Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
Di Carla (del 13/03/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 2561 volte)
     Divertente
Questo mini-raccontino (solo cinque pagine) gratuito mi ha divertito davvero. L’autrice fa una carrellata dei disastri amorosi di Odette, raccontati dalla stessa protagonista. Più che una storia è un breve resoconto umoristico, che però descrive situazioni in cui molti di noi possono identificarsi. Il tema alla fine è la ricerca della persona giusta, fatta spesso nella maniera sbagliata, con risultati tutt’altro che buoni. Alla fine Odette non troverà ancora l’uomo della sua vita, magari sarà diventata più saggia e avrà imparato dai suoi errori, ma nonostante tutto non si perderà d’animo e continuerà a cercare.
Consigliato per passare una decina di minuti in allegria e conoscere una brava autrice indipendente.
Loving... Them! gratis su Smashwords. Attenzione: questo libro è in lingua inglese!
Di Carla (del 11/03/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 4230 volte)
   Storia carina, anche se non è il mio genere. Prodotto editoriale scadente
Mi ritrovo a paragonare questo racconto con “L’oro perduto” di Rollins, in quanto entrambi gli ebook gratuiti sono editi dalla Nord e sono a puro scopo promozionale.
Questo racconto è molto meglio riuscito. Il mistero che sta dietro l’omicidio è ben congeniato e non è facilissimo capire chi sia il colpevole, un po’ perché ci vengono fornite poche informazioni, un po’ perché si dà grande spazio al protagonista (che a quanto pare ha una sua serie di libri), che, devo ammettere, è molto ben riuscito. Insomma, la lettura in sé non mi è dispiaciuta del tutto.
Di negativo c’è la qualità dell’ebook: cattiva formattazione, refusi e così via. Non c’è alcuna cura in un prodotto che dovrebbe avere uno scopo promozionale e quindi di conseguenza dovrebbe invogliare all’acquisto di altro.
L’altro aspetto negativo (so che è un problema mio) è l’aspetto “paranormale” della backstory. So che è il genere di questo autore, ma sinceramente non fa per me.
Infine il finale che dovrebbe far venire la voglia di acquistare il prossimo romanzo dell’autore a me ha dato solo fastidio. Una cosa del genere dovrebbe essere segnalata nella descrizione.
Il tempo della verità su Amazon.it. Il tempo della verità su Amazon.com.
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Di Carla (del 06/03/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 5379 volte)
   Scontato, trama troppo lineare per un racconto, ebook scadente
Va bene che è gratuito, va bene che è stato scritto ad hoc per usarlo a scopo promozionale, va bene tutto, ma non si scrivono così i racconti. Pare che l’autore creda che scrivere un racconto corrisponda a scrivere una storia corta. Non è così. Il racconto, essendo una forma narrativa breve, deve sopperire con l’originalità del tema trattato, della struttura narrativa e deve lasciarti a bocca aperta con uno sviluppo insolito della trama.
Non vedo nulla di tutto ciò in questo testo. La trama manca di originalità, i personaggi sono bidimensionali, il finale è scontatissimo. Aggiungiamo poi che l’ebook è formattato davvero malissimo e infarcito di refusi. Se è questa la cura che la Nord mette in un prodotto editoriale così semplice, non vedo perché dovrei sognarmi di spendere dei soldi per comprarne uno più lungo.
Dal punto di vista promozionale a mio parere è un clamoroso autogol.
L'oro perduto su Amazon.it.
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Di Carla (del 20/02/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 3083 volte)
     Raccontino geniale
L’unica nota stonata di questo ebook è la dimensione. Temo che un prodotto editoriale di 25 pagine a 90 centesimi non abbia molto mercato. Come prodotto gratuito durante i periodi di promozione, però, ha il merito di far conoscere al lettore un ottimo autore.
Anche volendomi sforzare, non riesco a trovare alcun difetto in questo racconto. È scritto benissimo, la storia è intrigante, l’idea di base è una rielaborazione molto originale di certe leggende sull’occultismo nel periodo nazista, il finale ti lascia sbalordito. L’ebook è inoltre tecnicamente perfetto a dimostrazione del livello di professionalità di questo autore indipendente. E soprattutto ti lascia con la voglia di leggere altro della sua produzione editoriale.
Che altro posso dire? Complimenti!
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Di Carla (del 11/02/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 3435 volte)
     Una chicca
Va detto che si tratta di un raccontino davvero piccolo. L’intero ebook nasce come strumento promozionale e il racconto ne occupa solo un terzo. L’avevo scaricato quando era gratuito. Trovo che farlo pagare, nonostante il valore dell’autore, non sia onesto. Eppure in questo momento è a pagamento, cosa che mi lascia perplessa.
A parte ciò, ci troviamo di fronte a un raccontino davvero geniale sulla possibilità di conoscere il futuro e su come questo possa cambiare il corso delle cose. Personalmente sono rimasta stupita dall’abilità di Hamilton nell’inserire tanti dettagli in un testo così piccolo, conoscendo la tendenza che ha a scrivere storie chilometriche. È riuscito a costruire una storia ben congeniata, abbastanza complessa, che mi ha incuriosito per tutto il tempo di lettura. Non avevo la minima idea di dove volesse andare a parare. E il colpo di scena finale è stato davvero inatteso.
Molto carino.
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Di Carla (del 06/02/2014 @ 15:00:00, in Lettura, linkato 3269 volte)
    Angosciante
Premetto che si tratta di un tipo di storia che non avrei mai letto se non mi fosse stato suggerito dall’autore di scaricarla gratuitamente. Se l’ebook fosse stato a pagamento, non l’avrei mai comprato, vista la lunghezza (neanche cinquanta pagine).
Ciò purtroppo ha effetto sul giudizio finale, in quanto non amo affatto questi scenari cupi e la sensazione di depressione sempre maggiore che i personaggi trasmettono, fino alla fine. Una volta terminata la lettura hai voglia di dimenticartene del tutto, perché non ti lascia di certo una bella sensazione.
Probabilmente questo è anche un merito dell’autore, poiché è riuscito a trasmettere al lettore ciò che voleva. Ci è riuscito benissimo con una prosa ottima, molto evocativa, molto curata nei dettagli. Lo stesso ebook è ben formattato. Nel complesso siamo di fronte a un prodotto editoriale davvero buono.
Ma resta il fatto che quando leggo una storia vorrei non deprimermi. È una considerazione del tutto personale, ma questa è di fatto una recensione di gradimento, quindi deve essere personale.
L'orfanotrofio (Cronache dalla Città) su Amazon.it. L'orfanotrofio (Cronache dalla Città) (Italian Edition) su Amazon.com.
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Di Carla (del 01/02/2014 @ 00:30:20, in Lettura, linkato 3329 volte)
  Storia mediocre, prodotto editoriale scadente
C’è da dire che si tratta di un prodotto di edicola rivolto probabilmente a un pubblico giovane (o almeno è ciò che mi auguro), ma ciò non lo giustifica. La storia non offre grandi spunti, ma ciò che la rende davvero poco godibile è la scarsa qualità della traduzione, fatta in qualcosa di molto lontano dall’italiano. Il testo è inoltre pieno di refusi. La trama è semplicistica, ma in linea col tipo di prodotto: mutanti, eroi, poteri psichici, finale scontato. Forse, se fosse stato tradotto in maniera più decente, l’avrei apprezzato di più come lettura da spiaggia, ma il modo in cui è scritto a volte dà proprio sui nervi.
Migliore sotto certi aspetti il racconto in fondo al libro, scritto sicuramente meglio (l’autore è italiano, quindi nessuna traduzione) e abbastanza divertente nel suo essere un po’ maschilista. Nonostante ciò l’ho trovato un po’ troppo sopra le righe, troppo surreale per essere preso sul serio anche come racconto umoristico.
Di Carla (del 19/01/2014 @ 22:34:06, in Lettura, linkato 3381 volte)
     Cuori infranti… in serie
Dopo il romanzo “ Un patto con una sconosciuta” e la novella “ Gemelle incompatibili”, Martina Munzittu si cimenta in una storia rosa più classica, in cui i patimenti sentimentali delle protagoniste sono però sempre affiancati dall’ironia tipica dei suoi scritti, cui si aggiungono elementi drammatici sapientemente misurati. Ma la vera peculiarità di questa novella (anzi, quasi un romanzo breve) è che si tratta a tutti gli effetti dell’episodio pilota di una serie.
Ma andiamo per ordine. Le vicende narrate ruotano intorno a una sorta di associazione di mutua assistenza fra donne (e uomini) con problemi amorosi fra i più disparati, fondata da Nonna Pina, un’italiana trapiantata a Londra, e chiamata “Il Rifugio dei Cuori Infranti”. La serie ha uno sviluppo di tipo episodico, vale a dire che nell’ambito di una puntata vengono seguiti due “casi” che vengono risolti prima della sua fine. Allo stesso tempo esistono delle sottotrame che sospetto verranno sviluppate nel corso dei prossimi episodi. Inoltre verso la fine compare un nuovo personaggio, che anticipa l’episodio successivo. Il format è senza dubbio perfetto. Le due storie vanno avanti in parallelo, con un ritmo abbastanza sostenuto, costringendo il lettore, anche grazie allo stile leggero e coinvolgente della Munzittu, a girare una pagina dopo l’altra, finché non arriva alla conclusione. Il tutto è infarcito da elementi ironici, che strappano più di una risata, e altri più seri che spingono alla riflessione. Sullo sfondo la Londra odierna, scorci di vita quotidiana e location ben conosciute.
Il risultato soddisfa appieno le buone premesse. In questo episodio in particolare, intitolato “Tradimento”, si affronta questo tema molto comune in ambito sentimentale da due prospettive ben diverse, addirittura opposte, ma sempre in maniera misurata e convincente, grazie alla sensibilità dell’autrice che riesce ancora una volta a farci divertire e un po’ anche arrabbiare insieme ai suoi personaggi.
La brevità, se da una parte penalizza l’approfondimento delle storie e dei personaggi, ha dalla sua il fatto che permette al lettore di non dover attendere troppo per vedere soddisfatta la sua curiosità su come andrà a finire e nel contempo lo lascia col desiderio di leggere nuove storie come questa.
Di Carla (del 23/11/2013 @ 02:59:27, in Lettura, linkato 4358 volte)
    Quando le parole incantano
Ammetto di non essere un’amante della narrativa non di genere, ma sono affascinata e mi lascio coinvolgere da quelle storie che scavano nei sentimenti dei personaggi, mettendoli di fronte a situazioni fuori dall’ordinario e talvolta estreme, indipendentemente da quello che è il contesto in cui essi si muovono. Se poi queste storie sono costruite con maestria, tramite un abile incastro della narrazione degli eventi, ecco che mi ritrovo a viverle insieme ai personaggi, ed emozionarmi con loro, nel bene e nel male, al di là di tutte le etichette di genere.
“Le parole confondono” non è solo la storia di Andrea, sapientemente narrata su due piani temporali, con una perfetta gestione dell’azione e dei dialoghi, ma è soprattutto una storia che parla di varie forme d’amore: quello che lega un nipote e un nonno, due amici, un uomo e una donna, e qualsiasi persona che viva un legame speciale con qualcun altro, anche solo unilaterale. Ed è questo amore, la sua ricerca, il desiderio di esprimerlo e di esserne appagato, che muove Andrea Marini e lo accompagna durante i periodi più bui della sua vita, sia nel presente che nel passato.
Fatti terribili, violenti lo colpiscono, lo feriscono nel profondo, ma non lo spezzano, anche grazie alla presenza di figure importanti, alle quali si aggrappa per rialzarsi e andare avanti, seppure tra mille difficoltà e, diciamocelo, mille sfighe.
Giovanni Venturi mette a dura prova i suoi personaggi, cosa che gli consente di porne a nudo l’anima, trasformando la loro debolezza in forza, spingendoli a crescere nel corso della narrazione e costringendo il lettore quasi a vivere in prima persona il loro viaggio. Ci si ritrova così a ridere, penare, arrabbiarsi con loro, e a gioire quando infine afferrano quel desiderio anelato per tante pagine.
Non è solo la storia in sé a fare la magia. Ci sono sì degli elementi di originalità, che portano il lettore a chiedersi cosa accadrà dopo, senza riuscire in alcun modo a immaginarlo, che gli impediscono di fermarsi alla fine di un capitolo. E infatti, nonostante la lunghezza, il libro si legge in pochissimi giorni. Altri, invece, sono meno celati e più facili da intuire. Ma ciò che fa funzionare il tutto è il modo in cui questi elementi sono cuciti e la sensibilità con cui l’autore riesce a trasmetterli con la sua prosa diretta e allo stesso tempo mai banale. C’è un senso di universalità nei temi trattati tale che la storia che ci viene mostrata avrebbe avuto comunque la medesima forza e credibilità, anche se non fosse stata narrata tra Napoli e Milano o in un tempo diverso da quello odierno. Spesso si accusa la narrativa italiana non di genere di autoreferenzialità e provincialismo, e talvolta è vero, anzi, il più delle volte. Ma quando alla base di tutto ci sono degli elementi che, sebbene fortemente legati al dove e al quando, allo stesso tempo prescindono lo spazio e il tempo, ecco che ci troviamo di fronte a qualcosa di veramente speciale, che non può lasciarci indifferenti e che, una volta giunti alla parola fine, ci sorprende con un piacevole senso di completezza.
Di Carla (del 07/11/2013 @ 19:23:23, in Lettura, linkato 3615 volte)
    La fantascienza che ti sorprende
Appena inizi a leggere questo primo romanzo della serie “Vivere o Morire”, rimani spiazzato. Ti trovi di fronte al diario allucinato del protagonista, che ti racconta cosa accade in tempo reale, trasmettendoti le sue angosce e soprattutto la sua incertezza. Tutto ciò che lui riporta è poco più di un’interpretazione, poiché Sirio (nome azzeccatissimo) non sa neppure dove si trova. È rinchiuso in un rifugio in un luogo sconosciuto della Terra e nelle sue mani, proprio nelle sue dita, c’è il destino dell’intero pianeta.
Seguiamo i suoi pensieri, i suoi contatti (o presunti tali) col mondo esterno e con i suoi lontani compagni di avventura, ma non sappiamo cosa stia succedendo realmente e ciò ci spinge a continuare a leggere.
La trama di “Vivere o morire” è geniale e ben giocata. La struttura narrativa iniziale ti cattura. A un certo punto tutto cambia, la storia muta la sua prospettiva, aggiungendo nuovi elementi. E poi cambia ancora, fino a giungere al finale con tanto di colpo di scena, che spazza via tutte le nostre certezze. Geniale.
Se devo trovare dei difetti, lo posso fare nel paragonare la prima parte in soggettiva con le altre. È molto più efficace. L’inserimento di un punto di vista onnisciente nella seconda parte della storia crea un’involontaria distanza, che può comunque essere colmata, ma di certo non intacca minimamente la curiosità e la voglia di sapere cosa accadrà dopo.
Sono curiosa di seguire l’evolversi degli eventi nel prossimo libro, perché non riesco proprio a immaginarli.
Di certo si tratta di una prova pregevole per un autore che per la prima volta si cimenta con un genere complesso come la fantascienza. Non può che migliorare e farci divertire ancora di più.
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