in inglese britannico, poiché si tratta della variante in cui sto traducendo i miei libri.
 
Questo è tutto: solo quattro propositi, ma tutti importanti e sotto il mio pieno controllo, salvo cause di forza maggiore.
Che ne pensate?
Ovviamente ho altri progetti, ma preferisco parlarvene quando avrò deciso a quale dare la priorità.
 
Come di consueto, voglio concludere questo articolo ringraziando tutti i miei cari, i miei amici, i miei collaboratori e i miei lettori. Con voi, grazie a voi e anche per voi affronto questo lavoro con determinazione e passione. E i miei risultati sono anche un po’ vostri.
Grazie di cuore.
 
Auguro a tutti voi un 2018 pieno di soddisfazioni e, se si va, sarei felice di conoscere i vostri propositi nei commenti a questo articolo o sui vari social network in cui lo condividerò.
Buona fine e buon inizio!
 
 
Di Carla (del 22/12/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 376 volte)
Sei in cerca di libri da leggere per le vacanze?
Questo Natale potresti iniziare la trilogia del detective Eric Shaw in ebook, approfittando dell’offerta natalizia su Amazon e Google Play.
 
Fino al 7 gennaio 2018, “Il mentore”, il primo libro della trilogia del detective Shaw, è disponibile in ebook su Amazon e Google Play ad appena 0,99 €!

 
Ambientata nella Londra odierna tra il 2014 e il 2017, la trilogia del detective Eric Shaw ha come protagonista un caposquadra della sezione scientifica di Scotland Yard, che si trova ad affrontare un periodo cruciale della propria vita. L’eccessiva dedizione al lavoro ha causato il fallimento del suo matrimonio e l’ha trasformato in un poliziotto pronto a infrangere più di una regola pur di soddisfare la sua ossessione di assicurare i criminali alla giustizia. Il suo già precario equilibrio viene minato da una criminologa della sua squadra, molto più giovane di lui, Adele Pennington, per cui prova dei sentimenti che lui stesso considera inappropriati vista la differenza d’età, e da una serie di delitti sui quali indaga insieme alla figlioccia Miriam Leroux, detective della Omicidi. Essi mostrano delle somiglianze con un caso irrisolto del 1994, nell’ambito del quale lo stesso Eric aveva tratto in salvo da una scena del crimine una bambina di sette anni, unica testimone del massacro della propria famiglia.
 
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L’ebook è inoltre disponibile a prezzo pieno (3,49 €) su KoboMondadori StoreLaFeltrinelliiTunes, Nook (tramite l’app per Windows) e gratuitamente per gli abbonati di 24Symbols e Playster.
 
Se invece preferisci l’edizione cartacea, la trovi a 7,99 € su Amazon e Giunti.
 
 
Scopri di più sulla trilogia del detective Eric Shaw: www.anakina.net/detectiveshaw
 
Buona lettura e… buone feste!
 
Di Carla (del 30/11/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1331 volte)

Poco più di due anni fa AmazonCrossing ha pubblicato l’edizione inglese del mio thriller “Il mentore” (che sarebbe poi diventato il primo della trilogia del detective Eric Shaw), facendolo diventare bestseller internazionale che, raggiungendo oltre 170 mila lettori in tutto il mondo, ha scalato le classifiche del Kindle Store fino alla prima posizione assoluta negli Stati Uniti, nel Regno Unito e in Australia.
 
È stata per me una grande soddisfazione che un mio romanzo venisse letto da tante persone, la maggior parte delle quali l’hanno apprezzato, e ovviamente lo è stato anche il ritorno economico sia diretto che indiretto (grazie a un aumento delle vendite di altri miei libri in inglese e della versione italiana di questo libro). L’aver avuto questo transitorio successo mi ha inoltre procurato un ritorno di immagine non indifferente, cui sono seguite diverse esperienze interessanti, e rappresenta un precedente indelebile nella mia carriera letteraria.
Tra l’altro, se non avessi mai concesso i diritti di traduzione in inglese de “Il mentore”, non mi sarebbe neanche venuto in mente di scrivere i suoi due seguiti, “Sindrome” e “Oltre il limite”, di cui sono particolarmente fiera, sia perché li ritengo dei libri di gran lunga migliori del loro predecessore (in quanto scritti con una maggiore esperienza alle spalle), sia perché mi hanno dato la possibilità di concedere più spazio al personaggio di Eric Shaw e di raccontare fino alla fine la sua storia.
 
Adesso, a oltre due anni dall’uscita di “The Mentor” e a oltre tre dalla stipulazione del contratto con Amazon Publishing, i diritti di traduzione in inglese de “Il mentore” mi sono stati restituiti (la restituzione ufficiale avverrà la settima prossima) e già da qualche giorno il libro non è più disponibile in formato ebook su Amazon (per i formati fisici la disponibilità continuerà fintanto che ci saranno ancora copie in magazzino o vendute da terzi).
 
Devo dire che, nonostante la mia collaborazione con Amazon Publishing sia stata un’esperienza interessante e istruttiva e mi abbia portato tante belle cose, sono contenta che sia finita.
L’edizione di “The Mentor” da loro pubblicata aveva delle criticità per quanto riguarda la traduzione. Il romanzo, pur essendo ambientato a Londra, era stato tradotto in ogni sua parte, inclusi i dialoghi, nella variante americana dell’inglese, poiché pubblicato da un editore americano. Oltre al problema della lingua in sé, che molti lettori, non solo quelli britannici, hanno notato, c’era quello dell’utilizzo di terminologie e nomi di istituzioni e luoghi tradotti direttamente dal mio adattamento in italiano dei termini originali, laddove sarebbe invece stato necessario andare a recuperare gli stessi termini originali. Infine c’erano proprio degli errori nel riportare il contenuto del testo, anche se non tali da compromettere la comprensione generale del libro.
 
A monte c’era stata sicuramente una scelta discutibile da parte dell’editore, vale a dire usare un traduttore e degli editor americani (che ovviamente non hanno colpa, poiché hanno solo cercato di fare del proprio meglio, e cui vanno comunque i miei ringraziamenti).
A ciò si aggiungevano, a mio parere, alcune scelte di marketing (tra cui copertina, descrizione, generi in cui era classificato) che non rispecchiavano il contenuto reale del libro e che potrebbero aver tenuto lontano un target di lettori più adatto. “The Mentor”, infatti, era stato presentato come un “mystery”, quello che in italiano è definito giallo, cioè una storia investigativa il cui scopo è trovare il colpevole. I lettori si aspettavano di dover scoprire l’identità dell’assassino e che questo alla fine venisse arrestato o, al massimo, ucciso. In realtà però si tratta di un crime thriller in cui il centro della storia è il comportamento che un detective della Scientifica (Forensic Services), con un concetto molto particolare di giustizia (tale da spingerlo ad abusare spesso del proprio ruolo), assume nel sospettare che dietro gli efferati omicidi su cui sta indagando ci sia una persona con cui ha un forte legame affettivo. A rendere il suo giudizio più complicato c’è la consapevolezza che le vittime non erano affatto degli innocenti.
 
Alla luce di tutto ciò sono contenta, forse addirittura sollevata, di rientrare in possesso dei diritti di traduzione in inglese de “Il mentore” per assicurarmi prima di tutto che riceva una traduzione adeguata e fedele, e successivamente per poter nel migliore dei modi offrire anche ai lettori anglofoni i libri successivi, sperando di riuscire a farli arrivare soprattutto a coloro che amano i crime thriller, e non (solo) i gialli.
Al momento non sono ancora in grado di stabilire delle date di uscita (anche perché sono e sarò impegnata per i prossimi mesi in due progetti editoriali in italiano), ma ho già iniziato la nuova traduzione e spero che nei prossimi mesi sia possibile chiarire in quali modi, e magari anche tempi, la trilogia del detective Eric Shaw tornerà sul mercato anglofono nel maggior numero possibile di paesi e, soprattutto, non soltanto su Amazon.
 
 
Di Carla (del 16/11/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 512 volte)

 Il futuro del passato
 
Quattro anni fa mi capitò di leggere “Le orribili salamandre”, il seguito di questo libro, e lo apprezzai notevolmente, nonostante si tratti di un tipo di fantascienza a dir poco vintage.
“I coloni dello spazio” chiarisce gli eventi precedenti, cioè racconta il viaggio dell’equipaggio del Colonist fino al pianeta Bel, con tutte le sue difficoltà. A mio parere presenta una minore originalità del successivo, tale che soffre di più il passaggio del tempo, ma è stata comunque una lettura piacevole con alcuni imprevedibili risvolti e persino un po’ di azione.
Uno degli episodi più interessanti è il breve soggiorno in un pianeta apparentemente disabitato, resosi necessario per svolgere una riparazione. Due dei personaggi principali, il dottor Hyde ed Eleanor, si allontanano per raccogliere dei campioni e ben presto la situazione precipita.
Alcuni problemi incontrati durante il viaggio si risolvono con eccessiva facilità, ma tutto il romanzo ha un ritmo molto rapido e una trama lineare, che, come il successivo, lo rende una lettura perfetta per i più giovani e per chi, come me, qualche volta desidera viaggiare nello spazio con la fantasia senza troppo impegno.
La traduzione, purtroppo, non è delle migliori. Il traduttore è caduto in qualche falso amico (per esempio, il silicio, silicon in inglese, è diventato silicone) e il testo ha una notevole quantità di refusi, ma ci sono anche dei passaggi che rimangono gradevoli nonostante la stessa traduzione risalga agli anni ’80. Nel modo di esprimersi dei personaggi, ma anche in tutto il testo in generale, c’è un senso di formalità d’altri tempi che facilita l’immedesimazione in questo futuro del passato, in cui si viaggia da un sistema stellare all’altro, in cui si domina la gravità, ma si usano ancora le schede forate per i computer.
Il bello della narrativa è che anche uno scenario impossibile come questo, nel momento in cui lo si legge in un libro, appare del tutto plausibile.
 
I coloni dello spazio (copertina rigida) su Amazon.it.
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 01/11/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 633 volte)
Nel 2012, prima di iniziare a pubblicare le mie opere originali, trasformai una vecchia fan fiction del film “La Mummia” (quello di Stephen Sommers) scritta nel 2000 in un ebook gratuito, tuttora disponibile, per iniziare a creare intorno a me un piccolo gruppo di lettori e testare la piattaforma di pubblicazione di Smashwords, che poi avrei usato per portare tutti i miei libri su Kobo e iTunes.
Questa fan fiction si intitola “La morte è soltanto il principio” e rappresenta un sequel alternativo del famoso film del 1999 (che aveva come protagonista Brendan Fraser) e soprattutto della sua novelization firmata da Max Allan Collins.
 
Non ho idea del numero totale di volte che questo ebook è stato scaricato, poiché mi mancano i dati di Kobo, ma considerando solo Smashwords, iTunes e Google Play la cifra che ottengo è di circa 70 mila copie.
 
L’edizione pubblicata nel 2012 era ovviamente una versione revisionata di quella scritta dodici anni prima. Successivamente nel 2015 ho ripreso in mano il testo e l’ho sottoposto a una revisione più approfondita, facendo tesoro di quanto avevo imparato in tre anni di scrittura e pubblicazione.
E adesso ho deciso di farlo di nuovo, ma, invece di revisionare il testo e solo dopo pubblicare una nuova edizione in sostituzione della precedente, stavolta mi sono rivolta a Wattpad.
 
 
Come immagino sappiate, Wattpad è un social network di scrittura e lettura. Gli utenti pubblicano le proprie storie a puntate e i loro follower le leggono e le commentano.
Sono iscritta a Wattpad da qualche anno, ma finora l’ho usato solo per inserire un’anteprima dell’edizione inglese di due miei libri. Circa due settimane fa, invece, ho pensato di usarlo come strumento per diffondere la nuova edizione de “La morte è soltanto il principio”, man mano che procedo con la sua revisione.
 
Finora devo dire che sto trovando l’esperienza molto divertente. Ho ancora relativamente pochi follower, ma quei pochi si stanno mostrando molto attivi nel commentare i passaggi del testo e talvolta nel darmi una mano a individuare dei refusi che altrimenti mi sarebbero sfuggiti per l’ennesima volta.
Il libro è costituito da tre parti e non è originariamente suddiviso in capitoli, ma per adattarlo alle esigenze di Wattpad sono costretta ad aggiungere questa suddivisione. Non so esattamente quanti capitoli verranno fuori alla fine, ma ho intenzione di pubblicarne almeno uno alla settimana e di finire entro Natale.
Terminata la pubblicazione online, sostituirò l’ebook nei retailer con l’edizione aggiornata, che quindi potrete scaricare sul vostro dispositivo.
 
Se non avete ancora letto “La morte è soltanto il principio”, vi va di unirvi ai miei follower su Wattpad?
 
Se prima volete saperne qualcosa di più, eccovi la descrizione del libro.
 
Londra, 1926 d.C.
Quando Evelyn Carnahan rivede dopo alcuni anni la sua vecchia amica d’infanzia Anne Howard, si rende subito conto di quanto sia cambiata. La ragazza perennemente annoiata e insofferente che ricordava si è trasformata in una giovane donna sicura di sé, per niente addolorata dalla recente morte del marito Robert MacElister, avvenuta in circostanze misteriose durante una campagna di scavi in Egitto.
Inoltre, al suo ritorno a Londra dopo questo viaggio, la giovane vedova ha portato con sé, oltre che una grande quantità di reperti da esporre al British Museum, uno strano egiziano di nome Assad, indossante il tatuaggio dei Med-Jai, gli antichi guardiani di Hamunaptra, la Città dei Morti scoperta non molto tempo prima proprio da Evelyn, suo fratello Jonathan e Rick O’Connell.
Non tutto quello che Anne ha rinvenuto ad Hamunaptra, però, è stato esposto durante la mostra. Due sono gli artefatti che la donna ha deciso di tenere per sé: una mummia malridotta e un libro nero che necessita di una chiave per essere aperto.
Ma ciò che Anne e Assad non sanno è che nel loro viaggio di ritorno sono stati seguiti anche da un’oscura presenza in cerca di una vendetta vecchia di tremila anni.
Nel tentativo di risolvere questo nuovo mistero, i fratelli Carnahan e l’americano Rick O’Connell dovranno ben presto scontrarsi con forze sovrannaturali di gran lunga al di sopra della loro portata e saranno costretti, loro malgrado, a combattere ancora una volta per salvare il mondo.
Nel farlo, però, troveranno in un vecchio nemico un inatteso e potente alleato.
 
Non mi resta che augurarvi buona lettura su Wattpad!
 
 
Di Carla (del 25/10/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 636 volte)

 Un classico senza tempo
 
Provo sempre una strana sensazione nell’accostarmi ai classici, poiché presentano modi di narrare che non avrebbero alcun spazio nella narrativa moderna, eppure alcuni di essi conservano l’immutata capacità di coinvolgere il lettore.
Questo è il caso de “La macchina del tempo” di Wells, in cui la voce narrante è un personaggio del tutto secondario che si limita a riferire ciò che il protagonista racconta. Questo tipo di struttura narrativa per così dire “incorniciata” potrebbe creare una certa distanza tra il lettore e gli eventi, ma ciò non avviene affatto in questo libro, poiché il narratore si limita quasi soltanto a presentare il viaggiatore del tempo e a lasciare che parli con la sua voce. E il modo in cui lo fa è così vivido che nella mente del lettore ogni elemento ed emozione descritta diventa immagine, nonostante il linguaggio datato (ho letto il libro in lingua originale), anzi, proprio quest’ultimo contribuisce alla sospensione dell’incredulità. Infatti, ci si ritrova trasportati non soltanto nel lontano futuro in cui si svolgono le avventure narrate dal viaggiatore, ma anche alla fine del diciannovesimo secolo, in cui questi le sta riferendo ai propri amici.
In tal modo la lettura si trasforma anch’essa in un breve ma intenso viaggio.
 
The Time Machine (inglese, tutti i formati) su Amazon.it e Amazon.com.
La macchina del tempo (tutti i formati) su Amazon.it e Amazon.com.
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 18/10/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 844 volte)
L’ospite di oggi è una vecchia conoscenza di questo blog: lo scrittore di fantascienza Richard J. Galloway. Autore di “Amantarra” e di “Saranythia Parte 1: Le porte di Setergard, entrambi tradotti da me, Richard ci offre una sua presentazione di quest’ultimo libro e risponde ad alcune domande che gli ho rivolto.
 
 
Trecentomila anni fa la sorella di Amantarra, Saranythia, era partita per svolgere una missione segreta il cui scopo era salvare la sua gente. Da allora non si erano più avute sue notizie. Aveva nascosto così bene le proprie tracce che persino gli individui di una specie avanzata come i Bruwnan non erano stati in grado di trovarla, nemmeno quando la situazione aveva raggiunto un punto critico e il suo aiuto sarebbe stato fondamentale.
Sono passati dodici anni da quando la crisi è stata scongiurata e il controllo della città di Valheel è stato restituito ad Artullus. L’entità che controllava la città non è stata sconfitta, bensì è semplicemente svanita, lasciandosi alle spalle una serie di intricati misteri. Non tutti i cittadini di Valheel hanno fatto ritorno e la maggior parte dei Bruwnan sono tuttora dispersi. Quelli che sono tornati si stanno impegnando per scoprire le ragioni che hanno spinto l’entità a tentare un tale genocidio.
Sulla Terra, intanto, la vita è stata benevola con John ed Elleria, ma non del tutto tranquilla. La sensazione che qualcosa che finora si è celato a loro sia in procinto di rivelarsi non li ha mai del tutto abbandonati e per dodici anni si sono guardati intorno, in attesa. In particolare Amantarra ha tenuto sotto controllo Tyrus, la cui manifestazione in forma umana è coincisa con la scomparsa dell’entità. Tyrus, un agente dell’entità, occupa il suo tempo prodigandosi per trasformare l’azienda di Burnston in un impero, ma mantenendo nascosto il suo vero scopo.
Un giorno, però, Amantarra riceve un invito da una luna situata in un galassia lontana, e da questo momento tutto è destinato a cambiare.
“Saranythia” sarà pubblicato in quattro brevi parti.
 
In passato mi hai raccontato dell’orologio che ispirato “Amantarra” (in questo post). Esiste un oggetto o un evento particolare che ha influenzato la stesura di “Saranythia”?
No, non c’è stato alcun oggetto né evento, non questa volta. La storia è basata più che altro su una serie di concetti. Sono affascinato dall’inesplicabile, che sia scientifico o meno, e provo l’impulso di tentare di dare a esso una spiegazione. Pensa ai fantasmi: nessuno ha mai provato la loro esistenza eppure continuano a persistere nella cultura umana. Perché?
Ti faccio un esempio parallelo. Alcuni anni fa stavo pensando a un amico che conoscevo ai tempi della scuola. Erano passati anni dall’ultimo volta che l’avevo visto o sentito, poiché viveva a migliaia di miglia di distanza da qui, nell’estremo oriente. Il giorno dopo che ho pensato a lui ecco che me lo ritrovo davanti alla porta di casa. Era in Inghilterra per motivi di lavoro e aveva pensato di farmi una visita. Ora questa è una storia vera, non una leggenda urbana, e funge da spunto alle tre domande che seguono.
1. Il mio amico è venuto a trovarmi perché ho pensato a lui? Causa ed effetto.
2. Ho pensato a lui perché lui stava decidendo di venire a trovarmi? Premonizione.
3. È stata una coincidenza?
Forse tutte e tre erano vere finché una di esse non è accaduta (meccanica quantistica) o forse c’è dietro qualcosa di completamente diverso. Ecco, “Saranythia” è la ricerca di una risposta definitiva ai misteri relativi ai fantasmi e agli amici che per coincidenza riappaiono dopo tanto tempo: è semplicemente accaduto in un altro pianeta.
 
Perché hai deciso di pubblicare la storia in quattro parti?
Principalmente perché è passato molto tempo dalla pubblicazione di “Amantarra”. A causa di problemi familiari mi è stato difficile scrivere negli ultimi cinque anni. Ora per fortuna tali eventi appartengono al passato, ma ovviamente è trascorso un bel po’ di tempo dall’ultima volta che ho pubblicato qualcosa, perciò ho deciso di pubblicare “Saranythia” in quattro brevi parti. In questo modo riuscirò a consegnare la storia ai miei lettori molto più in fretta.
Saranythia Parte 2 - I Varton” sarà pubblicato nell’aprile 2018.
 
C’è qualche libro, tra quelli che hai letto durante la scrittura di “Saranythia Parte 1: Le porte di Setergard”, che pensi possa averla influenzata?
Amo le opere fantasy di Robin Hobb e sono sicuro che il suo stile di scrittura abbia influenzato la mia scrittura, ma le influenze sono quasi sempre grafiche. Tendo a immaginare una scena molto tempo prima di aver deciso che cosa vi accadrà. Per esempio, la scena di apertura di “Saranythia” è stata ispirata dall’immagine di sfondo del mio computer. Una volta che ho l’ambientazione, appaiono subito i personaggi e iniziano a interagire. Così io mi limito a trascrivere quello che dicono e fanno. Okay, questa è una semplificazione del processo creativo, ma rappresenta l’essenza di ciò che accade.
 
 

 
Cresciuto tra vicino alle industrie del nord-est dell’Inghilterra con Star Trek, Doctor Who e romanzi fantasy, RICHARD J. GALLOWAY si è ribellato al destino segnato dalle scuole che ha frequentato, che imponeva come sua vocazione il lavoro industriale. Dopo aver esaurito l’unica opzione apparente, il suo insegnante era disperato. “Se non vuoi lavorare nelle acciaierie, dove vuoi lavorare?” La sua risposta era sempre: “Non lo so.” Il settore in cui sarebbe finito non si concretizzò che dieci anni dopo. Nessuna meraviglia che il suo insegnante si preoccupasse. Dalla scuola, tramite lo studio del disegno e dell’architettura, alla fine si è trovato a lavorare con i grandi sistemi informatici.
Carriera a parte, il filo che ha legato il tutto è stato la fantasia. Non ha mai perso la sua fascinazione per le immagini che una buona storia sono in grado di evocare. Dopo tutto, gli aveva mostrato dei mondi al di là di questo, e le possibilità al di là delle acciaierie. E continua a farlo.
Richard vive ancora nel nord-est dell’Inghilterra con la moglie, la famiglia, e un grosso gatto chiamato Beano. L’industria pesante si è ridotta, ma il mondo della fantasia di Richard è cresciuto. Spesso si chiede quale consiglio avrebbe ricevuto, se il suo insegnante avesse letto un po’ di fantascienza.
 
Il suo primo romanzo, “Amantarra”, è stato pubblicato in italiano nel 2013, mentre il seguito, “Saranythia Parte 1: Le porte di Setergard”, è ora disponibile su Amazon.
 
Visitate il suo sito web italiano: www.richardjgalloway.eu
Oppure fategli visita su Facebook e Twitter.
 
Di Carla (del 11/10/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 620 volte)

 Il ritorno del Vuoto
 
Sette anni dopo aver letto la trilogia del Vuoto, ritorno nell’universo del Commonwealth creato da Hamilton con questo primo libro della dilogia della Chronicle of the Fallers e ritrovo Nigel Sheldon in una nuova storia ambientata appunto dentro il Vuoto. Cronologicamente la storia al di fuori di questa anomalia situata all’interno della nostra galassia si sovrappone in parte a quella della trilogia, ma ha contatti minimi con quest’ultima. Nel Vuoto, invece, conosciamo nuovi personaggi in un nuovo pianeta dove delle astronavi sono state condotte circa duecento anni prima (ma lì ne sono passati tremila): Bienvenido. E abbiamo modo di scoprire anche qualcosa di più sullo scopo dell’esistenza del Vuoto.
Il romanzo, suddiviso in più libri, è lungo e complesso, ma tutti i filoni vengono pian piano riuniti con precisione da parte dell’autore e con grande divertimento del lettore. Accanto alle lotte di classe di una civiltà che da tremila anni vede la propria evoluzione bloccata dall’avversione del Vuoto nei confronti delle tecnologie più avanzate c’è quella contro una nuova specie aliena, che facendo uso di un inganno che di certo non rappresenta una novità nella fantascienza (mi ha subito fatto venire in mente “L’invasione degli ultracorpi”) rappresenta una minaccia subdola e costante per gli abitanti di Bienvenido. Allo stesso tempo, però, si rivelerà una risorsa.
Alla fine della lettura del romanzo, senza dubbio il più bello che abbia letto di questo autore, il desiderio di procurarsi subito il seguito è molto forte. E credo proprio che, per quanto mi riguarda, lo asseconderò presto.
 
The Abyss Beyond Dreams (Kindle, brossura, audiolibro) su Amazon.it.
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Questo libro è in lingua inglese!

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 05/10/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 891 volte)

Sono passati quasi quattro anni dall’uscita dell’edizione italiana di “Amantarra”, il romanzo di fantascienza di Richard J. Galloway di cui io ho avuto il piacere di curare la traduzione, e adesso l’autore sta lavorando ai suoi seguiti nell’ambito della serie intitolata L’ascensione di Valheel.
Il primo di questi è “Saranythia Parte 1: Le porte di Setergard”.
 
E anche questa volta sono io ad affiancarlo nella realizzazione dell’edizione italiana.
 
Ambientato dodici anni dopo gli eventi di “Amantarra”, nella prima parte di “Saranythia” ritroviamo i personaggi del romanzo precedente, sia sulla Terra che a Valheel (la città virtuale costruita dentro una sfera), e scopriamo che ne è stato di loro dopo tutto questo tempo.
Mentre Jack e i Bruwnan continuano la propria esistenza a Valheel e il Bibliotecario porta ancora avanti una quasi impossibile ricerca all’interno della Biblioteca, sulla Terra John, Elleria, Frank e i loro amici (e nemici) stanno ora affrontando la vita adulta, ognuno a modo proprio. Esistono però dei nuovi personaggi che vivono in un pianeta lontano dove il nome di Saranythia, la sorella perduta di Amantarra, è venerato come quello di una divinità e dove un esercito all’interno di una fortezza combatte ogni giorno contro un terribile nemico.
E saranno proprio le loro vicende a coinvolgere alcuni tra i protagonisti del primo libro in un nuovo viaggio.
 
Tra avventura, tecnologie così evolute da sembrare frutto della magia, e una notevole dose di ironia verrete condotti da Amantarra fino alle porte della fortezza di Setergard.
 
Saranythia Parte 1: Le porte di Setergard” di Richard J. Galloway e tradotto da me è ora disponibile su Amazon a soli 1,69 euro!
 
Ecco la descrizione del libro.
 
Sono passati dodici anni dalla scomparsa dell’entità misteriosa che ha quasi annientato i Bruwnan. Gran parte degli abitanti sono stati restituiti alla città di Valheel, ma molti sono ancora dispersi.
Qualsiasi tentativo di comprendere lo scopo del genocidio da parte dell’entità, o la sua attuale sorte, è fallito. L’entità è scomparsa per sempre? Nessuno ne è convinto.
Nel frattempo la vita va avanti, accompagnata da un disagevole senso di anticipazione, che sembra destinato a continuare ancora per molto tempo.
Fino al giorno in cui Amantarra riceve un invito.
 
 
Il libro successivo, “Saranythia Parte 2: I Varton”, uscirà nel 2018.
 
Di Carla (del 27/09/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 732 volte)

 Una storia coinvolgente e imprevedibile
 
Ho letto ogni pagina di questo libro con grande curiosità, perché non era il solito thriller dall’atmosfera cupa e drammatica in cui qualcuno prima o poi muore.
A parte il prologo, “The Swimming Pool” ti trasporta nella vita di un’insegnante, una donna normale, Natalie, con un marito e una figlia adolescente, che vive un’esperienza fuori dell’ordinario: fa amicizia con Lara Channing, una celebrità locale. Si trova catapultata in un ambiente patinato che la attrae sempre di più, portandola a trascurare le vecchie amiche e la famiglia.
Cosa c’è dietro tutto questo interesse da parte di Lara nei suoi confronti?
Il bello di questo libro è che non hai la minima idea di dove voglia andare a parare. Qual è veramente il conflitto che lo definisce? Riguarda Natalie, suo marito, sua figlia o Lara? O qualcun altro?
Be’, ogni giorno aspettavo con ansia il momento di immergermi nella lettura per scoprire cosa sarebbe successo.
I personaggi sono ben costruiti e lo svolgimento della trama non è mai noioso, nonostante ci sia pochissima azione. A posteriori, mi rendo conto che questo romanzo è caratterizzato da una struttura molto ben definita, che permette al lettore di non perdersi nei tre piani temporali in cui si svolge.
Durante la lettura intuivo gli sforzi dell’autrice per farmi mantenere l’attenzione sul centro della storia, impedendomi di concentrarla troppo a lungo sulla figlia della protagonista, Molly, ma non mi rendevo conto fino a che punto questo aspetto fosse cruciale.
Il finale, poi, è la cosa più bella di tutto il libro e ha fatto sì che decidessi per le cinque stelle invece che quattro, meritate dal resto del romanzo, in particolare per il modo in cui crea un parallelismo tra madre e figlia.
Questo non significa che “The Swimming Pool” sia un romanzo perfetto.
Non ho apprezzato l’uso fuorviante del prologo, per esempio.
Attenzione, spoiler: il prologo è un sogno, non un evento reale. Per tutto il libro mi sono arrovellata nel cercare di collocarlo nella storia, per poi scoprire che non potevo, poiché non era un evento reale. E questa è stata una delusione.
Come dicevo prima, il romanzo è ben strutturato, ma a tratti lo è fin troppo, tanto da apparire artificioso. Il passaggio tra i vari piani temporali appare forzato dalla necessità di seguire uno schema piuttosto che dare l’impressione di essere spontaneo all’interno dello sviluppo della trama, e ciò mi ha distratto più volte dall’immersione nella lettura.
La protagonista, inoltre, è esageratamente ingenua e debole. È evidente da subito che Lara si è avvicinata a lei per un motivo. In particolare, l’atteggiamento di colpa della protagonista anche alla luce dell’inganno subito è irritante. Natalie ha un’eccessiva bassa considerazione di se stessa. Mi aspettavo da parte sua una reazione, una rivincita. Ciò che aveva fatto da ragazzina non poteva essere paragonato come gravità alle azioni di Lara, perché quest’ultima è un’adulta. Eppure Natalie non si arrabbia veramente, continua a sentirsi in colpa.
Arrivata al penultimo capitolo, che è un lungo noioso resoconto, ho temuto che la storia implodesse. Ma poi questa viene salvata inaspettatamente dall’ultimo capitolo e quasi mi spiace non sia stato dato più spazio al personaggio di Molly, il cui carattere è di certo molto più interessante di quello della madre.
 
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