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Luce virtuale - William Gibson
Di Carla (del 28/08/2011 @ 02:52:32, in Scrittura & Lettura, linkato 4517 volte)


 Il padre del cyberpunk non mi ha convinto

Questo romanzo mi ha lasciato perplessa sin dalle sue prime righe. Ammetto di aver riletto la prima pagina un paio di volte, poiché non mi era chiaro di chi stesse parlando, dove si trovasse e soprattutto cosa stesse facendo. Mai mi era capitato di imbattermi in un incipit così incomprensibile, che a mio parere avrebbe scoraggiato i più.
Ma io sono caparbia e sono andata avanti.
Nel procedere, l'ambientazione, i personaggi e la storia diventano più chiari, sebbene la comprensione non è mai immediata, ma nasce da una ricerca degli elementi essenziali in mezzo ad una marea di divagazioni, che nella maggior parte dei casi hanno poca o nulla attinenza con la trama.
La San Francisco post-catastrofe, con le persone che hanno occupato il ponte di Oakland ormai in disuso e vi abitano, ha un suo fascino, soprattutto per chi ama la fantascienza post-apocalittica (anche se non è il mio caso), e mette in luce l'immensa fantasia dell'autore. Ma il modo apparentemente caotico in cui il tutto viene presentato ti fa quasi pensare che quest'ultimo avesse troppe idee in testa e non sia poi riuscito a trasferirle sulla carta nella maniera giusta.
Al di là dello stile che può piacere o no, a mio parere ciò in cui questo romanzo pecca ancora di più è la trama. Tolte le numerosissime digressioni e divagazioni, resta una storia brevissima e debole, con personaggi che non riescono proprio a coinvolgerti. Ho avuto come l'impressione che questi venissero descritti da fuori, talvolta senza che l'autore avesse la certezza dei fatti raccontati. Per non parlare dell'argomento cyberspazio e luce virtuale, che qui viene praticamente solo accennato e quasi per niente spiegato. È anche vero che si tratta del primo dei romanzi di un ciclo, ma è di sicuro l'ultimo che leggerò.
Ammetto che, se non avessi saputo in precedenza chi era e cosa rappresentava l'autore, l'avrei semplicemente catalogato come un pessimo libro di un pessimo scrittore. Non me ne vogliano i fan di Gibson, ma personalmente ritengo che la lettura debba essere intrattenimento, mentre in questo caso mi sono spesso annoiata e sono rimasta pure delusa dal finale sbrigativo e sotto tono rispetto a tutto il resto.
In ogni caso è stata comunque una lettura istruttiva, per certi versi, ma il mio giudizio deve essere comunque legato al gradimento generale, che è stato senza dubbio basso.

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