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 Fiordo svedese... di Carla
 

“Omettere di dire la verità è come mentire.”
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\\ Blog Home : Storico : Scrittura &amp; Lettura (inverti l'ordine)
Di seguito gli interventi pubblicati in questa sezione, in ordine cronologico.
 
 
Di Carla (del 12/04/2013 @ 03:35:29, in Scrittura & Lettura, linkato 3079 volte)


 Rovinato da un finale inutilmente deprimente

Questo libro mi ha suscitato emozioni contrastanti. La storia è sicuramente originale. Ammetto di averlo comprato per l'assunto vagamente fantascientifico da cui parte, per poi scoprire che era più che altro un romanzo rosa con finale da narrativa non di genere.
Il modo in cui è scritto, mescolando presente, passato e futuro, la tecnica narrativa del doppio punto di vista e il meccanismo perfettamente intrecciato dei viaggi nel tempo è sicuramente notevole. Come pure merita un plauso la capacità della prosa della Niffenegger di catturare il lettore e farlo immedesimare nella storia. È riuscita veramente a farmi vivere la storia di Henry e Clare, ma soprattutto quella di Henry, decisamente più interessante della moglie.
Peccato, però, per il finale inutilmente in discesa, caratterizzato da un continuo crogiolarsi nel dolore del protagonista maschile, che dei due è il personaggio più azzeccato. L'ho trovato sadico nei confronti del personaggio stesso e dei lettori. Dal momento in cui ho capito come sarebbe finito, intorno a pagina 300 (ma ne avevo avuto il sospetto molto prima), quasi non avevo più motivo di andare avanti. Ho continuato a sperare in un colpo di scena, perché mi sembrava assurdo che in un romanzo del genere il finale fosse così ovvio con tanto anticipo. E invece sono rimasta delusa. L'ultima scena poi è davvero inquietante, quasi morbosa. Ho letto in un'intervista che la Niffenegger ha scritto per prima proprio quella scena, il che è ancora più deludente.
Che dire? Di certo mi ha arricchito per molti aspetti del modo in cui è stato scritto, ma non so se ne valesse la pena leggerlo, visto il prolungato cattivo umore che mi ha procurato alla fine. Vorrei divertirmi quando leggo, non deprimermi.
Peccato.

La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo (brossura) su Amazon.it.
The Time Traveler's Wife (brossura, inglese) su Amazon.com.

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aNobii:
http://www.anobii.com/anakina/books
Goodreads: http://www.goodreads.com/anakina

 
Di Carla (del 04/04/2013 @ 07:38:36, in Scrittura & Lettura, linkato 2671 volte)

 La quintessenza della space opera
 
Dopo la Trilogia del Vuoto, “Fallen Dragon” è la seconda opera che leggo di Peter F. Hamilton ed essa consolida la mia ottima opinione su questo grande autore di fantascienza britannico. Ancora una volta mi ritrovo senza parole di fronte alla fantasia di Hamilton, capace di creare timeline estremamente complesse e particolareggiate, eppure molto diverse tra di loro.
Narrato per la maggior parte su due piani temporali paralleli, “Fallen Dragon” racconta la storia di Lawrence Newton, un mercenario che lavora per una grande compagnia terrestre, ma originario di un mondo colonizzato dagli esseri umani. Lawrence è un soldato che partecipa a delle campagne di pirateria nei confronti di altri mondi colonizzati e che si trova a tornare su un pianeta dove era già stato anni prima, i cui abitanti adesso hanno deciso di opporsi a questa nuova invasione.
Per gran parte del libro Hamilton riesce a tenere alta la curiosità di fronte a un personaggio controverso, un pirata, posto a confronto di una popolazione che non disdegna atti di terrorismo pur di ottenere il proprio scopo. È difficile distinguere il buono e il cattivo all’interno della storia ed è questa complessità di interpretazione, che pare caratterizzare questo autore, fa sì che essa risulti del tutto imprevedibile. Tramite l’uso di scene lunghissime, ma mai noiose, ricche di interessanti dettagli tecnici, tipici dell’hard sci-fi, ancora una volta all’elemento scientifico si affianca quello più propriamente fantastico e quasi magico. Il drago caduto del titolo, che fa la sua comparsa solo verso la fine del libro, evoca una figura mitologica, ma è in realtà qualcosa di molto più concreto, che dimostra ancora una volta come l’ignoranza tecnologica possa essere scambiata per magia.
I mondi descritti in questo libro, compresa la Terra del ventiquattresimo secolo, sono lontanissimi dalla nostra visione della realtà, eppure sono tremendamente reali e coinvolgenti. La prosa di Hamilton evoca immagini vivide, ricche di colore, e fa provare al lettore le stesse sensazioni del protagonista, fino all’epilogo capace di strappare un sorriso e magari anche una lacrima.
 
Questo libro è in inglese!
 
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Di Guest blogger (del 31/03/2013 @ 07:40:13, in Scrittura & Lettura, linkato 3917 volte)
L'articolo che vi propongo oggi è un guest post scritto dall'autrice indipendente americana di fantascienza e fantasy K.C. May. In esso K.C. ci descrive come creare dei personaggi tridimensionali all'interno della narrativa.
 
Quando leggiamo un buon libro, istintivamente sappiamo quando i personaggi sono tridimensionali e quando sono piatti. Non è sempre facile identificare le qualità che fanno sì che un personaggio sembri in carne e ossa, ma di recente ho letto un libro in cui viene spiegato molto bene come identificare queste tre dimensioni. Si chiama “Story Engineering” di Larry Brooks. Lo consiglio a tutti gli scrittori che vogliono migliorare la loro abilità nel narrare. Ecco in poche parole come ho applicato questi concetti al personaggio principale della mia serie fantasy, “The Kinshield Saga”.
 
Prima dimensione: la maschera che indossiamo di fronte al mondo esterno. L'immagine che vogliamo proiettare - atleta, ragazza della vallata, zoticone, professionista, goth, soldato, ecc...
 
Seconda dimensione: i retroscena e demoni interiori - il vero motivo per cui abbiamo scelto la maschera che indossiamo, la scusa per la prima dimensione.
 
Terza dimensione: l'azione, il comportamento e la visione del mondo - il vero personaggio, chi è al suo interno e ciò che determina quello che fa quando si trova ad affrontare dei problemi.
 
La mia serie fantasy racconta le avventure di un uomo che deve risolvere dei misteri del passato per portare la pace nel suo paese e nella sua anima tormentata. Ecco come ho definito il suo personaggio in termini di tre dimensioni.
 
Prima dimensione
Gavin Kinshield definisce se stesso come un protettore. Egli assume il ruolo di cavaliere errante (un incrocio tra un agente federale e un poliziotto di strada) perché vuole essere visto come un uomo forte, affidabile, e sicuro di sé. Egli appare a volte volgare o grezzo, perché ciò si adatta al suo senso dell'umorismo grossolano.
 
Seconda dimensione
La ragione per cui Gavin ha scelto la maschera di protettore è perché si sente responsabile della morte di suo padre. Quando aveva dodici anni, assisté alla morte di suo padre sbranato da un orso. Dall'età di quattordici anni, è intervenuto a favore delle persone in pericolo, cercando di costruire e rafforzare la sua immagine di protettore. Nonostante questo chiunque contasse per lui veniva ferito o ucciso sotto la sua vigilanza.
Sente un enorme senso di colpa per i suoi fallimenti come un protettore, e per questo motivo sente che non si merita il potere che è di suo diritto (e verso il quale viene spinto). Addirittura si sposa per senso del dovere, non perché pensa di meritare l'amore.
 
Terza dimensione
Gavin è un leader di natura, un re, colui che dovrebbe essere protetto. La gente si rivolge naturalmente a lui per prendere delle decisioni e per ottenere consigli, poiché irradia potenza e benevolenza. Di fronte al pericolo, mette il bene della gente prima della sua stessa sicurezza. Dà quello che può a chi ha bisogno, facendo del suo meglio per non utilizzare inutilmente fondi e risorse, quando ci sono persone senza casa e bambini senza cibo a sufficienza.
 
Spesso pensiamo che le motivazioni di un personaggio siano il cuore della sua essenza, ma queste motivazioni sono in realtà solo lo strato centrale. Per testare i nostri personaggi, dobbiamo metterli in situazioni che mettono in discussione la loro visione del mondo e li costringono ad agire in modo tale da rivelare chi sono veramente nel profondo. Un vero leader scegliere sempre i bisogni dei molti al di sopra dei bisogni di pochi, proprio come un narcisista che imbottirà sempre le sue tasche prima di agire in difesa del bene più grande, anche se il narcisista si trova in un ruolo di leadership.
 
I personaggi dei quali ci innamoriamo come lettori sono quelli la cui vera natura è portata alla luce dalle circostanze e le scelte che fanno anche a costo di compromettere la propria immagine di sé o i propri desideri personali.
 

 
KC MAY è nata a Chicago e cresciuta nel mid-west degli USA e nelle Hawaii, ha frequentato la University of Colorado a Boulder e si è laureata con un B.A. in russo presso la Florida State University. Nel 1985, si è trasferita a Taiwan per insegnare l'inglese e studiare il cinese mandarino. La sua carriera di scrittrice è iniziata ufficialmente nel 2005, quando il suo romanzo fantasy “The Kinshield Legacy” è stato pubblicato da una piccola casa editrice. Nel 2010 ha lasciato il deserto dell'Arizona per la più fresca e verde Georgia. Questo è stato anche l'anno in cui ha riottenuto i diritti del suo primo romanzo, riprendendo così la sua carriera di scrittrice. Si guadagna da vivere come scrittrice a tempo pieno in una grande azienda di software.
 
Visitate il suo sito web: www.kcmay.com. Oppure la seguitela su Facebook e Twitter.
Tutti i suoi libri sono disponibili su Amazon e altri retailer.
 
Potete trovare i primi due libri di “The Kinshield Saga” in un unico ebook.
Leggete la mia recensione di “The Venom of Vipers” (romanzo di fantascienza).
 
Di Carla (del 27/03/2013 @ 09:59:59, in Scrittura & Lettura, linkato 1899 volte)

Era da un paio di giorni che tenevo sott'occhio i calcoli e qualche ora fa ricevo l'ultimo report da Kobo, che mi permette finalmente di superare la fatidica cifra: 1000 ebook venduti. E tutto questo in meno di 10 mesi dalla pubblicazione del primo episodio di "Deserto rosso" (avvenuta il 7 giugno 2012).
Certo, 1000 è una cifra abbastanza piccola rispetto ai numeri di chi pubblica con un grande editore ed è ridicola se paragonata a quelle del mercato indie anglofono, ma per un'autrice indipendente italiana, che fino a un anno fa era un perfetta sconosciuta, non è per niente da buttare via. E poi sono le mie prime 1000 copie e hanno un sapore speciale, quello di una piccola scommessa fatta con me stessa prima di premere il tasto pubblica su Amazon KDP, e portata avanti con le mie forze e il mio impegno, con l'aiuto di chi mi è stato accanto e mi ha sostenuto collaborando al mio piccolo progetto editoriale. Ha il sapore di una scommessa che abbiamo vinto.
E per questo devo dire un enorme GRAZIE ai miei collaboratori, ma soprattutto a quelle meravigliose persone che hanno speso i loro soldi per acquistare una cosa scritta da me. Grazie per i vostri calorosi commenti e suggerimenti, grazie per il vostro passaparola, grazie per le vostre recensioni, grazie per la vostra partecipazione nei vari social network, grazie per la fiducia e per l'amicizia. Spero di essere riuscita a regalarvi qualche ora piacevole e mi auguro di continuare a farlo.
Grazie davvero a tutti!

 
Di Carla (del 24/03/2013 @ 17:57:07, in Scrittura & Lettura, linkato 2393 volte)

 Giallo italiano dal respiro internazionale
 
Lo capisci subito, leggendo la prima frase di questo romanzo, di trovarti di fronte all’opera di un autore che sa cosa sta facendo. L’incipit fulminante di “Doppio omicidio per il maresciallo Maggio” è un vero e proprio hook. Dopo averlo letto, devi andare avanti e ti ritrovi subito nel bel mezzo dell’azione, costretto a continuare a voltare pagina.
Con uno stile quasi ricercato, ma allo stesso tempo scorrevole, Zampa ci coinvolge nelle avventure di questo maresciallo di provincia alle prese con un caso fuori dall’ordinario dai risvolti internazionali. Ma di internazionale non ci sono solo alcuni personaggi, bensì l’impeccabile struttura narrativa, che fa l’occhiolino ai grandi autori di bestseller. La storia ci viene mostrata, poco alla volta, partendo da punti di vista diversi che poi convergono, grazie alle indagini di Maggio, fino alla risoluzione del caso. Tutto questo viene ambientato in Italia, mescolando sapientemente aspetti reali all’interno della finzione costruita dall’autore, in un modo tale che non siamo in grado di discernere gli uni dall’altra. Ciò che ne riceviamo è la netta sensazione che la storia narrata non solo potrebbe accadere, ma forse potrebbe essere già accaduta.
Una lettura piacevole ci accompagna fino all’epilogo, lasciandoci col desiderio di conoscere meglio il suo protagonista e di affrontare insieme a lui nuovi misteriosi casi.
 
 
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Di Carla (del 15/03/2013 @ 01:39:48, in Scrittura & Lettura, linkato 2513 volte)


 Scienza, suspense, azione e sentimento: una miscela infallibile

I libri migliori sono sempre quelli basati sui personaggi, in cui le loro motivazioni sono al centro dell'azione e, se ben scritti, diventano anche quelle del lettore, indipendentemente dal genere letterario. "The Venom of Vipers" rientra in questo genere di libri. È un thriller fantascientifico ambientato in un prossimo futuro, in cui l'umanità è minacciata da una malattia incurabile e molto aggressiva, che finirà per portarla all'estinzione. E così gli scienziati hanno pensato di creare una nuova varietà di uomo (sapher), resistente a questo virus, per lasciare a essa l'eredità umana. Il problema è che non tutti sono d'accordo con questa scelta. C'è chi vuole eliminare questi "mostri" e chi invece vorrebbe liberarli e permettere loro di vivere una vita normale.
In questo contesto si muove una scienziata, Kathy, e uno di questi sapher, Ryder. Cresciuti insieme, ma separati dalla loro stessa natura, si ritrovano a fare una scoperta incredibile, che potrebbe salvare l'umanità. Nel frattempo diverse forze si muovono nel tentativo di fermarli.
Il ritmo è quello del thriller, soprattutto verso la fine, ma si nota il tocco femminile nello sviluppo dei personaggi e in particolare del loro aspetto emotivo, che la May esplora nel migliore dei modi, costringendo il lettore a immedesimarsi in essi. Personalmente ho adorato il personaggio di Ryder, col suo carattere impulsivo. È stato intrigante vedere come l'autrice sia riuscita a rendere l'idea di questo personaggio costretto a vivere da sempre come recluso in un centro scientifico, in una situazione lontana da ogni realtà odierna e per questo motivo in grado si suscitare ancora di più la mia curiosità.
Mi è piaciuto inoltre il modo in cui ha inventato un futuro prossimo, che potrebbe essere del tutto plausibile, senza eccedere nella parte fantasiosa.
Un libro veramente ottimo, che può piacere non solo agli amanti dei techno/sci-fi thriller, ma in generale al lettore che adora le storie incentrate sui personaggi, quindi più o meno a tutti.

The Venom of Vipers (Kindle e brossura) su Amazon.it.
The Venom of Vipers (Kindle e brossura) su Amazon.com.
Questo libro è in inglese!
 
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Di Carla (del 13/03/2013 @ 05:13:30, in Scrittura & Lettura, linkato 3496 volte)


 Legge e ironia

In questo libro troviamo un Grisham ironico, che ci racconta le storie di piccoli avvocati alle prese con un grande caso giudiziario. A differenza di alcuni dei suoi romanzi precedenti caratterizzati da un tono amaro nel mostrare il peggio del mondo legale americano, "I contendenti" è una storia molto leggera a tratti surreale, senza mai però perdere la sua credibilità.
Anche qui la legge viene usata per mostrarci diversi tipi di umanità, ma questa volta descrivendoci le sue miserie con lo scopo di farci sorridere oltre che intrigarci. Come sempre è difficile mettere giù il libro una volta iniziato. Si continua a girare pagina, curiosi di sapere se gli avvocati riusciranno a non essere stritolati dalla macchina giudiziaria, senza mai perdere il sorriso anche quando ci si trova a vivere con loro le peggiori situazioni.
Non c'è un happy ending con colpo di scena come nei suoi primi romanzi, ma rispetto ai più recenti, c'è comunque un finale positivo, in cui i protagonisti in un modo o nell'altro se la cavano, anche se non proprio come avevano previsto.
Questo tipo di Grisham, che sembra una sorta di ibrido tra i suoi romanzi di argomento legale e quelli umoristici, è in un certo senso una piacevole sorpresa e spero di continuare a trovarlo anche nelle sue opere future.

I contendenti (formato Kindle) su Amazon.it.
I contendenti (brossura) su Amazon.it
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Di Carla (del 08/03/2013 @ 02:19:50, in Scrittura & Lettura, linkato 3693 volte)

Ho il piacere di presentarvi una mia conterranea, che però da diciassette anni vive in Inghilterra e precisamente a Cambridge: Martina Munzittu.
Martina è una scrittrice. Il suo libro “A Deal With A Stranger”, edito originariamente in inglese nel 2008, è stato poi tradotto e pubblicato in maniera indipendente anche in Italia col titolo “Un patto con una sconosciuta”. 
Oltre alla peculiarità di essere stato scritto in inglese da un’italiana (che però può essere ormai considerata bilingue), ciò che caratterizza questo bel romanzo, di cui ho parlato qualche tempo fa in un post, è il fatto di essere ambientato nella nostra Sardegna e in particolare a Cagliari, sebbene con qualche incursione a Monte Arcosu, a Sassari, nel Sulcis e nella zona di Chia.
Da una parte c’è una storia molto originale e dall’altra un’ambientazione, che permette a chi non conosce questi posti di fare un piccola visita turistica nella nostra isola, accompagnata anche dai sapori che la caratterizzano.
Oggi ho la possibilità di approfondire il discorso con la stessa Martina.
 
Ciao Martina, benvenuta nel mio blog! La prima cosa che voglio chiederti è: perché, pur essendo tu italiana, hai deciso di scrivere “Un patto con una sconosciuta” in inglese?
Sono nata e cresciuta in Sardegna, ma ho vissuto la maggior parte della mia vita da adulta in Inghilterra, parlo l’inglese il 90% del tempo, tra lavoro, vita sociale, e famiglia (mio marito è inglese), quindi mi veniva più naturale scrivere in inglese.
 
Parliamo un po’ del libro. Quanto tempo ci hai messo a scriverlo? L’idea della trama era chiara sin dall’inizio oppure si è sviluppata man mano che andavi avanti con la scrittura?
La storia l’ho buttata giù in sei mesi, ma ho dedicato altri sei mesi alla preparazione, in particolare alla ricerca. Avevo già in mente le linee generali e come si sarebbe sviluppata la trama, ma l’ho cambiata e adattata man mano che scrivevo.
 
C’è qualche personaggio in particolare che racchiude dei lati del tuo carattere? O ti sei divertita a “spargere” un po’ di te in più personaggi?
L’eroina, Clara, ha molto di me. Adora il mare, il sole e la spiaggia di Chia, che è la mia preferita. Clara ha una passione per i dolci, la buona cucina e il gelato. Ha un po’ la tendenza a essere sfigata, nel senso che gliene capitano di tutti i colori, e qui ci rientro benissimo anch’io.
In altri sensi è molto diversa da me, addirittura contrapposta. È stato divertente crearla così.
 
Qualche evento narrato (mi riferisco a quelli non surreali) è ispirato a fatti realmente accaduti (non necessariamente a te)?
Nel libro, tra le varie disavventure di Clara, trapela l’argomento suicidio. È qualcosa che mi ha sempre colpito molto e turbato. Ho conosciuto parecchie persone che si sono tolte la vita, alcune a me care. Questo mi ha ispirato a scrivere la storia.
 
Il romanzo è caratterizzato da elementi misteriosi, quasi soprannaturali, da una parte ed elementi romantici dall’altra. Ritengo però che nel suo complesso, vista la sua eterogeneità, rientri più che altro nella narrativa non di genere, sebbene con un taglio decisamente femminile.
So che per un autore è spesso difficile definire il genere del proprio libro. Tu, però, cosa ne pensi?
Sono d’accordo, spesso è difficile definire un genere preciso per ciò che si scrive. Il libro nasce come una storia romantica, e questo è il filone presente in tutta la trama. Tuttavia tratta anche di altri argomenti, e tende a porre più domande che a dare risposte. Questa è un po’ la mia natura: fare sempre troppe domande. :) In realtà con questo libro volevo lasciare ampia libertà al lettore di decidere, volevo che potesse scegliere secondo il suo umore e inclinazione. Si potrebbe leggere il romanzo come  qualcosa di scorrevole e (spero) divertente, oppure si può scavare un po’ più a fondo e coglierne altre sfumature.
 
Come dicevo nella recensione, mi hai ricordato Hornby, sia nelle tematiche che nel modo imprevedibile in cui hai sviluppato la storia. Ma esiste un autore al quale pensi di somigliare (magari non intenzionalmente) o al quale ti ispiri?
Hornby mi piace tantissimo perchè nel suo modo di scrivere sa rispecchiare perfettamente il sense of humour degli inglesi, in particolare quello maschile. A esser sincera non ho degli autori particolari ai quali mi ispiro, almeno non in mondo intenzionale. La cosa che ha però influito sul mio stile è stato toccare in qualche modo il pubblico britannico. Avevo in mente loro come audience, quando ho scritto la storia, e sapevo che anche se trattavo un argomento delicato, dovevo farlo con una certa ironia. Gli inglesi scherzano su tutto, anche le tragedie, e questo mi piace molto della loro cultura. Non lo fanno per minimizzare il problema, ci mancherebbe, ma per affrontarlo meglio. Gli inglesi tendono anche ad auto-criticarsi, denigrarsi, e di nuovo questo ha ispirato lo stile e la caratterizzazione dei miei personaggi.
 
La Martina Munzittu lettrice cosa legge di solito?
Un buon libro. Sembra una risposta scontata. ma non lo è. In giro c’è parecchia spazzatura, e se comincio a leggere un libro e non mi piace, lascio perdere. Leggo parecchi generi: narrativa generale, fantasy, fantascienza, romanzi rosa, libri comici, e saggi su argomenti come la psicologia, sociologia, spiritualità, scienza, religione, self-development. L’importante è che il libro mi sappia coinvolgere, intrattenere, divertire, oppure mi insegni qualcosa che non sapevo prima.
 
Mi ha colpito il modo particolareggiato in cui hai descritto le procedure e la vita all’interno del carcere di Buon Cammino. Ti sei documentata? Se sì, come? Oppure è tutto frutto della tua fantasia?
Questa è una delle parti sulla quale non volevo fare errori. Avevo chiesto a suo tempo di poter visitare il carcere, ma non mi era stato concesso. Però sono riuscita ad avere un appuntamento con il Provveditore Regionale dell'Amministrazione Penitenziaria della Sardegna. Mi ha dedicato circa due ore e ho sottoposto questa gentilissima persona a una estenuante intervista, dove gli chiedevo per filo e per segno le varie procedure del carcere. Dal momento in cui un detenuto arriva per la prima volta, fino agli orari delle pause, menù dei pasti, orari delle visite, telefonate ai familiari, ecc. Mi ha anche consegnato una brochure con le foto dell’interno del carcere. Ecco da dove sono saltate le mie descrizioni. Per essere sicura ho poi fatto leggere i capitoli ambientati in carcere a un ex guardia carceraria (mi pare che ora vengano chiamate in modo diverso? [nota: credo sia agente di polizia penitenziaria]) che ha confermato che le descrizioni e i vari iter erano accurati.
 
Una piccola divagazione: nell’ultimo decennio in UK e America si sono diffuse le catene di bar stile italiano, dove offrono caffè espresso, cappuccino, caffelatte. Gli inglesi associano queste bevande a qualcosa di esotico, un piacere da concedersi. Quando un’amica inglese ha letto che ai detenuti sardi servivano il caffelatte a colazione, è rimasta stupefatta. What a treat! Mi ha detto. Che lusso!
 
Qualcuno dei luoghi di cui hai narrato ha per te un significato particolare? Raccontami un po’.
La maggior parte parte dei luoghi citati è legata a dei ricordi per me. Cagliari per prima, è la città dove ho studiato e lavorato per parecchi anni, poi Chia è per me una bellissima spiaggia, mi piace andarci d’inverno, quando c’è poca gente, e camminare lungo la riva. Ho scelto Chia per una delle scene importanti del libro, e quello che prova Clara camminando sulla spiaggia riflette quello che provavo io quando ci andavo.
 
Nel leggere il libro mi è parso di scorgere una certa nostalgia. Cosa ti manca di più della Sardegna?
Tante cose. Il clima prima di tutto. Nonostante io viva in Inghilterra da 17 anni, non mi sono abituata agli inverni lunghi e freddi, le estati quasi inesistenti. Il mare e le nostre spiaggie mi mancano moltissimo. Se poi comincio a parlare del nostro cibo... non mi fermate più!
 
Una particolarità del personaggio di Clara è la sua quasi ossessione nei confronti del cibo. La descrizione dei cibi è sempre molto particolareggiata e in qualche modo arricchisce l’ambientazione stessa, rendendo il libro una sorta di pubblicità in forma narrativa (passami questa espressione) delle meraviglie della Sardegna. Come mai ti sei soffermata su questo aspetto?
Come già menzionato, quando ho scritto il libro, avevo in mente il tipico lettore inglese. Ora gli inglesi amano molto l’Italia, le nostre tradizioni, cultura, cucina, ecc, quindi ho voluto soffermarmi su questi aspetti. Per noi italiani è importante mangiare bene, se possiamo, tendiamo a consumare i pasti insieme in famiglia (lavoro e impegni permettendo). I dialoghi a tavola sono preziosi, perchè è il momento in cui si condivide la nostra giornata con le persone care e qui possiamo raccontare quello che è successo durante la giornata, le nostre opinioni, i pettegolezzi, un po’ di tutto. Nella cultura inglese questo manca un po’, e loro apprezzano molto questo modo di stare a tavola assieme, quando lo vedono nelle altre culture.
 
Inoltre, ogni volta che prendo l’aereo da Londra per Cagliari o Alghero, il volo è pieno. E non parlo di sardi, ma di turisti inglesi. La Sardegna piace, sta diventando una destinazione prediletta per i turisti anglossassoni, quindi ho voluto provare a descriverla nella sua naturale bellezza. Alcuni amici inglesi, dopo aver letto il libro, sono poi andati in vacanza in Sardegna. Altri contano di andarci e mi chiedono se segretamente lavoro per l’Assessorato al Turismo della Sardegna.
 
Il libro è stato originariamente pubblicato nel Regno Unito con YouWriteOn. Di cosa si tratta esattamente?
Nel 2008 il British Arts Council ha dato un grant alla YouWriteOn per consentire agli autori emergenti di essere pubblicati (parlo di formato cartaceo), senza spendere niente di tasca loro. Quindi a suo tempo ho fatto la richiesta e hanno accettato il mio romanzo. YouWriteOn è stato un primo esempio di editoria non a pagamento per gli autori indie.
 
Essendo scritto in inglese, il tuo libro si è aperto subito a un mercato più vasto, che oltre il Regno Unito comprende gli Stati Uniti e altri Paesi anglofoni. Che tipo di riscontri hai ottenuto?
Il libro sembra piacere, almeno dalle recensioni positive che ho su Amazon. Ci sono molti libri scritti in inglese la cui storia ha luogo in Italia, anche se in genere le località italiane più diffuse sono Venezia, Roma, la Toscana, poi un po’ la Sicilia e la costiera amalfitana. La Sardegna non appare molto nella narrativa contemporanea in lingua straniera, sopratutto nei romanzi rosa. Quindi ho l’impressione che al pubblico anglofono piaccia scoprire un po’ di più di della nostra isola e della sua gente.
 
Parliamo invece della pubblicazione in Italia. Hai deciso di far tradurre il libro da un traduttore invece di occupartene tu stessa. Come mai?
Il fattore determinante è stato il tempo a disposizione. Dopo che lavori e ti occupi della famiglia, il tempo da dedicare ai tuoi hobby è veramente ridotto. Quindi ho dovuto fare una scelta: potevo usare quelle poche ore dedicandomi alla traduzione del libro oppure scriverne un secondo. Ho preferito la seconda opzione.
 
Il libro è stato finora pubblicato in maniera indipendente in Italia su Amazon sia in formato ebook che cartaceo. Cosa mi sai dire di questa tua esperienza come autrice indipendente? Ti piace essere indipendente o preferiresti lavorare con un editore?
Mi piace molto essere indipendente e libera dai vincoli che può porti una casa editrice. Posso decidere io su molte cose: a partire dalla trama, lo stile, cosa tenere e cosa buttare via della storia, fino al design della copertina, il prezzo del libro, l’ideazione del trailer, dove e come farmi conoscere. È chiaro che il tutto è più impegnativo se sei un autore indipendente, perché non basta scrivere il libro, devi fare anche tutto il resto, che poi porta via tempo allo scrivere. Il vantaggio è che hai il controllo su tutto e non devi rendere conto ad altri di quello che fai.
 
La cosa importante è non pensare che siamo un’isola sperduta in un oceano, ci sono tante figure professionali sulle quali fare affidamento: gli editor, i designer per le copertine, i correttori di bozze, i webmaster, i beta reader, e anche altri scrittori indie che possono supportarti e darti il feedback necessario per migliorare quello che produci. Il libro, nella sua completezza, raramente è frutto del lavoro di un’unica persona, ma di un team di collaboratori fidati.
 
E adesso parliamo del futuro. Cosa bolle in pentola per quanto riguarda la tua attività letteraria?
Sto lavorano a una serie di novelle, saranno circa un terzo della lunghezza di “Un patto con una sconosciuta”. La serie si chiamerà “Il rifugio dei cuori infranti”. Tutto ruota intorno alla figura di una dolce nonna italiana, che vive a Londra da tanto tempo, l’ho chiamata Nonna Pina.
A chi non è capitato nella vita di avere una grande delusione nel campo affettivo? Un amore non corrisposto? Un tradimento? L’essere lasciati dal proprio amato? Spesso queste vicende sono estramemente difficili da sostenere, un cuore infranto non è roba da poco. Ecco, Nonna Pina, offre la sua casa nel cuore di Hampstead, come luogo di incontro per le persone, perlopiù donne, che hanno bisogno di affetto, incoraggiamento e aiuto in queste situazioni. Ho già completato la prima novella, e spero di finire le altre due entro l’autunno. Conto di pubblicare i primi tre episodi insieme, sia in inglese che in italiano.
 
Ringrazio ancora una volta Martina per la sua disponibilità e vi invito a visitare il suo blog bilingue
 


MARTINA MUNZITTU
è nata e cresciuta in Sardegna. Dopo aver completato la maturità linguistica è partita per Londra e ha lavorato come segretaria presso il King’s College. Successivamente le è stato offerto un lavoro simile in Sardegna, e vi è tornata per alcuni anni. All’età di 28 anni si è poi trasferita definitivamente a Cambridge, Inghilterra, dove ha continuato la sua carriera di assistente di direzione per altri 10 anni. Nel 2007 ha poi lanciato la sua Società che offre servizi di segreteria freelance. Martina è sposata con Philip e, oltre a fare la moglie, fa anche la mamma a una bambina di tre anni, che la tiene occupata forse più del lavoro. Mentre raccoglie i giocattoli sparsi qua e là, e scopre nuove imbrattature sui muri e divani, Martina si impegna affinché la sua bambina impari a parlare l’italiano, possibilmente senza l’accento inglese. Essendo dotata di capacità multi-tasking, come tutte le donne, mentre svolge le varie mansioni non strettamente lavorative, Martina pensa a ciò che vuole raccontare nei suoi romanzi e, appena ha un attimo di tempo, lo mette giù nero su bianco.
Visitate il suo blog "A Deal With A Stranger": http://www.adealwithastranger.com/
Potete trovare Martina anche su Facebook: http://www.facebook.com/adealwithastranger
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Di Guest blogger (del 06/03/2013 @ 00:35:02, in Scrittura & Lettura, linkato 4648 volte)

È arrivato il momento di un nuovo guest post. Questa volta ospito l'autrice indipendente Francesca Verginella, che ci parla (con la collaborazione di Davide Rigonat) di una delle più importanti piattaforme di autopubblicazione digitale al mondo, Smashwords, analizzandone vantaggi e svantaggi.

© Smashwords

Sempre più spesso si sente parlare di self-publishing, talvolta inteso come alternativa all'editoria tradizionale, talaltra come elemento di opposizione o come percorso parallelo ed integrativo alla stessa. Il self-publishing, come peraltro già sottolineato in numerosi altri articoli, è un mondo complesso che raccoglie esperienze, motivazioni e obiettivi molto vari. Esso apre infatti la porta della pubblicazione a una schiera vastissima di scrittori che attraverso i canali tradizionali avrebbero avuto ben poche possibilità di veder distribuite le proprie opere. In questa sede non vogliamo addentrarci nei problemi relativi al controllo della qualità dei libri pubblicati, alla responsabilità dell'autore-editore, alla politica delle case editrici maggiori e così via. Ci siamo invece voluti concentrare brevemente sull'auto-pubblicazione di e-book, con alcune considerazioni sugli aspetti pratici della pubblicazione e della promozione e distribuzione e con particolare riferimento alla piattaforma Smashwords.

 
La pubblicazione può avvenire attraverso molte piattaforme diverse, peraltro sempre più numerose, italiane e straniere. Alcune di esse sono esclusivamente dedicate alla pubblicazione di ebook (ad es. Smashwords, Barnes&Nobles, XinXii, ecc.); altre prevedono invece il self-publishing cartaceo grazie al print-on-demand (ad es. Lulu); altre ancora, direttamente o tramite società convenzionate, consentono entrambe le soluzioni (ad es. Amazon, Narcissus, IlMioLibro, ecc.). Alcune piattaforme distribuiscono indistintamente libri pubblicati anche da case editrici (ad es. Smashwords), altre sono invece dedicate esclusivamente al self-publishing (ad es. Bookolico, ecc.). Nella scelta della piattaforma (o delle piattaforme, essendo di fatto sempre la pubblicazione - o, meglio, la distribuzione - non esclusiva) l'autore dovrà valutare non solo la qualità del prodotto pubblicato (si consideri che in molte di queste piattaforme è possibile caricare direttamente gli ebook in formato .epub o .mobi), ma anche e soprattutto le modalità di distribuzione del libro stesso. Si consideri che, in realtà, tutte queste sono di fatto piattaforme di distribuzione che su questo fondano i loro guadagni e in cui il servizio di pubblicazione è una sorta di servizio "collegato" gratuito. Va da sé che la promozione è affidata quasi completamente all'autore stesso.
 
In questo panorama, Smashwords è stato certamente un sito innovativo che in pochi anni ha davvero cambiato il mercato degli e-book aprendolo anche ai "privati" e che ha fatto scuola: dimostrazione ne è la proliferazione di servizi del tutto analoghi che ultimamente si sono affacciati alla rete e la contemporanea "marginalizzazione" - o quasi - delle esperienze precedenti.  Basti pensare che, dai 140 libri a catalogo del 2008, anno della sua nascita, conta oggi circa 285.000 libri ed oltre 60.000 autori, con una media di opere pubblicate che aumenta al ritmo di 250-300 al giorno.

Brevemente, elenchiamo nel seguito alcuni dei pro e dei contro (molto legati questi agli scopi che l'autore si pone) relativi all'uso di questa piattaforma:

PRO

- completamente gratuito: grande libertà, anche nella determinazione del prezzo di copertina;
- nessuna limitazione di dimensione o di genere per le opere pubblicate (io per esempio ci ho pubblicato tre racconti e quattro romanzi di genere molto diverso tra loro);
- gestione dell'account e delle operazioni di pubblicazione intuitivo e semplice;
- preparazione (formattazione) del testo relativamente semplice:
pubblicazione automatica praticamente in tutti i formati più diffusi (.epub, .modi, .pdf, ecc.);
- ISBN gratuito;
- nessuna restrizione di fatto alla pubblicazione contemporanea su altri siti (anche se teoricamente "sconsigliata" dallo staff);
- diffusione del libro attraverso molti distributori (Smashwords, iTunes, Kobo - e di conseguenza inMondadori che con Kobo ha recentemente raggiunto un accordo commerciale - Barnes&Nobles, Sony, Diesel, oltre a varie librerie). Al momento non vi è più accordo con Amazon che ha lanciato il suo sistema di autopubblicaizone (KDP-Self Publishing);
- ottime percentuali sul venduto (in media 60-70%, con punte dell'80%);
- pagamenti trimestrali;
- possibilità di esenzione dalla tassazione americana dietro presentazione di documentazione IRS;
- servizio di assistenza funzionante (normalmente ti rispondono - in inglese - dopo 4/5 giorni dalla richiesta).

 
CONTRO
- servizio di assistenza solo in inglese (ricordiamo che il sito è americano);
- visibilità del libro sulla home page sempre più scarsa a causa dell'elevatissimo numero di pubblicazioni giornaliere;
- difficoltà di ricerca di testi in una lingua particolare (es. italiano);
- e-book generati automaticamente con alcune limitazioni sulla libertà di impaginazione (recentissimamente è stata però introdotta la possibilità di mettere in rete direttamente degli .epub fatti "in proprio");
- prezzi solo in dollari americani;
-  necessità di un conto Paypal;
- promozione di fatto affidata all'intraprendenza dei singoli;
- attualmente non distribuisce sui canali più diffusi in Italia (Amazon, isb, ecc.).
Molti dei contro sono assolutamente relativi agli obiettivi che uno si prefigge: se un autore spera di pubblicare il suo primo libro su Smashwords, di vendere migliaia di copie e far un mucchio di soldi in poco tempo, allora probabilmente ha sbagliato strada.

Per cercare di ovviare al problema della scarsa visibilità e della difficoltà di trovare i testi in italiano all'interno dello sterminato catalogo di Smashwords mi sono impegnata in un'operazione di paziente ricerca e catalogazione dei testi presenti sul portale: il risultato è un elenco di tutte le opere pubblicate da autori italiani, oriundi o "assimilabili" (ad es. svizzeri, ecc.) in italiano su Smashwords dal 2008 ad oggi (parliamo, ad oggi, di circa 700 libri), siano essi gratuiti o a pagamento. Per scelta personale, le uniche opere che non ho voluto inserire nella lista sono quelle ad argomentazione dichiaratamente pornografica.
 
L'elenco è stato ordinato alfabeticamente secondo autore. Allo stesso modo, le opere di ogni autore sono ordinate alfabeticamente, e non secondo data di pubblicazione (peraltro indicata). La decisione di adottare un tale sistema di catalogazione è derivata dalla scelta di puntare l'attenzione sugli autori più che sulle singole opere, così che l'utente, scorrendo gli elenchi alla ricerca di qualche libro di proprio interesse, possa scoprire nuovi autori ed essere stimolato da opere che magari, in una lista ordinata per genere, non avrebbe mai incontrato.
 
L'elenco viene aggiornato in genere due/tre volte alla settimana. Per ogni opera vengono riportati vari dati generali (copertina, data di pubblicazione, prezzo, ISBN, ecc.) e una breve presentazione. Tramite dei link dedicati si può accedere direttamente alla pagina Smashwords di ogni autore e di ogni opera, da cui si può prelevare parte della stessa, acquistarne una copia e così via.

All'elenco si accede dalla sezione libri del sito www.lacasadifrancesca.it o direttamente dall'indirizzo www.lacasadifrancesca.it/libri/ebook.htm. È stato creato anche un account di posta dedicato dove raccogliere consigli e segnalazioni da parte di autori e lettori e che si può utilizzare per qualsiasi richiesta o curiosità abbiate in relazione a questa iniziativa. L'indirizzo è: ebook@lacasadifrancesca.it
 
Spero che le informazioni possano esservi di qualche utilità. Per qualsiasi dubbio o curiosità potete contattarmi all'indirizzo mail riportato sopra.
 



FRANCESCA VERGINELLA scrive dall'età di 19 anni e il suo primo romanzo è stato un fantasy, poi sono venuti i racconti e altri romanzi, che si ispirano alla vita contemporanea.
Dopo aver partecipato a qualche concorso letterario e cercato il contatto con varie case editrici, anche passando tramite agenzie letterarie, ha imparato un paio di cose sull'editoria che l'hanno spinta a rinunciare a intraprendere questa strada. Poi ha letto di Smashwords su un giornale e ora si trova lì, anche grazie al marito (perché, come dice, lei e i computer vengono da due universi diversi, paralleli, che mai si incontreranno).

Potete conoscerla meglio nel suo sito.
I suoi libri sono in vendita su Smashwords e su Amazon.

Grazie mille a Francesca per il suo contributo!








 
Di Carla (del 02/03/2013 @ 06:04:45, in Scrittura & Lettura, linkato 2901 volte)

 Meraviglia senza tempo
 
È sorprendente che questo libro sia stato scritto più di quarant’anni fa. Nel leggerlo all’inizio non me n’ero affatto resa conto. Certo, vedevo che la storia era ambientata negli anni ’70, ma lì per lì non ci avevo fatto caso. Tutto ciò è significativo, in quanto se si legge un thriller tecnologico così datato ci si aspetta comunque di percepire una certa ingenuità e un’atmosfera ben diversa dai romanzi recenti, proprio perché nel tempo cambia sia il modo di scrivere che il pubblico. I lettori di adesso sono molto più preparati e smaliziati di quelli del 1972, perciò che un libro di questo tipo riesca a stupirli è segno senza dubbio che si tratta di un gran bel libro.
Il fatto che sia uno dei primi lavori di Crichton comunque si nota. Col tempo è sicuramente migliorato nello stile, ma già allora, come avevo avuto modo di constatare in “Andromeda”, si poteva scorgere il suo genio.
La trama ha a che fare col trattamento di malattie mentali tramite tecniche avanzate di manipolazione del cervello per mezzo del suo collegamento a un computer, rendendo appunto l’uomo nient’altro che un terminale. Come sempre nei libri di questo autore è la scienza a farla da padrona. I personaggi passano in secondo piano, ma poco importa, perché il lettore viene catturato da tutto il resto, sebbene appunto si tratti di una fantascienza (è proprio il caso di dirlo) vecchia di decenni. La meraviglia durante la lettura è però intatta, come pure la sensazione a fine romanzo che questo sia riuscito a insegnarci qualcosa e non sia stato solo un passatempo.
Il finale non è forse imprevedibile, come pure lo sviluppo generale dell’intreccio, ma tiene testa alla grande ad altri romanzi dello stesso genere scritti molto più recentemente.
Come sempre, di fronte a Crichton, non posso che inchinarmi.
 
 
Leggi tutte le mie recensioni e vedi la mia libreria su:
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