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La prima stesura di “Oltre il limite”, libro finale della trilogia del detective Shaw, č completa
Di Carla (del 21/01/2017 @ 09:30:00, in Scrittura & Lettura, linkato 1847 volte)
Quando una settimana fa ho scritto l’ultima frase della prima stesura di “Oltre il limite”, dopo una sessione di scrittura ininterrotta di otto ore e mezza, non mi sembrava vero. Avevo iniziato la scrittura del libro il 1° novembre e 75 giorni dopo, circa 116 mila parole dopo, era finito. Con esso mi ritrovavo a completare il mio dodicesimo libro e a chiudere una trilogia che era nata come un libro singolo, “Il mentore”, scritto quasi per caso nel novembre del 2012 per provare a partecipare al NaNoWriMo e poi pubblicato nel 2014, ed è finita per diventare una delle mie serie più lunghe, avendo infatti sorpassato come numero di parole la quadrilogia di “Deserto rosso”.
 
La scrittura di “Oltre il limite” è stata un’altalena di emozioni, a iniziare dall’ansia dei primi giorni, in cui mi ero imposta di seguire il ritmo del NaNoWriMo (una media di 1667 parole al giorno, anche nel weekend), pur avendo a disposizione un’outline solo parziale. Nell’affrontare la sfida ero consapevole di non essere del tutto pronta, poiché avevo avuto poco tempo per prepararmi. Per fortuna esiste il NaNoWriMo (che ho vinto anche quest’anno), che mi ha spinto a iniziare comunque, a spingermi a creare anche se non ne avevo voglia e quindi a dare origine a una delle storie più intricate in cui mi sia cimentata finora. Grazie a esso entro il 30 novembre avevo già scritto oltre 50 mila parole, anche se poi, per la prima volta, ho sentito la necessità di rileggere tutto il lavoro fatto fino a quel momento per capire quanto di buono ci fosse e trovare gli spunti necessari per continuare. Ciò che non sapevo era che non mi trovavo neppure a metà del lavoro!
 
Come sempre, quando all’inizio ci sono solo alcune idee, ma richiedono spazio per assumere uno sviluppo logico, per andare di pari passo con l’evoluzione dei personaggi (in questo caso dettata dall’esigenza di dare una conclusione alla trilogia) e per fare tutto questo rispettando i ritmi imposti dalla competizione (non riesco a scrivere più di una scena per sessione, perciò durante il mese di novembre le scene sono state quasi tutte sopra le 1667 parole e ho finito per mantenere questo ritmo anche a dicembre e nelle prime due settimane di gennaio), tali idee si sono tradotte in un testo ricco di dettagli, di introspezione, di eventi, molti dei quali sono giunti inaspettati, ma incredibilmente capaci di incastrarsi alla perfezione nella trama, che l’hanno reso decisamente lungo, sebbene la storia principale si svolga in appena tre giorni.
Nonostante la lunghezza, sono convinta che sia una lettura rapida, che spero vi terrà incollati alle pagine e in ansia per le sorti dei protagonisti.
Io, pur avendo il controllo su di esse, lo ero!
 
Ma, se state leggendo questo post, forse volete sapere qualcosa della storia, no?
Vi accontento subito.
Come dicevo, “Oltre il limite” chiude l’arco narrativo, iniziato da “Il mentore” nel 2014 e continuato con “Sindrome” lo scorso anno, che lega il detective Eric Shaw e la sua allieva (di cui non cito il nome per evitare anticipazioni a chi non avesse ancora letto il primo libro).
Il romanzo fa riferimento a un vecchio caso cui la squadra di Eric aveva lavorato nel gennaio 2014 (prima dei fatti de “Il mentore”) e che era stato risolto con l’arresto del colpevole, il dottor Robert Graham, specializzando in chirurgia plastico-ricostruttiva: un omicida seriale chiamato col soprannome di ‘chirurgo plastico’, che era poi stato condannato per aver ucciso tre donne e rapito una quarta, Megan Rogers. Il salvataggio di quest’ultima, ritrovata nella casa degli orrori del killer dalla detective Miriam Leroux nel gennaio 2014, è la scena con cui si apre “Oltre il limite”, per poi andare avanti nel tempo fino a domenica 21 maggio 2017 (che è anche la data di uscita del romanzo), quando una donna viene trovata morta nel celebre museo delle cere Madame Tussauds. Questo è solo una delle numerose location famose di Londra teatro degli eventi di “Oltre il limite”.
Sarà Eric, giunto con la sua squadra sulla scena del crimine, il primo a rendersi conto di un’inquietante somiglianza con i delitti del ‘chirurgo plastico’, cosa che farà sorgere in lui per la prima volta un pesante dubbio. E se oltre tre anni prima avesse compiuto un errore e mandato in prigione la persona sbagliata?
La storia si sviluppa in appena tre giorni, dal 21 al 23 maggio (che occuperanno i primi 7 degli 8 capitoli del libro), durante i quali, con un susseguirsi di colpi di scena e di omicidi, il complesso intreccio che porterà alla risoluzione del caso verrà svelato al lettore.
 
Le investigazioni su questo caso non sono, però, l’unico problema che il nostro Eric dovrà affrontare. Davanti a lui c’è adesso la prospettiva di una promozione a capo di tutta la sezione scientifica della Polizia Metropolitana di Londra (attualmente è solo a capo di una squadra), con il concomitante passaggio dal grado di ispettore capo a quello di sovrintendente.
Non è però l’unico ad ambire a quel ruolo. In lizza c’è anche il detective ispettore capo George Jankowski, un altro caposquadra della Scientifica che i lettori hanno già conosciuto in “Sindrome”. Troviamo quest’ultimo impegnato nel tentativo di gettare delle ombre sull’operato di Eric per favorire la propria promozione e, per farlo, si mette a scavare nel passato lavorativo del collega, che, come sappiamo, non è esente da problematiche.
 
 
Parallelamente a tutto questo ci sono i problemi personali di Eric. Quelli con Adele Pennington, la sua giovane compagna che è tornata ad avere un ruolo importante nella sua vita alla fine di “Sindrome”, e quelli con Miriam Leroux, la sua figlioccia, con la quale ha avuto un duro scontro, sempre nell’epilogo del libro precedente, cui è seguito un lungo periodo di lontananza anche lavorativa. Il ritorno del ‘chirurgo plastico’ sarà l’occasione che costringerà Eric e Miriam a lavorare di nuovo insieme e forse a recuperare il loro rapporto e chiudere per sempre un capitolo del passato.
Mentre il caso del serial killer verrà risolto entro i primi sette capitoli del romanzo, l’ultimo fungerà, invece, da epilogo della trilogia, portando a risoluzione i problemi di Eric con Miriam, Jankowski e Adele.
 
Il finale drammatico sarà, come sempre, aperto (lascerò a voi il compito di immaginare cosa accadrà dopo), ma di certo risolutivo. Nonostante la drammaticità, sarà un finale positivo per Eric, una sorta di happy ending con tinte di nero, in cui il nostro protagonista dovrà rispondere alla domanda che funge da slogan di “Oltre il limite”: fin dove sei disposto a spingerti, per proteggere un segreto?
La risposta definitiva di Eric la troverete nell’ultima frase del romanzo.