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Hero - Leighton Del Mia
Di Carla (del 24/09/2014 @ 04:43:30, in Scrittura & Lettura, linkato 2260 volte)

 Audace, inquietante, appassionante e… cattivo
 
C’è sempre una prima volta e questa è la mia nel recensire un romanzo erotico. Ma attenzione: come potete notare dal numero delle stelline, siamo di fronte a qualcosa di molto particolare.
Prendete un supereroe (il protagonista maschile), uno di quelli oscuri tipo Batman, ma con veri superpoteri ottenuti con dei trattamenti fantascientifici, ricco erede di scienziati, con una casa immensa e il fedele maggiordomo, ma immaginatelo cattivo, addirittura cruento, spesso senza controllo, che prova piacere nel fare del male, sebbene in genere (!) lo faccia solo nei confronti dei cattivi. Insomma, un personaggio a metà strada tra il bene e il male, decisamente un anti-eroe.
E poi c’è la protagonista femminile: la solita orfana, squattrinata, incasinata, un tantinello ingenua (ma solo all’inizio), ma una di carattere, combattiva, una che all’interno della storia ha una vera crescita.
Aggiungete nella miscela un po’ di sindrome di Stoccolma con tanto di abusi sessuali ed ecco a voi “Hero”.
Gli elementi presi singolarmente sono già visti, ma la loro combinazione è senza dubbio originale. Il genere sfuma tra erotico, dark romance e un po’ di azione, il tutto ben condito con una buona dose di introspezione. Se non vi fate spaventare dal contenuto (attenzione: la parte sugli abusi un tempo era correttamente segnalata nella descrizione del libro, ma adesso l’avviso è stato cancellato) e decidete di leggerlo, tenendo bene in mente cosa aspettarvi, be’ potreste apprezzarlo, soprattutto perché stiamo parlando di un libro scritto bene (per quanto la mia conoscenza dell’inglese mi permetta di valutare).
Ma veniamo ai dettagli. Cosa c’è di tanto positivo in questo libro da meritare addirittura cinque stelle?
Prima di tutto, a differenza di altri libri di questo genere, non ha né un prologo né un epilogo, che in genere non aggiungono niente alle storie, per cui è decisamente meglio che non ci siano.
Poi abbiamo, come dicevo sopra, l’originalità nel miscelare gli elementi creando qualcosa di abbastanza nuovo. I personaggi sono caratterizzati da una notevole profondità psicologica, che viene mostrata poco a poco, e vanno incontro a un’evidente evoluzione in questo senso, anche se non necessariamente in meglio. Questa evoluzione si sviluppa in maniera equilibrata durante tutto il libro, che è abbastanza lungo.
La prosa presenta una struttura ricercata e un linguaggio mai banale, che si mantiene di alto livello lungo tutto il libro.
Il doppio punto di vista nettamente suddiviso tra i due personaggi fa sì che siano entrambi ugualmente protagonisti. In questo senso le parti dal punto di vista di lui sono a mio parere le più interessanti, proprio per via dell’oscurità del personaggio, mentre quelle dal punto di vista di lei a tratti peccano di originalità.
Le scene erotiche sono pressoché tutte funzionali alla trama e non messe lì per fare numero, rischiando di far scendere il latte alle ginocchia al lettore (vabbe’, lettrice). Ma la vera forza del libro sono i dialoghi, che sono di notevole impatto emotivo, proprio perché tramite essi viene veicolato gran parte del conflitto che regge la trama.
Qualcuno potrebbe storcere il naso di fronte all’eccessiva cattiveria del protagonista maschile nei confronti di quella femminile (ci sono diverse situazioni davvero pesanti, volendo usare un eufemismo), ma l’autrice se la cava abbastanza bene introducendo una spiegazione fantascientifica, che in qualche modo riesce a giustificare questo lato oscuro e allo stesso tempo offre una risoluzione delle vicenda convincente.
Inoltre la storia si sviluppa nelle tempistiche giuste, nell’ordine di mesi e non di giorni, grazie alla lunghezza del libro, e ciò ne aumenta la credibilità nel trattare un argomento spinoso come la sindrome di Stoccolma.
Infine il romanzo si chiude con un finale aperto, per niente stucchevole. È vero che pare sia destinato a essere solo il primo di una serie di libri, ma apprezzo la scelta di chiuderlo lasciando la possibilità al lettore di immaginarsi cosa sarebbe successo dopo, senza raccontarlo.
Per completezza devo dire che a questo romanzo segue una novella, che però non raggiunge lo stesso livello di qualità, ma pare più un elemento di transizione verso un romanzo successivo, che deve ancora uscire.
Chiaramente esistono anche degli elementi negativi e non posso evitare di citarli. In particolare trovo deprecabile la scelta di usare due punti di vista entrambi in prima persona. C’è poco da fare: creano confusione. Lo so che moltissime autrici di questo genere fanno uso di questa tecnica a mio parere discutibile, ma proprio perché la usano tutti si dovrebbe provare a fare qualcosa di diverso. Se non ci si vuole avventurare in strutture narrative complesse, si può sempre ricorrere alla cara vecchia terza persona limitata vicina, che, costringendo l’autore a dire il nome del personaggio del punto di vista all’inizio del capitolo o scena, evita di scriverlo in un titolo (altra pratica fastidiosa) ed evita qualsiasi tipo di confusione durante la lettura da parte del lettore.
Infine devo criticare la descrizione del libro che svela subito l’identità del protagonista maschile. È uno spoiler a tutti gli effetti. Sarebbe stato molto meglio se il lettore l’avesse scoperta leggendo il libro, in cui viene rivelata solo quando la stessa protagonista femminile la scopre (intorno a un quarto della storia). Per questo motivo, se mai aveste intenzione di provare questo libro, magari scaricandone l’anteprima, non leggete la trama, perché altrimenti vi rovinate la sorpresa.
 
Questo libro è scritto in lingua inglese!
 
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