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 Les Calanques (Marsiglia)... di Carla
 

"Devi scegliere, Anna: la tua scoperta o la Terra."
Deserto rosso - Nemico invisibile




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Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 25/06/2020 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 231 volte)
L’estate è ormai iniziata e questo è il momento giusto di fare scorta di libri. E tra le offerte del mese di giugno selezionate da Amazon potete trovare anche l’ebook de “Il mentore”.
 
Fino al 30 giugno “Il mentore” è in offerta a soli 1,50 euro (invece di 2,99 euro) su Amazon: https://amzn.to/3fTdKIf
 
Se non avete ancora iniziato la trilogia del detective Eric Shaw, questa è l’occasione per farlo, ma avete ancora poco tempo!
 
Il mentore” è stato un bestseller internazionale nella sua edizione inglese, raggiungendo oltre 170 mila lettori in tutto il mondo.
La trilogia include anche “Sindrome” e “Oltre il limite”, entrambi disponibili su Amazon a 2,99 euro.
Sempre su Amazon (e su Giunti Al Punto) tutta la trilogia è disponibile in edizione cartacea, mentre trovate quella ebook anche sugli altri principali retailer.

Ambientata nella Londra odierna tra il 2014 e il 2017, la trilogia del detective Eric Shaw ha come protagonista un caposquadra della sezione scientifica di Scotland Yard, che si trova ad affrontare un periodo cruciale della propria vita. L’eccessiva dedizione al lavoro ha causato il fallimento del suo matrimonio e l’ha trasformato in un poliziotto pronto a infrangere più di una regola pur di soddisfare la sua ossessione di assicurare i criminali alla giustizia. Il suo già precario equilibrio viene minato da una criminologa della sua squadra, molto più giovane di lui, Adele Pennington, per cui prova dei sentimenti che lui stesso considera inappropriati vista la differenza d’età, e da una serie di delitti sui quali indaga insieme alla figlioccia Miriam Leroux, detective della Omicidi. Essi mostrano delle somiglianze con un caso irrisolto del 1994, nell’ambito del quale lo stesso Eric aveva tratto in salvo da una scena del crimine una bambina di sette anni, unica testimone del massacro della propria famiglia.
 
Se siete in cerca di un crime thriller per le vostre letture estive, non perdete l’occasione di acquistarne uno a un prezzo veramente speciale.
 
Maggiori informazioni sui singoli libri le trovate sul minisito dedicato alla trilogia, in cui è anche possibile leggere le anteprime: www.anakina.net/detectiveshaw
 
Ma come, è passato già un altro anno?
A quanto pare sì e, come da tradizione, la mia creatrice solo per oggi mi ha permesso di impossessarmi del blog per parlare direttamente con voi.
Oggi, infatti, è un giorno importante, è un po’ come se fosse il mio compleanno, perché proprio oggi, ma otto anni fa, cioè il 7 giugno 2012, veniva pubblicato “Deserto rosso – Punto di non ritorno, il libro da cui tutto è iniziato: la mia storia, l’attuale ciclo dell’Aurora e l’avventura della mia creatrice nell’autoeditoria.
Da allora l’intero ciclo ha venduto oltre 14.700 copie.
 
 
Quest’anno, però, è particolarmente importante, poiché sarà anche quello in cui il ciclo si concluderà. È infatti prevista per il 30 novembre 2020 la pubblicazione del libro finale: “Nave stellare Aurora.
 
Proprio in questi giorni la mia creatrice sta scrivendo l’ultimo capitolo del libro!
 
Si tratta di un romanzo davvero lungo. Al momento il conteggio delle parole è arrivato a quasi 180 mila (come riferimento, “Deserto rosso”, che include ben quattro libri, raggiunge le 235 mila parole complessivamente) e mancano ancora cinque scene alla conclusione.
La scrittura è iniziata oltre un anno fa, infatti ve ne parlai nella mia incursione precedente su questo blog. Il libro è costituito da quattro parti.
 
La prima, “L’eredità degli Asbury”, ambientata sulla Terra, si riaggancia cronologicamente alla fine de “L’isola di Gaia” e da lì in poi, salvo qualche brevissimo flashback, la storia procede in avanti per il resto del libro. Questa parte ha come personaggio principale Alicia e si apre in Antartide, per poi spostarsi a Londra. Insieme ad Alicia, ritroviamo Gabriel e Andrew, ma anche un altro personaggio già visto in ben due libri del ciclo: Virginia Logan.
 
La seconda parte, “L’alleato”, si svolge invece sulla Luna e ha come protagonista Hassan. Insieme a lui ci siamo io (Anna), i nostri figli, Alicia e Gabriel, ma anche alcuni personaggi vecchi (visti in “Sirius. In caduta libera”) e nuovi (tra cui spicca quello del cinese Chang Shi).
 
La terza parte, “Ordine d’azione”, si svolge a bordo della nave stellare del titolo ed è narrata in gran parte dal punto di vista di Melissa. Negli ambienti confinati nell’Aurora ci troviamo in cento personaggi (più uno!), tra terrestri e marziani, e dobbiamo trovare il modo di convivere durante il lungo viaggio. E ovviamente non andrà tutto liscio.
 
Infine, c’è la quarta parte, “L’intento”, attualmente in fase di completamento, su cui non posso dirvi nulla, altrimenti cadrei nello spoiler. Una cosa però posso dirvela: indovinate chi torna ad avere il ruolo principale (e a fare danni)? Io!
 
A tutto ciò si aggiunge la voce narrante in prima persona dell’intelligenza artificiale CUSy, detta anche Susy, che guida il lettore durante la storia e che, a sua volta, andrà incontro al proprio destino.
Quale sarà?
Be’, il 30 novembre 2020, fra meno di sei mesi, lo saprete anche voi.
 
Nel frattempo, se non avete ancora iniziato a leggere il ciclo dell’Aurora o siete rimasti indietro di qualche libro, sarebbe anche il momento di recuperare, no?
Trovate tutte le informazioni sulle quattro parti del ciclo già pubblicate, “Deserto rosso”, “L’isola di Gaia”, “Ophir. Codice vivente” e “Sirius. In caduta libera”, sul minisito a esso dedicato: www.desertorosso.net
 
Se invece volete tenervi in contatto con me, mi trovate sempre sul mio account Twitter, dove condivido articoli sull’esplorazione spaziale sia in inglese che in italiano.
 
Per il resto, ci vediamo a novembre a bordo della “Nave stellare Aurora”!
 
 
Di Carla (del 30/05/2020 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 452 volte)
Dopo averci lavorato per un anno e mezzo, sono felice di annunciarvi che oggi finalmente esce il mio primo libro saggio: “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”.
Basato sul laboratorio di self-publishing che tengo da qualche anno l’Università degli Studi dell’Insubria, a Varese, questo libro nasce con lo scopo di fornire una guida all’autoeditoria per tutti coloro che, per un motivo o per un altro, sono interessati a questo modello editoriale.
 
 
Il libro è suddiviso in cinque parti.
Nella prima definisce il concetto di autoeditoria, spiegandone la differenza con la semplice autopubblicazione, ne delinea la storia e le sue caratteristiche principali, inclusi i vantaggi e gli svantaggio.
 
Nelle tre parti centrali il lettore viene guidato in quelli che sono i tre ruoli in cui ogni autoeditore si cala nel creare un prodotto editoriale.
 
L’autoeditore nel ruolo di autore decide in autonomia cosa scrivere, sia come argomento che come formato di lunghezza, programma la propria attività di scrittore sul breve e il lungo termine, si impegna a migliorare la propria arte e la propria tecnica, mette da parte nuove idee e, ovviamente, scrive.
 
L’autoeditore nel ruolo di editore è un editore a tutti gli effetti. Deve gestire la preparazione del prodotto editoriale fino alla sua pubblicazione (editing, correzione di bozze, formattazione, creazione della copertina, descrizione del libro, individuazione dei generi e dei sottogeneri, quindi del target, selezione dei canali di distribuzione, prezzo del libro, preparazione dei vari formati, ecc…) e tutte le attività a essa correlate (aspetti fiscali, protezione del diritto d’autore, acquisizione dei codici ISBN, cessione di diritti accessori e così via).
 
L’autoeditore nel ruolo di imprenditore deve fare in modo che gli sforzi compiuti come autore e editore siano in qualche modo ripagati.
Deve creare un proprio brand, mettere in pratica le tecniche di promozione che conosce, studiarne sempre delle nuove, e occuparsi di tutti quegli aspetti che permetteranno al prodotto editoriale di giungere al proprio target di lettori.
 
Infine l’ultima parte affronta il talvolta difficile rapporto tra l’autoeditoria e l’editoria tradizionale, analizzando le interazioni che già si realizzano tra di esse e provando a delineare degli scenari futuri.
 
Il tutto è raccolto in un volume di 488 pagine e oltre 139 mila parole, in cui ho riversato una buona parte dell’esperienza che ho maturato in questo mestiere negli ultimi otto anni.
 
“Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” è disponibile in ebook a 4,99 euro (in offerta a 3,99 euro solo il 30 maggio in Italia) su Amazon, Giunti Al Punto, Kobo, Mondadori Store, laFeltrinelli, Apple Books, Google Play e Smashwords, e gratis per gli abbonati di 24Symbols.
 
L’edizione cartacea, invece, la trovate su Amazon a 15 euro.
 
 
Ecco la descrizione del libro.
 
Stai scrivendo un libro?
O magari lo hai già scritto e vorresti farlo arrivare ai lettori?
 
E se diventassi tu l’editore del tuo libro?
 
 
L’autoeditoria (self-publishing) è un modello editoriale in cui la figura dell’autore e quella dell’editore coincidono.
L’autoeditore (self-publisher), infatti, gestisce tutte le fasi di realizzazione di un prodotto editoriale dalla sua ideazione iniziale fino alla sua promozione nel mercato, anche attraverso la collaborazione con professionisti del settore. Per questo motivo il mestiere dell’autoeditore racchiude in sé tre ruoli: autore, editore e imprenditore.
 
 
Se stai pensando di diventare un autoeditore, se lo sei già, ma sai di avere ancora qualcosa da imparare (perché c’è sempre qualcosa da imparare), o se semplicemente, anche solo per curiosità, vuoi conoscere questo mestiere, questo è il libro che fa per te.
 
 
Potete trovare ulteriori informazioni, incluso un elenco dei principali argomenti trattati, su: www.anakina.net/selfpublishinglab
 
Se invece volete rimanere informati sulle ultime novità relative all'autoeditoria, seguite il mio nuovo blog dedicato a questo argomento su Medium: https://medium.com/self-publishing-lab
 
Di Carla (del 16/03/2020 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 818 volte)

 Ingannata da un infelice accostamento con Crichton
 
 
Questo è un classico esempio di come delle cattive scelte di marketing possono danneggiare un libro. Sulla copertina c’è infatti scritto “Michael Crichton for the next generation”, cioè “Il Michael Crichton della prossima generazione” in riferimento all’autore del libro. Be’, Crawford non ha nulla a che vedere con Crichton, ma proprio nulla. Chi come me ha preso il suo libro aspettandosi un technothriller incentrato su un argomento di natura scientifica e corroborato da un’accurata ricerca è destinato a rimanere deluso.
Di vagamente scientifico c’è solo l’idea di base, cioè che un qualche batterio sia in grado di prolungare la vita delle persone. Ma poi non si va oltre.
Gli unici elementi positivi di questo libro, per quanto mi riguarda, sono appunto l’idea di base, ma non sviluppata dal punto di vista scientifico, qualche battuta simpatica dei personaggi, anche se a un certo punto stufano, e alcuni colpi di scena, che sarebbero stati anche interessanti, se non avessi interrotto la lettura mille volte, poiché la storia non riusciva proprio a prendermi.
Ma non è colpa del libro in sé. Il punto è che non era il libro che volevo leggere.
Si tratta del classico thriller d’azione commerciale (niente di male di per sé, ma, ripeto, non fa per me) con i soliti personaggi stereotipati: il vecchio ricchissimo supercattivo (senza un motivo particolare) da una parte, l’eroe infallibile dall’altra, con la battuta sempre pronta e che nonostante vada incontro alle peggiori situazioni possibili non si fa nemmeno un graffio, e una partner che è il solito cliché di donna forte e irascibile con cui l’eroe ha un rapporto che pare trascendere l’amicizia, ma non va mai oltre.
Sono elementi che, con la sola sostituzione del cattivo di turno, permettono di creare una serie teoricamente infinita di questo tipo di thriller, leggibili in qualsiasi ordine e in cui i personaggi principali, essendo del tutto bidimensionali, non vanno incontro ad alcuna crescita.
Ripeto, non ho nulla contro questo tipo di libri, a parte il fatto che preferisco leggere altro, ma il punto è che non hanno assolutamente nulla a che fare con Crichton. Visto che l’editore mi ha indotto all’acquisto con l’inganno, la recensione negativa è d’obbligo.
Mi spiace per l’autore, perché è evidente che sa fare egregiamente il suo lavoro.
 
Immortal (Kindle e cartaceo) su Amazon.it.
Immortal (Kindle e cartaceo) su Amazon.com.
Questo libro è in lingua inglese.
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 30/12/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1299 volte)
Non fa un po’ di effetto anche a voi vedere questo anno che sta per iniziare formato da due numeri uguali? Negli anni ’10 abbiamo raggiunto il futuro immaginato di film di fantascienza come “Ritorno Al Futuro” e “Blade Runner”, ma fra pochi giorni inizieranno gli anni ’20 del 2000 e non posso fare altro che pensare che non ci sono più scuse: il futuro è adesso. Questo significa che devo rimboccarmi le maniche e far accadere le cose che mi stanno a cuore. Ciò vale soprattutto per la mia attività editoriale.

Il 2019 è stato il primo anno dal 2012 in cui non ho pubblicato alcun libro, ma allo stesso tempo è stato uno dei miei anni più produttivi. Ho scritto, infatti, oltre 220 mila parole suddivise in due progetti, che vedranno la luce proprio nel 2020, e ne ho continuato un terzo che si svilupperà subito dopo e per tutto il 2021. A tutto ciò si aggiungono nuove idee e prospettive, che sono ancora in fase di progettazione.

Ma, come sempre, vediamo prima di tutto quali propositi per il 2019 sono riuscita a mantenere. Anche questa volta sono tre su quattro, ma quello mancante non l’ho totalmente messo da parte, come era successo nell’anno precedente.
Eccoli:
- ho completato la prima stesura di “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”. Anzi, sono già a buon punto con la revisione. Anche se ho appena scoperto di dover aggiungere una nuova breve sezione (poiché appena dieci giorni fa hanno reso disponibile in Italia il servizio di inserzioni di Amazon Advertising e non posso fare a meno di includere delle informazioni in merito a esso nel libro), il libro sarà pubblicato nella prima metà del nuovo anno (probabilmente ad aprile);
- ho iniziato la prima stesura di “Nave stellare Aurora” e sono ben oltre la metà, poiché sono arrivata alla terza parte delle quattro previste. L’ho iniziata proprio questo mese con la scrittura del capitolo 10 del libro e continuerò subito dopo le feste, e sono abbastanza in linea con la tabella di marcia;
- ho letto tanti bei libri, alcuni in maniera inaspettata. Quest’anno ho ripreso una vecchia pratica, vale a dire quella di leggere più libri in contemporanea. Ci sono periodi in cui sono stati addirittura sei! Ciò mi ha permesso di portare avanti delle letture che altrimenti avrei abbandonato, poiché non subito coinvolta dall’inizio della storia. E così facendo ho scoperto delle storie bellissime. Inoltre, ho ripreso a leggere con costanza anche libri di non-fiction, il cui contenuto mi sta già tornando utile. Infine, la lettura parallela di più libri mi ha permesso di tenere allenato l’italiano e l’inglese allo stesso tempo, senza che una lingua avesse eccessivo effetto sulla padronanza dell’altra. Rimane sempre difficile fare in modo che la mia scrittura in italiano non venga influenzata negativamente dal mio uso costante dell’inglese e, viceversa, che la traduzione in inglese dei miei libri riesca a procedere senza subire le intromissioni della mia lingua madre. Comunque, credo che quest’anno ci sia stato un ulteriore miglioramento nella mia capacità di usare in maniera proficua queste inevitabili incursioni di una lingua nell’altra, sia per arricchire la mia scrittura che per giungere a un uso più naturale dell’inglese durante il processo di traduzione, e allo stesso tempo mi sta diventando più immediato passare dall’una all’altra, pur mantenendole il più possibile separate nella mia mente.

E poi c’è il proposito che non sono riuscita a portare fino in fondo, vale a dire completare la traduzione in inglese di “Sindrome”. Devo dire che per lunghi periodi, soprattutto in primavera, sono stata constante, nonostante il tradurre in inglese sia un’operazione ben più lenta rispetto alla scrittura e ovviamente alla traduzione in italiano. Poi, però, gli altri due progetti che stavo seguendo, la prima stesura di “Nave stellare Aurora” e quella di “Self-publishing lab”, cui si è aggiunta la revisione di quest’ultimo, si sono portati via tutto il mio tempo, costringendomi a interrompere il lavoro su “Syndrome” ad appena un po’ meno di 18 mila parole, contro le 84 mila preventivate.
Sono decisamente indietro e, almeno fino ad aprile, continuerò ad avere poco tempo, ma poi le cose cambieranno.

Che cos’altro ho combinato del 2019?
Tanto per iniziare ho tenuto di nuovo il mio “Laboratorio di self-publishing nei sistemi multimediali” all’Università degli Studi dell’Insubria, a Varese, cui si è aggiunta una conferenza sullo sbarco sulla Luna (tenuta insieme a Fabio Pagan, Piero Benvenuti e l’astronauta Franco Malerba). Di questo ho parlato diffusamente in un articolo recente qui sul blog, che trovate a questo link. È possibile invece vedere i due video della conferenza “Il giorno della Luna”, facendo clic qui.

Inoltre, ho frequentato quattro MOOCs (corsi online aperti su larga scala), l’ultimo dei quali l’ho finito proprio pochi giorni fa, superando il test finale col massimo dei voti (come sono secchiona!). Probabilmente il più interessante di questi quattro è stato “In the Night Sky: Orion”, che partendo dalla costellazione di Orione, porta gli studenti in un viaggio spaziale tra stelle, buchi neri e galassie. Ma vi voglio suggerire anche “Mindshift: Break Through Obstacles to Learning and Discover Your Hidden Potential” (quello che ho appena finito), che mi ha insegnato un sacco di cose interessanti, tra cui il motivo scientifico (neppure sapevo che esistesse) per cui statisticamente gli uomini sono più attratti dalle materie scientifiche rispetto alle donne, nonostante non ci sia alcuna differenza nella predisposizione rispetto a esse dovuta al sesso. Il motivo è legato alla minore tendenza all’attività verbale degli uomini, causata da differenze ormonali. E, in fondo, la cosa non mi ha stupito affatto, visto che è noto a chiunque che noi donne parliamo molto di più! Ora però so che esiste una spiegazione scientifica che ha implicazioni anche su altri ambiti.
È chiaro che su questo argomento (ma anche su altri trattati nel corso) mi sento un po’ un’anomalia statistica, anche se poi, ripensandoci, io amo la scienza, ho sempre trovato estremamente stimolante lavorare in ambito scientifico e studiare e comprendere la scienza dietro tutto ciò che mi circonda, ma mi rendo conto che il parlare o lo scrivere di scienza (anche quella della finzione) mi è del tutto naturale (guarda caso, cosa mi sono ritrovata a fare?). E, quando una cosa ti risulta semplice da fare, tende inesorabilmente ad attrarti.
Se vi ho incuriosito, date un’occhiata ai video del corso (in inglese con trascrizione e sottotitoli). È gratis.

Tornando a parlare del mio 2019, cos’altro ho fatto?
Ho viaggiato un po’. Oltre a essermi concessa due brevi incursioni a Milano con tanto di concerto (Tears For Fears e Def Leppard), ho fatto due vacanze vere e proprie, di cui una crociera. Ho partecipato a un’interessantissima conferenza organizzata dall’ASI qui a Cagliari (Sardegna: una porta per lo spazio) e ho avuto l’opportunità di fare una visita guidata al Sardinia Radio Telescope. E soprattutto mi sono imposta delle pause totali di 2-3 giorni subito dopo ogni 4-5 di lavoro continuativo (ognuno dei quali comprende sempre oltre 12 ore di lavoro).

Inoltre, ho continuato a portare avanti la pubblicità su Facebook dei miei libri, estendendola anche ai thriller (avevo iniziato col ciclo dell’Aurora). Ho ottenuto dei buoni risultati per gran parte dell’anno e adesso, dopo una pausa nel periodo natalizio, dal primo gennaio attiverò una nuova campagna e vedremo come andrà.

Infine, come ho già detto sopra, ho dedicato (e intendo continuare a farlo) sempre una parte del mio tempo a leggere e imparare cose nuove relative a varie attività di marketing da applicare alla promozione dei miei libri. E utilizzerò quanto imparato a breve in attesa dell’uscita di “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”. Sto infatti preparando un blog dedicato a essa su Medium, che lancerò a breve, separato da questo, in cui parlo più in generale di me e del mio lavoro. Probabilmente sarà un progetto a breve termine, che però mi permetterà di testare alcune strategie promozionali, in vista della pubblicazione in inglese della trilogia del detective Eric Shaw.

E adesso veniamo ai propositi per il 2020:
1) finire la revisione e pubblicare “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore” e vedere un po’ come va, anche grazie all’uso del blog sopraccitato. Si tratta della mia prima esperienza di non-fiction e non so esattamente cosa aspettarmi a livello di risposta del mio target di lettori, che poi sono i miei colleghi autoeditori, ma anche chiunque sia interessato a questo modello editoriale. È difficile fare previsioni, perché non esistono molti prodotti di questo tipo sul mercato italiano (non tanti come quelli sul mercato inglese). Dai risultati che avrò dipenderà il fatto che si tratti o meno di un’esperienza isolata;
2) finire di scrivere, fare la revisione e pubblicare “Nave stellare Aurora” il prossimo 30 novembre. Questo sarà il progetto più impegnativo, poiché ho appena superato la metà (che consta di oltre 105 mila parole). Avevo ipotizzato che ne venisse fuori un romanzo di 160 mila parole, ma temo che sarà più lungo;
3) finire di tradurre “Sindrome” in inglese, stavolta per davvero. Il ritardo in questo progetto sposta necessariamente in avanti la mia intenzione di iniziare la pubblicazione in inglese della trilogia entro la fine del 2020, ma solo di qualche mese;
4) come sempre, leggere sempre tanti bei libri e soprattutto continuare a far sì che una parte di essi mi permetta di migliorare le mie conoscenze e competenze relative al mio lavoro.

Per il 2020 ci sono poi alcune speranze.

Spero di ripetere la mia esperienza autunnale all’Università degli Studi dell’Insubria. Vorrei anche partecipare ad altri eventi che mi permettano di promuovere i miei libri e a questo proposito ci potrebbero essere già delle possibilità.

Vorrei inoltre programmare la pubblicazione dell’edizione inglese della trilogia del detective Eric Shaw. Legata a ciò c’è l’idea di scrivere un breve prequel in italiano, che poi andrebbe tradotto, da utilizzare come strumento promozionale in entrambi i mercati. Di questo prequel esiste già un’outline pronta e un titolo: “La prova”.

Infine, voglio sfruttare ciò che resta di questo ottavo anno della mia attività di autoeditrice e inizio del nono (a partire da giugno), in cui chiuderò finalmente il ciclo dell’Aurora, per decidere quale direzione intraprendere in relazione a quelli che saranno i progetti futuri, trovando il giusto equilibrio tra i due generi in cui scrivo, fantascienza e thriller, cui adesso si sta aggiungendo la non-fiction, e la mia volontà di rendere un numero maggiore dei miei libri disponibile in inglese, in modo da aumentare le mie possibilità di guadagno.

Anche se nella mia testa c’è tanto altro, per ora questo è tutto.
Colgo come sempre l’occasione dell’arrivo di un nuovo anno per esprimere tutto il mio ringraziamento alle persone che mi supportano, che siano amici, familiari, collaboratori o lettori.
Grazie di cuore a tutti voi.

E adesso è il vostro turno di raccontarmi i propositi per il prossimo anno.
Intanto vi auguro una buona fine del 2019 e soprattutto un ancora migliore 2020!
 
Di Carla (del 23/12/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 992 volte)

 Ironia, dramma e chiacchiere verso l’oblio
 
È la seconda volta che mi imbatto nella meravigliosa penna di Mahfuz. La prima volta fu con una raccolta di romanzi storici ambientati nell’antico Egitto. Stavolta, tramite questa breve opera, l’autore racconta un Egitto a lui quasi contemporaneo. “Vicolo del mortaio” è infatti stato scritto nel 1947 e narra le vicende degli abitanti di un vicolo del Cairo verso la fine della Seconda Guerra Mondiale. La sua però non è una rappresentazione realistica della vita di un vicolo della sua città, bensì uno splendido tentativo di raccontare le mille sfaccettature dell’umanità attraverso i suoi abitanti.
Nel vicolo del mortaio, infatti, vivono, le une accanto alle altre, persone delle classi più basse e delle classi medie, e per qualche motivo altre che appartengono a classi più elevate finiscono per incapparvi. Ogni personaggio rappresenta una tipologia di individuo: il virtuoso, l’orgoglioso, il corrotto, l’avida e così via. Non si tratta di uno spaccato di vita reale nel senso classico del termine. L’autore non vuole creare personaggi realistici, ma li utilizza per mostrare la realtà della natura umana, nei suoi pregi e nelle sue miserie, facendo di ognuno di essi un esempio portato fino all’eccesso.
Il tutto avviene attraverso una serie di episodi che oscillano tra ironia e dramma, in cui i personaggi vanno a uno a uno incontro al proprio destino, mentre il vicolo continua a essere sempre lo stesso. Il clamore per ogni evento, perfino il più tragico, si perde in poco tempo tra le chiacchiere cerimoniose dei suoi abitanti fino a cadere per sempre nell’oblio.
 
Il vicolo del mortaio (Kindle, cartaceo) su Amazon.it.
Il vicolo del mortaio (Kindle, cartaceo) su Amazon.com.

Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 02/11/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1289 volte)

 Inaspettatamente coinvolgente
 
Ho deciso di leggere questo libro perché avevo bisogno di immergermi nell’atmosfera lunare durante la scrittura del mio attuale ‘progetto in corso’ e devo ammettere che, dopo l’esperienza con “Red Mars” e “Green Mars” (devo ancora leggere il terzo della trilogia) temevo di trovarmi catapultata dentro un trattato scientifico-politico-psicologico, costellato di brevi storie di diversi personaggi. Sono, invece, rimasta positivamente sorpresa nel rendermi conto che questo romanzo aveva solo pochi personaggi e seguiva solo le loro vicende.
Certo, Robinson non può fare a meno di infarcire la sua scrittura di informazioni, soprattutto di argomento politico, ma il fatto che la prospettiva della narrazione originasse perlopiù da personaggi cinesi (da qui il “rossa” del titolo) ha attirato la mia attenzione.
“Luna rossa” è un libro che prova a immaginare l’evoluzione politica, legata a quella tecnologica, della Cina nel prossimo futuro, e lo fa attraverso un numero ristretto di personaggi con caratteristiche diverse, ben mostrate al lettore, con i quali è facile creare da subito non rapporto stretto. Ciò fa sì che la lettura scorra veloce, per il modo in cui si susseguono senza pausa gli eventi narrati e anche grazie alla lunghezza non eccessiva del romanzo.
La Luna, in realtà, non occupa tutta la storia. Una buona parte di essa si svolge in Cina, una Cina del futuro che ci viene mostrata in maniera efficace e coinvolgente. Eppure la Luna è al centro di tutto.
La parte tecnologica è come sempre molto curata e caratterizzata da una notevole plausibilità, in grado di spingere la mente del lettore a vedere gli eventi come un futuro reale che a tempo debito si realizzerà.
Personalmente ho apprezzato la scelta dell’autore di mostrare alcuni luoghi della Luna, come la base al polo sud, quella nella zona di librazione e quella dentro un cratere, sia per quanto riguarda i paesaggi reali, ricreati in maniera perfetta nella mia mente dalla sua bella prosa evocativa, sia per la sua capacità immaginativa nel proporre ciò che l’umanità costruirà in quei luoghi.
Il tutto è favorito da una lettura scorrevole, nel senso buono del termine, vale a dire che, pur tramite un linguaggio tutt’altro che semplice e banale, la voglia di sapere ciò che sarebbe accaduto dopo mi spingeva ad andare avanti e la bellezza della prosa facilitava le cose.
L’unico aspetto negativo è rappresentato da alcuni dettagli della traduzione. Era la prima volta che leggevo un libro di Robinson in italiano e un po’ mi sono pentita della scelta. È evidente che il traduttore, pur essendo bravo, non possiede le conoscenze tecniche necessarie per affrontare un libro di fantascienza hard in ambito astronautico. Il risultato è che certe traduzioni fanno un po’ sorridere. Così, per esempio, i retrorazzi diventano retromissili, i veicoli spaziali o i razzi diventano missili, e una base di lancio diventa una base missilistica. Insomma, missili dappertutto anche in contesti di astronautica civile. Siccome dubito che l’errore di terminologia fosse dell’autore, temo che il colpevole sia, se non il traduttore, che essendo letterario non è tenuto ad avere un’esperienza tecnica, di coloro che si sono occupati di revisionare la traduzione o della loro assenza, quindi in ultima analisi dell’editore.
Spero vivamente che queste criticità (purtroppo l’esempio dei “missili” non è l’unico) interessino solo la primissima tiratura e siano state eliminate in seguito (o che lo siano presto), almeno nella versione ebook.
 
Luna rossa (Kindle, cartaceo) su Amazon.it.
Luna rossa (Kindle, cartaceo) su Amazon.com.
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 03/09/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1565 volte)
I libri dell’estate sono ormai quasi tutti finiti ed è arrivato il momento di farne una nuova scorta per avventurarci negli ultimi quattro mesi di questo 2019. E a tale scopo Amazon propone per il mese di settembre una ricca offerta di ebook scontati.
Tra questi c’è anche la raccolta di “Deserto rosso”, che include quattro libri.
 
Fino al 30 settembre “Deserto rosso” (la serie completa) è in offerta a soli 2,07 euro (invece di 3,99 euro) su Amazon: https://amzn.to/2LqrV9U
 
L’offerta è valida solo in Italia.
 
 
 
 
Deserto rosso” coinvolge il lettore, portandolo a sperimentare le emozioni di un’antieroina in lotta per la propria sopravvivenza nell’ostile pianeta rosso, in un’ambientazione descritta con il rigore tecnico-scientifico tipico della hard sci-fi.
È anche la storia di un gruppo di persone normali, obbligate ad affrontare situazioni al di là dei loro limiti e delle loro aspettative. Costretti a vivere in uno spazio ristretto all’interno di un enorme deserto in un pianeta insidioso, lontano dalle convenzioni e dalle regole della Terra, ognuno di loro finirà per lasciar emergere con sempre meno controllo il proprio lato più oscuro, finché la morte non si abbatterà sulla piccola comunità, sconvolgendone i già difficili equilibri.
Ma il centro di tutto resta sempre e comunque Anna, della quale il lettore conoscerà ogni più intima emozione e ne sperimenterà ogni dubbio e incertezza. “Deserto rosso”, infatti, porta avanti in parallelo la lotta interiore della protagonista e quella esteriore verso un nemico inafferrabile, che finiscono per convergere nell’ultimo dei quattro libri contenuti in questo volume.
Alla fine di tutto Anna non si redimerà dal suo ruolo di antieroina, rimanendo fino all’ultimo coerente col suo modo di vedere la vita, ma comunque crescerà. E questa crescita avverrà grazie al suo rapporto particolare con un altro importante personaggio, che a un certo punto si rivelerà quasi un co-protagonista, e all’interazione con qualcosa di altro, che in un certo senso diventerà parte di lei.
 
 
 
Questo libro è anche la prima parte del ciclo dell’Aurora. Se non lo avete ancora iniziato, approfittate subito di questa offerta.
Ma, se avete già letto “Deserto rosso” e vi è piaciuto, potete cogliere l’occasione per regalare l’ebook a un amico, usando la funzione Acquista per altri.
 
Se poi volete scoprire di più sul ciclo dell’Aurora, visitate il minisito dedicato alla serie su: www.desertorosso.net
 
Ci vediamo su Marte!
 
Di Carla (del 19/08/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1439 volte)

 Angosciante e dal finale inaspettato
 
Questo gioiellino di fantascienza si discosta dai romanzi epici cui Reynolds mi ha abituato, non solo per la lunghezza (si tratta infatti di una novella), ma soprattutto per l’apparente semplicità della trama. La storia è narrata dal punto di vista di Dimitri Ivanov, un cosmonauta russo, su due linee temporali parallele. Offre un’immagine pessimistica del futuro, in cui l’esplorazione spaziale si è praticamente arrestata a causa dell’interazione con un misterioso artefatto di origine aliena, che i russi chiamano Matryoshka.
In una linea narrativa vediamo Dimitri che scappa da una struttura per malati di mente e cerca di raggiungere qualcuno cui rivelare ciò che ha scoperto nella sua ultima missione spaziale. La missione viene mostrata nell’altra linea temporale, in cui lui e altri due colleghi si stanno avvicinando alla Matryoshka e si apprestano a prelevare dei campioni.
Nel futuro alternativo in cui sono narrate le vicende di questo cosmonauta, solo la Russia ha mantenuto un minimo di attività spaziale, mentre il resto del mondo si arreso all’impossibilità di svelare l’enigma delle apparizioni dell’artefatto alieno. E gli stessi cosmonauti russi sono spinti nella loro ricerca più da necessità di sopravvivenza che dal desiderio della scoperta. Se ciò che scopriranno non sarà gradito al governo, potrebbero comunque fare una brutta fine.
Un senso di angoscia pervade entrambe le linee narrative e l’assenza di divisione in capitoli incalza il lettore, inducendolo a completare la lettura il prima possibile. Ho apprezzato particolarmente tutta la parte spaziale, che come in tutte le opere di Reynolds mescola scienza rigorosa con aspetti che, per via della loro origine, vanno oltre la nostra capacità di stabilire quanto possano o meno essere realistici. Più andavo avanti e più cresceva in me la curiosità di conoscere ciò che era celato all’interno della Matryoshka.
E la risposta arriva in un finale inaspettato e quindi soddisfacente, non tanto per il suo contenuto, che, pensandoci bene, è tutt’altro che originale, ma piuttosto per la bravura dell’autore nel distrarre il lettore e poi stupirlo.
 
Ho letto l’edizione inglese di questo libro, ma è disponibile anche in italiano col titolo “L’ultimo cosmonauta”.
 
L’ultimo cosmonauta (italiano, solo cartaceo) su Amazon.it.
Troika (inglese, solo cartaceo) su Amazon.it.
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina
 
Di Carla (del 08/07/2019 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1442 volte)
Come al solito il tempo vola. È finalmente arrivata l’estate e con essa mi accorgo che è passato già metà di questo 2019. Ciò significa che il tempo che avevo a disposizione per realizzare i miei propositi per quest’anno si è dimezzato. Anzi, viste le varie tipologie di vacanze e altri impegni che mi aspettano, il tempo a mia disposizione d’ora in poi sarà meno di quello che è già passato.
Però, ripensandoci, in questi sei mesi qualche cosa l’ho combinata.
 
© Rita Carla Francesca Monticelli
 
Proprio ieri mattina, all’alba, ho finito di scrivere il mio primo libro di non-fiction. Si tratta di un testo sull’autoeditoria, basato sul corso che tengo all’Università degli Studi di Varese. Il titolo sarà “Self-publishing lab. Il mestiere dell’autoeditore”.
Avevo iniziato a scriverlo addirittura alla fine del 2017, per poi abbandonarlo per un anno intero. All’inizio di quest’anno l’ho ripreso e ne è venuto fuori un mostro di oltre 125 mila parole.
Avrei voluto completarne la stesura almeno un mese fa, ma le cose non sono andate come previsto, anche perché è risultato molto più lungo di quanto mi aspettassi.
 
Si tratta di un libro, basato sulla mia esperienza diretta, che ripercorre il programma del corso, partendo quindi dalle basi relative all’autoeditoria fino ad approfondirne numerosi aspetti. In realtà, ci sarebbe tanto da dire sugli argomenti trattati, che ognuno di essi meriterebbe un libro a parte. Credo, comunque, che possa sia essere un buon punto di partenza per chi si avvicina per la prima volta a questo modello editoriale che allo stesso tempo offrire tutta una serie di informazioni che molti autoeditori in attività non conoscono o conoscono solo parzialmente.
Comunque ci vorrà ancora un bel po’ di tempo prima che ne possa annunciare l’uscita. Per adesso lo metto da parte, anche perché vado in vacanza. Al mio ritorno farò alcune correzioni, dovute al fatto che negli ultimi mesi nel mercato dell’autoeditoria sono cambiate alcune cose. E, siccome ne cambieranno altre nel prossimo futuro, sono certa che dovrò fare ulteriori modifiche del suo contenuto prima che raggiunga la sua forma definitiva.
Il lavoro di editing vero e proprio inizierà a settembre e mi permetterà anche di ripassare e aggiornare il corso.
 
Durante questi sei mesi, inoltre, ho scritto la prima parte (di quattro) di quello che sarà il mio prossimo romanzo, “Nave stellare Aurora” (quinto e ultimo volume del ciclo dell’Aurora). Ho iniziato la scrittura a metà marzo, in parallelo ad altri due progetti, e l’ho completata, oltre 50 mila parole dopo, a metà giugno.
Anche qui ho sforato sia con la lunghezza che con la tempistica. Avevo intenzione di scrivere solo 40 mila parole e volevo farlo entro la fine di aprile. Ops! L’importante, comunque, è essere arrivata alla sua conclusione.
Questa parte del romanzo è intitolata “L’eredità degli Asbury” e si svolge tra oltre un secolo principalmente a Londra, con una piccola incursione iniziale in Antartide. I personaggi principali sono Alicia e Andrew, che abbiamo già visto ne “L’isola di Gaia”, e soprattutto l’intelligenza artificiale Susy, che è la voce narrante di tutto il romanzo.
 
© Rita Carla Francesca Monticelli
 
La seconda parte, invece, di cui non ho ancora deciso il titolo, si svolgerà sulla Luna (la foto sopra è della Superluna di febbraio). Nella mia mente la trama si sta sviluppando abbastanza velocemente, grazie soprattutto all’ambientazione e alcune letture cui mi sto dedicando nelle ultime settimane. Conto di preparare una prima outline entro la fine del mese e iniziare la scrittura ad agosto.
Purtroppo, il mio ritardo sulla prima parte si trascinerà anche sulla seconda, che avevo intenzione di finire proprio alla fine del prossimo mese. Ma devo dire che mi sento molto più ispirata. Un corpo celeste pieno di insidie come la Luna stimola la mia fantasia molto più di quanto non faccia una città del futuro. Ho avuto modo di scrivere delle scene sul nostro satellite sia in “Deserto rosso” (nel quarto libro della serie) che in “Ophir. Codice vivente”. Stavolta avrò l’opportunità di immergermi nella sua magnifica desolazione (come Buzz Aldrin l’ha definita 50 anni fa) per quasi tutte le 40-50 mila parole di questa parte del romanzo. Inoltre, avrà come protagonista il mio personaggio preferito: Hassan. Infine, comparirà un nuovo personaggio che, per quanto sarà perlopiù limitato a questa parte, ha un ruolo fondamentale nella storia di Melissa o, per meglio dire, dell’entità estranea.
 
La mia attività scrittoria di questi ultimi mesi ha anche incluso l’inizio della traduzione in inglese di “Sindrome”, il secondo romanzo della trilogia del detective Shaw. Questo progetto, però, è ancora ben lontano dall’essere concluso. Per ovvia carenza di tempo, sono riuscita a portarlo avanti con estrema lentezza. Per ora la traduzione include appena 10 mila parole, mentre prevedo che il totale sarà intorno alle 84 mila.
Ma, avendo completato la prima stesura del libro sull’autoeditoria, adesso (dopo queste due settimane di vacanze) mi ci potrò dedicare a pieno regime, affiancandolo da agosto alla scrittura della seconda parte di “Nave stellare Aurora”.
 
In ogni caso, se confronto ciò che ho fatto finora con i propositi elencati alla fine del 2018, mi rendo conto che ho già completato il primo, vale a dire la scrittura della prima stesura di “Self-publishing lab”, e che sono sulla buona strada per il terzo, cioè iniziare “Nave stellare Aurora”, anche se, per definirlo completato, dovrei almeno scrivere la seconda parte e iniziare la terza. Inoltre ho iniziato il secondo, cioè la traduzione di “Sindrome”. Dovrei finirla entro l’anno e credo che sia un obiettivo assolutamente fattibile.
E poi c’è il quarto proposito, leggere tanti libri, che però non ha bisogno di grandi sforzi, visto che è la parte più divertente. Quest’anno mi sto dedicando alle lettura in maniera disordinata e la cosa non mi dispiace. Leggo anche 5 o 6 libri insieme. Alcuni li metto da parte per un po’ e poi li riprendo, mentre finisco subito altri, ma in genere trascorro le mie sessioni di lettura leggendo un capitolo di ogni libro. Così facendo, ho continuato la lettura di libri che altrimenti avrei abbandonato, perdendomi così delle storie bellissime.
 
Okay, finora ho parlato solo di scrittura. È vero che occupa, in un modo o nell’altro, la maggior parte del mio tempo, ma non è l’unica cosa che faccio. Per fortuna!
Degni di menzione sono sicuramente tre concerti cui ho assistito quest’anno.
Premetto che purtroppo qui a Cagliari da quando hanno chiuso l’Anfiteatro Romano scarseggiano i concerti interessanti. È stato un raro caso che nel 2017 abbia visto nella mia città Tony Hadley e Natalie Imbruglia, ma l’anno scorso è stato veramente deprimente, complice anche il fatto che i Tears For Fears avevano posticipato il tour. In tutto il 2018 ho visto un concerto dei Tazenda (che adoro!) e basta.
Nel 2019, invece, le cose stanno andando meglio. A febbraio ho recuperato il concerto posticipato dei Tears For Fears ad Assago (foto sotto), a maggio ho rivisto con piacere Elisa a Sassari (qui potete vedere un video) e a giugno sono tornata ad Assago per vedere i Def Leppards (qui potete vedere un video) insieme agli Whitesnakes.
Tutti concerti meravigliosi!
Devo fare solo un appunto riguardo all’ultimo, in cui hanno tirato su così tanto il volume da rovinare la qualità del suono (e rischiare di danneggiare i miei timpani). In tanti concerti visti al Forum (anche nella stessa precisa posizione) è la prima volta che mi capita un problema del genere. In futuro non mancherò di portare con me i filtri auricolari.
 
© Rita Carla Francesca Monticelli
 
E poi c’è lo spazio. Anche quest’anno ho avuto il piacere di partecipare a un evento organizzato dall’Agenzia Spaziale Italiana qui a Cagliari. Lo scorso 21 giugno c’è stata una bellissima conferenza intitolata “Sardegna: una porta per lo spazio”, cui sono intervenuti rappresentanti dell’ASI, della NASA e dell’ESA, tra cui anche l’astronauta Roberto Vittori. L’evento, che è durato circa tre ore e mezza, ha visto una buona partecipazione di pubblico (considerato che in un giorno così, di mattina, la gente avrebbe potuto andare in spiaggia), che l’ha seguito con grande attenzione. Si è parlato esplorazione spaziale del futuro, della missione Rosetta, dell’importante lavoro svolto dal Sardinia Radio Telescope (anche come Sardinia Deep Space Antenna) e c’è stato persino un piccolo concerto di Martux_M. E poi ci hanno anche regalato un libro: “Storia italiana dello spazio” di Giovanni Caprara.
 
Non solo!
Il giorno dopo sono andata a fare una visita guidata proprio del Sardinia Radio Telescope. Ho avuto l’opportunità di vederlo da vicino, di visitare le sale di controllo di INAF e ASI (prima foto di questo articolo), e di vedere l’orologio atomico, il tutto reso ancora più interessante dalle spiegazioni di Giampaolo Serra dell’ASI, che ringrazio ancora, insieme a Michela Serra, per l’invito.
 
Insomma, sono stati sei mesi impegnativi che, però, mi hanno dato alcune soddisfazioni.
E adesso, dopo un po’ di vacanza, sarò pronta a tuffarmi in questa seconda parte del 2019, in cui tante altre interessanti, ma anche divertenti, sfide lavorative mi aspettano, insieme a qualche altro svago.
 

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