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Febbre da Queen
Di Carla (del 04/03/2015 @ 13:06:45, in Musica, linkato 2304 volte)

In questi giorni i Queen e Adam Lambert stanno terminando il loro tour europeo cui ho avuto l’enorme piacere di assistere poco più di tre settimane fa ad Assago. E da allora mi è salita di nuovo la febbre da Queen.
 
Ho vaghi ricordi di un giorno nel 1989, mentre mi aggiravo nella sezione dischi dell’UPIM di Carbonia e mi apprestavo a comprare il mio primo CD. Si trattava di “The Miracle” dei Queen. Allora avevo quindici anni e avevo ricevuto come regalo di compleanno un impianto stereo con tanto di lettore CD (appunto) e giradischi (e infatti lo stesso giorno avevo anche acquistato un vinile). Anche se allora non me ne rendevo conto, la mia passione per la musica in quel momento stava per prendere una svolta fondamentale.
 
Negli anni a quel CD se ne sono aggiunti davvero tanti: tutti gli album da studio dei Queen, i vari Greatest Hits e diverse altre raccolte, i concerti live (compresi diversi bootleg), gli album dei The Cross che era il side project di Roger Taylor (il mio preferito della band!), gli album solisti sempre di Taylor, quello di Brian May (e anche quello live), quelli di Freddie Mercury (inclusa la raccolta postuma e quello con Monserrat Caballé), l’album della Royal Philarmonic Orchestra che esegue i brani più famosi della band e così via. Ma poi ovviamente ho tantissime videocassette, che però non posso più vedere, perché non ho più un VCR, e adesso dovrò migrare pian piano verso i DVD (sto già iniziando). Per non parlare delle magliette, una giacca, che adesso non ho più perché l’ho letteralmente consumata, poster di tutti i tipi, persino una fibbia per cinto (mai usata), dovrei avere anche qualche toppa. Tutto appartenente al merchandising ufficiale. Alcune di queste cose provengono da un megacofanetto comprato negli anni ’90, che ricordo era costato un bel po’. Ho persino delle foto stampate relative a dei concerti degli anni ’70, che avevo acquistato da uno dei meravigliosi cataloghi in inglese (quando non c’era internet, si acquistava dai cataloghi!).
 
Insomma, tanta roba.
E con tutta questa roba, se mi torna la febbre da Queen, non mi manca di certo il materiale con cui curarmi.
 
I Queen fanno parte di quei pochissimi artisti di cui a un certo punto della mia vita ho avuto tutta la discografia originale (non scaricata o, come si faceva prima, copiata) e di cui conoscevo a memoria tutte le canzoni. Magari adesso non le ricordo più tutte, ma una buona parte è scolpita nella mia mente e mi ha permesso di cantare a squarciagola lo scorso 10 febbraio al Forum di Assago.
L’unico altro artista che fa parte di questa piccola élite e che continuo ad ascoltare anche adesso è Elisa, ma va da sé che tra lei e i Queen c’è un abisso, anche nel mio gradimento.
 
Ma i Queen sono più della mia band preferita. La loro musica ha la capacità di riportarmi indietro nel tempo, nel periodo che va dalla mia adolescenza agli anni felici di quando studiavo e poi lavoravo all’università. È un viaggio nei ricordi che mi mette in contatto con una parte di me che continua a esistere e che mi spinge a compiere nuove imprese con entusiasmo, anche se non sono più, ahimè, una ventenne né tanto meno un’adolescente. Quella stessa parte di me che si era persa negli anni in cui avevo smesso di ascoltare i Queen, perché erano spariti dalle scene, e che si è risvegliata quando hanno ripreso a suonare dal vivo dieci anni fa.
Mai avrei immaginato in passato di avere l’occasione di assistere a un loro concerto, dopo la morte di Freddie, e invece è successo. Dal 2005 a oggi non mi sono persa nessuno dei tre tour che hanno fatto: il primo e il secondo con Paul Rodgers (che ammetto di preferire a Lambert), e quest’ultimo (foto a sinistra).
 
Quello del 2008 al Forum di Assago era stato particolarmente bello, perché ero nel parterre, abbastanza vicina alla passerella centrale, in mezzo a una folla che intonava perfettamente tutte le canzoni. In quel preciso istante sapevo di trovarmi ad assistere al concerto più bello della mia vita, ma avevo anche la netta percezione di vivere un momento di svolta nella mia vita. Mi sentivo di nuovo una ragazzina di quindici anni con davanti a sé tutte le possibilità di questo mondo, che poteva prendere in mano la propria vita e farne quello che voleva. Fu proprio allora che decisi che avrei ripreso a occuparmi di una passione nata proprio da adolescente e che avevo abbandonato, un fuoco che sembrava spento ma invece continuava a bruciare sotto la cenere: la scrittura.
 
E adesso è come se esistesse un collegamento tra il senso di realizzazione che avevo in quegli anni del passato e quello che sto sperimentando adesso che la scrittura, in tutte le sue forme, è diventata da semplice passione a un lavoro. Questo collegamento è rappresentato dai Queen, che adesso come allora allietano e ispirano le mie giornate con le loro bellissime canzoni.
 
Di seguito due video che ho filmato con la mia fotocamera durante il concerto del 10 febbraio ad Assago. Nel primo Brian May suona e canta insieme al pubblico “Love of My Life”, con una sorpresa finale. Nel secondo Roger Taylor canta “A Kind of Magic”.