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"Deserto rosso" diventa "Red Desert"
Di Carla (del 27/03/2014 @ 00:26:07, in Scrittura & Lettura, linkato 2037 volte)


Non è un mistero che mi sto occupando della traduzione della mia serie di fantascienza "Deserto rosso" in inglese, in modo da poterla portare al di fuori dei confini linguistici italiani e aprirla a un mercato più grande.
Adesso però il momento si avvicina.

Il primo episodio di "Red Desert" è quasi pronto. Sarà pubblicato solo il 30 giugno, ma nel frattempo ho inaugurato ufficialmente la pre-promozione con la classica cover reveal. La copertina è quella che vedete accanto, sostanzialmente uguale a quella italiana (a parte il titolo e qualche dettaglio).

Vi confesso che attendo con trepidazione il debutto di "Red Desert". Prima che questo avvenga, però, mi sto organizzando. Il mercato in lingua inglese offre infinite possibilità di promozione e proverò a sfruttarle. Intanto un primo importante responso sarà dato dei lettori delle cosiddette copie ARC (advance reading copy) che mi daranno un loro feedback sul libro.

L'aspetto più delicato è senza dubbio la traduzione. A essa hanno lavorato, insieme a me, Martina Munzittu e Richard J. Galloway. In questi giorni una proofreader sta dando il tocco finale al testo.
Ho scelto di tradurre il libro in inglese britannico, nonostante la maggior parte del mercato sia americano, poiché ritengo che "Deserto rosso" sia a tutti gli effetti fantascienza europea. Per quanto gli elementi americani siano parecchi (a iniziare dalla NASA), i personaggi principali sono europei o comunque non sono statunitensi. Inoltre la storia va a confluire nel più ampio ciclo dell'Aurora, che presenta numerosi personaggi inglesi, e alcuni dei libri che ne fanno parte sono spesso ambientati a Londra, dove tra l'altro si conclude la parte terrestre di "Deserto rosso".
A tutto questo aggiungerei che la storia si allontana notevolmente dalla classica americanata con l'eroe da una parte e il supercattivo dall'altra. Trovo che il suo spirito controverso si adatti di più all'inglese britannico e in qualche modo anche alla fantascienza britannica contemporanea.

Be', vedremo come andrà.
Nel frattempo fatemi gli auguri. Anzi, meglio un bel "in bocca al lupo"!
Anche se "Deserto rosso" diventerà un po' inglese, io resto italiana e quindi sempre molto scaramantica.