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First Landing - Robert Zubrin
Di Carla (del 05/01/2012 @ 06:05:13, in Lettura, linkato 3859 volte)
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 Una possibile avventura marziana

Definire questo romanzo fantascienza non sarebbe del tutto corretto, poiché la storia raccontata è realistica in ogni suo aspetto scientifico. Zubrin non si è inventato alcuna tecnologia che già non esistesse al tempo della scrittura di quest'opera, cioè più di 10 anni fa. Ciò fa di "First Landing" un'opera a metà strada tra il romanzo e il saggio, dove una storia di pura invenzione viene usata per fornire al grande pubblico dei lettori una notevole quantità di informazioni sia su Marte che sullo stato dell'arte della tecnologia aerospaziale che sarebbe in grado di portarci fino a lì.
Ovviamente poi la storia è ambientata in un futuro che in parte è già passato per noi e resta comunque finzione scientifica, cioè fantascienza ma nella sua traduzione diretta dall'inglese science fiction, non perché si parli di viaggiare nello spazio, ma perché ne illustra la fattibilità reale tramite una storia inventata.
D'altronde stiamo parlando di Robert Zubrin, fondatore della Mars Society e da sempre impegnato nel permettere all'umanità di approdare sul pianeta rosso con l'intenzione di colonizzarlo. La sua posizione è sicuramente ottimista, ma questo romanzo è soprattutto uno strumento di propaganda per il suo movimento (l'appendice ne è una prova), affinché si sviluppi un certo interesse sul raggiungimento di un traguardo che sembra ancora lontano. Zubrin ci dimostra che di fatto non lo è. Manca soltanto la volontà di raggiungerlo per un innumerevole quantità di motivi, tra cui molti di natura politica. Anche questo aspetto viene infatti in parte trattato nel romanzo.
Personalmente, sono fra coloro che vorrebbero vedere l'uomo conquistare e magari colonizzare Marte, finché sono ancora in vita, mi rendo conto che il nostro mondo ha altre urgenze e che un progetto di questa portata deve per forza di cose essere portato avanti con i giusti tempi, ma sono anche persuasa che portarci su Marte potrebbe aiutarci a risolvere una parte di queste necessità. Apprezzo perciò il lavoro di Zubrin, perché senza persone come lui, questo sogno sarebbe ancora più lontano.
Parlando della storia narrata in sé, senza considerare le sue implicazioni, non è affatto male. Mi ha tenuto col fiato sospeso, tanto che l'ho letta davvero in poco tempo, per sapere come sarebbe andata a finire. Il ritmo è sostenuto. I personaggi si trovano già da subito e sin fino alla fine ad affrontare situazioni di altissima tensione. Sono ben delineati e coerenti. I dialoghi ti catturano.
Se proprio voglio trovare un elemento negativo è la mancanza di vera drammaticità, poiché alla fine tutto in un modo o nell'altro viene risolto, e questo è l'unico aspetto di poca realisticità della storia. Nella realtà non tutto può essere risolto, soprattutto quando la narrazione si estende per un così lungo periodo in un luogo così pericoloso. Esiste un analogo reale in cui tutto alla fine è andato bene, cioè la storia dell'Apollo 13 (definito il più grande fallimento di successo della NASA), ma la situazione in quel caso era decisamente più "semplice": in fin dei conti stavano andando sulla Luna e non erano su un pianeta a centinaia di milioni di chilometri dalla Terra.
Nonostante questo è senza dubbio uno dei libri più belli che abbia letto negli ultimi mesi e si merita il massimo dei voti.

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