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La Londra del detective Eric Shaw a Carbonia
Di Carla (del 03/06/2017 @ 10:00:00, in Eventi, linkato 600 volte)

Il 26 maggio ho avuto il piacere di presentare la trilogia del detective Eric Shaw al folto pubblico intervenuto alla Biblioteca Comunale di Carbonia nell’ambito della rassegna Carbonia Scrive. Mi ha fatto particolarmente piacere parlare dei miei romanzi nella città in cui sono nata e dove ho frequentato il liceo, davanti a tante persone che conoscevo, alcune delle quali non vedevo da molto tempo.
 
Insieme ad Anna Paola Peddis, che ha moderato l’evento, abbiamo ripercorso questi ultimi cinque anni che mi hanno visto intraprendere la strada dell’autoeditoria e pubblicare ben dodici libri, dalle prime esperienze con “Deserto rosso”, passando per il contratto con AmazonCrossing per la pubblicazione in inglese de “Il mentore”, fino al completamento della trilogia del detective Shaw con “Sindrome” lo scorso anno e “Oltre il limite” il 21 maggio 2017.
 
 
Mi è stato chiesto di raccontare del mio approccio nei confronti della scrittura, che non è un qualcosa mosso dall’ispirazione del momento, ma un mestiere fatto di disciplina, progettazione e scadenze, in cui non c’è posto per capricci come il cosiddetto “blocco dello scrittore”. E poi ho avuto modo di accennare come lo scrivere sia solo la prima parte del mestiere ben più complesso dell’autoeditore.
 
Non è mancata l’opportunità di approfondire alcune tematiche dei miei libri, in particolare della trilogia del detective Eric Shaw, che vede come protagonista un antieroe abituato a etichettare il modo in cui ha sempre contravvenuto alle regole definendolo come giusto, poiché atto ad assicurare i criminali alla giustizia, e che vede le proprie certezze vacillare fino a crollare nel momento in cui si scopre ad accettare il comportamento di una persona cui tiene che si è macchiata di efferati crimini per perseguire un senso di giustizia più estremo del suo.
 
Non sono mancati neppure momenti di divertimento, come potete vedere nella prima foto!
 
E come sempre mi è stato chiesto per quale motivo abbia deciso di ambientare questa storia a Londra, cioè in un ambiente lontano dalla mia realtà. E come sempre ho risposto che è proprio questo il motivo: la realtà e la finzione sono due cose distinte e che quando creo una storia lo faccio proprio per allontanarmi dalla mia realtà. Inoltre la finzione merita di essere tanto credibile quanto lo è la realtà e per riuscirci deve avere un’ambientazione adeguata.
Quale migliore città si adatta a una storia di serial killer, se non Londra?
Con i suoi luoghi più popolari in cui si svolgono molte delle scene della trilogia, Londra rappresenta un’ambientazione familiare in cui qualsiasi lettore è in grado di trovarsi a proprio agio a seguire le vicende dei protagonisti e a immedesimarsi in essi, allo stesso modo in cui io, che conosco abbastanza bene questa metropoli (sono stata in quasi tutti i luoghi citati), mi sono trovata a mio agio nel narrarle, mantenendo nel contempo la massima immedesimazione.
 
Ma un momento veramente speciale è stato quello in cui sono stati letti dei passaggi rispettivamente de “Il mentore” e di “Oltre il limite”. Non mi era mai capitato di sentire qualcuno leggere a voce alta qualcosa che io avevo scritto e di realizzare nei visi dei presenti l’effetto che le mie parole avevano su di loro. È stata una sensazione unica, indescrivibile, che ha contribuito a rendere questa serata perfetta.
 
Ringrazio ancora una volta tutte le persone che sono intervenute e quelle che hanno organizzato l’evento, in particolar modo Anna Paola Peddis e la sua collega di cui non ricordo il nome (scusa!), che potete vedere nelle foto insieme a me (altre foto dell’evento sono disponibili su Facebook).
Grazie davvero a tutti!